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	<title>CTI SRL</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 13:34:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>CTI SRL</title>
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		<title>Tutti i nostri servizi. Scopri CTI, il tuo partner logistico outsourcing.</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/tutti-i-nostri-servizi-cti-partner-logistico-outsourching/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 13:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CTI è uno spedizioniere internazionale specializzato nella gestione di spedizioni aeree, marittime, ferroviarie e su [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>CTI è uno spedizioniere internazionale specializzato nella gestione di spedizioni aeree, marittime, ferroviarie e su gomma. Operiamo in import, export e crosstrade, seguendo ogni pratica dalla fase documentale e doganale fino alla consegna finale, con un team operativo dedicato per ogni cliente che gestisce in modo integrato tutti gli aspetti della spedizione.</p>



<p>Il nostro modello di lavoro nasce da una consapevolezza precisa: la logistica funziona meglio se il dialogo tra le parti è facile e immediato. Per questo operiamo come dipartimento logistico in outsourcing, costruendo con ciascun cliente una relazione stabile e continuativa. Non gestiamo pratiche isolate, ma seguiamo nel tempo la crescita e l&#8217;evoluzione delle esigenze di chi ci affida la propria logistica. Il cliente ha sempre un riferimento diretto nel nostro team, con cui può confrontarsi in ogni fase, senza passare attraverso centralini o sistemi di ticketing.</p>



<p>Ci rivolgiamo principalmente a piccole e medie imprese con attività di import o export strutturata, che necessitano di una gestione professionale e continuativa della logistica internazionale senza disporre di un reparto interno dedicato. Tra i settori in cui operiamo con maggiore specializzazione c&#8217;è l&#8217;occhialeria: la gestione di prodotti ad alto valore unitario in volumi contenuti richiede precisione documentale, conoscenza approfondita delle normative doganali dei mercati di destinazione e la capacità di scegliere la soluzione di trasporto più adatta spedizione per spedizione. È un tipo di competenza che si costruisce nel tempo, lavorando su casi reali in contesti specifici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasporto marittimo</strong></h2>



<p>Il trasporto marittimo è il servizio più articolato che offriamo, perché è quello che copre la gamma più ampia di esigenze. Gestiamo spedizioni in import, export e crosstrade con partenze regolari dai principali porti mondiali, lavorando con compagnie di navigazione, operatori portuali e agenzie marittime con cui abbiamo costruito relazioni solide nel tempo.</p>



<p>Per le spedizioni a carico completo (FCL) impieghiamo l’intera gamma di container, sia standard sia special equipment, inclusi open top, flat rack e tank container, per la gestione di merci fuori misura o con specifiche esigenze di trasporto. Per i carichi parziali (LCL groupage), consolidando la merce in container condivisi con partenze regolari sulle principali rotte. Gestiamo inoltre spedizioni Ro-Ro per veicoli e macchinari semoventi o su ruote, break bulk per carichi che per dimensioni o caratteristiche non sono containerizzabili, e project cargo per operazioni complesse che richiedono pianificazione logistica dedicata, spesso in coordinamento con più vettori e più scali. Siamo attrezzati per il trasporto di merci pericolose classificate IMO e per le spedizioni che richiedono temperatura controllata, con container reefer per prodotti alimentari, farmaceutici o biologici.</p>



<p>Per le spedizioni crosstrade, in cui la merce parte da un paese terzo e raggiunge la destinazione finale senza transitare dall&#8217;Italia, gestiamo l&#8217;intera pratica coordinando direttamente agenti e corrispondenti locali nei paesi di partenza e di arrivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasporto aereo</strong></h2>



<p>Gestiamo spedizioni aeree in import, export e crosstrade su sei continenti, selezionando il vettore più adatto in base a tempi di transito, costi e caratteristiche della merce. Lavoriamo con le principali compagnie aeree cargo e con una rete di agenti nei maggiori aeroporti hub mondiali, che ci permette di garantire connessioni regolari anche verso destinazioni meno servite dalle rotte dirette.</p>



<p>Il servizio copre general cargo, merci pericolose IMO e spedizioni in temperatura controllata per prodotti che richiedono una catena del freddo certificata. Per le situazioni che richiedono tempi di consegna garantiti gestiamo spedizioni time critical con diverse soluzioni a seconda del grado di urgenza: next flight out per le partenze più rapide disponibili, hand carry per merci che richiedono accompagnamento dedicato, charter aereo per volumi o situazioni che non trovano soluzione sulle rotte di linea.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasporto ferroviario</strong></h2>



<p>Offriamo soluzioni di trasporto ferroviario per container tra Europa, area balcanica ed Estremo Oriente, operando lungo la ferrovia Transiberiana in import, export e crosstrade, sia in FCL che in groupage.</p>



<p>Il trasporto ferroviario si posiziona come alternativa concreta tra il marittimo e l&#8217;aereo, con costi significativamente inferiori all&#8217;aereo e un impatto ambientale ridotto rispetto a entrambi. È una soluzione che ha acquistato rilevanza crescente per le aziende che gestiscono flussi regolari con l&#8217;Asia e che cercano un equilibrio tra velocità e costo, o che hanno obiettivi di sostenibilità nelle proprie scelte logistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasporto su gomma</strong></h2>



<p>Gestiamo spedizioni stradali dall&#8217;Italia verso tutta l&#8217;Eurasia, in import, export e crosstrade, con un servizio door to door supportato da una rete di autotrasportatori e partner locali selezionati. Operiamo in FTL per carichi completi e in groupage per carichi parziali, con soluzioni dedicate per merci pericolose IMO, prodotti a temperatura controllata e project cargo.</p>



<p>La copertura verso destinazioni con infrastrutture complesse o normative di transito particolari, come i paesi dell&#8217;area caucasica o dell&#8217;Asia centrale, è garantita da partner locali con esperienza specifica in quelle aree, che seguono le fasi di transito e gestiscono le formalità doganali intermedie. Il servizio è strutturato per garantire tracciabilità e continuità operativa lungo tutto il percorso, anche nelle tratte più articolate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Consulenza doganale e documentale</strong></h2>



<p>Una parte rilevante del nostro lavoro riguarda la fase che precede la spedizione: aiutare le aziende a prepararsi correttamente per operare su un nuovo mercato estero o per gestire situazioni doganali complesse. Ogni paese ha le proprie normative, i propri requisiti documentali e le proprie procedure di sdoganamento, e affrontarli senza esperienza diretta espone a rischi concreti: blocchi in dogana, sanzioni, costi imprevisti che in alcuni casi superano il valore della merce stessa.</p>



<p>Il servizio di consulenza che offriamo è basato sull&#8217;esperienza diretta maturata su mercati di tutto il mondo. Le attività includono la classificazione doganale delle merci, la verifica della documentazione di origine, la valutazione dei dazi applicabili, l&#8217;identificazione di licenze di esportazione o certificazioni richieste dal paese di destinazione e l&#8217;assistenza nella gestione di contestazioni o blocchi in dogana già in corso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Traslochi e relocation internazionale</strong></h2>



<p>Gestiamo il trasporto di effetti personali per privati e aziende che affrontano trasferimenti internazionali. È un servizio flessibile che può arrivare a coprire anche l&#8217;intera operazione, dal sopralluogo presso il domicilio del cliente e dall’imballaggio professionale di mobili, oggetti fragili e beni di valore, fino alla consegna con servizio di scarico e posizionamento, passando per la gestione di tutta la documentazione doganale richiesta dal paese di destinazione. Per le operazioni che richiedono imballaggio specializzato o movimentazione di oggetti particolari coordiniamo traslocatori professionali con esperienza specifica nelle operazioni internazionali.</p>



<p>Il servizio è disponibile sia per privati che si trasferiscono all&#8217;estero per motivi personali o lavorativi, sia per aziende che gestiscono programmi strutturati di relocation dei propri dipendenti.</p>
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		<title>Guerra in Iran e blocco stretto di Hormuz: le conseguenze per la logistica internazionale</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/guerra-iran-blocco-stretto-hormuz-conseguenze-logistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele sta già ridisegnando in tempo reale le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele sta già ridisegnando in tempo reale le condizioni operative nel Golfo soprattutto per quanto riguarda continuità dei transiti, disponibilità di capacità e tenuta dei costi. Dal primo giorno di conflitto la logistica è entrata in “modalità crisi”, in particolare per due aspetti: la centralità dello Stretto di Hormuz per i flussi energetici e la rapidità con cui la sicurezza marittima è stata riclassificata in area ad altissimo rischio.</p>



<p>Il contesto, del resto, era già deteriorato da mesi. A giugno 2025 l’escalation tra Israele e Iran aveva rappresentato un precedente rilevante, con azioni militari e ritorsioni che avevano aumentato la soglia di allerta regionale, soprattutto per le infrastrutture critiche e i corridoi di transito.</p>



<p>Il 28 febbraio 2026 è però la data che apre questa nuova fase: USA e Israele hanno dato inizio alle ostilità con un attacco coordinato contro obiettivi in Iran, e la risposta iraniana ha avuto effetti immediati sul traffico commerciale. Le fonti operative per la sicurezza marittima (JMIC via UKMTO) hanno riportato attacchi con missili e droni contro navi mercantili nel Golfo e negli approcci a Hormuz, innalzando il rischio regionale a CRITICAL.</p>



<p>Da qui in avanti il punto non è cosa accadrà geopoliticamente, ma cosa succede alle catene di fornitura quando un’area così nevralgica diventa instabile. È su queste conseguenze, e sugli scenari più plausibili nel breve periodo, che ci concentriamo nelle prossime sezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chiusura stretto di Hormuz: cosa aspettarsi?</strong></h2>



<p>L’escalation su Hormuz ha già un effetto misurabile sui fondamentali della logistica: costo energia, costo del bunker, rischio operativo e disponibilità di tonnellaggio. Reuters ricorda che dallo Stretto transita circa un quinto del consumo mondiale giornaliero di petrolio; è il motivo per cui il mercato prezza subito qualsiasi peggioramento della sicurezza.</p>



<p>Sul fronte della chiusura, oggi convivono due livelli. L’Iran ha annunciato la chiusura e ha minacciato l’uso della forza contro le navi che provano a transitare. I centri operativi di sicurezza marittima (JMIC via UKMTO) non parlano di chiusura formale riconosciuta, ma descrivono un ambiente in cui si sono già verificati attacchi contro unità commerciali e in cui il rischio regionale è classificato CRITICAL. MARAD, dal canto suo, raccomanda l’evitamento dell’area quando possibile.</p>



<p>Per chi gestisce spedizioni container, il punto è che la rotta diventa instabile anche senza un blocco totale. Si entra in un regime in cui gli ETA perdono affidabilità, perché aumentano le decisioni conservative: attese, riprogrammazioni, variazioni di scalo, riduzione della velocità o transiti rinviati. Questo impatta subito la schedule reliability e sposta la gestione dalla pianificazione alla gestione dell’eccezione.</p>



<p>Il carburante è la seconda variabile che si muove rapidamente. Se il rischio resta elevato, il premio di rischio si riflette su energia e bunker, e rientra nei noli tramite adeguamenti carburante e componenti straordinarie legate alla sicurezza. Su tratte connesse al Golfo l’effetto è più diretto, ma la pressione sui bunker tende a propagarsi anche oltre, perché incide su costi di esercizio su larga parte dei servizi.</p>



<p>Infine, la capacità. In area ad alto rischio, la capacità commercialmente disponibile non coincide più con la capacità nominale: alcuni servizi vengono ridotti, alcune accettazioni vengono limitate, e la disponibilità di stiva diventa più selettiva. A quel punto i prezzi reagiscono come reagisce sempre il mercato quando l’offerta effettiva si irrigidisce.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chiusura degli aeroporti e spazio aereo limitato</strong></h2>



<p>La prima conseguenza logistica del conflitto è stata la frammentazione dello spazio aereo in una sequenza di chiusure e restrizioni a breve scadenza, con effetti immediati su frequenze, instradamenti e capacità cargo. EASA ha emesso il 28 febbraio un Conflict Zone Information Bulletin per Medio Oriente e Golfo Persico, poi esteso il 2 marzo fino al 6 marzo, indicando l’area come ad alto rischio per le operazioni di volo.</p>



<p>Sul mercato, le conseguenze si sono viste nelle sospensioni e cancellazioni dei collegamenti verso vari scali del Golfo e del Levante, con riprese parziali e continuamente ricalibrate in base al quadro di sicurezza. Reuters ha documentato decisioni di stop e riduzioni operative da parte di più vettori internazionali.</p>



<p>Per la logistica internazionale il nodo è la capacità effettivamente utilizzabile: quando si riducono belly capacity e frequenze, lo spazio cargo si contrae e si concentra su corridoi alternativi più lunghi e più saturi, con pressione su tariffe spot e affidabilità delle conferme. L’impatto sul container arriva per via indiretta ma operativa: una quota di merce urgente rientra sul mare, mentre la riduzione di connettività aerea rende più complessa la gestione delle eccezioni, soprattutto per ricambi e componenti critici. Se la discontinuità dovesse proseguire, è ragionevole aspettarsi costi più alti per gestire l’urgenza e finestre di consegna meno stabili sulle filiere che usano il Golfo come hub o corridoio di transito.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Restrizioni sui booking nel Golfo e contrazione dell’offerta</strong></h2>



<p>Nel Golfo l’impatto è già visibile nelle policy dei carrier. Maersk ha sospeso l’accettazione di reefer e di alcune categorie di carico speciale o pericoloso da e verso diversi Paesi dell’area, indirizzando i clienti verso soluzioni alternative dove disponibili. Hapag-Lloyd ha sospeso i booking reefer da e verso Upper Gulf, Arabian Gulf e Persian Gulf e ha segnalato possibili ripercussioni operative sui movimenti nave e sulle attività portuali regionali.</p>



<p>Queste misure riducono l’offerta effettivamente utilizzabile e aumentano la selettività del carico, soprattutto sulle merci a maggiore complessità operativa. Reuters ha riportato che una quota rilevante della flotta container risulta rallentata o trattenuta nell’area di Hormuz e che alcuni vettori hanno sospeso i booking diretti al Medio Oriente, con rischio di accumuli e ritardi lungo i porti di collegamento.</p>



<p>Per gli shipper l’effetto immediato è una maggiore instabilità delle conferme e degli ETA. Aumentano le riprotezioni e diventa più probabile lo slittamento della merce sulla partenza successiva. Sul costo, oltre al nolo, entrano rapidamente componenti legate al rischio. Hapag-Lloyd ha annunciato una War Risk Surcharge applicata ai carichi da e verso, o in transito nell’area del Golfo. In questa fase conta soprattutto la continuità di servizio, con instradamenti sostenibili e lead time riallineati alle condizioni operative.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Assicurazioni e coperture in area di conflitto</strong></h2>



<p>In un’area classificata ad alto rischio, la continuità del servizio dipende prima di tutto dalle condizioni di assicurabilità. Se la copertura per rischi di guerra viene cancellata o rinegoziata a condizioni proibitive, la tratta resta teoricamente percorribile ma diventa commercialmente fragile. In questa fase, la differenza tra operare e fermarsi passa spesso da premi, franchigie, limiti di copertura e requisiti imposti da armatori, charterer e finanziatori.</p>



<p>Negli ultimi giorni più assicuratori hanno pubblicato avvisi di cancellazione delle coperture per i rischi di guerra nella regione. Gard ha emesso una notice of cancellation e Skuld ha pubblicato una comunicazione analoga, con efficacia dopo la finestra standard di notifica indicata nelle rispettive circolari. Reuters ha collegato questo movimento a un aumento dei premi assicurativi e a un ulteriore freno all’operatività, soprattutto nel Golfo.</p>



<p>Operativamente, la cancellazione non significa assenza di copertura in assoluto. Significa riapertura della negoziazione in tempi stretti, con condizioni più onerose e più selettive. In parallelo cresce la rilevanza del perimetro contrattuale, perché molte strutture di trasporto e chartering prevedono margini di deviazione o cancellazione quando la rotta viene valutata non sicura. Gard, nel suo approfondimento sulle implicazioni contrattuali e assicurative legate al conflitto, mette in evidenza come l’evoluzione delle coperture incida sulle decisioni operative e sulla gestione delle responsabilità.</p>



<p>Per lo shipping container gli effetti sono immediati su costi e capacità. I costi aumentano per la componente assicurativa e tendono a riflettersi in surcharge o condizioni tariffarie più rigide. La capacità diventa meno elastica, perché parte dell’offerta si rialloca o opera con vincoli che riducono la flessibilità commerciale, con ricadute sulla variabilità degli ETA e sulle finestre di consegna.</p>



<p>La situazione resta ad alta volatilità. IMO invita alla massima cautela e, dove possibile, a evitare il transito nella regione finché le condizioni non migliorano. In questo contesto, la gestione efficace passa da aggiornamenti frequenti su coperture disponibili e policy dei carrier, e da una pianificazione che incorpori margini realistici su tempi e costi.</p>



<p>In CTI monitoriamo quotidianamente comunicazioni operative dei vettori, indicazioni dei centri di sicurezza marittima e segnali del mercato assicurativo. Se avete spedizioni in corso o pianificate su corridoi collegati al Golfo, vi incoraggiamo a contattarci per una valutazione puntuale dell’impatto su tempi e costi e per definire una strategia di spedizione coerente con l’evoluzione del rischio.</p>
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		<title>Accordo di libero scambio UE-India: cosa prevede e perché è importante per il commercio internazionale</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/accordo-libero-scambio-ue-india-cosa-preve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea e l’India hanno annunciato a fine gennaio 2026 la conclusione dei negoziati per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Unione Europea e l’India hanno annunciato a fine gennaio 2026 la conclusione dei negoziati per un Accordo di libero scambio (FTA) che, per dimensioni economiche e popolazione coinvolta, è destinato a pesare parecchio sulle rotte commerciali globali. Il punto non è solo “tagliare i dazi”: qui si parla di rendere più semplice, più prevedibile e spesso più veloce vendere e comprare tra due mercati già molto interconnessi, ma ancora frenati da tariffe alte e da una burocrazia non sempre lineare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>A che punto siamo e cosa cambia davvero</strong></h2>



<p>Per iniziare, è utile chiarire che l’accordo arriva dopo un percorso lungo: i negoziati erano partiti nel 2007, si erano fermati e sono ripartiti nel 2022, fino alla chiusura politica di gennaio 2026.</p>



<p>Riguardo a cosa cambia davvero, le istituzioni UE parlano di liberalizzazione molto ampia: in sintesi, l’India eliminerà o ridurrà dazi su una quota molto rilevante delle esportazioni europee; dal lato UE, l’accesso per i prodotti indiani diventa più agevole su gran parte delle linee tariffarie. La Commissione sottolinea anche l’impatto economico atteso: l’accordo dovrebbe far crescere fortemente le esportazioni di beni UE verso l’India entro il 2032 e generare risparmi annui sui dazi per circa 4 miliardi di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dazi, servizi e regole: le leve principali dell’accordo</strong></h2>



<p>A causa di tariffe storicamente elevate su molti prodotti, l’India era un mercato “promettente ma impegnativo” per tante imprese europee. L’FTA interviene proprio lì: riduzioni tariffarie, procedure più snelle e un quadro più stabile per esportare. Per esempio, nel documento Q&amp;A della Commissione si citano tagli significativi su categorie come macchinari, chimica e farmaceutica, e un percorso di riduzione molto marcato anche per le auto, con contingenti tariffari.</p>



<p>In più, c’è un capitolo servizi che vale oro per chi lavora con supply chain internazionali: accesso più prevedibile al mercato indiano in ambiti come servizi finanziari e servizi marittimi, con impegni definiti “ambiziosi” dalla Commissione.<br>E poi c’è un tema che spesso viene sottovalutato finché non si deve spedire davvero: le <strong>regole di origine</strong>. Sono quelle che stabiliscono quando una merce può beneficiare delle preferenze tariffarie. In altre parole, non basta “passare” dall’India o dall’UE: servono lavorazioni sostanziali e documentazione corretta, proprio per evitare triangolazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa importa l’UE dall’India?</strong></h2>



<p>Qui conviene guardare ai numeri ufficiali: nel 2024 l’UE ha importato dall’India beni per circa <strong>71,3 miliardi di euro</strong>, con una crescita rispetto all’anno precedente.</p>



<p>Per quanto riguarda la composizione, tra le voci più rilevanti figurano <strong>macchinari e mezzi di trasporto</strong>, <strong>chimica</strong>, <strong>metalli e semilavorati</strong>, <strong>prodotti minerali</strong> e <strong>tessile</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esporta invece?</strong></h3>



<p>Dal lato opposto, nel 2024 l’UE ha esportato verso l’India circa <strong>48,8 miliardi di euro</strong> di beni.</p>



<p>Le principali categorie restano coerenti con la specializzazione industriale europea: <strong>macchinari e apparecchiature</strong>, <strong>mezzi di trasporto</strong> e <strong>prodotti chimici</strong>. Questo evidenzia un punto pratico: l’accordo non riguarda solo “più scambi”, ma anche scambi spesso ad alto contenuto tecnologico, dove tempi doganali, certificazioni e affidabilità della logistica fanno la differenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Impatti su logistica internazionale e spedizioni container</strong></h2>



<p>Ma cosa significa questo, concretamente, per chi muove merce? Se i dazi scendono e le procedure si semplificano, di conseguenza aumentano i flussi e la pressione su porti, feeder, interporti e magazzini, specialmente sulle tratte Asia-Europa. Nel frattempo, diventano ancora più cruciali tre aspetti operativi: corretta classificazione doganale, gestione dell’origine preferenziale e pianificazione documentale, perché l’accesso ai benefici dell’FTA passa da lì.</p>



<p>Un altro punto da considerare è la prevedibilità. Un accordo “moderno” mira a ridurre quell’area grigia fatta di interpretazioni, richieste aggiuntive e tempi variabili. Questo, per chi spedisce container regolarmente, si traduce spesso in meno soste inattese e in una migliore programmazione degli arrivi, soprattutto quando ci sono finestre produttive o consegne just-in-time.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sostenibilità, lavoro e compliance</strong></h2>



<p>L’FTA include anche impegni su commercio e sviluppo sostenibile: ambiente, clima, diritti dei lavoratori e meccanismi di attuazione. È importante ricordare che questi capitoli non sono “decorativi”: nel tempo possono incidere su requisiti di tracciabilità e controlli lungo la catena del valore.</p>



<p>Oltretutto, per molte imprese europee la compliance è già un tema quotidiano tra dichiarazioni, audit e standard di filiera: l’accordo può aiutare a vendere di più, ma non sostituisce il lavoro di presidio su documenti e processi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come prepararsi all’accordo UE-India: qualche consiglio pratico</strong></h2>



<p>Prima di tutto, ha senso mappare prodotti e rotte: quali codici doganali, quali incoterms, quali stabilimenti e quali lavorazioni incidono sull’origine. Poi, vale la pena notare che l’India e l’UE hanno già volumi importanti: nel 2024 il commercio bilaterale di beni ha raggiunto circa <strong>120 miliardi di euro</strong>, quindi l’accordo si innesta su una base reale, non su una promessa astratta.In ultimo, per trasformare l’FTA in vantaggio competitivo serve una regia logistica: scelta dei porti, tempi di transito, buffer stock, e soprattutto gestione doganale senza improvvisazioni. Se volete capire come l’accordo UE-India può impattare sulle vostre spedizioni e su costi, tempi e documentazione, <strong>non esitate a contattare CTI</strong>: possiamo aiutarvi a leggere il nuovo scenario e costruire una strategia operativa su misura, affiancandovi passo-passo dalla consulenza doganale fino alla pianificazione delle spedizioni container.</p>
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		<title>Legge di bilancio 2026: impatti concreti su trasporti e logistica</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/legge-bilancio-2026-impatto-trasporti-logistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, contiene una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, contiene una serie di disposizioni che, pur non rivoluzionando il quadro normativo del settore, introducono novità di rilievo operativo e fiscale per imprese di logistica e trasporti. Le misure approvate influenzano in maniera significativa i costi operativi, le opportunità di investimento, l’occupazione e la gestione finanziaria delle imprese che operano nella filiera dell’autotrasporto, dell’intermodalità e dei servizi logistici.</p>



<p>In questo articolo proviamo a leggere queste novità dal punto di vista operativo, con un taglio concreto e orientato a chi lavora ogni giorno nella supply chain.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026?</strong></h2>



<p>La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025), per quanto riguarda il mondo della logistica, delinea un pacchetto di interventi che interessa il trasporto merci su gomma, la logistica integrata e le infrastrutture correlate. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato ridisegnare alcuni equilibri fiscali, dall’altro favorire investimenti e innovazione. Tuttavia, come spesso accade, accanto alle opportunità emergono anche nuovi costi e vincoli. Ciò significa che le imprese sono chiamate, ancora una volta, a rivedere strategie operative e finanziarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Accise sui carburanti e costi operativi</strong></h2>



<p>Prima di tutto, il tema più sensibile per il settore resta quello delle accise sui carburanti. Il riallineamento tra benzina e gasolio porta l’aliquota a 672,90 euro per 1.000 litri per entrambi i prodotti, con un aumento di circa 4,05 centesimi al litro sul gasolio. Considerando l’IVA al 22%, l’incremento reale supera i 4,9 centesimi al litro.</p>



<p>Nel concreto, cosa significa questo? Significa che il gasolio perde il vantaggio fiscale storico di cui ha beneficiato per anni e diventa, di fatto, più oneroso per chi opera con flotte diesel. Per le imprese di autotrasporto, specialmente quelle impegnate nel pre-haulage e post-haulage dei container, l’effetto è immediato: i costi chilometrici aumentano, i margini si riducono e la sostenibilità dei contratti a lungo termine viene messa sotto pressione. Nonostante ciò, la norma si inserisce in una strategia ambientale più ampia, legata alla rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi. Questo evidenzia come la transizione ecologica, ancora una volta, passi anche attraverso scelte fiscali che ricadono direttamente sulla supply chain.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funzionano ZES e ZLS nella Legge di Bilancio 2026?</strong></h2>



<p>Per quanto riguarda gli investimenti, la legge conferma e rafforza gli incentivi destinati alle Zone Economiche Speciali e alle Zone Logistiche Semplificate. Qui il punto è sia fiscale sia strategico. ZES e ZLS rappresentano, di fatto, una leva per ridisegnare la geografia della logistica italiana, favorendo lo sviluppo di retroporti, piattaforme intermodali e hub di consolidamento merci.</p>



<p>In particolare, il credito d’imposta collegato a questi strumenti consente alle imprese di pianificare investimenti in immobili logistici, impianti automatizzati e infrastrutture di supporto alla movimentazione container. Ciò dimostra che la politica industriale, almeno su questo fronte, prova a sostenere una visione di lungo periodo. Tuttavia, l’efficacia reale dipenderà dalla capacità di collegare questi insediamenti alle reti ferroviarie e portuali, evitando che restino cattedrali nel deserto.</p>



<p>In aggiunta, gli incentivi per beni strumentali legati alla digitalizzazione e ai sistemi 4.0 rappresentano un’opportunità concreta per modernizzare magazzini, terminal e centri di distribuzione. Non si tratta solo di risparmio fiscale, ma di un passaggio necessario per rendere la supply chain più trasparente, tracciabile e integrata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Interventi su infrastrutture</strong></h2>



<p>Riguardo alla digitalizzazione dei sistemi di trasporto e logistica, la legge stanzia risorse dedicate a favore di RAM S.p.A., soggetto centrale nelle politiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Qui il tema è meno visibile, ma estremamente rilevante. RAM opera infatti su progetti che coinvolgono l’intermodalità, la piattaforma logistica nazionale e gli incentivi al trasporto combinato.</p>



<p>Questo significa che, attraverso questi finanziamenti, si rafforza l’infrastruttura digitale che collega porti, interporti, ferrovie e operatori logistici. In altre parole, non si parla solo di software o piattaforme, ma di un vero e proprio sistema nervoso della supply chain italiana. Vale la pena notare che senza questa integrazione digitale, anche le migliori infrastrutture fisiche rischiano di funzionare al di sotto del loro potenziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una manovra tra costi e opportunità</strong></h2>



<p>In sintesi, la Legge di Bilancio 2026 disegna uno scenario fatto di luci e ombre. Da un lato, l’aumento delle accise sul gasolio pesa in modo significativo sui costi della supply chain. Dall’altro, gli incentivi per investimenti, digitalizzazione e insediamenti logistici aprono spazi interessanti per chi sa pianificare con una visione di medio-lungo periodo. È vero che non si tratta di una riforma epocale, ma è altrettanto vero che queste misure, sommate tra loro, condizionano significativamente il modo in cui la logistica italiana potrà competere sui mercati internazionali.</p>



<p>Vale la pena ricordare che la Legge di Bilancio 2026 interviene anche su altri ambiti legati al mondo dei trasporti, come la fiscalità delle spedizioni internazionali di piccolo valore, alcune misure sull’organizzazione dei servizi marittimi e ferroviari, nonché specifici interventi su infrastrutture e sicurezza della rete. Tuttavia, si tratta di disposizioni che, pur rilevanti sotto il profilo normativo e amministrativo, hanno un impatto meno diretto sulla supply chain containerizzata. Per questo motivo, in questa analisi ci siamo concentrati sugli elementi che incidono in modo più immediato su costi, investimenti e competitività del sistema logistico.</p>



<p>Per concludere, la vera sfida per le imprese non è solo adeguarsi alle nuove regole, ma trasformarle in leve strategiche. Capire dove investire, come gestire i costi e quali opportunità cogliere diventa fondamentale per restare competitivi. Se desideri approfondire come queste disposizioni si applicano alla tua realtà aziendale e ottenere una consulenza personalizzata, non esitare a contattare CTI: il nostro team di esperti è a disposizione per supportarti nella lettura della normativa e nella costruzione di soluzioni operative su misura.</p>



