Legge di bilancio 2026: impatti concreti su trasporti e logistica

01.28.2026
Bandiera italiana sovapposta a un grafico finanziario e monete per rappresentare le novità della Legge di Bilancio 2026 per il settore della logistica e trasporti.

La Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, contiene una serie di disposizioni che, pur non rivoluzionando il quadro normativo del settore, introducono novità di rilievo operativo e fiscale per imprese di logistica e trasporti. Le misure approvate influenzano in maniera significativa i costi operativi, le opportunità di investimento, l’occupazione e la gestione finanziaria delle imprese che operano nella filiera dell’autotrasporto, dell’intermodalità e dei servizi logistici.

In questo articolo proviamo a leggere queste novità dal punto di vista operativo, con un taglio concreto e orientato a chi lavora ogni giorno nella supply chain.

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026?

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025), per quanto riguarda il mondo della logistica, delinea un pacchetto di interventi che interessa il trasporto merci su gomma, la logistica integrata e le infrastrutture correlate. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato ridisegnare alcuni equilibri fiscali, dall’altro favorire investimenti e innovazione. Tuttavia, come spesso accade, accanto alle opportunità emergono anche nuovi costi e vincoli. Ciò significa che le imprese sono chiamate, ancora una volta, a rivedere strategie operative e finanziarie.

Accise sui carburanti e costi operativi

Prima di tutto, il tema più sensibile per il settore resta quello delle accise sui carburanti. Il riallineamento tra benzina e gasolio porta l’aliquota a 672,90 euro per 1.000 litri per entrambi i prodotti, con un aumento di circa 4,05 centesimi al litro sul gasolio. Considerando l’IVA al 22%, l’incremento reale supera i 4,9 centesimi al litro.

Nel concreto, cosa significa questo? Significa che il gasolio perde il vantaggio fiscale storico di cui ha beneficiato per anni e diventa, di fatto, più oneroso per chi opera con flotte diesel. Per le imprese di autotrasporto, specialmente quelle impegnate nel pre-haulage e post-haulage dei container, l’effetto è immediato: i costi chilometrici aumentano, i margini si riducono e la sostenibilità dei contratti a lungo termine viene messa sotto pressione. Nonostante ciò, la norma si inserisce in una strategia ambientale più ampia, legata alla rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi. Questo evidenzia come la transizione ecologica, ancora una volta, passi anche attraverso scelte fiscali che ricadono direttamente sulla supply chain.

Come funzionano ZES e ZLS nella Legge di Bilancio 2026?

Per quanto riguarda gli investimenti, la legge conferma e rafforza gli incentivi destinati alle Zone Economiche Speciali e alle Zone Logistiche Semplificate. Qui il punto è sia fiscale sia strategico. ZES e ZLS rappresentano, di fatto, una leva per ridisegnare la geografia della logistica italiana, favorendo lo sviluppo di retroporti, piattaforme intermodali e hub di consolidamento merci.

In particolare, il credito d’imposta collegato a questi strumenti consente alle imprese di pianificare investimenti in immobili logistici, impianti automatizzati e infrastrutture di supporto alla movimentazione container. Ciò dimostra che la politica industriale, almeno su questo fronte, prova a sostenere una visione di lungo periodo. Tuttavia, l’efficacia reale dipenderà dalla capacità di collegare questi insediamenti alle reti ferroviarie e portuali, evitando che restino cattedrali nel deserto.

In aggiunta, gli incentivi per beni strumentali legati alla digitalizzazione e ai sistemi 4.0 rappresentano un’opportunità concreta per modernizzare magazzini, terminal e centri di distribuzione. Non si tratta solo di risparmio fiscale, ma di un passaggio necessario per rendere la supply chain più trasparente, tracciabile e integrata.

Interventi su infrastrutture

Riguardo alla digitalizzazione dei sistemi di trasporto e logistica, la legge stanzia risorse dedicate a favore di RAM S.p.A., soggetto centrale nelle politiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Qui il tema è meno visibile, ma estremamente rilevante. RAM opera infatti su progetti che coinvolgono l’intermodalità, la piattaforma logistica nazionale e gli incentivi al trasporto combinato.

Questo significa che, attraverso questi finanziamenti, si rafforza l’infrastruttura digitale che collega porti, interporti, ferrovie e operatori logistici. In altre parole, non si parla solo di software o piattaforme, ma di un vero e proprio sistema nervoso della supply chain italiana. Vale la pena notare che senza questa integrazione digitale, anche le migliori infrastrutture fisiche rischiano di funzionare al di sotto del loro potenziale.

Una manovra tra costi e opportunità

In sintesi, la Legge di Bilancio 2026 disegna uno scenario fatto di luci e ombre. Da un lato, l’aumento delle accise sul gasolio pesa in modo significativo sui costi della supply chain. Dall’altro, gli incentivi per investimenti, digitalizzazione e insediamenti logistici aprono spazi interessanti per chi sa pianificare con una visione di medio-lungo periodo. È vero che non si tratta di una riforma epocale, ma è altrettanto vero che queste misure, sommate tra loro, condizionano significativamente il modo in cui la logistica italiana potrà competere sui mercati internazionali.

Vale la pena ricordare che la Legge di Bilancio 2026 interviene anche su altri ambiti legati al mondo dei trasporti, come la fiscalità delle spedizioni internazionali di piccolo valore, alcune misure sull’organizzazione dei servizi marittimi e ferroviari, nonché specifici interventi su infrastrutture e sicurezza della rete. Tuttavia, si tratta di disposizioni che, pur rilevanti sotto il profilo normativo e amministrativo, hanno un impatto meno diretto sulla supply chain containerizzata. Per questo motivo, in questa analisi ci siamo concentrati sugli elementi che incidono in modo più immediato su costi, investimenti e competitività del sistema logistico.

Per concludere, la vera sfida per le imprese non è solo adeguarsi alle nuove regole, ma trasformarle in leve strategiche. Capire dove investire, come gestire i costi e quali opportunità cogliere diventa fondamentale per restare competitivi. Se desideri approfondire come queste disposizioni si applicano alla tua realtà aziendale e ottenere una consulenza personalizzata, non esitare a contattare CTI: il nostro team di esperti è a disposizione per supportarti nella lettura della normativa e nella costruzione di soluzioni operative su misura.