Dal 1° febbraio 2025 è in vigore l’Accordo Commerciale Interinale UE-Cile (ITA), che modernizza il vecchio accordo del 2002 e, soprattutto, tocca temi molto concreti per chi spedisce merci, come dazi, regole d’origine, documentazione doganale e accesso al mercato dei servizi. Per l’Italia, che è il 10° fornitore del Cile a livello globale e il 3° nell’UE (dopo Germania e Spagna), la partita è strategica: più fluidità in dogana significa lead time più prevedibili e costi ridotti lungo la catena logistica.
In più, dal 1° giugno 2025 alcuni capitoli del nuovo Advanced Framework Agreement (AFA) UE-Cile, il “contenitore” politico e di cooperazione che affianca l’ITA, sono entrati in applicazione provvisoria e questo amplia il raggio d’azione su sostenibilità, digitale, energia e collaborazione istituzionale. In altre parole, non si parla solo di dazi, si parla dell’intero ecosistema che regge una supply chain moderna.
Andiamo, quindi, ad analizzare più nello specifico le varie aree d’interesse di questi nuovi accordi.
Dazi abbattuti e nuove opportunità nei servizi
La novità che fa più rumore? Dazi azzerati sul 99,9% delle esportazioni UE verso il Cile (con la sola eccezione dello zucchero). La Commissione europea stima anche un potenziale +4,5 miliardi € di export UE nel medio periodo grazie alle nuove condizioni. Perciò, se vendete macchinari, chimica o mezzi di trasporto – i capitoli merceologici in cui l’UE è più forte verso il Cile – i conti della distinta base possono migliorare già “a parità di tutto il resto”.
E non si parla solo di merci. L’ITA facilita la prestazione di servizi in Cile (comprese telecomunicazioni, trasporto marittimo e servizi finanziari), mentre l’AFA, una volta pienamente in vigore, consoliderà ulteriormente questi canali. Per la logistica, ciò significa più spazio per integrazioni door-to-door, procurement più accessibile e margini operativi migliori su trasporto, handling e servizi a valle.
Origine preferenziale: basta EUR.1, entrano in scena REX e auto-certificazione
Per beneficiare delle preferenze non si usa più il certificato EUR.1. Il trattamento preferenziale si ottiene con:
- dichiarazione di origine del registrato REX (se esportatore UE e spedizione > 6.000 €);
- conoscenza dell’importatore (“importer’s knowledge”);
- dichiarazione per spedizioni multiple di prodotti identici (validità massima 12 mesi).
Sebbene il cambio possa sembrare “una scocciatura” all’inizio, in realtà può portare diverse semplificazioni, come la riduzione delle carte necessarie e la maggior tracciabilità digitale. Nota bene: è importante porre attenzione ai codici documentali in DAU: U123 (dichiarazione di origine), U124 (dichiarazione per spedizioni multiple) e U125 (conoscenza dell’importatore).
Materie prime critiche e filiere strategiche
Il Cile è tra i principali fornitori mondiali di litio e un attore chiave sul rame. L’ITA punta a rendere più efficiente e sostenibile il flusso di materie prime e semilavorati, con impegni su standard ambientali e del lavoro. Per chi pianifica approvvigionamenti europei, questo è cruciale: circa l’80% del litio importato dall’UE arriva dal Cile, leva essenziale per batterie, e dunque per automotive, storage e rinnovabili. Analogamente, la stabilità degli accessi su rame e derivati sostiene l’elettrificazione delle reti.
L’AFA e il nuovo contesto di cooperazione
Finché l’AFA non sarà ratificato da tutti gli Stati membri UE, resterà il “doppio binario” con l’ITA; Dal 1° giugno 2025, però, nove capitoli sono applicati provvisoriamente. Questi riguardano gli obiettivi e i principi generali, il dialogo politico, la cooperazione economico-sociale e – punto non secondario – alcuni tasselli che incidono sul contesto in cui operano logistica e commercio: clima, energia verde, digitale, sicurezza. Nel frattempo, l’ITA resta la base unica per tariffe, origine e market access commerciale.
Implicazioni operative per la logistica
Prima di tutto, specifichiamo di nuovo che gli operatori UE devono essere REX per rilasciare dichiarazioni oltre 6.000 €.
Dopodiché, conviene aggiornare:
- la procedura interna per la raccolta delle evidenze d’origine (dichiarazioni fornitore, distinte base, tracciabilità componenti),
- i format documentali (inserendo il testo prescritto della dichiarazione di origine),
- i workflow TMS/WMS per gestire le dichiarazioni multiple con validità fino a 12 mesi, ed evitare richieste di preferenza “scoperte” o fuori finestra.
Per non parlare di pianificazione: grazie alla semplificazione documentale e all’eliminazione dei dazi su quasi tutte le voci, è più facile costruire offerte door-to-door competitive su rotte reefer (frutta fresca), acciai e rame, vino e food, macchine e impiantistica. In aggiunta, le previsioni di crescita dell’export UE verso il Cile aiutano a consolidare volumi e capacità sui servizi marittimi, riducendo il rischio di extra-nolo in alta stagione.
Alcuni settori da tenere d’occhio
Per quanto riguarda l’agroalimentare, il pacchetto tutela meglio diverse indicazioni geografiche e alleggerisce barriere: utile a chi esporta ingredientistica e dairy dall’Italia e a chi importa vini e prodotti ortofrutticoli dal Cile. Specialmente sui reefer, tempi e compliance più lineari riducono rischi di sosta e danni merce. Allo stesso modo, su macchinari e componentistica (ossia il core dell’export italiano) l’esenzione dazi e l’auto-certificazione hanno effetti immediati sul costo all’atterraggio.
In sintesi, le minori frizioni in bolla e la maggior prevedibilità comportano un margine allargato per rinegoziare Incoterms e SLA logistici.
Concludendo: l’applicazione provvisoria dell’AFA non tocca le procedure doganali già fissate dall’ITA ma spinge la cooperazione su sostenibilità, digitale e procurement. Analogamente, a livello UE gli obiettivi su materie prime critiche e transizione energetica si intrecciano con la partnership cilena: se la filiera battery e rinnovabili cresce, la catena logistica Italia–Cile dovrà saper gestire flussi più frequenti e più regolati anche in chiave ESG.
Se vuoi approfondire la conoscenza di queste tematiche, o per qualsiasi altra necessità legata al tuo commercio internazionale, CTI offre consulenze mirate con l’obiettivo di offrire assistenza in tutte le fasi delle spedizioni. Contattaci tramite il form contatti!