<p></p>
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		<title>Shortage di personale: uno dei principali problemi della logistica italiana</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/shortage-personale-principali-problemi-logistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, la logistica vale oltre 90 miliardi di euro all’anno. Si può dire sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia, la logistica vale oltre 90 miliardi di euro all’anno. Si può dire sia a tutti gli effetti la spina dorsale dell’economia, con un ruolo decisivo soprattutto per export e filiere manifatturiere.<a href="https://www.osservatori.net/comunicato/contract-logistics-gino-marchet/logistica-conto-terzi-crescita-mercato/?utm_source=chatgpt.com"> </a>Negli ultimi anni, però, un tema sempre più centrale è la difficoltà crescente nel trovare personale qualificato, elemento fondamentale per il corretto funzionamento del settore.&nbsp;</p>



<p>Infatti, secondo l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, a fronte di circa 4,6 milioni di ricerche di candidati effettuate dalle imprese, oltre 800mila posizioni legate alla logistica sono rimaste scoperte. Il 40% delle figure richieste è considerato di “difficile reperibilità”, contro il 27% di tre anni fa. Un salto che segnala uno shortage ormai strutturale e non più legato a fasi congiunturali.</p>



<p>Inoltre, va fatto notare che questo fenomeno si inserisce in un quadro nazionale già critico: i bollettini del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere indicano che quasi una assunzione su due prevista dalle imprese italiane è oggi difficile da coprire, con percentuali particolarmente elevate proprio nei servizi di trasporto e magazzinaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le figure più introvabili</strong></h2>



<p>Le associazioni di categoria parlano apertamente di “emergenza autisti”. Secondo le stime di Confetra, in Italia mancano oltre 22mila conducenti di camion, mentre altre rilevazioni confermano un fabbisogno strutturale superiore ai 20mila posti vacanti nell’autotrasporto.<a href="https://www.alimentando.info/logistica-in-italia-mancano-22mila-autisti-di-camion-lallarme-di-confetra/?utm_source=chatgpt.com"> </a>Il problema non riguarda solo la lunga percorrenza: sono difficili da reperire anche magazzinieri specializzati, addetti alla consegna e operatori dell’ultimo miglio, figure decisive per garantire tempi di consegna rapidi e servizi affidabili ai clienti.</p>



<p>In aggiunta, anche il trasporto ferroviario merci soffre di una significativa carenza di personale. Confetra stima che nei prossimi tre anni serviranno circa 3mila nuovi macchinisti, pari a un quinto dell’attuale forza lavoro del comparto.<a href="https://www.supplychainitaly.it/2023/04/26/allarme-macchinisti-treni-ne-serviranno-3mila-nei-prossimi-3-anni/?utm_source=chatgpt.com"> </a>L’Osservatorio Logistica e Trasporti di ANSI segnala inoltre che, complessivamente, mancano all’appello oltre 60mila lavoratori rispetto alle esigenze delle imprese, con i maggiori squilibri concentrati su magazzino, movimentazione interna e trasporto.<a href="https://www.associazioneansi.it/osservatorio-logistica-e-trasporti/la-carenza-di-manodopera-nella-logistica?utm_source=chatgpt.com">&nbsp;</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le cause dello shortage</strong></h2>



<p>Le cause di questa carenza sono molteplici. I report di settore, per l’appunto, sottolineano da un lato la trasformazione digitale della supply chain, che richiede competenze sempre più avanzate in ambito IT, analisi dei dati e automazione, e dall’altro un’offerta formativa che fatica a tenere il passo, soprattutto sugli indirizzi tecnici e STEM.<a href="https://www.logisticamente.it/articoli/55229/logistica-e-talent-shortage-il-divario-che-minaccia-la-supply-chain/?utm_source=chatgpt.com"> </a>A questo si aggiungono il ricambio generazionale incompleto, i costi elevati per ottenere patenti e abilitazioni professionali e una percezione del lavoro nella logistica come “faticoso” e poco attrattivo per i più giovani, soprattutto a causa della grande mobilità che spesso comporta questo settore.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come fronteggiare questo problema?</strong></h2>



<p>Lo shortage di personale non è più un tema circoscritto alle risorse umane, ma una sfida che impatta direttamente sulla continuità operativa e sulla capacità delle aziende di rispondere alle richieste del mercato. In un contesto così dinamico, non esistono soluzioni uniche o immediate: ogni impresa è chiamata a trovare un equilibrio tra competenze disponibili, organizzazione interna e sostenibilità dei costi.</p>



<p>Sempre più spesso la differenza la fanno la capacità di adattamento, la valorizzazione dell’esperienza maturata sul campo e la costruzione di rapporti di lavoro stabili e affidabili. Investire sulle persone, migliorare i processi e rendere il settore più attrattivo resta una priorità, ma richiede tempo, visione e un approccio concreto, calibrato sulla realtà di ciascuna azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si muove CTI in questo contesto?</strong></h2>



<p>Vi proponiamo ora una breve intervista in cui il nostro team spiega le dinamiche dell’attuale contesto logistico italiano dal punto di vista di CTI.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Anche CTI soffre per via dello shortage di personale? Quali strategie adotta l’azienda per fronteggiare questo problema?</strong></h3>



<p>Sì, come molte aziende del settore anche CTI si confronta quotidianamente con la difficoltà di reperire personale qualificato, soprattutto in ambiti operativi e logistici. Non si tratta solo di una questione numerica, ma di trovare persone con competenze adeguate, affidabili e capaci di gestire la complessità del lavoro. La nostra risposta, più che basarsi su soluzioni strutturate o standardizzate, è stata finora molto pragmatica: puntiamo sulla continuità, sulla fidelizzazione delle persone e su un’organizzazione flessibile, cercando di valorizzare l’esperienza interna e di costruire rapporti di lavoro stabili. In un contesto così complesso, riteniamo che la qualità delle persone e la capacità di adattarsi contino più di qualsiasi formula preconfezionata.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. In che modo la carenza di personale incide sull’organizzazione operativa delle aziende?</strong></h3>



<p>La carenza di personale ha un impatto diretto sull’organizzazione del lavoro e sulla pianificazione delle attività. Le aziende sono chiamate a gestire risorse limitate garantendo al tempo stesso continuità, flessibilità e qualità del servizio. Questo richiede una maggiore attenzione ai processi interni e una capacità di adattamento costante alle condizioni operative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Quali sono, secondo la vostra esperienza, i principali problemi del settore della logistica in questi ultimi anni?</strong></h3>



<p>Negli ultimi anni il settore della logistica è diventato sempre più complesso e imprevedibile. Alla carenza di personale si sono aggiunti fattori come l’aumento dei costi, le difficoltà legate alle catene di approvvigionamento, una burocrazia spesso onerosa e clienti sempre più esigenti in termini di tempi, flessibilità e affidabilità del servizio.</p>



<p>In questo scenario, le aziende si trovano a dover gestire un equilibrio delicato tra efficienza operativa e sostenibilità, spesso con margini di manovra ridotti. La vera sfida oggi non è solo crescere, ma riuscire a mantenere stabilità e qualità del servizio in un contesto in continua evoluzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Quanto conta oggi l’esperienza rispetto alla formazione nel settore della logistica?</strong></h3>



<p>Nel settore della logistica l’esperienza sul campo resta un elemento determinante. Molte competenze si acquisiscono solo attraverso il lavoro quotidiano, la gestione degli imprevisti e la conoscenza diretta dei processi. La formazione è importante, ma senza un percorso pratico e di affiancamento diventa difficile colmare il divario tra teoria e operatività.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Ormai l’anno è quasi concluso: quali sono le vostre previsioni (e speranze) per il 2026 e gli anni a seguire?</strong></h3>



<p>Guardando al futuro, l’auspicio è quello di una maggiore stabilità, sia dal punto di vista del mercato sia della disponibilità di competenze. Il settore logistico resterà centrale per l’economia italiana e per l’export, ma sarà sempre più importante affrontare la crescita in modo sostenibile e consapevole. Per CTI i prossimi anni saranno soprattutto anni di consolidamento. In una fase in cui il contesto resta complesso e incerto, riteniamo fondamentale lavorare con realismo, attenzione e responsabilità. La priorità sarà continuare a garantire affidabilità e qualità del servizio, adattandoci progressivamente alle evoluzioni del mercato.</p>
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		<title>Italia–Cile: cosa cambia per la logistica internazionale con i nuovi accordi UE</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/accordo-commerciale-interinale-ue-cile-ita-in-cosa-consiste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° febbraio 2025 è in vigore l’Accordo Commerciale Interinale UE-Cile (ITA), che modernizza il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 1° febbraio 2025 è in vigore l’Accordo Commerciale Interinale UE-Cile (ITA), che modernizza il vecchio accordo del 2002 e, soprattutto, tocca temi molto concreti per chi spedisce merci, come dazi, regole d’origine, documentazione doganale e accesso al mercato dei servizi. Per l’Italia, che è il 10° fornitore del Cile a livello globale e il 3° nell’UE (dopo Germania e Spagna), la partita è strategica: più fluidità in dogana significa lead time più prevedibili e costi ridotti lungo la catena logistica.</p>



<p>In più, dal 1° giugno 2025 alcuni capitoli del nuovo Advanced Framework Agreement (AFA) UE-Cile, il “contenitore” politico e di cooperazione che affianca l’ITA, sono entrati in applicazione provvisoria e questo amplia il raggio d’azione su sostenibilità, digitale, energia e collaborazione istituzionale. In altre parole, non si parla solo di dazi, si parla dell’intero ecosistema che regge una supply chain moderna.</p>



<p>Andiamo, quindi, ad analizzare più nello specifico le varie aree d’interesse di questi nuovi accordi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dazi abbattuti e nuove opportunità nei servizi</h2>



<p>La novità che fa più rumore? Dazi azzerati sul 99,9% delle esportazioni UE verso il Cile (con la sola eccezione dello zucchero). La Commissione europea stima anche un potenziale +4,5 miliardi € di export UE nel medio periodo grazie alle nuove condizioni. Perciò, se vendete macchinari, chimica o mezzi di trasporto – i capitoli merceologici in cui l’UE è più forte verso il Cile – i conti della distinta base possono migliorare già “a parità di tutto il resto”.</p>



<p>E non si parla solo di merci. L’ITA facilita la prestazione di servizi in Cile (comprese telecomunicazioni, trasporto marittimo e servizi finanziari), mentre l’AFA, una volta pienamente in vigore, consoliderà ulteriormente questi canali. Per la logistica, ciò significa più spazio per integrazioni door-to-door, procurement più accessibile e margini operativi migliori su trasporto, handling e servizi a valle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Origine preferenziale: basta EUR.1, entrano in scena REX e auto-certificazione</h2>



<p>Per beneficiare delle preferenze non si usa più il certificato EUR.1. Il trattamento preferenziale si ottiene con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dichiarazione di origine del registrato REX (se esportatore UE e spedizione > 6.000 €);<br></li>



<li>conoscenza dell’importatore (“importer’s knowledge”);<br></li>



<li>dichiarazione per spedizioni multiple di prodotti identici (validità massima 12 mesi).<br></li>
</ul>



<p>Sebbene il cambio possa sembrare “una scocciatura” all’inizio, in realtà può portare diverse semplificazioni, come la riduzione delle carte necessarie e la maggior tracciabilità digitale. Nota bene: è importante porre attenzione ai codici documentali in DAU: U123 (dichiarazione di origine), U124 (dichiarazione per spedizioni multiple) e U125 (conoscenza dell’importatore).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Materie prime critiche e filiere strategiche</h2>



<p>Il Cile è tra i principali fornitori mondiali di litio e un attore chiave sul rame. L’ITA punta a rendere più efficiente e sostenibile il flusso di materie prime e semilavorati, con impegni su standard ambientali e del lavoro. Per chi pianifica approvvigionamenti europei, questo è cruciale: circa l’80% del litio importato dall’UE arriva dal Cile, leva essenziale per batterie, e dunque per automotive, storage e rinnovabili. Analogamente, la stabilità degli accessi su rame e derivati sostiene l’elettrificazione delle reti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’AFA e il nuovo contesto di cooperazione</h2>



<p>Finché l’AFA non sarà ratificato da tutti gli Stati membri UE, resterà il “doppio binario” con l’ITA; Dal 1° giugno 2025, però, nove capitoli sono applicati provvisoriamente. Questi riguardano gli obiettivi e i principi generali, il dialogo politico, la cooperazione economico-sociale e – punto non secondario – alcuni tasselli che incidono sul contesto in cui operano logistica e commercio: clima, energia verde, digitale, sicurezza. Nel frattempo, l’ITA resta la base unica per tariffe, origine e market access commerciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Implicazioni operative per la logistica</h2>



<p>Prima di tutto, specifichiamo di nuovo che gli operatori UE devono essere REX per rilasciare dichiarazioni oltre 6.000 €.</p>



<p>Dopodiché, conviene aggiornare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la procedura interna per la raccolta delle evidenze d’origine (dichiarazioni fornitore, distinte base, tracciabilità componenti),<br></li>



<li>i format documentali (inserendo il testo prescritto della dichiarazione di origine),<br></li>



<li>i workflow TMS/WMS per gestire le dichiarazioni multiple con validità fino a 12 mesi, ed evitare richieste di preferenza “scoperte” o fuori finestra.<br></li>
</ul>



<p>Per non parlare di pianificazione: grazie alla semplificazione documentale e all’eliminazione dei dazi su quasi tutte le voci, è più facile costruire offerte door-to-door competitive su rotte reefer (frutta fresca), acciai e rame, vino e food, macchine e impiantistica. In aggiunta, le previsioni di crescita dell’export UE verso il Cile aiutano a consolidare volumi e capacità sui servizi marittimi, riducendo il rischio di extra-nolo in alta stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alcuni settori da tenere d’occhio</h2>



<p>Per quanto riguarda l’agroalimentare, il pacchetto tutela meglio diverse indicazioni geografiche e alleggerisce barriere: utile a chi esporta ingredientistica e dairy dall’Italia e a chi importa vini e prodotti ortofrutticoli dal Cile. Specialmente sui reefer, tempi e compliance più lineari riducono rischi di sosta e danni merce. Allo stesso modo, su macchinari e componentistica (ossia il core dell’export italiano) l’esenzione dazi e l’auto-certificazione hanno effetti immediati sul costo all’atterraggio.</p>



<p>In sintesi, le minori frizioni in bolla e la maggior prevedibilità comportano un margine allargato per rinegoziare Incoterms e SLA logistici.</p>



<p>Concludendo: l’applicazione provvisoria dell’AFA non tocca le procedure doganali già fissate dall’ITA ma spinge la cooperazione su sostenibilità, digitale e procurement. Analogamente, a livello UE gli obiettivi su materie prime critiche e transizione energetica si intrecciano con la partnership cilena: se la filiera battery e rinnovabili cresce, la catena logistica Italia–Cile dovrà saper gestire flussi più frequenti e più regolati anche in chiave ESG.&nbsp;</p>



<p>Se vuoi approfondire la conoscenza di queste tematiche, o per qualsiasi altra necessità legata al tuo commercio internazionale, CTI offre consulenze mirate con l’obiettivo di offrire assistenza in tutte le fasi delle spedizioni. Contattaci tramite il form contatti!</p>
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		<title>Gli Incoterms alla portata di tutti: il CIF (Cost, Insurance and Freight)</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/guida-incoterms-2025-cif-dap-ddp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Incoterms sono regole standard elaborate dalla International Chamber of Commerce (ICC) che chiariscono, in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/guida-incoterms-2025-cif-dap-ddp/">Gli Incoterms alla portata di tutti: il CIF (Cost, Insurance and Freight)</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli Incoterms sono regole standard elaborate dalla International Chamber of Commerce (ICC) che chiariscono, in modo uniforme a livello internazionale, i ruoli, le responsabilità e il passaggio del rischio in una compravendita di merci. Nascono nel 1936 e, da allora, vengono aggiornati periodicamente per riflettere le pratiche del commercio globale. Non sono leggi ma vengono riconosciuti e impiegati dalle imprese, dalle autorità e da organismi come UNCITRAL come riferimento globale per interpretare i termini commerciali più usati.&nbsp;</p>



<p>Ciononostante, nel panorama del commercio internazionale, le sigle degli Incoterms rappresentano spesso un ostacolo tecnico e linguistico. Per chi lavora nella logistica o nella gestione delle vendite estere, familiarizzare con queste clausole è assolutamente essenziale. Tra tutte, parleremo in particolare del CIF e chiariremo di cosa si tratta partendo dal contesto attuale e arrivando a capire quando e perché ha senso scegliere proprio questa modalità di resa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Incoterms 2025: ci sono novità?</strong></h2>



<p>Chi si aspetta grandi rivoluzioni negli Incoterms per il 2025 potrebbe rimanere deluso. L’ultima edizione ufficiale, infatti, resta quella pubblicata dalla Camera di Commercio Internazionale nel 2020, ancora perfettamente valida. Le revisioni, invece, storicamente arrivano circa ogni dieci anni: il prossimo aggiornamento strutturale, quindi, è atteso intorno al 2030.</p>



<p>Tuttavia, il contesto in cui queste regole si applicano è in continua trasformazione, e questo non è un dettaglio da sottovalutare.</p>



<p>Nel corso degli ultimi anni, infatti, sono emersi alcuni aspetti che meritano attenzione. Le variazioni nei dazi doganali, le restrizioni normative nazionali e le mutate condizioni assicurative rendono necessaria un’applicazione più consapevole degli Incoterms. Per esempio, in alcuni Paesi è richiesto per legge che l’assicurazione venga stipulata esclusivamente con compagnie locali, oppure è vietato che lo sdoganamento venga curato da soggetti esteri. Di conseguenza, pur non essendoci modifiche nel testo ufficiale, è il modo in cui questi Incoterms vengono adottati che cambia, anche sensibilmente.</p>



<p>In altre parole, non è il documento che evolve, ma l’ambiente in cui lo si utilizza. E questo, per chi opera nella logistica, è un fattore che può fare la differenza tra una spedizione lineare e un contrattempo spiacevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanti Incoterms ci sono nel 2025?</strong></h2>



<p>Anche su questo punto la situazione è piuttosto stabile. Gli Incoterms attualmente in vigore sono undici, come previsti dalla versione 2020. La distinzione più importante da tenere a mente riguarda la modalità di trasporto. Alcuni Incoterms, come CIF o FOB, sono riservati esclusivamente al trasporto via mare o acque interne. Altri, come DDP o DAP, sono pensati per qualsiasi modalità di trasporto, incluse quelle multimodali, ossia quelle che combinano strada, ferrovia, aereo o container.</p>



<p>Va ricordato che, rispetto alla versione precedente, l’Incoterm DAT è stato sostituito da DPU, che significa “Delivered at Place Unloaded”, ovvero “reso scaricato nel luogo di destinazione”. Non è un cambiamento da poco: il venditore, in questo caso, ha l’onere di organizzare anche lo scarico della merce, e non solo il trasporto.</p>



<p>Piccolo inciso: In ogni contratto commerciale è sempre fondamentale indicare in modo esplicito la versione dell’Incoterm di riferimento. Non basta scrivere, ad esempio, “CIF Rotterdam”, è necessario aggiungere anche “Incoterms® 2020” per evitare equivoci, soprattutto in caso di dispute legali. Una svista su questo fronte può avere conseguenze ben più gravi di quanto si possa immaginare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il CIF? Per cosa si usa?</strong></h2>



<p>Il CIF, acronimo di “Cost, Insurance and Freight”, è una clausola pensata per le spedizioni marittime. Non si applica dunque a trasporti terrestri, aerei o multimodali. La sua logica è piuttosto semplice: il venditore si assume l’onere di organizzare e pagare il trasporto fino al porto di destinazione, oltre a stipulare un’assicurazione sulla merce. Tuttavia, e qui sta l’equivoco più comune, il rischio legato alla merce non resta in capo al venditore fino all’arrivo nel porto finale. Al contrario, il rischio si trasferisce all’acquirente nel momento esatto in cui la merce viene caricata a bordo della nave, nel porto di partenza.</p>



<p>Questo significa che, anche se il venditore ha pagato il trasporto e l’assicurazione, eventuali danni o perdite occorse dopo il caricamento sulla nave ricadono comunque sull’acquirente. L’assicurazione, infatti, è una copertura minima, pensata per limitare le perdite, non per annullarle del tutto.</p>



<p>Il CIF è quindi una formula che può tornare utile in diversi casi. Ad esempio, quando il venditore ha una posizione di forza nella contrattazione con i trasportatori marittimi e riesce a ottenere tariffe più convenienti. Oppure quando l’acquirente, pur accettando il trasferimento del rischio, preferisce non occuparsi della logistica fino al porto di arrivo. In alcuni mercati, questa clausola è praticamente uno standard, specie nel commercio di materie prime o prodotti non deperibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Differenza tra CIF, DAP e DDP</strong></h2>



<p>A prima vista, CIF, DAP e DDP possono sembrare clausole simili: in fondo, in tutti e tre i casi il venditore si occupa in parte o totalmente della spedizione. Ma a ben guardare, le differenze sono sostanziali.</p>



<p>Nel caso del CIF, come abbiamo visto, l’impegno del venditore si ferma al porto di destinazione, e il rischio passa al compratore non appena la merce è stata caricata sulla nave. DAP, invece, prevede che il venditore consegni la merce nel luogo concordato, pronta per essere scaricata. Non è responsabile dello scarico, ma accompagna la merce fino alla soglia, per così dire, del compratore.</p>



<p>Con DDP, la responsabilità si spinge ancora oltre. Il venditore si prende carico non solo del trasporto fino alla destinazione finale, ma anche di tutti i costi e le formalità doganali. È lui a pagare dazi, IVA, e a curare lo sdoganamento. Per l’acquirente, questa è la formula più comoda in assoluto, perché riceve la merce “chiavi in mano”, senza doversi occupare di nulla.</p>



<p>Tuttavia, proprio per questo motivo, DDP è anche la clausola più onerosa per il venditore, e non sempre applicabile. In alcuni paesi, ad esempio, le normative impediscono a soggetti esteri di effettuare lo sdoganamento. In questi casi, utilizzare DDP può generare complicazioni legali non da poco.</p>



<p>CIF, quindi, si colloca in una posizione intermedia: il venditore fa molto, ma non tutto, e il compratore deve comunque essere pronto a gestire i passaggi successivi all’arrivo della nave.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quale Incoterm conviene scegliere nel 2025?</strong></h2>



<p>La risposta è molto semplice: l’Incoterm “migliore” in assoluto non esiste. La scelta, infatti, va fatta in base al contesto: tipo di merce, rotte coinvolte, vincoli doganali, copertura assicurativa, capacità operativa delle parti. Ogni clausola distribuisce in modo diverso rischi, responsabilità e costi lungo la catena logistica, e proprio per questo va valutata come uno strumento strategico, non come una semplice formula contrattuale.</p>



<p>Occorre chiedersi quanto controllo si vuole mantenere sul flusso operativo, che tipo di visibilità si richiede sulla spedizione e se si dispone o meno delle risorse necessarie per gestire gli adempimenti locali. Oltretutto, è fondamentale che l’Incoterm si integri bene con il resto del contratto: termini di pagamento, documentazione, obblighi assicurativi, normative internazionali. Non dimentichiamoci che gli Incoterms non definiscono il passaggio di proprietà né coprono tutti gli aspetti fiscali e doganali. Vanno scelti con attenzione, ma anche affiancati da una struttura contrattuale coerente.</p>



<p>Nel prossimo futuro, temi come digitalizzazione delle spedizioni, compliance normativa e sostenibilità spingeranno sempre più aziende a scegliere Incoterms che permettano un controllo maggiore, ma anche una gestione più snella. Perciò, se volete definire la resa più adatta alle vostre esigenze, contattate CTI: possiamo supportarvi nella scelta più efficace per ogni mercato, merce o condizione logistica.</p>



<p></p>
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		<title>Decreto Infrastrutture 2025: cosa cambia per chi spedisce con CTI?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/decreto-infrastrutture-2025-spedire-con-cti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 21 maggio 2025 è in vigore il cosiddetto “Decreto Infrastrutture 2025” (D.L. 73/2025), poi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/decreto-infrastrutture-2025-spedire-con-cti/">Decreto Infrastrutture 2025: cosa cambia per chi spedisce con CTI?</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 21 maggio 2025 è in vigore il cosiddetto “Decreto Infrastrutture 2025” (D.L. 73/2025), poi convertito con modifiche nella Legge 18 luglio 2025, n. 105. Il pacchetto interviene su autotrasporto, porti, concessioni autostradali e strumenti di governance del settore. Per chi opera nella logistica internazionale la novità più impattante riguarda i tempi di attesa al carico/scarico e i relativi indennizzi, ma non è l’unico tassello da considerare.</p>



<p>Partiamo subito, quindi, da ciò che tocca direttamente i nostri clienti.</p>



<div class="wp-block-columns">
<div class="wp-block-column">
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le nuove condizioni</strong></h2>



<p>Dall’8 settembre, CTI applicherà la nuova disciplina proprio sui tempi di attesa al carico e allo scarico. Questa prevede che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la franchigia gratuita sarà di 90 minuti per ciascuna operazione;&nbsp;</li>



<li>oltre tale soglia sarà dovuto un indennizzo di 100 € per ogni ora o frazione di ora;</li>



<li>la responsabilità del pagamento è solidale tra committente e caricatore.&nbsp;</li>



<li>l’indennizzo sarà rivalutabile annualmente secondo l’indice ISTAT FOI.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Le stesse regole valgono, per le fasi stradali, anche quando il trasporto è in combinato ferrovia/camion.&nbsp;</p>



<p>Queste condizioni discendono direttamente dalla normativa vigente e non dipendono dalla nostra volontà. Gli eventuali costi eccedenti, infatti, ci verranno trasferiti dai vettori e, a nostra volta, saremo costretti a riversarli ai nostri clienti.&nbsp;</p>



<p>In questo articolo, oltre a fornire una panoramica più ampia dei contenuti del suddetto decreto, proveremo a dare dei consigli su come mitigare l’impatto economico di tale normativa, ribadendo la nostra disponibilità per chiarimenti e consulenze mirate.&nbsp;</p>
</div>



<div class="wp-block-column">
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1356" height="1920" src="https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-1356x1920.jpg" alt="" class="wp-image-1746" style="width:354px;height:auto" srcset="https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-1356x1920.jpg 1356w, https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-1130x1600.jpg 1130w, https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-768x1087.jpg 768w, https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-1085x1536.jpg 1085w, https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-1447x2048.jpg 1447w, https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-800x1132.jpg 800w, https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-565x800.jpg 565w, https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2025/09/comunicazione-CTI-ITA_page-0001-scaled.jpg 1809w" sizes="(max-width: 1356px) 100vw, 1356px" /></figure>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il quadro normativo</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tempi di attesa e indennizzo</strong></h3>



<p>L’articolo 4 del D.L. 73/2025 ha riscritto l’art. 6-bis del D.Lgs. 286/2005: come anticipato nel precedente paragrafo, ora questo prevede un ridotto minutaggio di franchigia per ogni operazione; indennizzo di 100 €/h (anche per la frazione) oltre la franchigia; responsabilità solidale tra committente e caricatore; rivalutazione automatica dell’indennizzo con indice FOI. La legge di conversione ha chiarito che nei tempi di attesa rientrano anche i periodi dovuti all’inattività di committente, caricatore o destinatario. In aggiunta, l’indennizzo è dovuto anche se si superano i tempi materiali indicati nel contratto, quando ciò risulta dalla documentazione. Le evidenze di arrivo possono essere tratte dal GPS aziendale o dal tachigrafo intelligente di seconda generazione.</p>



<p>Per quanto riguarda la rivalutazione, viene utilizzato l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, come definito da ISTAT e pubblicato mensilmente. In altre parole, l’importo di 100€ viene adeguato di anno in anno secondo l’andamento del FOI.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tempi di pagamento e vigilanza</strong></h3>



<p>Rimane fermo il quadro dei pagamenti entro 60 giorni nei contratti di trasporto su strada; in più, è stato inserito un comma 15-bis all’art. 83-bis del D.L. 112/2008: se il mancato rispetto dei termini integra anche i presupposti di “abuso di dipendenza economica”, l’AGCM può intervenire con diffide e sanzioni. Questo rende più stringente il presidio amministrativo sui flussi di pagamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Altre misure del decreto utili alla logistica internazionale</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cruscotto CIGAL</strong></h3>



<p>La conversione ha istituito, presso il Ministero del Lavoro, il CIGAL (Cruscotto informativo per la gestione dei contratti di appalto tra privati nel settore della logistica). Obiettivo: fornire ai soggetti interessati informazioni per la verifica di conformità fiscale, contributiva e del lavoro sugli appaltatori; gli organi di vigilanza alimentano una sezione dedicata alle sanzioni; Unioncamere cura lo sviluppo e la gestione tecnica. Un decreto ministeriale ne definirà criteri e regole tecniche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Porti e demanio</strong></h3>



<p>In materia di canoni demaniali marittimi, quando l’indice ISTAT dei valori per il mercato all’ingrosso non è disponibile, la normativa fa riferimento all’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali; sono poi introdotte precisazioni sul Piano Regolatore Portuale per garantire omogeneità applicativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Trasporti eccezionali</strong></h3>



<p>L’AINOP viene integrato come infrastruttura nazionale di riferimento per pianificare e monitorare i corridoi dei trasporti in eccezionalità, con interoperabilità verso GIS, sistemi di tracciamento e piattaforme autorizzative.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Concessioni autostradali</strong></h3>



<p>La legge interviene sulla disciplina, richiamando il sistema tariffario ART e dettando accorgimenti procedurali per l’aggiornamento dei PEF e delle convenzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come prepararsi con CTI per minimizzare attese e oneri</strong></h2>



<p>Prima di tutto, conviene ricalibrare le finestre di carico/scarico e formalizzare SLA specifici sui tempi di assegnazione della baia e sui tempi di accesso al sito, indicando anche come saranno misurati (timestamp di gate-in/gate-out, POD, dati GPS/tachigrafo). Ad esempio, per spedizioni con volumi concentrati su poche ore, è opportuno adottare un sistema di prenotazione degli slot con priorità e regole sulla mancata presentazione (no-show).&nbsp;</p>



<p>Analogamente, nei flussi intermodali occorre sincronizzare gli slot dei terminal ferroviari con il primo/ultimo miglio su gomma così da non superare la franchigia sulle tratte stradali.</p>



<p>In ambito amministrativo, invece,&nbsp; è utile riallineare i processi di contabilizzazione e scadenziario alla luce del nuovo comma 15-bis e dell’eventuale intervento AGCM, per prevenire contestazioni lungo la filiera.</p>



<p>CTI rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento e per valutare, insieme, soluzioni atte ad attutire l’effetto di questi cambiamenti.</p>



<p></p>
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		<title>Dazi USA: impatto sugli scambi commerciali internazionali (aggiornamento 2026)</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/dazi-usa-impatto-sugli-scambi-commerciali-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il panorama del commercio internazionale verso gli Stati Uniti ha subito una scossa improvvisa proprio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/dazi-usa-impatto-sugli-scambi-commerciali-internazionali/">Dazi USA: impatto sugli scambi commerciali internazionali (aggiornamento 2026)</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il panorama del commercio internazionale verso gli Stati Uniti ha subito una scossa improvvisa proprio mentre le aziende stavano prendendo le misure con i regolamenti introdotti lo scorso anno. Se nell&#8217;agosto del 2025, nel nostro articolo esplicativo, parlavamo di un&#8217;espansione della pressione fiscale basata su poteri di emergenza, oggi ci troviamo a commentare una sentenza storica che ha ribaltato le basi legali di quelle decisioni. Questo aggiornamento, quindi, si propone di fornire chiarimenti sulle novità più significative che recentemente hanno sconvolto la situazione.&nbsp;</p>



<p>Per chi si occupa di logistica e spedizioni via container e aereo, questi non sono solo dei cambi di normativa ma rappresentano un’ opportunità di recupero finanziario unita alla necessità di adeguarsi a un nuovo regime tariffario.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La sentenza della Corte Suprema del 20 Febbraio 2026 sulla cancellazione dei dazi IEEPA</strong></h2>



<p>La data che ha segnato l&#8217;inizio di questa nuova fase è il 20 febbraio 2026. Con una decisione che ha sorpreso molti osservatori, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato che i dazi imposti nell&#8217;aprile del 2025 non erano legalmente autorizzati. Il punto centrale della questione riguarda l&#8217;International Emergency Economic Powers Act, abbreviato spesso come IEEPA. I giudici hanno stabilito che questa legge non concede al Presidente il potere di imporre tariffe in modo così ampio senza una specifica approvazione del Congresso.</p>



<p>Questa sentenza ha tolto valore legale a tutte le misure che avevano appesantito le importazioni negli ultimi mesi. Di conseguenza, il governo ha interrotto la riscossione dei dazi basati sulla IEEPA a partire dal 24 febbraio 2026. Molte imprese che avevano subito l&#8217;aumento dei costi ora possono guardare con sollievo a una barriera che è ufficialmente caduta, anche se la gestione amministrativa del passato richiede ancora un ultimo sforzo burocratico per essere sanata del tutto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le politiche di rimborso&nbsp;</strong></h3>



<p>Il recupero delle somme versate non avviene in modo automatico ed è necessario che l’importatore (Importer of Record) intraprenda azioni specifiche. Il primo passo fondamentale consiste nell’accedere al portale ACE (Automated Commercial Environment) per estrarre il report di tutte le spedizioni effettuate tra aprile 2025 e febbraio 2026. È necessario isolare le righe tariffarie relative ai dazi IEEPA e verificare lo stato di ogni singola &#8220;Entry&#8221;. Da questa verifica dipenderà la strategia da adottare.</p>



<p>Per le spedizioni entrate negli Stati Uniti negli ultimi mesi che non sono ancora state liquidate, la via più rapida è la Post Summary Correction. Questa correzione elettronica permette di emendare i dati della dichiarazione prima che il processo doganale si chiuda definitivamente. Se invece la spedizione risulta già passata in stato &#8220;liquidated&#8221;, la legge prevede una finestra di soli 180 giorni dalla data di liquidazione per presentare un Protest formale tramite il CBP Form 19. In questo documento bisogna citare esplicitamente la sentenza della Corte Suprema e richiedere il ricalcolo dei dazi con la restituzione delle eccedenze e dei relativi interessi.</p>



<p>Un’importante novità tecnologica riguarda il sistema CAPE (Consolidated Administration and Processing of Entries) che il Customs and Border Protection sta rendendo operativo proprio in queste settimane. Questo nuovo portale permetterà ai broker di caricare file in formato CSV contenenti lunghe liste di spedizioni per richiedere rimborsi massivi in un’unica soluzione. Infine, è bene ricordare che dal 6 febbraio 2026 il governo americano non emette più assegni cartacei. Per ricevere il denaro, ogni azienda deve obbligatoriamente completare l’iscrizione al programma ACH (Automated Clearing House) per consentire il trasferimento elettronico dei fondi direttamente sul conto corrente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nuovi dazi USA 2026 del 15% e l&#8217;applicazione della Section 122</strong></h2>



<p>Mentre si procede con le pratiche di recupero per il passato, è necessario fare i conti con una nuova misura che l&#8217;amministrazione ha introdotto per bilanciare gli effetti della sentenza. Per rispondere velocemente al vuoto normativo, la Casa Bianca ha attivato la Section 122 del Trade Act del 1974. Questa legge permette di imporre tariffe temporanee quando esiste la necessità di proteggere la bilancia dei pagamenti nazionale da squilibri eccessivi.</p>



<p>A partire dal 24 febbraio 2026, è entrato in vigore un nuovo dazio globale del 15% che si applica alla maggior parte delle merci importate nei porti americani. Questa misura ha una validità massima di 150 giorni e rappresenta lo strumento scelto per mantenere alta la pressione fiscale in attesa di nuove disposizioni legislative. Trattandosi di un fondamento giuridico diverso dalla IEEPA, questo nuovo prelievo non è toccato dalla decisione della Corte Suprema e deve essere inserito correttamente nei calcoli del costo allo sbarco. Per le aziende di logistica questo significa che la pianificazione dei costi deve rimanere flessibile, poiché la scadenza di luglio 2026 potrebbe portare a un nuovo cambiamento delle aliquote o a nuove decisioni del Congresso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ripercorriamo l’evoluzione dei dazi USA in questo rocambolesco 2025</strong></h2>



<p>Nel corso del 2025, come tutti sanno, i dazi doganali USA hanno ridefinito profondamente le relazioni commerciali globali con Canada, Messico, Cina ed Europa, mettendo a dura prova le catene logistiche e le strategie d’export.&nbsp;</p>



<p>Abbiamo già parlato nell’articolo precedente di quanto concerne la guerra commerciale tra USA e CINA, per questo ora ci teniamo a illustrare l’evoluzione dei dazi a livello globale e con un particolare focus sull’Unione Europea, le risposte di quest’ultima, gli effetti su specifici settori e sull’export del Made in Italy, insieme all’ultimo negoziato tra la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente Donald Trump.&nbsp;</p>



<p>Partiamo dal 1° febbraio 2025. In questa data, il Presidente Trump ha firmato ordini esecutivi imponendo dazi del 25% su merci da Canada e Messico (con energia canadese al 10%) e un 10% sulla Cina, motivando l’intervento con ragioni legate alla crisi degli oppioidi.</p>



<p>Dopo un periodo di sospensione, dal 4 marzo le tariffe sono state ripristinate: quella cinese è salita al 20%, mentre per Canada e Messico è rimasta al 25%. Il 2 aprile, noto come “Liberation Day”, è entrato in vigore un sistema di “dazi reciproci”, variabili tra 10% e 50%, interessando circa 180 Paesi, con aliquota UE al 20% e Cina al 34%. Parallelamente, l’acciaio e l’alluminio sono stati tassati fino al 50%, senza più esenzioni.</p>



<p>Questa escalation ha creato incertezza, spingendo molti operatori a rivedere fornitori e logistica, anche alla ricerca di rotte alternative.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le contromisure dell’Unione Europea ai dazi USA introdotti a febbraio 2025</strong></h2>



<p>In risposta, l’Unione Europea ha immediatamente predisposto misure di ritorsione su circa 21 miliardi di euro di beni USA, con dazi compresi tra 10 e 25% su prodotti come jeans, moto, succo d’arancia e macchinari. Tuttavia, per favorire il dialogo, Bruxelles ha sospeso quest’azione fino al 14 luglio, quindi di nuovo fino al 7 agosto 2025.</p>



<p>Parallelamente, come vedremo meglio nei prossimi paragrafi, è stata fatta un’offerta politica agli USA: un accordo “zero‑for‑zero” sui beni industriali come auto, farmaci e macchinari, insieme all’impegno a rinegoziare le tariffe se gli USA accettano posizioni simili.</p>



<p>Grazie a queste mosse, l’UE ha evitato escalation incontrollate ed è riuscita a mantenere aperto il canale negoziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dazio USA‑UE: cos’è il nuovo dazio 15% “All inclusive” e quali prodotti include</strong></h2>



<p>Come anticipato poc&#8217;anzi, alla fine di luglio (precisamente il 27), a Turnberry in Scozia, Trump e Von der Leyen hanno concordato un accordo politico: un dazio import USA del 15% “all‑inclusive”, in vigore dal 1° agosto 2025 per la maggior parte delle merci europee. Il nuovo schema sostituisce la minaccia di un 30%, ma acciaio e alluminio resteranno tassati al 50%, benché Bruxelles stia negoziando una possibile sostituzione con un sistema di quote. Inoltre, è stata introdotta una clausola “zero‑for‑zero” esentando prodotti strategici come aeromobili, farmaci generici, chip per semiconduttori, alcune risorse critiche e prodotti chimici selezionati.</p>



<p>Successivamente, con un ordine formale, l’esecutivo ha rinviato l’entrata in vigore dell’accordo al 7 Agosto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ripercussioni dei dazi USA‑UE sul settore del vino</strong></h3>



<p>Tra i settori più colpiti, il vino esportato negli USA è tassato al 15%, con una stima di danno economico di circa 317 milioni di euro nel primo anno, cifra che può salire oltre i 460 milioni in caso di cambio euro‑dollaro sfavorevole.</p>



<p>Questa misura rappresenta un duro colpo per la competitività del vino italiano, già messo alla prova dallo scenario geopolitico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Mentre i dazi sulle auto importate dall’Europa scenderanno al 2,5%</strong></h3>



<p>L’accordo del 15% non cambia la tariffa complessiva sulle auto europee, che rimane al 27,5% (2,5% MFN + 25% Sezione 232), poiché le automobili non sono incluse nell’accordo “all‑inclusive”.</p>



<p>In effetti, il dazio doganale USA su auto rimane elevato, e le imprese del settore restano esposte in modo rilevante.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ripercussioni del dazio al 15% sull’export italiano</strong></h3>



<p>Oltre al vino, il dazio del 15% potrebbe costare fino a 22 miliardi di euro all’export italiano in settori come moda, farmaceutica e agroalimentare, se non si otterranno ulteriori esenzioni specifiche.</p>



<p>Questo impone una riflessione strategica su come ripensare catene globali, pricing, logistica e diversificazione dei mercati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Von der Leyen e le tariffe zero per zero sui prodotti strategici</strong></h2>



<p>Ursula von der Leyen ha posto al centro dell’accordo transatlantico l’esenzione reciproca “zero‑for‑zero”: un impegno politico a mantenere tariffe zero su aeromobili, componenti, farmaci generici, chip tecnologici e materie prime critiche. Questa scelta punta a tutelare settori industriali strategici vulnerabili e a preservare la continuità tecnologica nei due mercati, creando al contempo opportunità di armonizzazione regolamentare.</p>



<p>In conclusione, i dazi USA del 2025 hanno destabilizzato rapporti commerciali consolidati, ma l’accordo del 15% “all‑inclusive”, pur limitato, ha fornito più stabilità rispetto a minacce precedenti. Le contromisure europee e la scelta di privilegiare un dialogo negoziale hanno consentito di evitare escalation irreversibili. È fondamentale per le aziende italiane comprendere le nuove tariffe per proteggere export e supply chain.</p>



<p>CTI resta a disposizione per offrire supporto concreto: grazie alla nostra expertise, possiamo guidare le imprese nella riorganizzazione delle rotte logistiche, nella mitigazione delle tariffe e nell’individuazione delle esenzioni da sfruttare nel nuovo contesto globale.</p>



<p>Contattaci se desideri ricevere una consulenza specifica.</p>
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		<title>Guerra commerciale Usa Cina: cosa sta succedendo e qual è l’impatto sul commercio globale</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/guerra-commerciale-usa-cina-spiegazione-impatto-sulla-logistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/?p=1721</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2025 segna una fase di svolta nella disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/guerra-commerciale-usa-cina-spiegazione-impatto-sulla-logistica/">Guerra commerciale Usa Cina: cosa sta succedendo e qual è l’impatto sul commercio globale</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2025 segna una fase di svolta nella disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina. Le due potenze hanno impresso mutamenti sostanziali alle tariffe doganali e al trattamento delle merci a basso valore, influenzando fortemente il commercio globale. Questo articolo si propone di spiegare gli elementi fondamentali di questa complessa situazione: dazi in vigore, novità sull’esenzione “de minimis”, volumi commerciali e uno sguardo dall’alto su come si muovono le cose in questa economia strettamente interconnessa.&nbsp;</p>



<p>Cominciamo con uno sguardo alle novità più recenti. Buona lettura!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dazi Usa Cina, ultime news: aggiornamento sui dazi USA per le importazioni dalla Cina</strong></h2>



<p>Per iniziare, diamo un po’ di contesto. Gli Stati Uniti avevano esteso una tariffa del 10% il 4 febbraio 2025, seguita da un aumento al 20% il 4 marzo, motivato da preoccupazioni legate alla crisi degli oppiacei. Successivamente, l’11 aprile, l’amministrazione ha aggiunto un tasso &#8220;reciproco&#8221; del 34%, che entro il 12 aprile è salito a un livello effettivo fino al 145% su alcune categorie di importazioni dalla Cina. In risposta, la Cina ha imposto dazi fino al 125% sulle merci statunitensi.</p>



<p>A questo punto, per calmierare la tensione, è stato negoziato un accordo il 12 maggio 2025 che ha ridotto i dazi statunitensi sui prodotti cinesi al 30% e quelli cinesi su prodotti americani al 10%, con validità fino al 12 agosto 2025.</p>



<p>Recentemente, però, funzionari Usa e cinesi hanno tenuto colloqui a Stoccolma, precisamente il 29 luglio 2025, concordando di perseguire l’estensione della tregua tariffaria oltre la scadenza di metà agosto; tuttavia, la decisione finale resta nella mani del Presidente Trump.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>A quanto ammontano i dazi dalla Cina agli USA?</strong></h3>



<p>Ma parliamo anche dei dazi retaliatori imposti da Pechino verso gli Stati Uniti. La Cina, infatti, ha risposto alle manovre di Washington imponendo dazi aggiuntivi che nel giro di pochi giorni sono aumentati esponenzialmente, passando dal 34% a inizio Aprile fino al 125% entro il 12 Aprile 2025. Successivamente, con l&#8217;accordo di maggio, ha ridotto i dazi al 10% fino al 12 agosto 2025, come parte della tregua.&nbsp;</p>



<p>Ciò mostra come gli interventi siano stati estremamente dinamici e reciprocamente penalizzanti, con effetti concreti su settori sensibili come agricoltura, materie prime strategiche e tecnologia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è l’esenzione “de minimis” negli Stati Uniti e cosa è cambiato?</strong></h2>



<p>Un’altra manovra particolarmente impattante, relativa ai recenti cambiamenti nelle dinamiche commerciali globali, è stata la riduzione e successiva sospensione integrale del “de minimis”. In passato, la soglia di $800 consentiva l’ingresso negli Stati Uniti di pacchi a basso valore senza dazi o procedure doganali formali, una norma prevista dalla Section 321 del Tariff Act del 1930. Questa regola ha alimentato il boom di piattaforme come Shein e Temu, che spedivano prodotti economici direttamente ai consumatori USA senza costi aggiuntivi.</p>



<p>Tuttavia, a partire dal 2 maggio 2025, l’amministrazione ha eliminato l’esenzione per i pacchi provenienti da Cina e Hong Kong. All’inizio, le tariffe applicate erano pari al 120 % oppure a una tariffa fissa di 100 $, successivamente ridotte al 54% a partire dal 14 maggio 2025.</p>



<p>Inoltre, il 30 luglio 2025, un nuovo ordine esecutivo ha esteso la sospensione dell’esenzione a livello globale, con decorrenza dal 29 agosto 2025: per sei mesi, i pacchi via posta internazionale subiranno tariffe fisse tra 80 $ e 200 $, dopodiché si passa a dazi proporzionali ad valorem per ogni paese di origine. Il provvedimento ha già causato una flessione del traffico postale dalla Cina del 35% e un calo del 4-5% nelle azioni di FedEx e UPS.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto commerciano gli Stati uniti con la Cina?</strong></h2>



<p>Vediamo ora qualche dato veramente interessante, che forse vi aiuterà a farvi un’idea più chiara del quadro completo.&nbsp;</p>



<p>Nel 2024, il totale degli scambi di beni tra USA e Cina ha superato i 580 miliardi di dollari: circa 438 miliardi in importazioni USA dalla Cina e 143 miliardi in esportazioni Usa verso la Cina, generando un significativo deficit commerciale di 295 miliardi. Questo squilibrio è rimasto invariato anche nei primi mesi del 2025, nonostante le oscillazioni tariffarie.</p>



<p>In particolare, il deficit ha reso gli Stati Uniti fortemente dipendenti da alcuni settori esteri come l’elettronica, il tessile e componentistica; in parallelo, la Cina ha puntato sulle vendite verso gli Usa per materie prime e tecnologia avanzata. Le tensioni tariffarie hanno già spinto molte aziende cinesi a reindirizzare le esportazioni verso il Sud-Est asiatico, con un aumento del 30% via Vietnam e del 25% via Indonesia, al fine di aggirare i dazi diretti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi ha più bisogno di chi, Cina o Usa?</strong></h2>



<p>Per quanto riguarda la dipendenza reciproca, quindi, appare evidente che gli Stati Uniti importano molto più dalla Cina (438 mld $) rispetto a quanto esportano (143 mld $), rendendo Washington più vulnerabile alle interruzioni nella catena di approvvigionamento cinese.</p>



<p>D’altra parte, la Cina resta esposta a misure punitive statunitensi: l’aumento dei dazi riduce l’accesso di Pechino al mercato americano. In risposta, Pechino ha annunciato sostegni finanziari, meccanismi fiscali, zone franche e misure di promozione dell’export interno, per ammortizzare l’impatto sulle aziende esportatrici; ciò non toglie però che queste misure punitive siano un grosso problema per l’economia cinese.</p>



<p>In sintesi: gli Usa beneficiano di prodotti di consumo a basso costo, ma soffrono il deficit. La Cina, pur avendo surplus, deve affrontare barriere che ne condizionano le vendite verso gli Stati Uniti. Questo quadro suggerisce una pressione reciproca ma con effetti diversi sulle strategie commerciali di entrambi i Paesi.</p>



<p>In conclusione, le misure adottate nel 2025 – dalla escalation dei dazi alla sospensione globale del regime &#8220;de minimis&#8221; – stanno ridefinendo il commercio internazionale a velocità imprevedibili.&nbsp;</p>



<p>Grazie alla conoscenza di questi cambiamenti, le aziende che operano su scala globale possono pianificare il proprio business in modo più efficace. Vi incoraggiamo a contattare CTI per una consulenza mirata e capire come adattare la vostra supply chain a questo contesto in rapido mutamento, minimizzando l’impatto operativo e tariffario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/guerra-commerciale-usa-cina-spiegazione-impatto-sulla-logistica/">Guerra commerciale Usa Cina: cosa sta succedendo e qual è l’impatto sul commercio globale</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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		<title>Congestioni portuali: come si formano e come evitarle</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/congestioni-portuali-come-si-formano-come-evitarle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In effetti, le congestioni portuali rappresentano un vero e proprio “ingorgo marittimo”, una sorta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In effetti, le congestioni portuali rappresentano un vero e proprio “ingorgo marittimo”, una sorta di collo di bottiglia del commercio via mare. Navi in attesa di ormeggio, container in stoccaggio prolungato, automezzi in coda, tutto questo rallentamento del flusso logistico causa ritardi, costi più alti e difficoltà per l’intera filiera.&nbsp;</p>



<p>Per questa ragione, è&nbsp; importante comprendere le dinamiche che causano queste problematiche e attuare soluzioni concrete ed efficaci. In questo articolo proponiamo un’analisi di questi fenomeni, speranzosi possa tornare utile a chi desidera evitare complicazioni di questo genere.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le operazioni portuali?</h2>



<p>Per capire come si generi un ingorgo marittimo, è fondamentale partire dalle sequenze operative che avvengono quotidianamente in un porto.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ormeggio e disgaggio</strong>: la nave arriva, avviene l’ormeggio e parte il lifting dei container;<br></li>



<li><strong>Movimentazione nel piazzale</strong>: attraverso gru, reach stacker, carrelli elevatori, sistemi di trasporto interno (come i terminal tractor), e coordinamento tramite il TOS (Terminal Operating System);<br></li>



<li><strong>Transito delle merci via gomma o rotaia</strong>: i container vengono caricati su camion o treni e tolti dal terminal;<br></li>



<li><strong>Sdoganamento e controlli doganali</strong></li>
</ul>



<p>Se una di queste fasi rallenta, l’intero flusso ne risente. Per esempio, sistemi gate lenti o processi burocratici manuali possono provocare code di camion in attesa e causando un effetto domino sullo stoccaggio e sulla disponibilità degli spazi nel piazzale. Inoltre, il TOS gioca un ruolo cruciale nello smistamento. Sistemi moderni, basati su IoT, 5G e algoritmi predittivi, permettono di ottimizzare lo stacking dei container e la gestione delle risorse, diminuendo code e attese . Dove il TOS è inefficiente o obsoleto, si generano rallentamenti che compromettono la fluidità delle operazioni .</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono i terminal portuali?</strong></h2>



<p>In altre parole, i terminal portuali sono l’hub fisico e operativo dove avviene la transhipment, ossia lo scambio tra nave e veicolo terrestre o ferroviario. I principali terminal sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Container terminal</strong>: destinati esclusivamente a container;<br></li>



<li><strong>Terminal polivalenti</strong>: gestiscono sia merce general cargo sia container;<br></li>



<li><strong>Terminal bulk/liquidi</strong>: dedicati a cereali, petrolio, minerali, ecc.<br></li>
</ul>



<p>Il TOS non solo coordina la movimentazione, ma definisce anche la scansione dei gate, controllando l’accesso dei camion e il flusso in entrata e uscita, così da ridurre “gate congestion”. In porti altamente digitalizzati, i sistemi permettono la pre-registrazione e il riconoscimento automatico degli automezzi, accelerando i tempi di transito. Se questo sistema, invece, è obsoleto o non integrato, l’efficienza cala notevolmente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si genera la congestione portuale</strong></h2>



<p>La congestione nasce quando l’offerta di spazi e servizi portuali non regge alla domanda. Nello specifico, possono sussistere motivazioni legate a una determinata rotta in un determinato periodo storico, o a situazioni critiche presso porti con infrastrutture obsolete. Per iniziare, vediamo alcune cause:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Picchi di traffico imprevisti</strong>, come il boom di richieste prima del Lunar New Year;<br></li>



<li><strong>Capacità limitata</strong>: mancanza di banchine, yard, automezzi o vagoni;<br></li>



<li><strong>Scarsità di manodopera</strong>, dovuta a scioperi o carenze croniche di personale;<br></li>



<li><strong>Inefficienze organizzative o tecnologiche</strong>, come sistemi TOS obsoleti;<br></li>



<li><strong>Fattori esterni</strong>, tipo meteo avverso o tensioni geopolitiche: pensiamo alle rotte deviate per evitare il Mar Rosso e alle conseguenti congestioni a Singapore o Rotterdam, o all’aumento delle rotte transpacifiche che ha conseguentemente aumentato la pressione sui grandi hub.<br></li>
</ol>



<p>Le congestioni che ne conseguono possono essere di tre differenti tipologie: la <em>vessel congestion</em>, che vede moltitudini di navi in fila in rada, la yard congestion, con piazzali pieni di container da organizzare e gestire, e la gate congestion, ossia lunghe file di camion in coda ai cancelli. Oltretutto, queste differenti tipologie di congestione si alimentano a vicenda, e spesso le une sono causa delle altre.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gli effetti delle congestioni portuali</strong></h3>



<p>Quando uno scalo si affolla, i ritardi si propagano come onde. Ad esempio, in porti come Los Angeles, Chittagong o Durban, l’attesa media delle navi supera i tre o quattro giorni, e aumenta esponenzialmente nelle situazioni critiche. Questo provoca costi aggiuntivi per demurrage e rallentamenti nelle supply chain. Inoltre, non sono da sottovalutare gli impatti ambientali: diesel bruciato da navi ferme e camion che restano in coda contribuiscono all’aumento delle emissioni.</p>



<p>Dal punto di vista industriale, si registrano interruzioni nella produzione, ritardi nelle consegne e necessità di aumentare scorte sul territorio, con conseguente aumento dei costi logistici globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Strategie per prevenire e gestire la congestione</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Potenziamento infrastrutturale</strong></h3>



<p>In particolare, l’ampliamento delle banchine e l’automazione (gru, TOS avanzati basati su AI, digital twin) consentono di aumentare il throughput .</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Pianificazione dinamica e previsione</strong></h3>



<p>Grazie all’analisi dei flussi, sistemi predittivi e intelligenza artificiale consentono di organizzare arrivi e partenze con minor sovraccarico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Diversificazione delle rotte e utilizzo di porti alternativi</strong></h3>



<p>Quando i porti principali sono al limite, diventa fondamentale deviare verso scali meno congestionati. Si vedano i vantaggi ottenuti passando da Anversa verso Rotterdam o altri hub regionali .</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Ottimizzazione della manodopera</strong></h3>



<p>Contratti flessibili, turni incrociati tra porti, assunzioni mirate possono contenere i colli di bottiglia umani .</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Digitalizzazione delle procedure doganali</strong></h3>



<p>La riduzione delle formalità cartacee e l’implementazione di EDI o sistemi digitali permettono snellimenti nei tempi di sdoganamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. Visibilità in tempo reale</strong></h3>



<p>Dashboard come quelli offerti da GoComet o altri provider forniscono dati live su arrivi, code e tassi di occupazione del terminal.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>7. Coordinamento tra stakeholder</strong></h3>



<p>Collaborazione tra armatori, terminalisti, autorità, TOS e traffic manager facilita flussi più fluidi e sincronizzati.</p>



<p>In breve, le congestioni portuali non sono inevitabili, sono la conseguenza di una serie di criticità operative, prevedibili e non.&nbsp;</p>



<p>Concludendo, vale la pena notare che solo un approccio integrato tra operatori, autorità portuali e partner logistici può realmente prevenire le congestioni.&nbsp;</p>



<p>Se volete approfondire come CTI può supportarvi a implementare soluzioni anti-congestione personalizzate per la vostra supply chain, non esitate a contattarci per una consulenza dedicata.</p>
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		<title>L’assicurazione delle merci nei trasporti internazionali</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/assicurazione-merci-trasporti-internazionali-quale-scegliere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trasporto internazionale di merci è un settore cruciale per l&#8217;economia globale, tuttavia presenta numerosi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il trasporto internazionale di merci è un settore cruciale per l&#8217;economia globale, tuttavia presenta numerosi rischi. Perdite, danni e ritardi possono causare ingenti costi sia per i mittenti che per i destinatari delle merci. Per questo motivo, esistono diverse <strong>soluzioni assicurative</strong>, tra cui l’<strong>assicurazione vettoriale</strong> e la copertura prevista dalla <strong>Convenzione CMR</strong> <strong>per il trasporto su strada</strong>. In particolare, in questo articolo esploreremo le caratteristiche di queste polizze, i loro costi e le differenze tra le varie forme di protezione.</p>



<p>Perciò, se vuoi spedire in tutta tranquillità, continua a leggere: le risposte che cerchi sono qui!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Assicurazione vettoriale: le cose principali da sapere</strong></h2>



<p>Quando un’azienda affida la spedizione delle proprie merci a un trasportatore, quest’ultimo assume una responsabilità ben precisa: garantire che il carico arrivi a destinazione in perfette condizioni. Tuttavia, il trasporto su strada è soggetto a molteplici rischi, come incidenti, furti o danni dovuti a eventi imprevisti. Di conseguenza, la legge impone al vettore di sottoscrivere un’assicurazione specifica, detta <strong>assicurazione vettoriale</strong>.</p>



<p>Questa polizza rappresenta una garanzia di sicurezza per le merci trasportate e un’adeguata tutela sia per il vettore che per i suoi clienti. In altre parole, la sua funzione principale è quella di coprire eventuali danni che potrebbero verificarsi <strong>durante il trasporto</strong>. Ma quali sono le sue caratteristiche principali? Vediamole nel dettaglio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è l’assicurazione vettoriale</strong></h3>



<p>L’assicurazione vettoriale è una <strong>polizza di responsabilità civile obbligatoria</strong> per i vettori che effettuano trasporti per conto terzi. In particolare, il suo scopo è quello di proteggere il trasportatore da eventuali richieste di risarcimento nel caso in cui le merci subiscano danni, smarrimenti o altre problematiche durante il tragitto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa copre la polizza vettoriale?</strong></h3>



<p>La polizza vettoriale copre generalmente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Danni o perdita delle merci trasportate</li>



<li>Furto durante il tragitto</li>



<li>Incidenti o eventi straordinari (ad esempio, incendi, ribaltamenti, ecc.)</li>



<li>Ritardi nella consegna sebbene questi debbano essere causati da eventi coperti dalla polizza</li>
</ul>



<p>Tuttavia, possono esserci limitazioni o esclusioni a seconda della compagnia assicurativa e delle condizioni contrattuali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono gli obblighi del vettore nel trasporto?</strong></h3>



<p>Il vettore ha la responsabilità di garantire che la merce affidatagli sia trasportata in sicurezza e che venga consegnata al destinatario nei tempi previsti. Inoltre, è tenuto a seguire con scrupolo le indicazioni fornite dal mittente, assicurandosi che tutte le procedure siano rispettate. Per esempio, tra gli obblighi fondamentali rientra anche la corretta gestione della documentazione di trasporto, tra cui la lettera di vettura, che certifica i dettagli della spedizione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto costa un’assicurazione vettoriale?</strong></h3>



<p>Il costo di un’assicurazione vettoriale può variare in base a diversi fattori. Per esempio, tra questi vi sono la tipologia di merce trasportata, il suo valore, la distanza percorsa e il livello di copertura scelto. In generale, il premio assicurativo può andare da qualche centinaio a diverse migliaia di euro all’anno, a seconda delle specifiche esigenze dell’azienda di trasporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto rimborsa un’assicurazione vettoriale?</strong></h3>



<p>L’importo massimo rimborsabile dall’assicurazione vettoriale è regolato dalla normativa vigente. Infatti, nei trasporti nazionali, il risarcimento previsto è solitamente di circa 1 euro per ogni chilogrammo di peso lordo della merce persa o danneggiata. Analogamente, per quanto riguarda i trasporti internazionali, si applicano i <strong>limiti stabiliti dalla Convenzione CMR</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che differenza c’è tra una polizza vettoriale e una polizza per conto?</strong></h3>



<p>La differenza tra una polizza vettoriale e una polizza per conto risiede nella loro finalità. Anziché coprire l&#8217;intero valore delle merci, <strong>la polizza vettoriale</strong>, essendo obbligatoria per i trasportatori, copre esclusivamente la <strong>responsabilità civile del vettore nei confronti delle merci trasportate</strong>.</p>



<p>Invece, la<strong> polizza per conto</strong> è stipulata direttamente dal proprietario delle merci e offre una <strong>protezione più ampia</strong>, coprendo il <strong>valore totale del carico</strong> senza i limiti previsti dalla polizza vettoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La convenzione CMR per il trasporto internazionale su strada&nbsp;</strong></h2>



<p>Nel trasporto internazionale di merci su strada, oltre alla polizza vettoriale, è altrettanto importante considerare la <strong>Convenzione CMR</strong>. Infatti, si tratta di un trattato internazionale che regola il trasporto di merci tra diversi paesi e <strong>stabilisce le responsabilità del vettore</strong> in caso di danni o perdita della merce. In altre parole, questa convenzione ha lo scopo di uniformare le norme a livello internazionale, offrendo un quadro giuridico chiaro sia per i trasportatori che per i proprietari delle merci.</p>



<p>In particolare, la Convenzione CMR definisce vari aspetti del trasporto, compresa la documentazione necessaria e le modalità di gestione delle controversie. Comprendere le sue regole è essenziale per chi opera nel settore, poiché fornisce garanzie e protezioni legali utili in caso di problemi durante la spedizione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le regole della convenzione CMR?</strong></h3>



<p>La Convenzione CMR stabilisce che per ogni trasporto internazionale su strada debba essere compilata una <strong>lettera di vettura CMR</strong>, un documento essenziale che certifica le condizioni di trasporto della merce. Inoltre, regola i<strong> limiti di responsabilità del vettore</strong> e stabilisce le circostanze in cui può essere considerato responsabile di eventuali danni alla merce.</p>



<p>Per esempio, in caso di <strong>perdita o danneggiamento</strong> della merce durante il trasporto, il vettore può essere tenuto a risarcire il danno, ma solo nei limiti previsti dalla Convenzione. Per questo motivo, è fondamentale conoscere le condizioni specifiche stabilite dal trattato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come si fa un CMR?</strong></h3>



<p>Il CMR è un documento di trasporto redatto in <strong>tre esemplari</strong> che devono essere firmati dal mittente, dal vettore e dal destinatario. Inoltre, deve contenere informazioni dettagliate sul trasporto, come i dati del mittente e del destinatario, la descrizione della merce, il peso e il volume del carico, nonché la data e il luogo di partenza e di arrivo.</p>



<p>Dunque, la sua corretta compilazione è fondamentale per garantire la <strong>tracciabilità della spedizione</strong> e tutelare tutte le parti coinvolte.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi lo redige?</strong></h3>



<p>La redazione del documento CMR spetta principalmente al <strong>mittente</strong>, anche se spesso viene compilato con l’assistenza dello spedizioniere e del vettore. In effetti, è un documento fondamentale, poiché certifica l’accordo tra le parti coinvolte nella spedizione e rappresenta una garanzia sia per il mittente che per il destinatario.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando non serve compilarlo?</strong></h3>



<p>Il <strong>CMR non è richiesto nei trasporti nazionali </strong>o quando il trasporto avviene interamente all’interno di un singolo Stato <strong>senza attraversamento di frontiere</strong>. In questi casi, si utilizzano documenti di trasporto nazionali, che forniscono comunque una tracciabilità della merce.</p>



<p>Tuttavia, è sempre importante verificare le normative vigenti, perché alcuni paesi potrebbero richiedere documenti specifici anche per trasporti interni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è l’assicurazione CMR?</strong></h3>



<p><strong>L’assicurazione CMR</strong> è una <strong>polizza specifica per il trasporto internazionale su strada</strong> e copre la responsabilità del vettore nei confronti della merce trasportata. Grazie a questa polizza, è possibile ottenere un risarcimento in caso di perdita o danneggiamento della merce, nei limiti stabiliti dalla Convenzione CMR.</p>



<p>Perciò, è una <strong>protezione essenziale</strong> per chi opera nel settore del trasporto su strada e vuole ridurre i rischi connessi all’attività.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa copre?</strong></h3>



<p>L’assicurazione CMR copre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Danni o perdita delle merci durante il trasporto internazionale</li>



<li>Responsabilità del vettore nei limiti della Convenzione CMR</li>



<li>Eventuali costi legali per controversie legate al trasporto</li>
</ul>



<p>Tuttavia, <strong>alcune esclusioni</strong> possono riguardare <strong>cause di forza maggiore</strong> o <strong>negligenza del mittente</strong>. Per questo motivo, è fondamentale leggere attentamente i termini della polizza prima di stipularla.</p>



<p>Infine, conoscere le normative e le polizze assicurative nel trasporto internazionale è essenziale per proteggere le merci e garantire una gestione efficiente dei rischi logistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La polizza assicurativa CARGO: un must have che toglie ogni pensiero</strong></h2>



<p>Nel contesto del trasporto internazionale, le aziende devono affrontare molteplici insidie che possono compromettere la sicurezza delle loro merci. Per questo motivo, oltre alle coperture previste dalle assicurazioni vettoriali e dalla Convenzione CMR, esiste una soluzione assicurativa che offre una protezione ancora più ampia: <strong>la polizza Cargo</strong>.</p>



<p>In particolare, questo tipo di assicurazione è concepito per garantire un <strong>risarcimento completo</strong> in caso di danni, furti o altri imprevisti che possano compromettere la merce durante il tragitto. Grazie alla sua <strong>flessibilità</strong>, è considerata <strong>una delle coperture più affidabili e versatili</strong>. Di conseguenza, l’assicurazione Cargo è ormai diventata un must per tutte le imprese che desiderano operare nel commercio internazionale con maggiore tranquillità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché un’azienda dovrebbe considerare l’assicurazione &#8220;Cargo&#8221; per il trasporto delle proprie merci?</strong></h3>



<p>Le merci in transito sono esposte a numerosi rischi, come danni fisici, furti o smarrimenti, che possono comportare perdite finanziarie significative. Sebbene i fornitori di servizi logistici adottino misure per garantire la sicurezza delle spedizioni, vi sono<strong> fattori imprevedibili </strong>che possono <strong>compromettere l’integrità della merce</strong>.</p>



<p>Inoltre, la <strong>scarsa trasparenza nei modelli di valutazione del rischio</strong> utilizzati dai fornitori rende difficile per le aziende stimare l&#8217;efficacia delle misure di protezione in essere. Di conseguenza, l’<strong>assicurazione &#8220;Cargo&#8221;</strong> rappresenta una <strong>soluzione efficace</strong>, poiché offre una copertura finanziaria per qualsiasi evento avverso che possa verificarsi durante il trasporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le caratteristiche dell’assicurazione per il trasporto &#8220;Cargo&#8221; delle merci?</strong></h3>



<p>L’assicurazione &#8220;Cargo&#8221; è una polizza che copre le perdite e i danni ai beni trasportati, <strong>indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato</strong>, che sia terrestre, marittimo o aereo.</p>



<p>Inoltre, questa copertura si estende a una <strong>vasta gamma di rischi</strong>, compresi incidenti, calamità naturali e altri eventi imprevisti che potrebbero compromettere l’integrità delle merci. Per spiegare meglio, la polizza può essere <strong>personalizzata in base alle esigenze specifiche</strong> dell’azienda, tenendo conto della natura delle merci trasportate, delle rotte seguite e di altri parametri rilevanti.</p>



<p>In conclusione, si può dire che affidarsi a <strong>consulenti esperti</strong>, come <strong>CTI</strong>, aiuta le imprese a individuare le coperture più adeguate e a gestire con maggiore efficacia i rischi connessi al trasporto internazionale.</p>



<p>Non esitare, quindi, a <strong>contattarci</strong> per richiedere una <strong>consulenza personalizzata</strong>!</p>
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		<title>Guida sulle dogane più severe e stringenti al mondo</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/guida-dogane-stringenti-sdoganamento-complesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/?p=1614</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di commercio internazionale, la dogana è uno degli aspetti più critici da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di commercio internazionale, la <strong>dogana </strong>è uno degli aspetti più critici da gestire. Infatti, ogni paese ha le proprie normative, e in alcuni casi, queste possono essere estremamente rigide, rendendo il processo di importazione ed esportazione complesso e pieno di ostacoli.</p>



<p>Se spedire merci all&#8217;estero fosse sempre semplice, nessuna azienda avrebbe problemi di ritardi, documentazione infinita o tasse impreviste. Ma la realtà è ben diversa.</p>



<p>In questa guida analizzeremo le <strong>dogane più severe al mondo</strong>, fornendo consigli su come gestire al meglio le<strong> procedure di sdoganamento</strong> e individuando anche i paesi con le <strong>normative più efficienti</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le dogane più severe al mondo?</strong></h2>



<p>Le normative doganali variano notevolmente da paese a paese: mentre alcuni stati hanno procedure snelle e trasparenti, altri impongono controlli rigorosi, documentazione dettagliata e costi doganali elevati.</p>



<p>Di seguito evidenziamo le principali difficoltà che le aziende possono incontrare quando spediscono merci in ciascuno di questi paesi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Brasile</strong></h3>



<p>Il <strong>Brasile</strong> è noto per avere una delle <strong>dogane più complesse al mondo</strong>. Le procedure di sdoganamento sono caratterizzate da elevata burocrazia, ispezioni dettagliate e tasse d’importazione particolarmente alte.</p>



<p>Per superare questi ostacoli, è necessario disporre di un <strong>broker doganale</strong> <strong>locale</strong> che assista nelle operazioni. La documentazione richiesta è molto specifica e comprende fatture commerciali dettagliate, dichiarazioni di origine e codici di identificazione delle merci. Inoltre, ogni spedizione deve essere pre-dichiarata per evitare ritardi e problemi con le autorità doganali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>India</strong></h3>



<p>Similmente a quanto accade in Brasile, anche l’<strong>India</strong> impone regole stringenti, in particolare sulla <strong>documentazione</strong> necessaria per l&#8217;importazione. Oltre alla fattura commerciale, è richiesta una dichiarazione di origine e, in molti casi, il <strong>modulo KYC</strong> (Know Your Customer). Inoltre, per completare la procedura, sia il mittente che il destinatario devono fornire copie del passaporto e una delega (Power of Attorney) al broker doganale.</p>



<p>Un altro aspetto critico è la <strong>variabilità delle normative</strong> a seconda del porto di ingresso, il che può portare a ritardi imprevedibili. Per agevolare il processo, è consigliabile pianificare in anticipo e verificare attentamente tutti i documenti richiesti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regno Unito</strong></h3>



<p>Dopo la Brexit, il <strong>Regno Unito</strong> ha introdotto nuove normative doganali, rendendo il processo di importazione ed esportazione più complesso rispetto al passato. Oltre ai documenti standard, per sdoganare le merci è obbligatorio ottenere un <strong>numero EORI</strong> (Economic Operators Registration and Identification).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sudafrica</strong></h3>



<p>Le procedure doganali del <strong>Sudafrica</strong> sono caratterizzate da tempi di elaborazione lunghi e da un sistema burocratico complesso. Anche se la documentazione richiesta è simile a quella di altri paesi, il processo di approvazione può essere imprevedibile.</p>



<p>Per evitare ritardi e costi aggiuntivi, è consigliabile lavorare con un broker doganale locale, che conosce le dinamiche del sistema doganale sudafricano e può facilitare lo sdoganamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Guatemala</strong></h3>



<p>Spedire merci in <strong>Guatemala</strong> può essere complicato a causa delle <strong>rigide normative doganali</strong>. È necessario presentare un’ampia documentazione, tra cui fatture dettagliate e dichiarazioni di origine, oltre a seguire scrupolosamente le procedure di pre-dichiarazione.</p>



<p>Le aziende che operano con il Guatemala devono assicurarsi di avere tutta la documentazione ben organizzata e di collaborare con un broker locale per evitare problemi con le autorità doganali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Filippine</strong></h3>



<p>Le <strong>Filippine</strong> sono note per avere un sistema doganale particolarmente complesso, con <strong>tariffe elevate</strong> e <strong>regolamenti rigidi</strong>. L&#8217;intero processo di sdoganamento può essere lungo, costoso e pieno di ostacoli burocratici.</p>



<p>Per semplificare il processo, è fondamentale preparare in anticipo tutti i documenti richiesti, incluse fatture commerciali dettagliate e certificati di origine.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Turchia</strong></h3>



<p>In <strong>Turchia</strong>, il processo di sdoganamento può essere imprevedibile e spesso influenzato da<strong> cambiamenti normativi improvvisi</strong>. Le autorità doganali possono applicare restrizioni particolari a determinati prodotti e richiedere documentazione aggiuntiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Indonesia</strong></h3>



<p>&nbsp;Un altro paese che impone rigide restrizioni sulle importazioni e richiede un controllo approfondito della documentazione è l’<strong>Indonesia</strong>. Il processo di sdoganamento può essere lungo, specialmente se la spedizione non è accompagnata da tutta la documentazione richiesta.</p>



<p>Per evitare complicazioni, è necessario collaborare con un broker doganale esperto che possa garantire il rispetto delle normative locali e facilitare il passaggio delle merci.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Messico</strong></h3>



<p>Il Messico presenta <strong>sfide doganali uniche</strong>, specialmente per chi importa<strong> tessili</strong> o <strong>grandi quantitativi di prodotti</strong>. Il paese applica restrizioni severe sui volumi di merce importata e impone <strong>dazi elevati sulle merci provenienti dalla Cina</strong>.</p>



<p>Per evitare problemi, molte aziende scelgono di spedire prodotti diversi dai tessili, come quelli <strong>tecnologici</strong>, che non sono soggetti alle stesse restrizioni. Inoltre, per le spedizioni B2C, il Messico impone un limite massimo di 9 pezzi per spedizione, il che può complicare le operazioni per le aziende che vendono direttamente ai consumatori finali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come gestire le procedure di sdoganamento nelle dogane più complesse?</strong></h2>



<p>Navigare tra le normative doganali più rigide può essere una sfida, ma con la giusta preparazione è possibile ridurre il rischio di ritardi e complicazioni. Quindi, ora che abbiamo visto quali sono le dogane più severe, vediamo come affrontarle nel modo più efficace.</p>



<p>Prima di tutto, è essenziale <strong>conoscere in dettaglio la normativa del paese di destinazione</strong>. Le leggi doganali cambiano frequentemente, quindi è utile monitorare eventuali aggiornamenti e adeguarsi di conseguenza.</p>



<p>Inoltre, una delle principali cause di ritardi è <strong>la documentazione incompleta o errata</strong>. Piccoli errori nei documenti possono portare a blocchi doganali e costi aggiuntivi. Perciò, ogni fattura commerciale, certificato di origine e dichiarazione deve essere compilata con la massima precisione.</p>



<p>Infine, collaborare con <strong>broker doganali locali</strong> ed esperti di logistica internazionale può fare la differenza. Questi professionisti conoscono le procedure nel dettaglio e possono facilitare l’intero processo, evitando problemi imprevisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono invece i paesi con le dogane e procedure doganali migliori?</strong></h2>



<p>Mentre alcune dogane sono note per la loro rigidità, esistono paesi che si distinguono per procedure <strong>snelle ed efficienti</strong>, facilitando il commercio internazionale.</p>



<p>Tra i migliori in assoluto troviamo <strong>Hong Kong e Singapore</strong>, che vantano procedure chiare, digitalizzate e prive di eccessiva burocrazia, rendendoli due dei principali hub commerciali mondiali.</p>



<p>Anche gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> si sono affermati come un modello di efficienza grazie a ingenti investimenti in infrastrutture logistiche e sistemi doganali digitalizzati che semplificano il commercio estero.</p>



<p>In Europa, spiccano <strong>Finlandia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Irlanda</strong>, dove le pratiche burocratiche sono ridotte al minimo e i tempi di sdoganamento tra i più rapidi al mondo. Ad esempio, in Finlandia l’intero processo di esportazione richiede meno di 36 ore, mentre in Irlanda i tempi si riducono addirittura a 24 ore.</p>



<p>Anche <strong>Nuova Zelanda e Georgia</strong> si distinguono per l’efficienza del loro sistema doganale, grazie a normative semplificate e infrastrutture avanzate che facilitano il commercio internazionale.</p>



<p>Infine, il <strong>Qatar</strong> ha investito nella digitalizzazione dei processi, creando un sistema rapido e trasparente che lo rende un importante hub logistico nella regione del Golfo.</p>



<p>Disporre di un sistema doganale efficiente è un vantaggio strategico per qualsiasi paese, poiché favorisce il commercio globale e riduce i costi per le imprese. Tuttavia, non tutte le nazioni offrono lo stesso livello di facilità nello sdoganamento, ed è proprio qui che nascono i rischi più inaspettati per le aziende.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I principali rischi inaspettati in dogana</strong></h2>



<p>Oltre alla rigidità delle normative, esistono rischi imprevisti che possono impattare negativamente le operazioni doganali di un’azienda. Vediamo quali sono i più comuni e come evitarli.</p>



<p>Uno dei rischi principali riguarda i <strong>prodotti a doppio uso</strong>, che possono essere soggetti a restrizioni se destinati a usi militari. Errori nella dichiarazione possono portare a sanzioni o al blocco della merce. Un altro problema comune è la <strong>violazione della proprietà intellettuale</strong>, con il sequestro di beni contraffatti che non possono essere individuati con semplici controlli a raggi X.</p>



<p>Anche la <strong>classificazione tariffaria errata</strong> è un rischio rilevante: un codice doganale sbagliato può far perdere benefici fiscali o generare dazi più alti del previsto.&nbsp;</p>



<p>Oltretutto, possono sorgere problemi anche a causa della <strong>scarsa comunicazione interna</strong>: se un&#8217;azienda cambia fornitore o modalità di trasporto e non aggiorna le dichiarazioni doganali, può incorrere in sanzioni retroattive. Inoltre, le normative <strong>sanitarie e fitosanitarie</strong> possono bloccare l’importazione di prodotti alimentari e dispositivi medici se il paese di origine non rispetta gli standard richiesti.</p>



<p>Infine, con l’aumento dei <strong>controlli post-clearance</strong>, le aziende potrebbero trovarsi a dover affrontare audit doganali anni dopo l’importazione, con il rischio di sanzioni e dazi aggiuntivi.</p>



<p>In conclusione, le procedure doganali possono essere una risorsa o un ostacolo per il commercio internazionale, a seconda del paese di riferimento e della preparazione dell’azienda. Mentre alcune nazioni vantano sistemi efficienti e digitalizzati, altre impongono regolamenti stringenti e imprevedibili. Per questo, la conoscenza delle normative, la corretta gestione documentale e una strategia di compliance efficace sono elementi fondamentali per ridurre i rischi e garantire operazioni fluide.</p>



<p>Insomma, possiamo dire che affidarsi a esperti del settore non è solo consigliabile, ma strategicamente essenziale. <strong>CTI offre consulenze specializzate per supportare le aziende nella gestione della logistica e delle normative doganali.</strong></p>



<p>Se vuoi garantire spedizioni senza intoppi e minimizzare i rischi, <strong>contatta il nostro team per una consulenza personalizzata!</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/guida-dogane-stringenti-sdoganamento-complesso/">Guida sulle dogane più severe e stringenti al mondo</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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		<title>Il trasporto multimodale: più efficienza, riduzione dei costi e flessibilità nelle spedizioni</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/trasporto-multimodale-vantaggi-differenze-trasporto-intermodale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trasporto multimodale rappresenta una soluzione avanzata nel settore logistico, combinando diverse modalità di trasporto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il trasporto multimodale rappresenta una soluzione avanzata nel settore logistico, combinando diverse modalità di trasporto per ottimizzare l&#8217;efficienza, ridurre i costi e aumentare la flessibilità nelle spedizioni. Questo approccio integrato consente alle aziende di affrontare le sfide della supply chain globale con maggiore agilità e precisione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa vuol dire trasporto multimodale?</strong></h2>



<p>Il trasporto multimodale si riferisce all&#8217;utilizzo coordinato di due o più modalità di trasporto differenti, come strada, ferrovia, mare o aria, all&#8217;interno di un unico contratto di trasporto. In altre parole, le merci vengono movimentate dal punto di origine alla destinazione finale attraverso diverse modalità, ma sotto la gestione di un unico operatore logistico, noto come Operatore di Trasporto Multimodale (MTO). Questo approccio semplifica la gestione logistica, poiché il cliente interagisce con un solo interlocutore responsabile dell&#8217;intero processo, dalla pianificazione alla consegna.</p>



<p>Un aspetto distintivo del trasporto multimodale è l&#8217;emissione di un unico documento di trasporto, spesso denominato Polizza di Carico Multimodale, che copre l&#8217;intero percorso della spedizione. Questo documento unificato facilita le procedure amministrative e doganali, riducendo la complessità burocratica associata alla gestione di documenti separati per ciascuna modalità di trasporto utilizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona il trasporto multimodale?</strong></h2>



<p>Il funzionamento del trasporto multimodale prevede una pianificazione dettagliata e un coordinamento efficiente tra le diverse modalità di trasporto coinvolte. Il processo inizia con la valutazione delle caratteristiche della merce, delle esigenze del cliente e delle specifiche del percorso. Successivamente, l&#8217;Operatore di Trasporto Multimodale sviluppa un piano logistico ottimizzato che combina le modalità di trasporto più appropriate per garantire tempi di transito ridotti e costi competitivi.</p>



<p>Ad esempio, una spedizione potrebbe iniziare con il trasporto su strada dalla sede del mittente a un terminal ferroviario, proseguire su rotaia fino a un porto marittimo, essere caricata su una nave per il trasporto oltremare e, infine, essere consegnata al destinatario finale tramite un ulteriore trasporto su strada. Durante tutto questo processo, l&#8217;MTO monitora e gestisce ogni fase, assicurando una transizione fluida tra le diverse modalità e risolvendo eventuali problematiche logistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasporto multimodale e intermodale: vediamo assieme le principali differenze</strong></h2>



<p>Sebbene i termini &#8220;multimodale&#8221; e &#8220;intermodale&#8221; siano spesso utilizzati in modo intercambiabile, esistono differenze chiave tra i due concetti. Nel trasporto intermodale, le merci rimangono all&#8217;interno della stessa unità di carico, come un container standardizzato, per l&#8217;intera durata del viaggio, senza essere mai scaricate o ricaricate. Questo metodo riduce il rischio di danneggiamento e aumenta l&#8217;efficienza nelle operazioni di trasferimento.</p>



<p>Al contrario, il trasporto multimodale consente il trasferimento della merce tra diverse unità di carico o mezzi di trasporto. Questo permette una maggiore flessibilità nella scelta delle modalità di spedizione, ma può richiedere operazioni di movimentazione aggiuntive che potrebbero incidere sui tempi di consegna e sui costi complessivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi compila il multimodal, documento necessario per i trasporti multimodali?</strong></h2>



<p>Il documento multimodale è un elemento essenziale per garantire la corretta gestione delle spedizioni multimodali. La sua compilazione è a carico dell&#8217;Operatore di Trasporto Multimodale, che è responsabile della gestione dell&#8217;intero processo logistico.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi firma la multimodalità?</strong></h3>



<p>La firma del documento multimodale spetta all&#8217;Operatore di Trasporto Multimodale e, in alcuni casi, ai vettori coinvolti nelle diverse fasi del trasporto. Questo garantisce che ogni fase della spedizione sia coperta da un unico contratto di trasporto, semplificando la gestione amministrativa e riducendo i rischi legati alla responsabilità delle merci durante il transito.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Merci pericolose: la compilazione del Multimodal Dangerous Goods</strong></h2>



<p>Quando si trasportano merci pericolose, la documentazione deve rispettare normative specifiche per garantire la sicurezza dell&#8217;intera catena logistica. Il documento Multimodal Dangerous Goods Declaration (DGD) è fondamentale per dichiarare la natura delle merci pericolose trasportate e le relative precauzioni da adottare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa significa DGD (Declaration for Dangerous Goods)?</strong></h3>



<p>Il DGD (Declaration for Dangerous Goods) è un documento obbligatorio che attesta la conformità della spedizione alle normative internazionali sul trasporto di merci pericolose. Questo documento deve essere compilato accuratamente, includendo dettagli sul tipo di merce, le classi di pericolo, le misure di sicurezza e le informazioni sui materiali di imballaggio utilizzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vantaggi del trasporto multimodale</strong></h2>



<p>L&#8217;adozione del trasporto multimodale offre numerosi vantaggi alle aziende che operano nel commercio internazionale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Maggiore efficienza operativa</strong>: la combinazione di diverse modalità di trasporto consente di ottimizzare i tempi di consegna e ridurre i ritardi.</li>



<li><strong>Riduzione dei costi</strong>: grazie alla scelta delle opzioni di trasporto più economiche e alla gestione centralizzata della logistica, è possibile abbattere i costi complessivi della spedizione.</li>



<li><strong>Maggiore flessibilità</strong>: il trasporto multimodale permette di adattarsi alle esigenze specifiche delle spedizioni, utilizzando le modalità più adatte per ciascuna tratta.</li>



<li><strong>Sostenibilità ambientale</strong>: l&#8217;uso combinato di mezzi di trasporto più ecologici, come il trasporto ferroviario o marittimo, contribuisce a ridurre l&#8217;impatto ambientale delle operazioni logistiche.</li>
</ul>



<p>In conclusione, il trasporto multimodale rappresenta una soluzione strategica per le aziende che desiderano ottimizzare la propria supply chain, migliorando l&#8217;efficienza operativa, riducendo i costi e minimizzando l&#8217;impatto ambientale. Adottare questo approccio consente di affrontare le sfide logistiche moderne con maggiore flessibilità e competitività.</p>



<p>Se desideri scoprire come il trasporto multimodale può migliorare le tue operazioni logistiche e contribuire al successo della tua azienda, contattaci oggi stesso. Il nostro team di esperti è pronto a fornirti una consulenza personalizzata per sviluppare soluzioni su misura che rispondano alle tue esigenze specifiche.</p>



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		<title>Rischi e costi imprevisti nelle spedizioni internazionali: esempi e consigli utili</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/costi-imprevisti-spedizioni-internazionali-come-evitarli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo di un tema che coinvolge quasi tutte&#160; sfere del macromondo della logistica. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi parliamo di un tema che coinvolge quasi tutte&nbsp; sfere del macromondo della logistica. In effetti, è probabilmente uno degli argomenti che, più di molti altri, viene percepito come cruciale da tutti gli attori in scena. Le spedizioni internazionali, infatti, rappresentano un elemento cruciale per le aziende che operano su larga scala. Tuttavia, dietro ogni carico che attraversa confini e oceani, si nasconde una serie di costi imprevisti e rischi logistici che possono incidere significativamente sui margini di profitto. Ritardi doganali, errori nella documentazione, spese di stoccaggio inattese e aumenti improvvisi delle tariffe sono solo alcune delle insidie che possono colpire un&#8217;operazione di trasporto internazionale. Come affrontare questi problemi in modo proattivo? In questo articolo esploreremo i principali rischi e costi imprevisti nelle spedizioni internazionali e, in aggiunta, forniremo consigli utili per ottimizzare la logistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I principali rischi nelle spedizioni internazionali</strong></h2>



<p>Uno degli ostacoli più comuni nelle spedizioni globali riguarda la <strong>documentazione incompleta o errata</strong>. Ogni paese ha regolamenti specifici e la mancanza di un modulo necessario o un codice doganale errato può comportare ritardi significativi e sanzioni finanziarie. In altre parole, una semplice svista nella classificazione delle merci può far lievitare i costi di importazione o addirittura bloccare il carico in dogana per giorni o settimane.</p>



<p>Un altro fattore critico è l’<strong>imballaggio inadeguato</strong>. Le merci devono essere protette non solo dagli urti e dalle vibrazioni del trasporto, ma anche dagli agenti atmosferici. Un imballaggio insufficiente può tradursi in danni alla merce e, di conseguenza, in resi, reclami e costi aggiuntivi per la sostituzione dei prodotti.</p>



<p>I <strong>ritardi imprevisti</strong> sono un altro problema che affligge frequentemente le spedizioni internazionali. Le cause possono essere molteplici: condizioni meteorologiche avverse, scioperi nei porti, congestione del traffico marittimo o problemi tecnici dei vettori. Anche una pianificazione meticolosa può non essere sufficiente a evitare imprevisti di questo tipo, ma strategie di gestione dei rischi possono ridurne l&#8217;impatto.</p>



<p>Infine, spesso le aziende si trovano ad affrontare <strong>costi nascosti e supplementi inattesi</strong>. Questi possono includere tasse doganali inaspettate, sovrapprezzi per la spedizione in aree remote, spese di stoccaggio prolungato e supplementi legati alle variazioni improvvise del costo del carburante. Perciò, senza una pianificazione accurata, questi costi possono incidere pesantemente sulla redditività di un’azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Costi nascosti: dove possono annidarsi le spese impreviste?</strong></h2>



<p>Uno dei costi imprevisti più comuni nelle spedizioni internazionali è rappresentato dalle <strong>spese di controstallia e detenzione</strong>. Quando un container non viene ritirato o restituito nei tempi previsti, il proprietario del terminal può applicare tariffe giornaliere per il suo utilizzo prolungato. Questo accade frequentemente quando ci sono ritardi nella documentazione o problemi nello sdoganamento delle merci.</p>



<p>Un altro costo nascosto riguarda gli <strong>esami doganali e le ispezioni</strong>. Le autorità, infatti, possono selezionare casualmente le spedizioni per controlli approfonditi, che possono variare dalla semplice revisione dei documenti a ispezioni fisiche più complesse. Queste operazioni non solo allungano i tempi di transito, ma possono anche generare costi aggiuntivi per la movimentazione delle merci e per i giorni extra di permanenza nei terminal.</p>



<p>Alcuni operatori logistici e spedizionieri si trovano, poi, a fronteggiare gli <strong>aumenti tariffari improvvisi</strong>. Le compagnie di trasporto marittimo, ad esempio, applicano regolarmente il <strong>General Rate Increase (GRI)</strong>, un meccanismo che permette di aumentare le tariffe di trasporto in funzione delle condizioni di mercato. Questi aumenti possono essere particolarmente gravosi per le aziende che non pianificano con attenzione i propri budget di spedizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa significa ottimizzazione dei costi della logistica?</strong></h2>



<p>L&#8217;ottimizzazione dei costi nella logistica non significa semplicemente tagliare le spese, ma piuttosto trovare il giusto equilibrio tra efficienza e risparmio. Ridurre i costi in maniera indiscriminata, infatti, può portare a problemi di servizio, ritardi e danni alle merci. Al contrario, un’ottimizzazione ben pianificata permette di ottenere un vantaggio competitivo migliorando la gestione operativa e riducendo le spese superflue.</p>



<p>Uno degli strumenti più efficaci per ottimizzare i costi logistici è l’<strong>uso intelligente della tecnologia</strong>. Software avanzati per la gestione delle spedizioni e l’analisi dei dati possono aiutare le aziende a prevedere i costi, tracciare le spedizioni in tempo reale e ottimizzare le rotte di trasporto. Inoltre, l’integrazione di sistemi di automazione nei magazzini riduce i tempi di movimentazione e minimizza gli errori umani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come ottimizzare i costi di trasporto nelle spedizioni internazionali?</strong></h3>



<p>Un primo passo per ridurre i costi di trasporto è <strong>selezionare con attenzione i fornitori di servizi logistici</strong>. Non sempre il prezzo più basso è la scelta migliore: affidarsi a operatori affidabili e trasparenti può ridurre significativamente i rischi e i costi imprevisti.</p>



<p>Un’altra strategia efficace è il <strong>consolidamento delle spedizioni</strong>. Infatti, anzichè spedire carichi parziali più volte al mese, raggruppare più ordini in un&#8217;unica spedizione permette di ridurre i costi di trasporto e le spese accessorie.</p>



<p>Infine, un’<strong>adeguata pianificazione della supply chain</strong> può fare la differenza. Prevedere la domanda con precisione ed evitare urgenze riduce la necessità di spedizioni rapide, che spesso comportano costi molto più elevati rispetto ai trasporti standard.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i principali KPI logistici?</strong></h2>



<p>Per una gestione logistica efficiente, è fondamentale monitorare costantemente alcuni indicatori chiave di prestazione (KPI &#8211; Key Performance Indicators). In particolare, questi dati consentono alle aziende di valutare l&#8217;efficacia delle loro operazioni, individuare inefficienze e migliorare la supply chain.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tempo di transito medio: misura la durata media di una spedizione dal punto di origine alla destinazione finale. Ridurre questo valore migliora l&#8217;affidabilità delle consegne e riduce i costi di gestione.</li>



<li>Tasso di puntualità delle consegne: indica la percentuale di spedizioni consegnate nei tempi previsti. Un elevato tasso di puntualità è essenziale per garantire la soddisfazione del cliente e migliorare la reputazione aziendale.</li>



<li>Costo per unità spedita: calcola il costo medio sostenuto per spedire un’unità di prodotto. Un&#8217;analisi regolare di questo KPI aiuta a individuare opportunità di ottimizzazione e riduzione delle spese logistiche.</li>



<li>Indice di danni e resi: misura la percentuale di prodotti danneggiati o restituiti rispetto al totale delle spedizioni. Un valore elevato può indicare problemi nell&#8217;imballaggio, nel trasporto o nella gestione delle merci.</li>



<li>Rotazione delle scorte: rappresenta il numero di volte in cui un’azienda rinnova il proprio inventario in un determinato periodo. Un’alta rotazione suggerisce una gestione efficiente delle scorte, mentre una bassa rotazione può indicare eccesso di stock o difficoltà di vendita.</li>
</ul>



<p>Oltre a questi KPI principali, molte aziende monitorano anche indicatori come il lead time della supply chain, il tasso di utilizzo della capacità di carico e il livello di soddisfazione del cliente. L’adozione di strumenti digitali e software di gestione permette di raccogliere dati precisi, migliorare la pianificazione logistica e prendere decisioni strategiche più efficaci.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Trasformare i rischi in opportunità</strong></h3>



<p>In conclusione, si può dire che le spedizioni internazionali siano a tutti gli effetti piene di sfide, ma è altrettanto vero che con la giusta strategia è possibile trasformarle in un vantaggio competitivo. Infatti, un approccio strategico alla logistica non solo minimizza gli imprevisti, ma garantisce anche tempi di consegna più affidabili, una maggiore soddisfazione del cliente e un miglior controllo dei costi. Inoltre, monitorare costantemente i KPI e implementare soluzioni innovative consente di affrontare le sfide del commercio globale con maggior tranquillità e competitività.</p>



<p>Ma non è tutto: affidarsi a un partner esperto come CTI significa ridurre i rischi, ottimizzare i costi e migliorare l&#8217;efficienza della propria supply chain. Grazie a un team di specialisti e a soluzioni personalizzate, CTI aiuta le aziende a gestire le complessità logistiche con sicurezza e precisione.</p>



<p>Non lasciare che le incertezze logistiche rallentino il tuo business. Affidati a CTI per una logistica internazionale più sicura, efficiente e ottimizzata. Contattaci oggi stesso per scoprire come possiamo supportare la tua azienda nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.</p>
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		<title>Trasporto JIT: il Just in Time nella logistica aziendale</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/trasporto-jit-funzionamento-vantaggi-logistica-just-in-time/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai mai sentito parlare del Just in Time (JIT) e di come possa rivoluzionare la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Hai mai sentito parlare del <strong>Just in Time (JIT)</strong> e di come possa rivoluzionare la gestione logistica di un&#8217;azienda? Questo approccio innovativo è diventato un punto di riferimento per molte realtà industriali che puntano all&#8217;efficienza e alla riduzione degli sprechi. Si tratta di un sistema che ha trasformato il modo in cui le imprese organizzano la produzione e la distribuzione, eliminando sprechi e ottimizzando i tempi. In un panorama economico sempre più competitivo, ogni azienda deve trovare soluzioni per ridurre i costi e migliorare la propria reattività alle esigenze del mercato. Il JIT rappresenta una delle strategie più efficaci per ottimizzare i processi, minimizzando le scorte e massimizzando l’efficienza operativa. In effetti, questo metodo, nato per ottimizzare la supply chain riducendo sprechi e costi di magazzino, è oggi uno dei sistemi più utilizzati per migliorare l’efficienza operativa. In questo articolo scopriremo cos’è il JIT, perché è così importante e quali sono i suoi vantaggi e sfide. Inoltre, vedremo come si differenzia dalla logistica on demand e come può essere implementato con successo nelle aziende moderne.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è la logistica Just in Time?</strong></h2>



<p>La logistica <strong>Just in Time (JIT)</strong> è un modello che si basa su un concetto molto semplice ma estremamente efficace: ricevere materie prime, componenti o prodotti finiti esattamente nel momento in cui servono, senza accumulare scorte inutili. Questo approccio, nato in Giappone negli anni ’70 grazie alla Toyota, ha trasformato radicalmente il modo di gestire la produzione e la logistica, rendendoli più snelli ed efficienti.</p>



<p>L’idea principale è quella di eliminare tutto ciò che non è strettamente necessario, evitando sprechi e riducendo al minimo il capitale immobilizzato nei magazzini. In altre parole, le aziende non devono più preoccuparsi di accumulare grandi quantità di prodotti, ma possono concentrarsi sulla produzione e sulla distribuzione in base alla reale richiesta del mercato. Naturalmente, affinché il sistema funzioni, è fondamentale che l’intera supply chain sia perfettamente sincronizzata, con fornitori in grado di garantire consegne rapide e precise.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché è importante la logistica Just in Time?</strong></h2>



<p>Adottare un sistema JIT può fare una grande differenza nella gestione di un’azienda, soprattutto per quelle realtà che operano in mercati altamente dinamici e competitivi. Uno dei principali benefici è senza dubbio la <strong>riduzione dei costi di stoccaggio</strong>: se non ci sono scorte accumulate nei magazzini, non c’è bisogno di spazi enormi per conservarle e di risorse per gestirle. Questo si traduce in un risparmio economico significativo.</p>



<p>Inoltre, il JIT migliora l’<strong>efficienza operativa</strong>. I processi diventano più snelli, si evitano rallentamenti e si ottimizzano i tempi di produzione e distribuzione. Le aziende che adottano questo sistema hanno anche un <strong>migliore controllo sulla qualità</strong>: ricevendo materiali e componenti al momento giusto, è più facile individuare eventuali difetti o problemi e risolverli immediatamente, evitando sprechi di tempo e risorse.</p>



<p>Un altro aspetto da non sottovalutare è la <strong>flessibilità</strong>. Le aziende possono adattarsi più rapidamente alle variazioni della domanda, producendo solo ciò che serve e riducendo il rischio di rimanere con scorte invendute o, al contrario, di non riuscire a soddisfare le richieste del mercato.</p>



<p>Tuttavia, nonostante i vantaggi, il Just in Time richiede una <strong>stretta collaborazione con i fornitori</strong>: qualsiasi ritardo o imprevisto nella catena di approvvigionamento può avere un impatto immediato sulla produzione. Perciò, molte aziende scelgono di diversificare i fornitori o di adottare strategie di emergenza per mitigare eventuali interruzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i concetti chiave del Just in Time?</strong></h2>



<p>Il JIT si basa su alcuni principi fondamentali che ne garantiscono il successo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Produzione pull</strong>: anziché produrre in grandi quantità sperando che il mercato assorba i prodotti, la produzione viene attivata solo in base agli ordini effettivi ricevuti.</li>



<li><strong>Riduzione degli sprechi</strong>: l’obiettivo è eliminare qualsiasi attività superflua, evitando sovrapproduzione, accumulo di scorte e tempi morti.</li>



<li><strong>Sincronizzazione della supply chain</strong>: ogni anello della catena logistica deve essere perfettamente allineato, dai fornitori ai trasportatori fino alla distribuzione, per garantire un flusso continuo e senza intoppi.</li>



<li><strong>Miglioramento continuo (Kaizen)</strong>: il JIT non è un sistema statico, ma si basa su un costante perfezionamento dei processi per migliorare sempre di più l’efficienza.</li>
</ul>



<p>Per spiegare meglio il concetto, si può pensare a un orologio perfettamente sincronizzato: ogni ingranaggio rappresenta un elemento della supply chain e il corretto funzionamento di tutto il sistema dipende dall’armonia tra le sue componenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Affinità e differenze con la logistica on demand</strong></h2>



<p>Il Just in Time è talvolta accostato alla <strong>logistica on demand</strong>, poiché entrambi i modelli puntano a ottimizzare il flusso delle merci e a ridurre le scorte. Tuttavia, le differenze tra i due sistemi sono più marcate di quanto possa sembrare.</p>



<p>Il <strong>JIT si basa su una pianificazione rigorosa</strong>, dove ogni fase della supply chain è sincronizzata per garantire che le materie prime e i prodotti arrivino esattamente quando servono. Questo riduce al minimo le scorte e ottimizza i processi produttivi, ma richiede una perfetta organizzazione e una forte dipendenza da fornitori puntuali.</p>



<p>La <strong>logistica on demand</strong>, invece, è molto più flessibile e reattiva. Si tratta di un modello pensato per rispondere rapidamente a richieste improvvise, senza necessariamente basarsi su una pianificazione precisa. Qui entrano in gioco tecnologie digitali avanzate, come analisi predittiva e intelligenza artificiale, per adattare l’offerta alla domanda in tempo reale.</p>



<p>Quindi, mentre il JIT riduce le scorte attraverso la pianificazione e la sincronizzazione, la logistica on demand punta sull’agilità e sulla capacità di rispondere immediatamente alle esigenze del mercato. La scelta tra i due modelli dipende dalle specifiche necessità aziendali: il JIT è ideale per produzioni strutturate e ripetitive, mentre la logistica on demand è più indicata per settori con variazioni imprevedibili nella domanda.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il Just in Time come vantaggio competitivo</strong></h3>



<p>Implementare con successo il Just in Time può rappresentare un vantaggio competitivo enorme per le aziende, specialmente in un mercato sempre più veloce e globalizzato. Infatti, ridurre al minimo le scorte permette di abbattere i costi fissi, migliorare la qualità dei prodotti e rispondere in maniera più efficiente alla domanda. Tuttavia, è essenziale costruire una supply chain affidabile e ben organizzata per evitare ritardi e interruzioni che potrebbero compromettere l’intero sistema.</p>



<p>Affidarsi a collaboratori esperti e partner logistici affidabili è fondamentale per garantire il corretto funzionamento di un sistema Just in Time. Una gestione efficace delle spedizioni, il monitoraggio costante dei flussi di trasporto e la capacità di risolvere tempestivamente eventuali criticità sono elementi chiave per il successo di questa strategia.</p>



<p>Se vuoi implementare un modello JIT efficiente e sicuro per la tua azienda, è essenziale poter contare su professionisti del settore che sappiano gestire le sfide logistiche con competenza e affidabilità.&nbsp;</p>



<p><strong>Contattaci</strong> per una consulenza personalizzata e scopri come possiamo supportarti nella gestione delle tue spedizioni e ottimizzare la tua supply chain.</p>
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		<title>Opportunità di import ed export nei mercati dei paesi emergenti: focus su Africa e Sud-Est Asiatico</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/import-export-mercati-emergenti-africa-asia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Africa e il Sud-Est Asiatico rappresentano mercati emergenti di grande interesse per le imprese italiane. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;<strong>Africa</strong> e il <strong>Sud-Est Asiatico</strong> rappresentano <strong>mercati emergenti</strong> di grande interesse per le imprese italiane. Queste regioni offrono numerose opportunità sia per l&#8217;<strong>esportazione</strong> che per l&#8217;<strong>importazione</strong>, grazie alla loro crescita economica e alla diversificazione dei settori produttivi. Inoltre, grazie agli investimenti infrastrutturali e alle iniziative di cooperazione economica con l&#8217;Europa, questi mercati diventano sempre più attrattivi per le aziende italiane.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esporta l&#8217;Italia in Africa?</strong></h2>



<p>L&#8217;Italia ha consolidato relazioni commerciali significative con diversi <strong>paesi africani</strong>. Nel 2024, l&#8217;interscambio commerciale tra Italia e Africa ha raggiunto i 60 miliardi di euro, con le esportazioni italiane che ammontano a 21 miliardi di euro. In particolare, i principali prodotti esportati includono macchinari industriali, apparecchiature elettriche, prodotti chimici e veicoli. Ciò dimostra che questi beni rispondono alle esigenze di sviluppo infrastrutturale e industriale di molti paesi africani. Inoltre, si registra una crescente domanda di prodotti italiani nel settore della moda e dell&#8217;arredamento di design, grazie alla reputazione del Made in Italy.</p>



<p>Marocco, Tunisia e Sudafrica rappresentano i mercati che offrono più opportunità. Andiamo ad approfondire.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esportare in Marocco?</strong></h2>



<p>Per quanto riguarda il <strong>Marocco</strong>, esso rappresenta un <strong>mercato in crescita</strong> per le esportazioni italiane. I settori più promettenti includono macchinari e apparecchiature per l&#8217;industria manifatturiera e agricola, prodotti chimici come fertilizzanti e articoli per l&#8217;industria tessile, oltre a prodotti alimentari trasformati e di alta qualità. Inoltre, il Marocco è un&#8217;importante piattaforma logistica per le esportazioni verso l&#8217;<strong>Africa subsahariana</strong>, rendendolo un partner strategico per le imprese italiane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona la dogana in Marocco?</strong></h3>



<p>Oltretutto, il Marocco ha implementato <strong>procedure doganali</strong> volte a <strong>facilitare il commercio internazionale</strong>. Dal 2003, il paese ha perseguito una politica di modernizzazione e facilitazione degli scambi, introducendo misure come l&#8217;<strong>Automated Customs Networked System</strong>, operativo dal gennaio 2009, che ha portato il tasso di informatizzazione delle procedure doganali a oltre il 90%. Tuttavia, è fondamentale per le aziende italiane conoscere le specifiche regolamentazioni doganali e gli accordi bilaterali in vigore per ottimizzare le operazioni di import-export.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esportare in Tunisia?</strong></h2>



<p>Analogamente, la <strong>Tunisia</strong> offre diverse opportunità per le esportazioni italiane, in particolare nei settori dei macchinari e delle apparecchiature per l&#8217;industria tessile e agroalimentare, dei prodotti chimici e farmaceutici, nonché dei componenti automobilistici, data la crescita dell&#8217;industria locale. Infatti, il governo tunisino ha promosso politiche per <strong>attrarre investimenti stranieri</strong>, rendendo il paese un hub competitivo per la produzione manifatturiera.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa serve per esportare in Tunisia?</strong></h3>



<p>Per esportare in Tunisia, le imprese italiane devono ottenere le necessarie autorizzazioni in base al tipo di prodotto esportato, conoscere le normative locali in particolare quelle relative agli standard di qualità e sicurezza, e preparare la documentazione richiesta, tra cui fatture commerciali, certificati di origine e documenti di trasporto. Inoltre, è utile avvalersi di <strong>consulenti locali</strong> per facilitare le procedure burocratiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esporta la Tunisia?</strong></h3>



<p>La Tunisia esporta principalmente prodotti tessili e abbigliamento, prodotti agricoli come olio d&#8217;oliva e datteri, e componenti elettronici, in particolare per l&#8217;industria automobilistica. La crescente specializzazione nei settori della meccanica e dell&#8217;aeronautica, oltretutto, apre nuove <strong>opportunità</strong> di <strong>collaborazione con le imprese italiane</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa importa il Sudafrica?</strong></h2>



<p>Non solo l&#8217;Africa settentrionale, ma anche il <strong>Sudafrica</strong>, con un&#8217;economia diversificata, importa principalmente macchinari e apparecchiature per l&#8217;industria mineraria e manifatturiera, prodotti chimici inclusi articoli farmaceutici, e veicoli con componenti automobilistici per sostenere la sua industria locale. L&#8217;Italia esporta anche beni di lusso, come prodotti enogastronomici e abbigliamento, che trovano un mercato in espansione tra la classe media sudafricana.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esporta il Sudafrica?</strong></h3>



<p>Il Sudafrica esporta prevalentemente minerali e metalli preziosi come oro, platino e diamanti, prodotti agricoli tra cui frutta e vino, e veicoli con componenti automobilistici grazie a una solida industria del settore. L&#8217;Italia importa inoltre legname e prodotti chimici per la produzione industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vediamo ora alcuni esempi per il Sud-Est Asiatico: che cosa esporta la Thailandia?</strong></h2>



<p>Allo stesso modo, la <strong>Thailandia</strong> è un importante attore nel commercio internazionale, con esportazioni diversificate che includono prodotti elettronici come circuiti integrati e componenti, autoveicoli e relativi componenti, prodotti agricoli come riso, zucchero e gomma naturale, oltre a prodotti ittici come gamberi e tonno in scatola. Inoltre, il paese ha sviluppato un <strong>settore manifatturiero competitivo</strong> che attrae investimenti dall&#8217;estero.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto costa la dogana della Thailandia?</strong></h3>



<p>Le tariffe doganali in Thailandia variano a seconda del tipo di merce importata. I beni di consumo e di lusso possono essere soggetti a dazi elevati, mentre attrezzature e macchinari per la produzione possono beneficiare di dazi ridotti o nulli, specialmente se non prodotti localmente. Inoltre, con l&#8217;entrata in vigore del <strong>Regional Comprehensive Economic Partnership</strong> (RCEP), molte tariffe sono state progressivamente eliminate, facilitando il commercio all&#8217;interno dell&#8217;area ASEAN.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esporta il Vietnam?</strong></h2>



<p>Il Vietnam ha registrato una crescita significativa nelle esportazioni negli ultimi anni. I prodotti principali includono tessili e abbigliamento, calzature, prodotti elettronici come telefoni cellulari e componenti, nonché prodotti agricoli come caffè, riso e frutti di mare. Questo evidenzia come il paese si stia affermando come hub produttivo per il settore tecnologico, <strong>attirando investimenti da diverse multinazionali</strong>.</p>



<p>In conclusione, l&#8217;Africa e il Sud-Est Asiatico offrono ampie opportunità per le imprese italiane che desiderano espandere la loro presenza internazionale. La diversificazione economica, gli investimenti infrastrutturali e le politiche di apertura commerciale rendono questi <strong>mercati sempre più accessibili</strong>. Tuttavia, è fondamentale comprendere le normative locali, le procedure doganali e le dinamiche di mercato per massimizzare il successo delle operazioni di import-export. Dunque, investire in una <strong>strategia ben strutturata</strong> e costruire<strong> relazioni con partner locali</strong> può fare la differenza nel raggiungere il successo commerciale in questi mercati in crescita.</p>



<p>Se vuoi cogliere queste opportunità e far crescere il tuo business a livello internazionale, il <strong>nostro team di esperti</strong> è pronto ad aiutarti. <strong>Contattaci oggi stesso</strong> per una consulenza personalizzata e scopri come espandere con successo la tua attività nei mercati emergenti!</p>
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		<title>Logistica sostenibile: il futuro delle spedizioni e la gestione green della supply chain</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/logistica-sostenibile-green-supply-chain-spedizioni-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La logistica sostenibile rappresenta un nuovo paradigma nella gestione della supply chain, finalizzato a ridurre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>logistica sostenibile</strong> rappresenta un nuovo paradigma nella gestione della supply chain, finalizzato a ridurre l&#8217;impatto ambientale e promuovere pratiche più etiche ed efficienti. In effetti, le aziende stanno adottando<strong> soluzioni innovative</strong> per ridurre le emissioni di CO₂, ottimizzare i trasporti e migliorare l&#8217;efficienza energetica delle operazioni logistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I pilastri della logistica sostenibile</strong></h2>



<p>Per comprendere appieno la <strong>sostenibilità</strong> nel settore della logistica è fondamentale esaminare i suoi elementi chiave:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Trasporti ecologici</strong></h3>



<p>Grazie all&#8217;impiego di <strong>veicoli a basse emissioni</strong>, come quelli elettrici o alimentati a idrogeno, e all&#8217;<strong>ottimizzazione dei percorsi</strong>, è possibile ridurre l&#8217;impronta di carbonio. Oltretutto, la digitalizzazione della logistica permette di monitorare i consumi e migliorare le performance ambientali. L&#8217;uso di <strong>carburanti alternativi</strong>, come il biogas e il biodiesel, è un ulteriore passo avanti nella transizione ecologica. Anche l&#8217;adozione di flotte di veicoli autonomi e la sperimentazione di droni per la consegna delle merci rientrano tra le strategie più avanzate per rendere il trasporto più efficiente e meno impattante sull&#8217;ambiente.</p>



<p>Analogamente, molte aziende stanno implementando sistemi di <strong>car sharing</strong> per la distribuzione urbana, riducendo il numero di veicoli su strada e diminuendo così le emissioni complessive. In altre parole, ogni innovazione adottata nel settore rappresenta un passo avanti nella riduzione dell&#8217;impatto ambientale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Imballaggi sostenibili</strong></h3>



<p>L&#8217;utilizzo di <strong>materiali riciclabili</strong> e l&#8217;adozione di soluzioni di <strong>packaging eco-friendly</strong> sono pratiche essenziali per ridurre i rifiuti e migliorare la sostenibilità della supply chain. Ad esempio, le aziende stanno sviluppando imballaggi biodegradabili o riutilizzabili per abbattere l&#8217;impatto ambientale. Inoltre, la <strong>riduzione</strong> dell&#8217;uso <strong>della plastica</strong> e l&#8217;implementazione di tecniche di riutilizzo possono generare un impatto positivo sulla gestione dei rifiuti. Anche l&#8217;introduzione di tecnologie per la riduzione del volume degli imballaggi permette di ottimizzare gli spazi di trasporto e ridurre il numero di viaggi necessari.</p>



<p>Sebbene molte aziende abbiano già iniziato questo percorso, vi è ancora un ampio margine di miglioramento. Per esempio, investire in ricerca e sviluppo per creare materiali sempre più performanti potrebbe rappresentare una svolta decisiva nel settore della logistica sostenibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Magazzini green</strong></h3>



<p>Le infrastrutture logistiche si stanno evolvendo verso <strong>modelli più sostenibili </strong>attraverso l&#8217;uso di impianti a energia solare, sistemi di illuminazione LED e tecnologie di automazione che riducono gli sprechi energetici. In aggiunta, l’adozione di software di gestione avanzati permette di ottimizzare lo spazio e ridurre i costi operativi. La robotizzazione dei magazzini e l’introduzione di veicoli a guida autonoma contribuiscono ulteriormente a migliorare l’efficienza e a<strong> ridurre i consumi energetici</strong>. Inoltre, l’uso di sistemi di climatizzazione intelligente e di sensoristica avanzata consente di ridurre il consumo energetico degli impianti di stoccaggio e di <strong>migliorare la conservazione delle merci sensibili</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tecnologie innovative</strong></h3>



<p>L&#8217;integrazione di strumenti avanzati come l&#8217;intelligenza artificiale, il machine learning e l&#8217;analisi predittiva consente di migliorare l&#8217;efficienza dei processi e <strong>ridurre l&#8217;impatto ambientale</strong>. In particolare, i sistemi di tracciabilità basati su blockchain garantiscono trasparenza e sostenibilità lungo tutta la filiera. L&#8217;Internet of Things (IoT) permette il monitoraggio in tempo reale delle spedizioni, ottimizzando l&#8217;intero ciclo logistico. Inoltre, l&#8217;uso della stampa 3D in alcune fasi della supply chain potrebbe ridurre la necessità di trasporti, abbassando l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;intero processo produttivo.</p>



<p>Se da un lato queste tecnologie offrono <strong>enormi vantaggi</strong>, dall’altro lato richiedono un notevole investimento iniziale. Tuttavia, è fondamentale che le aziende comprendano che investire oggi in innovazione significa ottenere benefici a lungo termine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vantaggi della logistica green</strong></h2>



<p>Adottare pratiche di logistica verde offre molteplici benefici, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riduzione dei costi operativi</strong>: l’ottimizzazione dei percorsi e l&#8217;efficienza energetica consentono di ridurre le spese legate ai trasporti e alla gestione dei magazzini.</li>



<li><strong>Conformità alle normative ambientali</strong>: le aziende che investono in logistica sostenibile sono meglio posizionate per adeguarsi alle normative green sempre più stringenti.</li>



<li><strong>Migliore reputazione aziendale</strong>: l’adozione di pratiche eco-sostenibili migliora l’immagine del brand e favorisce la fidelizzazione dei clienti.</li>



<li><strong>Incremento dell’efficienza</strong>: grazie a tecnologie avanzate e strategie di gestione innovative, la supply chain diventa più fluida e performante.</li>



<li><strong>Maggiore attrattività per investitori e partner commerciali</strong>: le aziende che si dimostrano sensibili alla sostenibilità tendono ad attrarre maggiori opportunità di business, grazie alla crescente domanda di soluzioni eco-friendly.</li>



<li><strong>Diminuzione dell’impatto ambientale complessivo</strong>: la riduzione delle emissioni di gas serra e dell’inquinamento legato al trasporto e alla gestione della supply chain contribuisce a migliorare la qualità della vita e a tutelare l’ambiente per le future generazioni.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro della logistica sostenibile</strong></h2>



<p>Con l&#8217;evoluzione delle normative e la crescente consapevolezza ambientale, la logistica green è destinata a diventare un elemento chiave per il settore. Infine, l’adozione di modelli di economia circolare e la collaborazione tra aziende e istituzioni saranno determinanti per costruire un sistema logistico sempre più sostenibile e competitivo.</p>



<p>L&#8217;implementazione di strategie di <strong>reverse logistics</strong>, ossia il recupero e riciclo dei prodotti a fine vita, sarà una delle sfide principali per il futuro della logistica sostenibile. Grazie a queste soluzioni, le aziende potranno ridurre ulteriormente gli sprechi e creare nuovi modelli di business basati sulla sostenibilità. Inoltre, la ricerca di soluzioni innovative per la <strong>riduzione delle emissioni di CO₂</strong> sarà centrale, con investimenti crescenti in tecnologie emergenti come il trasporto hyperloop e l’utilizzo di carburanti sintetici a basso impatto.</p>



<p>Per dirla in breve, investire nella logistica sostenibile non è solo una necessità, ma una vera e propria opportunità per tutte le aziende che vogliono distinguersi nel mercato moderno. Se vuoi approfondire le soluzioni su misura per la tua azienda, contattaci per ricevere maggiori informazioni!</p>
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		<title>Riforma doganale 2025: tutte le novità e cosa cambia per le aziende</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/riforma-doganale-2025-tutti-i-cambiamenti-e-le-novita-nel-commercio-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riforma doganale del 2025 introduce significative novità per le aziende che operano nel commercio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/riforma-doganale-2025-tutti-i-cambiamenti-e-le-novita-nel-commercio-internazionale/">Riforma doganale 2025: tutte le novità e cosa cambia per le aziende</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La<strong> riforma doganale del 2025</strong> introduce significative novità per le aziende che operano nel commercio internazionale, introducendo importanti cambiamenti destinati a semplificare le operazioni, migliorare la compliance e promuovere la sostenibilità. Con il <strong>Decreto Legislativo n. 141 del 26 settembre 2024</strong>, infatti, la normativa doganale italiana è stata profondamente rinnovata, con significativi vantaggi per le imprese e gli operatori del settore.</p>



<p>In questo articolo, dunque, approfondiamo i punti principali della riforma, analizzando le sue implicazioni pratiche e come adeguarsi alle novità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Punti chiave della riforma doganale 2025</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Semplificazione normativa e sistema sanzionatorio</strong></h3>



<p>Una delle modifiche più rilevanti riguarda la<strong> semplificazione delle normative doganali</strong>. Le precedenti 400 disposizioni sono state ridotte a soli 122 articoli, una riduzione significativa che rende il quadro legislativo più snello e comprensibile. Questo intervento mira a eliminare ridondanze normative e a fornire alle aziende un riferimento chiaro e accessibile, riducendo tempi e costi legati alla gestione amministrativa.</p>



<p>Oltre a questo, tra le principali novità emerge l&#8217;aggiornamento delle sanzioni doganali, che ora distinguono con maggiore chiarezza illeciti amministrativi e penali. Ad esempio, il <strong>reato di contrabbando</strong> è stato suddiviso in due categorie principali: la <strong>dichiarazione infedele</strong>, che si verifica quando le informazioni fornite risultano incomplete o inesatte, e l&#8217;<strong>omessa dichiarazione</strong>, in cui la merce non viene dichiarata affatto. Inoltre, le pene sono state ridefinite per essere più proporzionate alla gravità dell&#8217;infrazione, garantendo una maggiore equità nei procedimenti sanzionatori.</p>



<p>Questo cambiamento mira a facilitare la compliance per le aziende, riducendo il rischio di errori interpretativi e potenziali sanzioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Digitalizzazione delle procedure doganali</strong></h3>



<p>La <strong>digitalizzazione</strong> è uno dei pilastri della riforma doganale, progettata per rivoluzionare la gestione dei flussi commerciali. Dal 21 gennaio 2025 è entrato in vigore il sistema <strong>NCTS fase 5</strong>, che ha eliminato l&#8217;uso delle bollette cartacee a favore delle dichiarazioni doganali digitali, garantendo non solo una maggiore efficienza operativa ma anche un controllo più preciso sui dati delle transazioni. Questo aggiornamento mira a velocizzare le operazioni di transito doganale, ridurre gli errori e aumentare la sicurezza, garantendo una gestione più trasparente e automatizzata dei flussi commerciali.</p>



<p>Inoltre, nuove procedure digitali sono state implementate per l&#8217;export a partire da dicembre 2024, migliorando l&#8217;efficienza delle esportazioni e riducendo i tempi burocratici.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuova nomenclatura combinata TARIC 2025</strong></h3>



<p>Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova <strong>TARIC</strong>, che ha aggiornato la Nomenclatura Combinata, aggiungendo voci specifiche per prodotti come pesce e prodotti ittici, pomodori, oli minerali e pannelli in legno. Questo aggiornamento riflette le evoluzioni dei mercati internazionali e offre una classificazione più dettagliata per migliorare l&#8217;applicazione delle tariffe doganali e delle misure commerciali.</p>



<p>Conseguentemente, le imprese dovranno prestare particolare attenzione a questi aggiornamenti per assicurare una corretta classificazione delle merci e l&#8217;applicazione delle tariffe doganali appropriate.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regole di origine preferenziale della convenzione PEM</strong></h3>



<p>Un altro aspetto chiave della riforma riguarda le <strong>nuove regole di origine preferenziale</strong> introdotte dalla Convenzione Paneuromediterranea (PEM), che sono operative dal 1° gennaio 2025. Queste regole rappresentano un passo avanti significativo per rendere più flessibile e inclusivo il commercio tra i 23 paesi contraenti, rafforzando la competitività delle aziende europee e mediterranee nei mercati globali. Infatti, offrono maggiore flessibilità agli operatori economici grazie a un aumento delle soglie di tolleranza al 15% e all&#8217;ampliamento del duty-drawback, consentendo un recupero più esteso dei dazi.</p>



<p>Questi cambiamenti favoriscono gli scambi commerciali con i 23 paesi contraenti della Convenzione PEM, aprendo nuove opportunità per le aziende italiane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>IVA tra i diritti di confine</strong></h3>



<p>Dal 4 ottobre 2024, l&#8217;IVA all&#8217;importazione è stata formalmente inclusa tra i diritti doganali, salvo nei casi in cui la merce venga immessa al consumo in un altro Stato membro dell&#8217;UE. Questa modifica semplifica le operazioni fiscali e mira a garantire una maggiore uniformità e trasparenza nei rapporti commerciali internazionali.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come adeguarsi alle nuove normative</strong></h2>



<p>Per prepararsi ai cambiamenti introdotti dalla riforma doganale 2025, le imprese devono concentrarsi su alcune azioni fondamentali. È necessario <strong>aggiornare i sistemi IT</strong> per renderli compatibili con il nuovo sistema NCTS fase 5, che consente di digitalizzare e ottimizzare le dichiarazioni doganali. Parallelamente, la formazione del personale diventa essenziale per garantire una piena comprensione delle nuove procedure operative e la corretta gestione delle merci secondo la classificazione TARIC.</p>



<p>Per questa ragione, collaborare con <strong>partner affidabili come CTI</strong> può facilitare la gestione delle complessità normative e l&#8217;allineamento delle procedure interne alle nuove regole di compliance.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché la riforma è importante per il settore logistico</strong></h2>



<p>La riforma doganale 2025 non è solo un aggiornamento normativo, ma una vera opportunità per migliorare la competitività del settore logistico italiano. Grazie alla semplificazione e alla digitalizzazione, le aziende potranno ridurre i costi operativi, migliorare i tempi di consegna e aumentare la trasparenza e la tracciabilità delle operazioni. Il sistema NCTS fase 5, ad esempio, consente un monitoraggio continuo delle merci, migliorando la sicurezza e riducendo gli errori durante il transito. Inoltre, l&#8217;aggiornamento della TARIC offre un riferimento chiaro e dettagliato per la classificazione delle merci, contribuendo a evitare contestazioni o ritardi dovuti a discrepanze normative. Questa maggiore efficienza logistica si traduce in un vantaggio competitivo per le aziende italiane nel panorama globale.</p>



<p>In conclusione, la riforma doganale 2025 rappresenta una svolta per il commercio internazionale, offrendo strumenti innovativi per affrontare le sfide della globalizzazione. Per le aziende, adeguarsi tempestivamente a queste novità è fondamentale per restare competitive e cogliere le nuove opportunità offerte dal mercato globale.&nbsp;<strong>Contattateci oggi stesso</strong> per ricevere supporto e soluzioni su misura per le vostre esigenze logistiche e doganali.</p>



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		<title>Novità sulla normativa ADR 2025 per il trasporto di merci pericolose</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/aggiornamento-normativa-adr-2025-trasporto-merci-pericolose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 segna un punto di svolta importante per il trasporto di merci pericolose grazie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/aggiornamento-normativa-adr-2025-trasporto-merci-pericolose/">Novità sulla normativa ADR 2025 per il trasporto di merci pericolose</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2025 segna un punto di svolta importante per il trasporto di merci pericolose grazie all&#8217;<strong>aggiornamento della normativa ADR</strong>. Infatti, questa disciplina, che regola il trasporto su strada di sostanze pericolose, è stata rivista per garantire maggiore sicurezza, uniformità e sostenibilità. Tra le principali novità sono stati introdotti ben <strong>11 nuovi numeri ONU</strong>, arricchendo l&#8217;elenco delle sostanze soggette a regolamentazione e adattandosi ai progressi tecnologici e scientifici nel settore.</p>



<p>In particolare, tra le novità più rilevanti troviamo l&#8217;inclusione delle batterie al sodio-ione come nuova categoria di merci pericolose. I nuovi numeri ONU dedicati includono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>UN 3551:</strong> Batterie al sodio-ione.</li>



<li><strong>UN 3552:</strong> Batterie al sodio-ione contenute in apparecchiature o imballate con apparecchiature.</li>



<li><strong>UN 3558:</strong> Veicoli alimentati da batterie al sodio-ione.</li>
</ul>



<p>Questa modifica, quindi, evidenzia l&#8217;impegno nell&#8217;adeguare la normativa alle innovazioni tecnologiche, garantendo al contempo la sicurezza. Secondo l&#8217;UNECE, altre modifiche significative riguardano l&#8217;eliminazione della disposizione speciale 653 e l&#8217;introduzione di regole specifiche per i rifiuti contenenti amianto, che ora richiedono imballaggi più sicuri per il trasporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è e quando si applica la normativa ADR?</strong></h2>



<p>La normativa ADR, acronimo di &#8220;Agreement concerning the international carriage of Dangerous goods by Road” (Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada), è un insieme di regole stabilite per assicurare che il trasporto di tali merci avvenga in condizioni di <strong>massima sicurezza</strong>. Firmata per la prima volta nel 1957 e soggetta a revisioni biennali, si applica a tutti i paesi firmatari, includendo sia trasporti internazionali che nazionali.</p>



<p>Questa normativa, in breve, si applica ogni volta che vengono trasportate <strong>sostanze classificate come pericolose</strong> per la salute, l’ambiente o la sicurezza. Gli obblighi riguardano sia i trasportatori sia le aziende che producono, spediscono o ricevono queste merci. Sebbene la normativa sia focalizzata principalmente sul trasporto su strada, essa è coordinata con altri regolamenti riguardanti il trasporto marittimo e aereo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i prodotti in ADR?</strong></h2>



<p>La <strong>normativa ADR</strong> classifica le merci pericolose in base alla loro natura e al tipo di rischio che rappresentano. Queste categorie, in particolare, includono esplosivi, gas compressi, liquidi infiammabili, solidi suscettibili di autocombustione e molte altre. Ad esempio, tra i liquidi infiammabili troviamo benzina, alcool e solventi, mentre tra i gas regolamentati sono inclusi GPL e ossigeno. L&#8217;aggiornamento del 2025 ha aggiunto 11 nuovi numeri ONU, ampliando ulteriormente la copertura della normativa per adattarsi a nuove sostanze identificate come pericolose.</p>



<p>Un altro aggiornamento significativo riguarda le batterie al litio, per le quali è stato raccomandato un livello di carica non superiore al 30% durante il trasporto. Sebbene non obbligatoria nel 2025, questa misura potrebbe diventare vincolante dal 2026. Inoltre, le nuove regole introdotte per le batterie al sodio-ione dimostrano l&#8217;intento di includere tecnologie emergenti nella normativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando non serve l’ADR? Quanti kg posso trasportare senza ADR?</strong></h2>



<p>La normativa prevede alcune <strong>esenzioni</strong> che dipendono dal tipo di sostanza trasportata, dalla quantità e dal tipo di imballaggio. Ad esempio, i trasporti di piccole quantità possono essere esenti dagli obblighi completi dell&#8217;<strong>ADR</strong>, a condizione che ogni confezione rispetti <strong>limiti specifici</strong> definiti nella normativa. In altre parole, per quantità limitate o per alcune categorie di merci, non è necessario applicare tutte le misure di sicurezza previste.</p>



<p>In termini di quantità, si possono trasportare fino a 333 kg o litri per alcuni materiali senza dover applicare tutte le norme. Questo dimostra che la normativa è pensata per bilanciare sicurezza e praticità operativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa serve per trasportare ADR?</strong></h2>



<p>Il trasporto di merci pericolose richiede una serie di documenti, permessi e competenze specifiche. Tra i principali requisiti troviamo la<strong> patente ADR</strong> per gli autisti, la documentazione di trasporto con i numeri ONU e i codici di classe, e un certificato di approvazione del veicolo. Inoltre, i mezzi devono essere equipaggiati con <strong>strumenti obbligatori</strong> come estintori, pannelli arancioni e kit di emergenza.</p>



<p>Analogamente, le aziende che trattano regolarmente merci pericolose devono avvalersi di un <strong>consulente ADR</strong>, figura obbligatoria per garantire il rispetto delle norme e la sicurezza nelle operazioni. Questo evidenzia quanto sia cruciale un approccio professionale e organizzato per gestire tali trasporti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa si intende per imballaggio ADR?</strong></h2>



<p>Gli <strong>imballaggi ADR</strong> sono progettati per contenere in sicurezza merci pericolose durante il trasporto. Devono rispettare rigorosi <strong>standard internazionali</strong> e passare test di resistenza a urti, perdite e pressioni. Ad esempio, i materiali utilizzati, come plastica o metallo, devono essere certificati secondo gli standard ONU e garantire una chiusura ermetica per evitare fuoriuscite.</p>



<p>In aggiunta, ogni imballaggio deve riportare un’etichettatura chiara con il numero ONU, la classe di pericolo e i simboli di rischio. Questo sistema garantisce una tracciabilità completa e permette a tutti gli operatori di identificare rapidamente le caratteristiche della merce.</p>



<p>In conclusione, la normativa <strong>ADR 2025</strong> rappresenta un passo avanti significativo per il trasporto sicuro di merci pericolose. Con nuove regole e aggiornamenti, come quelli riguardanti le batterie al sodio-ione e le disposizioni sui rifiuti contenenti amianto, il settore logistico può affrontare le sfide attuali con strumenti e procedure più efficaci. </p>



<p>Se avete bisogno di ulteriori dettagli o supporto per le vostre spedizioni ADR, non esitate a contattarci. Collaborare con <strong>CTI </strong>significa affidarsi a uno <strong>spedizioniere esperto</strong> che si destreggia efficacemente tra le numerose normative che regolano questo settore. Siamo pronti a fornirvi assistenza completa per le vostre necessità logistiche!</p>



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		<title>Cosa significa spedizione LCL via terra e via mare?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/spedizioni-lcl-ltl-significato-funzionamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le spedizioni LCL (Less than Container Load) rappresentano una soluzione logistica per chi ha necessità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le <strong>spedizioni LCL</strong> (Less than Container Load) rappresentano una soluzione logistica per chi ha necessità di trasportare merci senza occupare l&#8217;intero spazio di un container. Questa modalità permette di condividere il container con altri carichi, ottimizzando i costi e rendendo il servizio accessibile anche per volumi più ridotti.</p>



<p>In pratica, le spedizioni LCL consentono di <strong>consolidare diversi carichi in un unico container</strong>, destinato a una o più località comuni. Questo metodo è particolarmente vantaggioso sia per il trasporto via mare, dove i container vengono condivisi tra diversi mittenti, sia per il trasporto terrestre, noto anche come <strong>groupage</strong>, in cui i carichi vengono uniti per massimizzare l&#8217;efficienza del mezzo.</p>



<p>In questo articolo andremo ad analizzare i termini LCL (Less than Container Load), FCL (Full Container Load), LTL (Less than Truck Load) e FTL (Full Truck Load), fondamentali per determinare la modalità di trasporto più adatta alle esigenze specifiche di ogni spedizione, e ne comprenderemo le dinamiche e le specificità. Iniziamo approfondendo le spedizioni LCL e le principali differenze con le spedizioni FCL.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando e perché scegliere una spedizione LCL</strong></h2>



<p>La scelta di una spedizione LCL è consigliata in diverse situazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Volumi ridotti</strong>: Quando la quantità di merce da spedire non giustifica l&#8217;uso di un intero container, il trasporto LCL rappresenta una soluzione efficiente ed economica.</li>



<li><strong>Ottimizzazione dei costi</strong>: Condividendo lo spazio del container con altri spedizionieri, si pagherà solo per lo spazio effettivamente occupato, riducendo le spese complessive.</li>



<li><strong>Flessibilità</strong>: il trasporto LCL offre maggiore flessibilità nelle tempistiche di spedizione, permettendo di inviare merci anche quando non si dispone di un carico completo.</li>
</ul>



<p>Tuttavia, è importante considerare che le spedizioni LCL possono richiedere tempi di transito più lunghi a causa delle operazioni di consolidamento e deconsolidamento delle merci. Inoltre, la condivisione del container con altre spedizioni potrebbe aumentare il rischio di danneggiamenti, rendendo fondamentale un imballaggio adeguato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la differenza tra spedizione LCL e spedizione FCL?</strong></h2>



<p>La principale differenza tra LCL e FCL riguarda l&#8217;utilizzo del container:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>LCL (Less than Container Load)</strong>: La merce viene consolidata con altri carichi in un <strong>unico container</strong>. Questo riduce i costi per chi spedisce volumi minori, ma può comportare tempi di transito più lunghi e un rischio maggiore di danneggiamenti dovuti alla condivisione dello spazio.</li>



<li><strong>FCL (Full Container Load)</strong>: Il container è dedicato interamente a un <strong>unico cliente</strong>. Questa soluzione garantisce tempi di consegna più rapidi e una maggiore sicurezza della merce, ideale per carichi voluminosi o di alto valore.</li>
</ul>



<p>In altre parole, la scelta dipende principalmente dal <strong>volume di merce</strong> e dalle esigenze di <strong>sicurezza e tempistiche</strong>. Ad esempio, un&#8217;azienda che deve trasportare prodotti deperibili o materiali sensibili potrebbe preferire l&#8217;opzione FCL per assicurarsi che la merce arrivi senza ritardi o contaminazioni. Al contrario, chi opera nel settore delle forniture industriali o degli accessori per la moda potrebbe trovare nelle spedizioni LCL una scelta più strategica.</p>



<p>Un altro aspetto importante riguarda le <strong>formalità doganali</strong>: nelle spedizioni FCL, le pratiche sono generalmente più semplici poiché tutto il contenuto del container appartiene a un unico cliente. Nelle spedizioni LCL, invece, è necessario gestire più documentazioni per i vari carichi condivisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto costa una spedizione LCL</strong></h2>



<p>Parliamo ora di quanto costa una <strong>spedizione LCL</strong>, un aspetto fondamentale nella scelta della soluzione logistica più conveniente. Il costo di una spedizione LCL varia in base a fattori come <strong>peso, volume, distanza e destinazione</strong>. Le tariffe vengono calcolate in base al peso reale o al peso volumetrico, scegliendo il valore più alto. Le tratte più lunghe o con destinazioni remote tendono ad avere costi maggiori, così come i servizi aggiuntivi, ad esempio l&#8217;imballaggio speciale o la gestione di merci pericolose.</p>



<p>Inoltre, molti fornitori di servizi logistici offrono <strong>soluzioni personalizzate</strong> che includono sconti per spedizioni regolari o pacchetti che combinano trasporto e servizi di stoccaggio. Questo, di conseguenza, può rappresentare un vantaggio significativo per le aziende che desiderano integrare più fasi della loro catena di approvvigionamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trasporti FTL e LTL via terra: l’alternativa su ruota</strong></h2>



<p><strong>FTL</strong> (Full Truck Load) e <strong>LTL </strong>(Less than Truck Load) sono modalità principali per il <strong>trasporto su strada</strong>. Questi termini indicano il livello di utilizzo di un camion per il trasporto delle merci.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa vuol dire LTL?</strong></h3>



<p><strong>LTL</strong> si riferisce al trasporto di carichi che <strong>non riempiono un intero camion</strong>. Simile al concetto di LCL per il trasporto marittimo, questa opzione è perfetta per chi ha quantità ridotte di merce e vuole ridurre i costi condividendo il mezzo con altri spedizionieri.</p>



<p>LTL è particolarmente vantaggioso per <strong>spedizioni nazionali o regionali</strong>, dove la flessibilità è cruciale per garantire consegne rapide e affidabili. Inoltre, l&#8217;uso di tecnologie avanzate, come il monitoraggio GPS e le piattaforme digitali, consente di tracciare in tempo reale il percorso delle merci, migliorando la trasparenza e la comunicazione con i clienti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa significa FTL?</strong></h3>



<p><strong>FTL</strong>, invece, indica che l&#8217;intero camion è dedicato a <strong>un solo cliente</strong>. Questa soluzione garantisce tempi di consegna più rapidi e minori rischi di danneggiamenti, ideale per merci sensibili o urgenti.</p>



<p>La scelta di un trasporto FTL è spesso associata a settori specifici, come quello alimentare o farmaceutico, dove la <strong>velocità e la sicurezza</strong> sono <strong>priorità assolute</strong>. Inoltre, questa tipologia di trasporto offre maggiore controllo sulle condizioni di trasporto, permettendo di soddisfare requisiti particolari come temperature controllate o carichi speciali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la differenza tra trasporto collettame (o groupage) e spedizioni LCL o LTL?</strong></h2>



<p>Il trasporto <strong>collettame</strong>, noto anche come <strong>groupage</strong>, è un termine generico che si riferisce al consolidamento di piccoli carichi per ottimizzare l&#8217;uso del mezzo di trasporto. LCL e LTL rappresentano invece modalità specifiche all&#8217;interno del trasporto collettame, utilizzate rispettivamente per il trasporto marittimo e terrestre. Questa distinzione aiuta a scegliere il servizio più adatto alle proprie necessità, considerando fattori come velocità, sicurezza e costi.</p>



<p>È importante ricordare che affidarsi a un <strong>partner logistico esperto</strong> può fare la differenza nella gestione delle spedizioni, garantendo un supporto completo e soluzioni su misura per ogni esigenza. Contattaci, quindi, al fine di ricevere un preventivo personalizzato o per saperne di più sui nostri servizi di trasporto.</p>



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		<title>Export Russia: tutto quello che devi sapere per esportare in Russia oggi</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/export-russia-normative-documenti-restrizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 08:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/?p=1492</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il commercio con la Russia, in particolare le attività di export, rappresenta un’opportunità strategica per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>commercio con la Russia</strong>, in particolare le attività di <strong>export</strong>, rappresenta un’opportunità strategica per molte aziende. Tuttavia, esportare in Russia oggi può essere complesso a causa di normative specifiche, restrizioni commerciali e dinamiche economiche in continuo mutamento. In questo articolo esploreremo i principali aspetti dell&#8217;export verso questo Paese, con un focus sulle procedure, i documenti necessari e le principali categorie merceologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come spedire merci in Russia?</strong></h2>



<p>Le attività di export con la Russia richiedono una pianificazione accurata e la conoscenza delle normative doganali. Per iniziare, è fondamentale scegliere un <strong>partner logistico affidabile</strong> che conosca le specifiche dei trasporti verso questo mercato. Inoltre, occorre considerare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Procedure doganali</strong>: la Russia applica dazi specifici e richiede certificati di conformità per molte categorie di prodotti. Ad esempio, è necessaria la Dichiarazione di conformità dell’Unione doganale (TS) per prodotti come fertilizzanti minerali e prodotti chimici domestici. Questi documenti garantiscono che le merci rispettino i requisiti tecnici del mercato locale.</li>



<li><strong>Tipologie di trasporto</strong>: Le merci possono essere inviate via terra, mare o aria, con vantaggi e svantaggi distinti. Il trasporto su strada è ideale per carichi completi e offre flessibilità, mentre quello aereo è preferibile per merci urgenti o di alto valore. Il trasporto marittimo, invece, è spesso scelto per grandi volumi, grazie ai costi competitivi, ma richiede tempi più lunghi.</li>



<li><strong>Imballaggio e documentazione</strong>: Un imballaggio resistente è cruciale per proteggere le merci durante il transito. Oltre a questo, è fondamentale predisporre documenti come fatture commerciali dettagliate, liste di carico e certificati richiesti dalla dogana russa. Una documentazione incompleta o errata può causare ritardi significativi.</li>
</ul>



<p>Collaborare con <strong>spedizionieri esperti</strong> aiuta a gestire le complessità logistiche e burocratiche, minimizzando i rischi di errori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali beni non si possono esportare in Russia?</strong></h2>



<p>Esistono restrizioni sulle attività di export in Russia, specialmente in seguito ai molteplici pacchetti di sanzioni internazionali. Tra i beni vietati o regolamentati troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prodotti tecnologici avanzati:</strong> sono vietate le esportazioni di tecnologie d&#8217;avanguardia, come computer quantistici, semiconduttori avanzati, componenti elettronici e software, al fine di limitare il progresso tecnologico in settori strategici russi.</li>



<li><strong>Materiali dual-use</strong>: i beni a duplice uso, ossia quelli che possono essere impiegati sia per scopi civili sia militari, sono soggetti a restrizioni severe. Questo comprende droni, software per droni e dispositivi di cifratura, per impedire il loro utilizzo in ambiti militari.</li>



<li><strong>Prodotti agroalimentari specifici</strong>: alcuni prodotti alimentari, come caviale, tartufi e bevande alcoliche di lusso, sono inclusi nelle restrizioni, soprattutto quando superano determinati valori economici per articolo.</li>



<li><strong>Beni di lusso</strong>: l&#8217;UE ha imposto divieti sull&#8217;esportazione di beni di lusso verso la Russia, tra cui automobili, orologi e gioielli di alto valore, per colpire le élite economiche e politiche.</li>



<li><strong>Attrezzature industriali e tecnologie per l&#8217;energia:</strong> sono in vigore restrizioni sull&#8217;esportazione di beni e tecnologie destinati all&#8217;industria della difesa, della sicurezza e dell&#8217;energia, con l&#8217;obiettivo di indebolire settori chiave dell’economia russa.</li>
</ul>



<p>Queste restrizioni sulle esportazioni in Russia evidenziano che, anche a causa di ciò, affidarsi a uno <strong>spedizioniere esperto e aggiornato</strong> sui frequenti mutamenti delle dinamiche internazionali è indispensabile per prevenire complicazioni legali o blocchi doganali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa esportare in Russia?</strong></h2>



<p>La Russia offre un mercato ampio e diversificato per diversi settori merceologici. Tuttavia, l&#8217;attuale contesto geopolitico e le restrizioni economiche influenzano in modo significativo le categorie di beni esportabili. Di seguito alcune delle categorie ancora richieste:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esportare prodotti alimentari</strong></h3>



<p>Nonostante le restrizioni, l’export di prodotti alimentari italiani in Russia, come pasta, conserve e formaggi, continua ad essere un’opportunità, ma è fondamentale rispettare i nuovi standard di certificazione imposti dal mercato russo. Per molti alimenti sono infatti richiesti test di conformità specifici.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esportazione di vini</strong></h3>



<p>Il vino italiano mantiene una forte domanda grazie alla sua alta qualità. Per esportare il vino in Russia è essenziale preparare una documentazione completa, inclusi certificati di origine e analisi chimiche, per accedere al mercato senza complicazioni. Tuttavia, i vini premium sono soggetti a controlli più rigorosi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esportare olio di oliva in Russia</strong></h3>



<p>L&#8217;olio di oliva italiano gode di grande popolarità. È obbligatorio garantire l’etichettatura in lingua russa e dimostrare la conformità ai regolamenti doganali aggiornati, spesso includendo dichiarazioni di qualità biologica ove applicabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Esportazione di mobili&nbsp;</strong></h3>



<p>Il design italiano è ancora molto apprezzato. Tuttavia, alla luce delle restrizioni sulle importazioni ed esportazioni, le aziende devono considerare canali di distribuzione locali o partnership strategiche per aggirare eventuali barriere logistiche o legali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Spedire in Russia dall’Italia</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come sono i rapporti tra Italia e Russia?</strong></h3>



<p>I rapporti commerciali tra Italia e Russia sono stati influenzati dalle tensioni geopolitiche, ma rimangono importanti per alcune industrie. L’Italia è tradizionalmente uno dei principali partner commerciali della Russia in Europa, anche se le sanzioni hanno limitato alcune attività.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ma che cosa esporta l’Italia in Russia?</strong></h3>



<p>Le principali categorie di beni esportati dall’Italia in Russia includono:</p>



<p><strong>Prodotti agroalimentari e bevande</strong>: alcuni prodotti alimentari italiani mantengono una presenza sul mercato russo, rispettando le normative vigenti.&nbsp;</p>



<p><strong>Macchinari e attrezzature industriali</strong>: le esportazioni in questo settore sono soggette a controlli per garantire la conformità alle sanzioni.</p>



<p><strong>Moda e accessori</strong>: le esportazioni di beni di lusso sono limitate, ma alcuni prodotti continuano a essere richiesti.</p>



<p><strong>Mobili e articoli di design</strong>: anche in questo settore, le esportazioni sono regolamentate per garantire il rispetto delle sanzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa serve per esportare in Russia?</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Documenti necessari per esportare in Russia</strong></h3>



<p>Per esportare in Russia, è necessario predisporre una serie di documenti fondamentali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fattura commerciale</strong>: deve essere dettagliata e conforme ai requisiti internazionali.</li>



<li><strong>Lista di carico</strong>: Include una descrizione accurata delle merci spedite.</li>



<li><strong>Certificazioni di conformità</strong>: obbligatorie per molti prodotti, in particolare quelli tecnologici e industriali.</li>



<li><strong>Documentazione doganale</strong>: necessaria per dichiarare le merci e calcolare i dazi.</li>



<li><strong>Certificati sanitari e fitosanitari</strong>: essenziali per i prodotti alimentari.</li>
</ul>



<p>In conclusione, esportare in Russia offre numerose opportunità, ma richiede anche una conoscenza approfondita delle normative e dei requisiti specifici. Per questo, affidarsi a professionisti del settore e collaborare con partner affidabili permette di gestire con maggiore sicurezza e rapidità tutti gli aspetti burocratici, garantendo la conformità alle normative in continua evoluzione.</p>



<p>Non esitate a contattarci per ricevere supporto e consulenza personalizzata per le vostre spedizioni internazionali.</p>



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		<title>IVA sulle importazioni: tutto quello che devi sapere</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/iva-importazioni-calcolo-adempimenti-strategie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gabriele.francescato@mindsagency.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/?p=1453</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’IVA sulle importazioni è un tema cruciale per chi si occupa di commercio internazionale. In [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’IVA sulle importazioni è un tema cruciale per chi si occupa di commercio internazionale. In questo articolo approfondiremo come funziona, quali sono gli adempimenti necessari e alcune strategie per evitare gli errori più comuni e per gestire le proprie importazioni in modo efficiente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Partiamo dall’inizio: cos&#8217;è l&#8217;IVA sulle importazioni?</strong></h2>



<p>L’iva sulle importazioni è un tributo che si applica ai beni che entrano nel territorio doganale italiano <strong>da paesi extra-UE</strong>. Questa tassa viene calcolata in base al <strong>valore dei beni importati</strong>, ai<strong> costi di trasporto</strong> e a eventuali <strong>oneri doganali</strong>. Serve a garantire un trattamento fiscale equo tra beni prodotti internamente e beni importati, evitando anche distorsioni del mercato a discapito delle imprese nazionali.&nbsp;</p>



<p>Comprendere le regole legate all’IVA sulle importazioni è fondamentale per evitare sanzioni e mantenere la competitività. Inoltre, la corretta gestione di questa imposta influisce direttamente sulla liquidità aziendale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pagamento in dogana dell’IVA sulle importazioni</strong></h2>



<p>Il pagamento dell’IVA sulle importazioni avviene al momento dello <strong>sdoganamento della merce</strong>, ossia quando i beni vengono ufficialmente registrati per l’ingresso nel territorio nazionale. Il soggetto importatore, infatti, deve presentare la dichiarazione doganale e versare l’IVA calcolata. In alternativa, il <strong>reverse charge</strong> consente di posticipare il pagamento al momento della dichiarazione IVA periodica, migliorando il flusso di cassa e riducendo l’impatto finanziario immediato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il reverse charge: un vantaggio strategico</strong></h3>



<p>Si può dire che il reverse charge sia particolarmente utile per le aziende che operano con <strong>volumi elevati di importazioni</strong>. Questo sistema, infatti, consente di registrare l’IVA dovuta come un <strong>credito</strong> e un<strong> debito contemporaneamente</strong>, evitando un esborso immediato di denaro. Di conseguenza, molte aziende trovano vantaggioso integrarlo nei propri processi. Tuttavia, per accedere a questo regime è necessario soddisfare requisiti specifici e mantenere una documentazione dettagliata.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Adempimenti necessari per gestire l’IVA sulle importazioni</strong></h3>



<p>Per gestire correttamente l’IVA sulle importazioni, è fondamentale seguire questi passaggi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Registrarsi come <strong>soggetto passivo</strong> <strong>IVA</strong> presso l’Agenzia delle Entrate.</li>



<li>Determinare il <strong>codice TARIC</strong> per identificare aliquote e norme applicabili.</li>



<li>Compilare la dichiarazione doganale con il <strong>Documento Amministrativo Unico</strong> (DAU).</li>



<li>Versare l’IVA dovuta al momento dello sdoganamento o tramite reverse charge.</li>



<li>Conservare la documentazione fiscale per eventuali controlli futuri.</li>
</ol>



<p>In entrambi i casi, l’organizzazione e la precisione sono fondamentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come determinare la base imponibile dell’IVA sulle importazioni?</strong></h2>



<p>Un altro appunto indispensabile da chiarire, al fine di illustrare l’argomento con sufficiente dovizia, è la determinazione della <strong>base imponibile</strong>. Nel calcolo dell’IVA all’importazione, per l’appunto, la base imponibile include il <strong>valore dei beni dichiarato in dogana</strong>, i <strong>costi CIF</strong>, ovvero i costi di trasporto da quando la merce lascia il magazzino del fornitore fino al punto doganale in Italia &#8211; includendo l’eventuale assicurazione pagata &#8211; e, infine, gli eventuali <strong>dazi doganali</strong>, calcolati sui costi CIF addizionati al valore della merce.&nbsp;</p>



<p>Ad esempio, nell’importazione di un macchinario dal valore di €10.000, con costi CIF di €500 e dazi doganali del 5%, la base imponibile sarà:</p>



<p><strong>(</strong>€<strong>10.000 + </strong>€<strong>500) + 5% = </strong>€<strong>11.025.</strong></p>



<p>Questo importo costituisce la base su cui calcolare l’IVA sulle importazioni da versare. Un errore comune è dimenticare di includere tutti i costi aggiuntivi nel calcolo della base imponibile, come le spese assicurative. Proprio per questo, gli importatori devono prestare attenzione a ogni dettaglio.</p>



<p>Si evidenzia, inoltre, che è necessario stabilire con precisione la <strong>tipologia della merce</strong> anche da un punto di vista merceologico, sia per l’applicazione dell’esatto trattamento daziario e fiscale, sia per accertare l’eventuale necessità di licenze o l’esistenza di restrizioni all&#8217;importazione.</p>



<p>La corretta determinazione della base imponibile è essenziale per evitare contestazioni da parte delle autorità doganali. Gli errori possono portare a sanzioni e ritardi nel processo di sdoganamento, con conseguenze negative sull’intera catena logistica. Per questa ragione, molte aziende investono in <strong>consulenti doganali</strong> per ridurre rischi e costi nascosti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come ridurre l’Impatto dell’IVA sulle Importazioni</strong></h2>



<p>A questo punto, ecco alcune strategie che possono tornarti utili:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Usa depositi IVA</strong> per posticipare il pagamento fino alla vendita dei beni, migliorando la gestione finanziaria.</li>



<li><strong>Ottimizza il flusso di cassa</strong> con il reverse charge, registrando l’IVA direttamente nella dichiarazione periodica.</li>



<li><strong>Pianifica con esperti doganali</strong>, che possono aiutarti a identificare opportunità per minimizzare costi e rischi e rispettare le normative.</li>



<li><strong>Sfrutta agevolazioni fiscali</strong>, dove applicabili, come regimi di esenzione o riduzione dell’IVA per specifiche categorie di beni.</li>



<li><strong>Considera soluzioni tecnologiche</strong>, come software di gestione fiscale per automatizzare i calcoli e semplificare le procedure.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Errori da evitare</strong></h2>



<p>E, non meno importanti rispetto alle strategie, ti segnaliamo alcuni errori comuni che possono portare a sanzioni o ritardi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Dati errati nella dichiarazione doganale</strong>: fornisci informazioni precise.</li>



<li><strong>Calcoli sbagliati della base imponibile</strong>: assicurati di includere tutti i costi rilevanti.</li>



<li><strong>Mancato rispetto delle scadenze</strong>: pianifica in anticipo per evitare penalità.</li>
</ul>



<p>Strumenti digitali e software di gestione possono semplificare notevolmente i processi legati all’IVA sulle importazioni. Dalla compilazione automatica dei moduli alla verifica dei calcoli, l’adozione di tecnologie avanzate riduce il rischio di errori e migliora l’efficienza complessiva. Inoltre, in un mercato sempre più globalizzato, va detto che questi strumenti sono ormai divenuti indispensabili.</p>



<p>Gestire l’<strong>IVA sulle importazioni</strong> richiede conoscenze normative e una pianificazione attenta. Comprendere come calcolare la base imponibile, scegliere le migliori strategie di pagamento e rispettare gli adempimenti fiscali ti consentirà di ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza della tua attività di commercio internazionale.&nbsp;</p>



<p>Per maggiori informazioni o per una consulenza personalizzata, non esitare a contattarci!</p>



<p></p>
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		<title>Zone Economiche Speciali (ZES): Un’opportunità strategica per il commercio globale</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/commercio-zone-economiche-speciali-zes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 08:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/?p=1441</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le Zone Economiche Speciali (ZES) rappresentano uno degli strumenti più efficaci per incentivare lo sviluppo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le <strong>Zone Economiche Speciali</strong> (<strong>ZES</strong>) rappresentano uno degli strumenti più efficaci per incentivare lo sviluppo economico e commerciale in diverse aree del mondo. infatti, grazie alla combinazione di <strong>agevolazioni fiscali</strong>, <strong>semplificazioni burocratiche</strong> e <strong>incentivi per le imprese</strong>, queste zone offrono opportunità uniche per aziende che desiderano crescere e ampliare la propria presenza sui mercati internazionali. Ma cosa sono esattamente le ZES e come possono le imprese beneficiarne?</p>



<p>In questo articolo analizzeremo nel dettaglio il funzionamento delle ZES, esplorando i loro vantaggi, le opportunità offerte alle aziende e gli esempi di successo a livello globale. Inoltre, discuteremo le criticità legate a questo modello economico e le prospettive per il futuro, fornendo alle imprese una guida chiara su come sfruttare al meglio queste zone.&nbsp;</p>



<p>Pronti? Partiamo!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa Zona Economica Speciale?</h2>



<p>Le Zone Economiche Speciali sono aree geograficamente definite in cui vengono applicate <strong>normative fiscali e amministrative favorevoli</strong> per incentivare le attività produttive e commerciali. L’obiettivo principale è quello di stimolare gli investimenti, migliorare l’export e favorire lo sviluppo industriale.</p>



<p>In pratica, una ZES è un’area che offre condizioni particolarmente vantaggiose alle imprese, ad esempio riducendo la pressione fiscale, semplificando le normative burocratiche e garantendo un accesso facilitato ai mercati esteri. Spesso situate in prossimità di <strong>porti</strong> e <strong>interporti strategici</strong>, queste zone sono pensate per agevolare il commercio internazionale e <strong>favorire l’industrializzazione locale</strong>.</p>



<p>A livello globale, le ZES si sono rivelate uno strumento efficace per attrarre capitali esteri e migliorare la competitività di un paese. Infatti, grazie alla loro capacità di ridurre le barriere all’ingresso per gli investitori, rappresentano una leva di crescita economica, soprattutto per le regioni meno sviluppate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le zone ZES 2024-2025 in Italia?</h2>



<p>A partire dal 1° gennaio 2024, l’Italia ha introdotto la <strong>ZES Unica per il Mezzogiorno</strong>, che riunisce le precedenti ZES in un’unica struttura. Questa riforma riguarda otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.</p>



<p>La decisione di unificare le ZES esistenti nasce dall’esigenza di semplificare e rendere più efficiente l’accesso agli incentivi e agli strumenti di supporto per le imprese. In effetti, in passato la gestione frammentata delle ZES ha reso difficile per le aziende orientarsi tra normative diverse e procedure complesse. Con la nuova ZES Unica, invece, <strong>l’intero sistema è stato centralizzato</strong>, con l’obiettivo di attrarre investimenti più consistenti e garantire maggiore coerenza nell’applicazione degli incentivi.</p>



<p>I settori coinvolti spaziano dalla logistica all’industria manifatturiera, dall’agroalimentare alla trasformazione delle materie prime. Questo significa che, analogamente a quanto accade in altre economie emergenti, sia le grandi aziende che le PMI possono trovare opportunità interessanti all’interno delle ZES, specialmente quelle orientate all’export.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i vantaggi della zona ZES?</h2>



<p>Le Zone Economiche Speciali offrono una serie di vantaggi significativi alle imprese che decidono di investire al loro interno. Uno dei principali benefici riguarda le <strong>agevolazioni fiscali</strong>, che permettono alle aziende di ottenere crediti d’imposta fino al 100% sugli investimenti effettuati. Questo incentivo è stato pensato per stimolare la crescita delle attività produttive e industriali, offrendo un vantaggio concreto a chi decide di stabilirsi in una ZES.</p>



<p>Inoltre, in aggiunta ai benefici fiscali, le ZES garantiscono anche <strong>semplificazioni burocratiche</strong>, un aspetto fondamentale per le imprese che spesso si trovano ad affrontare iter amministrativi lunghi e complessi. In altre parole, la possibilità di accedere a procedure semplificate e tempi di autorizzazione ridotti permette alle aziende di avviare e gestire le proprie attività in maniera più snella ed efficiente.</p>



<p>Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’<strong>esenzione dai dazi doganali</strong> per le merci destinate alla trasformazione e successiva esportazione. Questo beneficio consente alle imprese di ridurre significativamente i costi operativi e di aumentare la loro competitività sui mercati internazionali. Inoltre, le ZES spesso godono di una <strong>posizione strategica</strong>, con infrastrutture logistiche avanzate, come porti, aeroporti e snodi ferroviari, che facilitano il trasporto e la distribuzione delle merci.</p>



<p>Per accedere a questi vantaggi, tuttavia, esistono dei criteri da rispettare. In particolare, possono beneficiare delle agevolazioni solo i progetti di investimento con un costo complessivo pari o superiore a <strong>200.000 euro</strong>. Questo requisito è stato introdotto per garantire che le risorse vengano destinate a iniziative di effettiva rilevanza economica e industriale. Inoltre, il tetto massimo di investimento agevolabile è fissato a <strong>100 milioni di euro</strong> per progetto, un limite pensato per mantenere il controllo sull’erogazione degli incentivi e assicurare un utilizzo equo delle risorse disponibili.</p>



<p>Le ZES non sono solo un’opportunità per le grandi aziende, ma anche per le piccole e medie imprese che intendono espandersi e competere su scala globale. Infatti, grazie alla combinazione di incentivi fiscali, semplificazioni burocratiche e infrastrutture strategiche, queste zone rappresentano un’opzione interessante per chi cerca di ridurre i costi di produzione e aumentare l’efficienza operativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi può usufruire delle ZES?</strong></h3>



<p>Le ZES sono accessibili a tutte le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione. Tuttavia, per usufruire dei benefici è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali. In primo luogo, le aziende devono mantenere l’attività all’interno della zona per almeno <strong>cinque anni</strong> e presentare un <strong>piano di investimenti dettagliato</strong>. Questo permette di garantire che gli incentivi siano utilizzati per progetti solidi e duraturi.</p>



<p>Inoltre, non possono accedere alle agevolazioni le imprese in fase di liquidazione o scioglimento. Alcuni settori, come l&#8217;industria siderurgica, la produzione di energia e il settore finanziario, sono esclusi dai benefici, in conformità con le normative europee sugli aiuti di Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi di Zone Economiche Speciali di Successo nel Mondo</h2>



<p>Le ZES sono state implementate con successo in molte parti del mondo, dimostrando la loro efficacia nel favorire la crescita economica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Shenzhen, Cina</strong></h3>



<p>Negli anni ’80, Shenzhen era un piccolo villaggio di pescatori. L’istituzione della ZES ha trasformato questa località in una delle città più industrializzate del mondo, attirando investimenti per miliardi di dollari e diventando un centro nevralgico per la tecnologia e la produzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Jebel Ali Free Zone, Dubai</strong></h3>



<p>La Jebel Ali Free Zone (JAFZA) è una delle zone economiche speciali più importanti del Medio Oriente. Situata nei pressi del porto di Dubai, è un hub strategico per il commercio globale e ospita oltre 9.500 aziende provenienti da tutto il mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Zone Economiche Speciali in Polonia</strong></h3>



<p>La Polonia ha istituito diverse ZES che hanno attratto miliardi di euro in investimenti, generando oltre 280.000 nuovi posti di lavoro. Questo modello ha contribuito significativamente allo sviluppo industriale del paese e alla sua integrazione nei mercati globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le criticità delle Zone Economiche Speciali</h2>



<p>Nonostante i numerosi benefici, le ZES presentano alcune criticità che devono essere attentamente valutate. Per esempio, una delle principali sfide riguarda la complessità burocratica, che in alcuni casi può rallentare l’accesso agli incentivi e creare difficoltà amministrative per le imprese.</p>



<p>Inoltre, un altro aspetto da considerare è l’<strong>impatto ambientale</strong>. L’espansione industriale in aree ZES può avere effetti negativi sull’ecosistema locale, soprattutto se non vengono adottate misure di sostenibilità adeguate. Esiste, poi, il rischio di <strong>distorsioni di mercato</strong>, con le aziende situate fuori dalle ZES che potrebbero trovarsi in condizioni di svantaggio competitivo rispetto a quelle che operano all’interno di queste zone agevolate.</p>



<p>Nonostante ciò, le Zone Economiche Speciali rappresentano un’opportunità straordinaria per le imprese e per lo sviluppo economico del territorio. L’introduzione della ZES Unica per il Mezzogiorno in Italia conferma l’importanza di questi strumenti per incentivare gli investimenti e migliorare la competitività del paese a livello globale.</p>



<p>Guardando al futuro, sarà fondamentale garantire una gestione efficace e trasparente delle ZES, affinché possano continuare a rappresentare un vantaggio concreto per le aziende e per le economie locali.</p>



<p>In conclusione, per le imprese che operano nella logistica internazionale, come <strong>CTI</strong>, le ZES offrono un’opportunità unica per ottimizzare le operazioni e accedere a nuovi mercati. Se la vostra azienda sta valutando un investimento nelle ZES, CTI è pronta ad aiutarvi con soluzioni logistiche su misura per supportare il vostro successo.</p>



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		<title>DAP Incoterms: Delivered at Place</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/dap-incoterms-delivered-at-place/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 15:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/dap-incoterms-delivered-at-place/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Andiamo ad approfondire uno degli Incoterms 2020, le regole per transazioni commerciali nazionali e internazionali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Andiamo ad approfondire uno degli </span><a href="https://www.cti-fwd.com/news/le-nuove-regole-incoterms-2020/"><span data-contrast="none">Incoterms 2020</span></a><span data-contrast="auto">, le regole per transazioni commerciali nazionali e internazionali in termini di proprietà, pagamento e consegna: oggi parliamo di DAP, ossia “Delivered at Place”, che spesso viene associato a DDP, “Delivered Duty Paid”. Cosa significano e come differiscono? Quali sono i vantaggi?</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<h2 aria-level="2"></h2>
<h2 aria-level="2"><b><span data-contrast="none">DAP: significato / Cosa vuol dire Delivered at Place?</span></b><span data-ccp-props="{"134245529":true,"201341983":0,"335559738":40,"335559739":0,"335559740":259}"> </span></h2>
<p><span data-contrast="auto">L’incoterm DAP è una clausola che prevede la “</span><b><span data-contrast="auto">consegna sul posto</span></b><span data-contrast="auto">”, ossia il venditore mette a disposizione del destinatario la merce in un luogo concordato, ma senza occuparsi dello scarico del mezzo: mantiene, quindi, la responsabilità dei beni spediti sino a quel momento. </span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È quindi il venditore ad avere l’obbligo di occuparsi dello sdoganamento per l’esportazione e sopportare tutti i </span><b><span data-contrast="auto">rischi</span></b><span data-contrast="auto"> legati alla consegna della merce nel punto concordato, come ad esempio: </span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="25" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Furto</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="25" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Smarrimento</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="25" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Danni</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="25" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Distruzione.</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
</ul>
<p><span data-contrast="auto">Qualora occorra uno di questi avvenimenti, o nel caso di qualsiasi altra inadempienza, il venditore rimane responsabile nei confronti del buyer.</span><br />
<span data-contrast="auto">Quando un trasporto attraversa più paesi, con la resa DAP sarà il venditore a occuparsi anche delle formalità che potrebbero rendersi necessarie in uno qualsiasi dei paesi di transito.</span><br />
<span data-contrast="auto">Il</span><b><span data-contrast="auto"> compratore</span></b><span data-contrast="auto">, invece, si deve occupare di:</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="27" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Sdoganamento per l’importazione</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="27" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Transito post-consegna</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="27" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Eventuale trasporto post-consegna attraverso paesi terzi.</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
</ul>
<h2 aria-level="2"></h2>
<h2 aria-level="2"><b><span data-contrast="none">DAP Incoterms: chi paga il trasporto?</span></b><span data-ccp-props="{"134245529":true,"201341983":0,"335559738":40,"335559739":0,"335559740":259}"> </span></h2>
<p><a href="https://www.cti-fwd.com/news/incoterms-cosa-sono/"><span data-contrast="none">Come dicevamo anche in questo articolo</span></a><span data-contrast="auto">, la clausola</span><b><span data-contrast="auto"> DAP Incoterms 2020</span></b><span data-contrast="auto">, come anche</span> <span data-contrast="auto">DPU e DDP, appartiene al</span><b><span data-contrast="auto"> gruppo D</span></b><span data-contrast="auto">: questo gruppo di clausole prevede che, a prescindere dal mezzo di trasporto utilizzato e al numero di trasporti necessari, il venditore sosterrà le spese e i rischi fino alla consegna nella destinazione finale della merce, che non ricadranno mai sullo spedizioniere coinvolto.</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nella </span><a href="https://www.cti-fwd.com/incoterms-tabella/"><span data-contrast="none">pagina del sito CTI dedicata, potete vedere una tabella riassuntiva</span></a><span data-contrast="auto"> che indica quali costi sono imputabili al venditore e quali al compratore. Nella riga corrispondente al DAP, troverete che al venditore spettano le spese fino allo scaricamento:</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="28" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Trasporto merce fino a consegna/destinazione</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="28" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Sdoganamento all’esportazione</span></b><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="28" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Consegna documenti</span></b><span data-contrast="auto"> di trasporto</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="28" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Controllo merce</span></b><span data-contrast="auto"> all’esportazione</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="28" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">In casi eccezionali: </span><b><span data-contrast="auto">costi di scaricamento</span></b><span data-contrast="auto">, se previsto dal contratto di trasporto. </span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
</ul>
<p><span data-contrast="auto">Una volta che il carico è arrivato a destinazione, la responsabilità passa al destinatario che si occuperà anche di qualsiasi altra spesa legata all’importazione:</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="26" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Importazione</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="26" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Sdoganamento a destinazione</span></b><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="26" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Eventuale giacenza</span></b><span data-contrast="auto"> nel luogo di destinazione</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="26" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Scarico in magazzino</span></b><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
<li data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="26" data-list-defn-props="{"335552541":1,"335559684":-2,"335559685":720,"335559991":360,"469769226":"Symbol","469769242":[8226],"469777803":"left","469777804":"","469777815":"hybridMultilevel"}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="5" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Eventuali altri trasporti post-consegna.</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></li>
</ul>
<h2 aria-level="2"></h2>
<h2 aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Incoterms: DDP vs DAP</span></b><span data-ccp-props="{"134245529":true,"201341983":0,"335559738":40,"335559739":0,"335559740":259}"> </span></h2>
<p><span data-contrast="auto">L’incoterm DAP viene spesso accostato al DDP, un altro incoterm del Gruppo D, che significa “</span><b><span data-contrast="auto">Delivered Duty Paid</span></b><span data-contrast="auto">”, cioè</span><b><span data-contrast="auto"> resa sdoganata</span></b><span data-contrast="auto">. Questa clausola è quella che comporta il massimo livello di obblighi per il seller. La differenza sostanziale tra DDP riguarda la responsabilità dello sdoganamento all’importazione.</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Entrambe le clausole prevedono che il venditore sia responsabile delle merci sino all’arrivo al punto di destinazione, senza obbligo di scaricamento del mezzo. Nel caso del DDP, però, è sempre il venditore che ha l’onere, e quindi la spesa, dello sdoganamento non solo all’esportazione, ma anche per l’importazione e di tutte le formalità doganali.</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Saranno a carico sempre del venditore, anche IVA o altre imposte simili per l’importazione eccetto diversi accordi nel contratto di vendita.</span><span data-ccp-props="{"201341983":0,"335559739":160,"335559740":259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Se hai bisogno di maggiori informazioni siamo a tua disposizione: contattaci!</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/dap-incoterms-delivered-at-place/">DAP Incoterms: Delivered at Place</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Logistica farmaceutica: garanzia di spedizioni sicure e affidabili</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/logistica-farmaceutica-garanzia-di-spedizioni-sicure-e-affidabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/logistica-farmaceutica-garanzia-di-spedizioni-sicure-e-affidabili/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel costante sviluppo della logistica farmaceutica, garantire affidabilità e sicurezza nei metodi di spedizione è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/logistica-farmaceutica-garanzia-di-spedizioni-sicure-e-affidabili/">Logistica farmaceutica: garanzia di spedizioni sicure e affidabili</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel costante sviluppo della <strong>logistica farmaceutica</strong>, garantire affidabilità e sicurezza nei metodi di spedizione è diventata ormai una prerogativa essenziale.</p>
<p>La <strong>tracciabilità del percorso</strong> dei <strong>prodotti farmaceutici</strong>, le <strong>misure di conservazione</strong>, e il <strong>controllo qualità</strong> sono solo alcuni degli elementi costitutivi della corretta filiera distributiva, che nel <strong>settore farmaceutico</strong> è rigidamente disciplinata.</p>
<h2></h2>
<h2>Il ruolo della logistica nel settore farmaceutico</h2>
<p>La<strong> logistica farmaceutica </strong>riveste un ruolo molto importante nella gestione del trasporto dei <strong>medicinali</strong>. Questo complesso sistema di coordinamento si occupa di garantire la massima <strong>cura</strong> nella <strong>movimentazione</strong> dei <strong>farmaci</strong> lungo l’intera <strong>rete di distribuzione</strong>.</p>
<p>La conservazione e la gestione dei <strong>beni farmaceutici</strong> comportano una serie di responsabilità che richiedono non solo competenze avanzate nella <strong>gestione logistica</strong>, ma soprattutto il rigoroso rispetto di elevati <strong>standard di qualità</strong> <strong>e di sicurezza</strong> che hanno il compito di preservare le proprietà del <strong>medicinale</strong> da inizio percorso a destinazione.</p>
<h2></h2>
<h2>Sfide e soluzioni nella logistica farmaceutica</h2>
<p>Il settore della <strong>logistica farmaceutica</strong> deve affrontare, come abbiamo anticipato, sfide complesse legate all’<strong>integrazione normativa</strong>, alla <strong>tracciabilità</strong> e alla <strong>gestione della temperatura</strong> della <strong>merce</strong> durante il <strong>trasporto</strong>.</p>
<p>La necessità di integrare ai metodi di spedizione dei sistemi di <strong>controllo qualità</strong> accurati denota l’importanza di sottostare a <strong>rigide normative</strong> che impongono una complessa gestione delle operazioni dei sistemi. Inoltre, la <strong>tracciabilità dei prodotti farmaceutici</strong> lungo tutta la supply chain risulta essere fondamentale per <strong>monitorare</strong> dettagliatamente la <strong>merce</strong>, rispettando scadenze ed evitando sprechi economici.</p>
<p>Anche garantire la conservazione dei <strong>farmaci</strong> a <strong>temperatura controllata</strong> durante il<strong> trasporto</strong> è una priorità crescente. La personalizzazione sempre più avanzata dei medicinali e la diffusione di prodotti biofarmaceutici a <strong>temperatura controllata</strong> comporta la necessità di adottare specifici <strong>sistemi tecnologici</strong> e <strong>veicoli dotati di attrezzature particolari</strong> per far fronte alle <strong>variazioni termiche</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Le best practice per le spedizioni nel settore farmaceutico</h2>
<p>Nel <strong>settore farmaceutico</strong>, l&#8217;efficacia delle spedizioni è fondamentale per garantire la sicurezza e la <strong>conformità alle normative</strong>. Un aspetto da considerare è l&#8217;utilizzo di <strong>imballaggi specializzati</strong> progettati per proteggere i farmaci durante il trasporto. I materiali di questi imballaggi devono essere conformi alle normative di buona pratica di distribuzione dei farmaci al fine di garantire la stabilità del prodotto.</p>
<p>È anche importante che le <strong>spedizioni</strong> siano dotate di sistemi avanzati di <strong>registrazione</strong> e <strong>monitoraggio</strong> delle <strong>condizioni ambientali</strong> per assicurare che i farmaci rimangano all&#8217;interno dei <strong>limiti di temperatura</strong> richiesti lungo l&#8217;intera catena di distribuzione.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;implementazione di <strong>procedure di sicurezza</strong> robuste, come l&#8217;<strong>autenticazione degli operatori </strong>e la gestione dei rischi, contribuisce a prevenire <strong>falsificazioni</strong> e garantire la qualità del prodotto.</p>
<h3></h3>
<h3>Tracciabilità nel trasporto dei farmaci</h3>
<p>La <strong>tracciabilità dei farmaci</strong> è un&#8217;altra <strong>best practice</strong> che facilita l’identificazione e la registrazione per poter seguire il percorso del farmaco durante l’intero tragitto.</p>
<p>Vediamo nello specifico quali sono i <strong>sistemi di tracciabilità</strong> più utilizzati nella <strong>logistica farmaceutica</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Barcode e RFID</strong> (<em>Radio-Frequency Identification</em>): l&#8217;uso di <strong>codici a barre</strong> e <strong>tag RFID</strong> consente un&#8217;identificazione rapida e accurata dei prodotti durante tutte le fasi della catena di distribuzione. Questi sistemi facilitano la <strong>tracciabilità</strong> e consentono un controllo preciso dell&#8217;inventario.</li>
<li><strong>Sistemi di gestione degli ordini e dell&#8217;inventario:</strong> piattaforme <strong>software</strong> avanzate che forniscono visibilità in tempo reale sullo stato degli ordini, dati sulla disponibilità del prodotto, facilitando la gestione delle scorte.</li>
<li><strong>Blockchain</strong>: questa tecnologia offre una soluzione decentralizzata e sicura per la registrazione delle transazioni lungo la catena di approvvigionamento farmaceutico. La<strong> blockchain </strong>fornisce una <strong>tracciabilità immutabile</strong>, riducendo il rischio di<strong> frodi</strong> e<strong> falsificazioni</strong>.</li>
<li><strong>Sistemi di tracciamento seriale</strong>: alcuni prodotti farmaceutici richiedono un <strong>tracciamento seriale dettagliato</strong> per monitorare ciascun singolo articolo. Questi sistemi forniscono un livello di dettaglio molto elevato nella tracciabilità dei prodotti.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Normative e conformità nel trasporto di prodotti farmaceutici</h2>
<p>Le aziende del <strong>settore farmaceutico</strong> devono attenersi alle <a href="https://toolbox.eupati.eu/resources/buona-pratica-gxp/?lang=it"><strong>normative GxP</strong></a> (<em>Good Practices</em>). Si tratta di un insieme di <strong>norme</strong> che stabiliscono standard elevati per la<strong> produzione</strong>,<strong> gestione</strong>, <strong>trasporto </strong>e <strong>distribuzione </strong>dei <strong>farmaci</strong>.</p>
<p>Le <strong>normative GxP</strong> includono:</p>
<ul>
<li><strong>buone pratiche di produzione</strong> (<strong>GMP</strong>)</li>
<li><strong>buone pratiche di distribuzione</strong> (<strong>GDP</strong>)</li>
<li><strong>buone pratiche cliniche</strong> (<strong>GCP</strong>)</li>
</ul>
<p>La <strong>gestione delle temperature</strong> è quindi particolarmente critica, e le normative richiedono spesso l&#8217;uso di <strong>imballaggi termici</strong> e sistemi di<strong> monitoraggio</strong> <strong>delle temperature</strong> durante il trasporto.</p>
<p>La conformità alle <strong>normative</strong> è pertanto cruciale al fine di evitare <strong>sanzioni legali</strong> e garantirsi la <strong>fiducia</strong> dei consumatori: affidarsi a <strong>partner logistici specializzati</strong> e <strong>certificati</strong> è un ulteriore garanzia per un <strong>trasporto farmaceutico sicuro</strong>.</p>
<p>Hai bisogno di ricevere un <a href="https://www.cti-fwd.com/richiedi-un-preventivo/"><strong>preventivo</strong></a> o individuare un partner affidabile per le tue spedizioni farmaceutiche? <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/"><strong>Contattaci</strong></a> per ricevere maggiori <strong>informazioni</strong> sui nostri <strong>servizi di trasporto.</strong></p>
<p> </p>
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			</item>
		<item>
		<title>La logistica nel trasporto delle merci deperibili</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/la-logistica-nel-trasporto-delle-merci-deperibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/la-logistica-nel-trasporto-delle-merci-deperibili/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel complesso universo del trasporto delle merci deperibili, è essenziale garantire un servizio di qualità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/la-logistica-nel-trasporto-delle-merci-deperibili/">La logistica nel trasporto delle merci deperibili</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel complesso universo del trasporto delle<strong> merci deperibili</strong>, è essenziale garantire un servizio di <strong>qualità</strong> per preservare le caratteristiche originali della merce in transito. Questa responsabilità richiede, nella <strong>gestione logistica</strong>, una combinazione precisa di<strong> organizzazione</strong> e <strong>attenzione </strong>ai dettagli.</p>
<p>Un <strong>controllo rigoroso</strong> durante il trasporto permette di preservare la merce sia da eventuali errori nella gestione della <strong>temperatura di conservazione</strong>, ma anche da <strong>fattori temporali</strong> e <strong>ambiental</strong>i inadeguati.  Vediamo nello specifico quali sono gli aspetti da non sottovalutare nella <strong>logistica del trasporto</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Spedizione merci deperibili</h2>
<p>È fondamentale mantenere la<strong> temperatura controllata</strong> durante tutto il <strong>percorso logistico</strong> per preservare la <strong>qualità della merce</strong>. Inoltre, è importante ridurre al minimo i tempi di<strong> esposizione</strong> <strong>delle merci </strong>a condizioni non ottimali per evitare il<strong> deterioramento</strong> precoce. La gestione del <strong>tempo di transito</strong> è quindi essenziale per preservare la<strong> freschezza</strong> <strong>della merce</strong>, soprattutto nell’ambito delle <strong>spedizioni internazionali</strong>, dove il percorso potrebbe coinvolgere diverse modalità di<strong> trasporto</strong>.</p>
<p><strong>CTI</strong>, come azienda specializzata anche nel <strong>trasporto merci internazionale</strong>, garantisce che ogni fase del <strong>processo di</strong> <strong>trasporto </strong>sia gestita con la massima <strong>precisione</strong> e<strong> tempestività</strong>, offrendo uno scambio continuo ed efficiente di <a href="https://www.cti-fwd.com/news/ottimizzare-il-trasporto-con-tracciabilita-merci/">informazioni</a> relative allo stato della <strong>merce</strong> e della<strong> spedizione</strong>.</p>
<p>Solo attraverso un’<strong>attenta supervisione </strong>di ogni variabile è possibile garantire che le <strong>merci deperibili</strong> raggiungano la destinazione in condizioni ottimali, senza subire modifiche o danni, e senza disperdere nell’ambiente<strong> sostanze tossiche </strong>e <strong>nocive</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Normative internazionali per il trasporto di merci deperibili</h2>
<p>Le <strong>normative internazionali</strong> per il trasporto di <strong>merci deperibili</strong> sono regolate dall&#8217;Accordo Europeo noto come &#8220;<a href="https://unece.org/text-and-status-agreement"><strong>Accordo ATP</strong></a>&#8220;. Questo accordo è stato sviluppato nel contesto della Commissione economica delle Nazioni Unite per l&#8217;Europa (<em>UNECE</em>) e mira a stabilire standard uniformi per il <strong>trasporto</strong> di <strong>merci deperibili</strong> attraverso i <strong>confini internazionali</strong>.</p>
<p>Oltre all’ <strong>Accordo ATP</strong>, possono esserci <strong>normative specifiche</strong> in vigore nei singoli paesi o regioni. Gli operatori del settore devono conformarsi alle <strong>normative locali</strong> e<strong> internazionali</strong> pertinenti per garantire la <strong>conformità legale</strong> e la <strong>sicurezza</strong> del trasporto di <strong>merci deperibili</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>ATP: certificazione essenziale per il trasporto di merci deperibili</h2>
<p>L’obiettivo principale dell’<strong>Accordo ATP </strong>consiste nell’assicurare che i veicoli siano dotati di attrezzature adeguate al mantenimento della <strong>temperatura </strong>richiesta durante il <strong>trasporto di merci</strong> di prodotti alimentari, farmaceutici o altri beni soggetti a <strong>deterioramento</strong> a causa di <strong>variazioni termiche</strong>.</p>
<p>La <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1995-07-11&#038;atto.codiceRedazionale=095A3952&#038;tipoSerie=serie_generale&#038;tipoVigenza=originario"><strong>normativa ATP</strong></a> fornisce una specifica <strong>classificazione dei veicoli</strong> andando a indicare 4 tipi di <strong>mezzi di trasporto specifici</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>isotermici</strong>: dotati di <strong>pareti termoisolanti</strong> che consentono di limitare lo scambio di calore tra interno ed esterno;</li>
<li><strong>refrigeranti</strong>: con l’ausilio di una <strong>sorgente di freddo,</strong> mantengono all’interno della carrozzeria vuota la temperatura necessaria;</li>
<li><strong>frigoriferi</strong>: dotati di <strong>impianto di raffreddamento</strong> che consente di abbassare la temperatura all’interno della carrozzeria, mantenendola costante quando la temperatura esterna è troppo elevata;</li>
<li><strong>caloriferi</strong>: muniti di un dispositivo di <strong>riscaldamento</strong> che consente di elevare la temperatura all’interno della carrozzeria mantenendola attiva per almeno 12 ore. La temperatura della carrozzeria interna non è mai inferiore a 12°.</li>
</ol>
<h2></h2>
<h2>Tecnologie per il monitoraggio delle merci deperibili</h2>
<p>L&#8217;implementazione congiunta di<strong> tecnologie avanzate</strong> permette agli <strong>operatori logistici</strong> di creare un ambiente di <strong>trasporto controllato</strong> e sicuro per le <strong>merci deperibili</strong> anche durante i tragitti più lunghi. Vediamo alcune di queste tecnologie:</p>
<ul>
<li><strong>sensori di temperatura</strong>: consentono di misurare e registrare costantemente le <strong>variazioni termiche</strong> fornendo agli operatori informazioni in tempo reale sulla temperatura interna del carico;</li>
<li><strong>registratori di temperatura</strong>: oltre a misurare la <strong>temperatura</strong> del carico monitorano fattori critici come <strong>umidità</strong>, <strong>pressione</strong> e <strong>posizione geografica</strong> fornendo dati precisi sulle condizioni della merce;</li>
<li><strong>sistemi di monitoraggio remoto</strong>: grazie all’IoT (Internet of Things) consentono il controllo a distanza delle condizioni del carico;</li>
<li><strong>RFID e tracciamento GPS</strong>: l&#8217;uso di <strong>tecnologie RFID</strong> (<em>Radio-Frequency Identification</em>) e dispositivi di <strong>tracciamento GPS</strong> contribuisce a mantenere il controllo sulla posizione e sullo stato delle merci durante il trasporto;</li>
<li><strong>sistema di controllo dell’umidità:</strong> progettati per mantenere livelli ottimali di <strong>umidità</strong> e prevenire la formazione di condensa.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Logistica personalizzata per merci deperibili</h2>
<p>Per<strong> logistica personalizzata </strong>si intende la progettazione di <strong>soluzioni logistiche</strong> <strong>su misura</strong> per soddisfare le esigenze specifiche di ciascun tipo di <strong>merce deperibile</strong>. L’obiettivo finale di una <strong>logistica personalizzata </strong>consiste nel garantire il mantenimento della massima <strong>qualità</strong> e <strong>sicurezza</strong> delle <strong>merci deperibili </strong>attraverso l’utilizzo di <strong>tecnologie specifiche</strong> e<strong> metodi di trasporto ottimali</strong>.</p>
<p>Chiedi un <a href="https://www.cti-fwd.com/richiedi-un-preventivo/"><strong>preventivo</strong></a> o <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/"><strong>contattaci qui</strong></a> per ricevere maggiori <strong>informazioni</strong> sui nostri <strong>servizi</strong>.</p>
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		<title>Flat Rack container per il trasporto delle merci voluminose</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/flat-rack-container-per-il-trasporto-delle-merci-voluminose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 15:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/flat-rack-container-per-il-trasporto-delle-merci-voluminose/</guid>

					<description><![CDATA[<p>I Flat Rack container sono soluzioni specializzate nel trasporto di merci voluminose e fuori sagoma. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Flat Rack container</strong> sono soluzioni specializzate nel trasporto di merci voluminose e fuori sagoma. Con una struttura aperta e dimensioni variabili, offrono versatilità nell&#8217;adattarsi a carichi complessi, garantendo un trasporto efficiente e sicuro sia su strada che via mare o ferrovia.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Introduzione ai Flat Rack container: versatilità e vantaggi</h2>
<p>Come anticipato, i <strong>Flat Rack container</strong> rappresentano una soluzione molto intelligente per il trasporto di <strong>merci voluminose</strong> o <strong>fuori sagoma</strong>, offrendo numerosi vantaggi significativi nell&#8217;ambito delle spedizioni internazionali. Questi container specializzati si distinguono per la loro <strong>struttura aperta</strong>, fornendo una piattaforma flessibile per <strong>carichi ingombranti</strong>. Ma cosa li rende così cruciali per il settore logistico?</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Caratteristiche e specifiche dei Flat Rack container</h2>
<p>I Flat Rack container presentano caratteristiche e <strong>specifiche tecniche</strong> che li rendono adatti a una vasta gamma di carichi particolarmente ingombranti. Le loro dimensioni variano, consentendo la gestione di merci di diverse forme. La <strong>robusta struttura metallica</strong>, spesso dotata di pareti ribaltabili, offre flessibilità nel carico e scarico delle merci, semplificando il processo logistico.</p>
<p>La <strong>capacità di carico</strong> varia poi a seconda delle dimensioni del container, consentendo la movimentazione di merci pesanti e voluminose. Questi container possono essere utilizzati per trasportare merci su <strong>strada</strong>, <strong>ferrovia</strong> o <strong>mare</strong>, offrendo una soluzione completa per le esigenze di spedizione internazionale.</p>
<p> </p>
<h3>Container Mafi</h3>
<p>I <strong>container di tipo Mafi</strong> sono un tipo specifico di container utilizzati nella logistica Flat Rack. A differenza dei container standard, i container Mafi sono progettati per il <strong>trasporto di merci</strong> che non possono essere facilmente caricate o scaricate con le tradizionali <strong>gru</strong>.</p>
<p>Questi container sono dotati di una <strong>struttura aperta su tutti e quattro i lati</strong>, il che li rende particolarmente adatti per il <strong>trasporto di merci di grandi dimensioni</strong> o forme irregolari. La struttura aperta facilita in sostanza l&#8217;accesso alle merci da parte delle <strong>attrezzature di sollevamento</strong>, come le gru portuali o le gru a bordo nave.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Flat Rack fuori sagoma: soluzioni su misura per carichi speciali</h2>
<p>Per carichi di dimensioni e <strong>forme non convenzionali</strong>, i Flat Rack <strong>fuori sagoma</strong> rappresentano la soluzione migliore. Questi container sono progettati su misura per adattarsi alle misure specifiche dei carichi più complessi. La loro <strong>flessibilità</strong> consente di trasportare merci che potrebbero altrimenti presentare sfide logistiche significative.</p>
<p>Questa opzione su misura offre un livello di <strong>adattabilità senza precedenti</strong> nel campo delle spedizioni internazionali, garantendo che anche le merci di forme uniche siano trasportate in modo sicuro ed efficiente.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Vantaggi dell&#8217;utilizzo dei Flat Rack container</h2>
<p>L&#8217;utilizzo dei Flat Rack container offre numerosi vantaggi pratici. La loro <strong>struttura aperta</strong> semplifica il <strong>processo di carico</strong> e <strong>scarico</strong>, migliorando l&#8217;efficienza logistica complessiva. La possibilità di <strong>fissare le merci direttamente sulla piattaforma</strong> riduce inoltre il rischio di danni durante il trasporto, assicurando una maggiore sicurezza.</p>
<p>Infine, la versatilità dei Flat Rack container li rende idonei per una <strong>varietà di settori</strong>, tra cui quello <strong>industriale</strong>, <strong>automobilistico</strong> e delle <strong>costruzioni</strong>. La capacità di trasportare merci di grandi dimensioni contribuisce a ottimizzare la <strong>catena di approvvigionamento</strong>, riducendo i tempi di consegna e i costi logistici più in generale.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Sicurezza e normative nell&#8217;utilizzo dei Flat Rack container</h2>
<p>Nel trasporto di merci voluminose, la <strong>sicurezza</strong> è una priorità. Proprio per questo motivo, i Flat Rack container sono costantemente sottoposti a rigorose <strong>normative internazionali</strong> per garantire il carico sicuro e la protezione delle merci durante il trasporto. Le aziende, infatti, devono seguire delle <strong>procedure</strong> consigliate per assicurare un <strong>corretto fissaggio</strong> delle merci e rispettare quindi le normative di carico e trasporto.</p>
<p>C.T.I. si occupa anche di spedizioni con Flat Rack container. Se desideri un <a href="https://www.cti-fwd.com/richiedi-un-preventivo/">preventivo su misura</a> o semplicemente vuoi contattarci per ricevere maggiori informazioni, <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">scrivi subito</a>!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/flat-rack-container-per-il-trasporto-delle-merci-voluminose/">Flat Rack container per il trasporto delle merci voluminose</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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		<title>Gestione e prevenzione dei danni da trasporto delle merci</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/gestione-e-prevenzione-dei-danni-da-trasporto-delle-merci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 13:56:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dei trasporti e della logistica, la gestione sicura della merce è un aspetto assolutamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/gestione-e-prevenzione-dei-danni-da-trasporto-delle-merci/">Gestione e prevenzione dei danni da trasporto delle merci</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dei trasporti e della logistica, la <strong>gestione sicura della merce</strong> è un aspetto assolutamente cruciale, se non il più rilevante, per garantire il successo e la reputazione di un’azienda.</p>
<p>In questo articolo, esploreremo le sfide connesse ai <strong>danni da trasporto</strong>, analizzando le cause, le procedure di sicurezza adottate e presentando soluzioni tecnologiche all&#8217;avanguardia per ridurne l&#8217;impatto. La tutela della merce durante il percorso di trasporto è un elemento fondamentale anche per noi di C.T.I. che desideriamo garantire ai nostri clienti la massima sicurezza e integrità dei prodotti.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Analisi delle cause: perché si verificano danneggiamenti durante il trasporto?</h2>
<p>Il <strong>danneggiamento della merce durante il trasporto</strong> può essere attribuito a diverse cause. Un elemento critico è l&#8217;<strong>imballaggio inadeguato</strong>, dove scelte errate nella selezione dei materiali o nelle tecniche di confezionamento possono esporre la merce a rischi significativi. La mancanza di un adeguato supporto e ammortizzazione può renderla suscettibile a urti, vibrazioni e pressioni, aumentando così il rischio di danni.</p>
<p>Oltre all&#8217;imballaggio, vanno considerati anche i <strong>problemi logistici</strong>. Ritardi imprevisti, deviazioni di percorso o manipolazioni inadeguate durante le operazioni di carico e scarico possono innescare situazioni che mettono a repentaglio la sicurezza della merce. È essenziale comprendere la catena di eventi che possono contribuire ai danneggiamenti, affrontando le lacune nei processi logistici e implementando <strong>misure preventive</strong> mirate.</p>
<p>Un altro aspetto critico da non dimenticare è la <strong>variabilità delle condizioni ambientali</strong>. Cambiamenti improvvisi di temperatura, umidità e altri fattori meteorologici possono impattare negativamente sui prodotti sensibili. L&#8217;analisi accurata di queste variabili diventa dunque un passaggio fondamentale per prevenire i danneggiamenti durante il trasporto.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Procedure di sicurezza per evitare danni alla merce</h2>
<p>La <strong>prevenzione dei danni alla merce</strong> durante il trasporto è un aspetto che può risolvere molte più situazioni di quanto si pensi. Come abbiamo già visto, per quanto riguarda l<strong>&#8216;imballaggio</strong>, è importante capire che non è sufficiente una semplice protezione esterna. Utilizzare <strong>materiali adatti e personalizzati</strong> in base al tipo di merce è essenziale. Anche l&#8217;impiego di tecniche avanzate può giocare a favore, come l&#8217;<strong>imbottitura strategica </strong>e l&#8217;utilizzo di <strong>contenitori costruiti su misura</strong>: contribuiscono a minimizzare gli impatti negativi derivanti da urti o movimenti bruschi.</p>
<p>Le <strong>procedure operative</strong> durante le fasi di carico e scarico sono altrettanto cruciali. La <strong>formazione del personale</strong> coinvolto è infatti utile a garantire manipolazioni sicure e attente. L&#8217;adozione di attrezzature specializzate e l&#8217;implementazione di <strong>protocolli</strong> specifici contribuiscono a ridurre il rischio di danneggiamenti durante queste fasi critiche del trasporto.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Come gestire la merce danneggiata</h2>
<p>Nel caso in cui la merce subisca danni durante il trasporto, bisogna agire prontamente. Innanzitutto, vanno forniti alcuni <strong>consigli pratici</strong> ai clienti su come affrontare queste situazioni, inclusa la segnalazione tempestiva dei danni e le procedure per richiedere un risarcimento. <a href="https://www.cti-fwd.com/azienda/">Affidarsi a C.T.I.</a> significa anche avere un partner serio e trasparente che <strong>supporta attivamente i clienti</strong> in queste situazioni, garantendo una gestione efficiente delle problematiche legate ai danneggiamenti.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Impatto economico dei danni da trasporto sulle aziende</h2>
<p>Gli <strong>impatti economici</strong> derivanti dai danni durante il trasporto possono estendersi ben oltre il costo diretto della merce danneggiata. Innanzitutto, vi è la spesa immediata per <a href="https://www.cti-fwd.com/news/logistica-reverse-ottimizzare-processo-rientro-merci/"><strong>sostituire</strong></a> o <strong>riparare la merce</strong> <strong>danneggiata</strong>, che rappresenta solo la punta dell&#8217;iceberg. Questi costi possono crescere esponenzialmente quando si considerano gli oneri aggiuntivi legati a spedizioni straordinarie, lavori urgenti e il potenziale disservizio ai clienti dovuto a ritardi o mancate consegne.</p>
<p>Tuttavia, l&#8217;impatto economico non si limita a questi costi tangibili. La <strong>reputazione aziendale</strong> è un altro asset di cui tenere conto, e i danni durante il trasporto possono minarla seriamente. Clienti insoddisfatti, <strong>recensioni negative</strong> e la diffusione di notizie su prodotti danneggiati possono ledere l&#8217;<strong>immagine del brand</strong>, compromettendo la fiducia dei clienti acquisiti e scoraggiando nuovi affari.</p>
<p>L&#8217;impatto si riflette poi anche nelle <strong>procedure di rimborso</strong> e nella <strong>gestione delle controversie</strong>. Le richieste di <strong>risarcimento</strong>, come sappiamo, possono talvolta diventare una lunga e complessa sfida, richiedendo risorse considerevoli per risolvere le dispute e mantenere la fiducia dei clienti. L&#8217;effetto a lungo termine si manifesta nella <strong>fidelizzazione dei clienti</strong>, che può diminuire drasticamente se i danneggiamenti durante il trasporto diventano una costante.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Soluzioni tecnologiche per la riduzione dei danneggiamenti durante il trasporto</h2>
<p>Per affrontare in modo efficace la sfida dei danneggiamenti durante il trasporto, si può assolutamente ricorrere anche a <strong>soluzioni tecnologiche all&#8217;avanguardia</strong>. I <strong>sensori di monitoraggio</strong> avanzati, ad esempio, permettono una sorveglianza costante delle condizioni ambientali e degli eventuali urti subiti dalla merce. Questo monitoraggio in tempo reale consente interventi immediati per mitigare i rischi.</p>
<p>Oppure l’<strong>intelligenza artificiale (IA)</strong> che può essere impiegata per analizzare grandi quantità di dati, identificando modelli e tendenze che possono indicare potenziali rischi durante il trasporto. Questa capacità predittiva consente una pianificazione più accurata e la <strong>prevenzione attiva </strong>di situazioni che potrebbero compromettere l&#8217;integrità della merce.</p>
<p>Inoltre, si possono integrare dei <strong>sistemi di imballaggio avanzati</strong>, progettati per adattarsi alle specifiche esigenze di ogni tipo di merce. Questi sistemi combinano <strong>materiali innovativi</strong> con <strong>design personalizzati</strong> per garantire la <strong>massima protezione</strong> durante il trasporto.</p>
<p> </p>
<p>Se sei alla ricerca di un <strong>partner affidabile</strong> per le spedizioni, <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">contattaci adesso</a>. Siamo qui per offrire soluzioni personalizzate che proteggano la merce e contribuiscano al successo del business.</p>
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		<title>Logistica reverse: ottimizzare processo rientro merci</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/logistica-reverse-ottimizzare-processo-rientro-merci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 11:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La logistica reverse, conosciuta anche come logistica inversa, rappresenta un tassello fondamentale nell&#8217;ottimizzazione del processo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/logistica-reverse-ottimizzare-processo-rientro-merci/">Logistica reverse: ottimizzare processo rientro merci</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>logistica reverse</strong>, conosciuta anche come <strong>logistica inversa</strong>, rappresenta un tassello fondamentale nell&#8217;ottimizzazione del processo di <strong>rientro delle merci</strong>. Il termine &#8220;<em>reverse</em>&#8221; o &#8220;<em>inversa</em>&#8221; deriva dalla natura contraria rispetto alla tradizionale logistica di spedizione, poiché coinvolge il movimento delle merci dal <strong>consumatore</strong> o dal punto di consumo verso l&#8217;azienda o il produttore. Questa pratica si è evoluta in risposta alla crescente consapevolezza ambientale e alla necessità di gestire in modo responsabile i prodotti al termine del loro ciclo di vita.</p>
<p>L&#8217;origine del termine &#8220;<em>logistica reverse</em>&#8221; risale al desiderio di delineare chiaramente il <strong>flusso contrario delle merci</strong> rispetto alla logistica tradizionale. Nasce dalla consapevolezza che il ciclo di vita di un prodotto non si conclude con la sua vendita, ma continua anche dopo che il consumatore ha utilizzato l&#8217;articolo. Questa visione a <strong>ciclo chiuso</strong> è cruciale per affrontare le sfide legate agli sprechi e per promuovere una gestione sostenibile delle risorse.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Gli ambiti di applicazione della logistica inversa</h2>
<p>La <strong>logistica reverse</strong>, proprio per la sua natura, non è confinata a un settore specifico; al contrario, trova applicazione in <strong>diversi ambiti industriali</strong>. Dalle industrie manifatturiere a quelle del settore al dettaglio, passando per l&#8217;elettronica e l&#8217;abbigliamento, la logistica inversa ha dimostrato di essere un <strong>approccio flessibile</strong> ed efficace in moltissimi ambiti per gestire i resi e minimizzare gli impatti, anche ambientali. Le aziende che abbracciano questa pratica spesso godono di diversi <strong>vantaggi</strong>, tra cui la riduzione degli <strong>sprechi</strong>, la gestione ottimale delle <strong>risorse</strong> e una migliore <strong>reputazione aziendale</strong> grazie proprio alla responsabilità ambientale dimostrata.</p>
<p>Veniamo adesso ai beneficiari di questa tipologia di attività: la logistica reverse, se ben implementata, non si rivela infatti vantaggiosa per le sole <strong>aziende</strong>, ma può anche essere apprezzata dagli <strong>utenti finali</strong>. Un processo di <strong>gestione dei resi</strong> <strong>efficiente</strong> contribuisce a migliorare l&#8217;esperienza complessiva del cliente, trasformando un potenziale problema in un&#8217;opportunità di <strong>fidelizzazione</strong>. Ciò che i consumatori apprezzano maggiormente in un processo di restituzione della merce sono la <strong>trasparenza</strong> e l&#8217;<strong>efficienza</strong>, e le aziende che riescono a offrire un&#8217;esperienza positiva in questo senso spesso si sono capaci di guadagnarsi la <strong>fiducia</strong> e la <strong>lealtà</strong> dei propri clienti.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Logistica di ritorno: elemento cruciale per l&#8217;efficienza operativa</h2>
<p>La <strong>logistica di ritorno</strong>, come abbiamo visto, è un pilastro fondamentale all&#8217;interno della catena di approvvigionamento, svolgendo un ruolo importantissimo nell&#8217;ottimizzazione dell&#8217;<strong>efficienza operativa</strong>. Gestire con precisione i resi non solo impatta positivamente sulla soddisfazione del cliente come abbiamo già anticipato, ma contribuisce anche a un <strong>flusso</strong> complessivo più <strong>agile</strong> e <strong>responsivo</strong>. Esploriamo quindi in maniera più approfondita come una logistica di ritorno ben strutturata possa diventare il motore trainante per un&#8217;azienda orientata all&#8217;eccellenza operativa.</p>
<p>Un esempio tangibile è l&#8217;ottimizzazione del processo di restituzione dei <strong>prodotti difettosi</strong>. In un contesto ben strutturato, l&#8217;azienda può implementare un sistema di gestione dei resi che semplifica la procedura per il cliente e fornisce informazioni cruciali sull&#8217;origine dei difetti. Questi dati alimentano il <strong>miglioramento</strong> continuo dei <strong>processi produttivi</strong>, consentendo all&#8217;azienda di <strong>correggere inefficienze</strong> e garantire la produzione di merci di qualità superiore.</p>
<p>Inoltre, una <strong>logistica di ritorno</strong> efficiente favorisce la rapida <strong>reintegrazione degli articoli recuperati</strong> nella catena di approvvigionamento. Se un prodotto reso è ancora idoneo per la vendita, la gestione efficiente consente di <strong>rimetterlo sul mercato </strong>senza intoppi, riducendo i costi legati allo <strong>smaltimento</strong> di merci recuperabili e mantenendo un flusso costante di prodotti sul mercato.</p>
<p> </p>
<p>La logistica di ritorno può anche essere un trampolino di lancio per <strong>iniziative di responsabilità sociale</strong> <strong>d&#8217;impresa</strong>. Ad esempio, <strong>donare prodotti resi ancora in buone condizioni</strong> può migliorare la reputazione dell&#8217;azienda e contribuire positivamente alla società, riducendo gli sprechi e sostenendo iniziative sociali.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Logistica inversa: la chiave per ridurre gli impatti ambientali</h2>
<p>Oltre all&#8217;efficienza operativa, la logistica inversa emerge come un alleato prezioso nella <strong>riduzione degli impatti ambientali</strong>. La sua importanza risiede nella gestione efficace dei resi, seguendo un processo che, se ben orchestrato, contribuisce significativamente alla <strong>riduzione degli sprechi</strong> e all&#8217;adozione di pratiche più <strong>sostenibili</strong>.</p>
<p>Parliamo ad esempio di <strong>recupero</strong> e <strong>riqualificazione</strong> dei prodotti resi. Invece di smaltire direttamente gli articoli resi, un <strong>sistema di logistica inversa</strong> ben strutturato può valutare la possibilità di <strong>riparare</strong>, <strong>ricondizionare</strong> o <strong>riutilizzare</strong> tali prodotti. Ciò non solo limita il flusso di rifiuti destinati alla discarica, ma riduce anche la necessità di <strong>produrre nuovi articoli</strong>, abbattendo il consumo di risorse e l&#8217;<strong>impronta ecologica </strong>complessiva.</p>
<p>Oppure potremmo citare la corretta gestione dei <strong>rifiuti elettronici</strong> attraverso la logistica inversa: apparecchiature elettroniche <strong>obsolete</strong> o <strong>danneggiate</strong> possono essere <strong>recuperate</strong>, <strong>smontate</strong> e <strong>smaltite</strong> in modo ecologicamente corretto. L&#8217;adozione di <strong>procedure di riciclo avanzate</strong> è alquanto utile perché consente il recupero di materiali preziosi, riducendo al contempo il rischio di <strong>inquinamento ambientale</strong> derivante dalla dispersione di <strong>sostanze nocive</strong> presenti in molti <strong>dispositivi elettronici</strong>.</p>
<p>Infine, la logistica inversa è un ambito che promuove la <strong>circolarità economica</strong>, ovvero un ambito che ha l’obiettivo di mantenere i materiali in circolazione il più a lungo possibile. Un&#8217;azienda che implementa un sistema di logistica inversa può pianificare la <strong>fine del ciclo di vita</strong> dei suoi prodotti in modo strategico, promuovendo la raccolta selettiva dei materiali e il loro reintegro nei processi produttivi. Questo <strong>ciclo virtuoso</strong> contribuisce non solo alla riduzione degli impatti ambientali ma favorisce anche un utilizzo più efficiente delle risorse naturali.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Gestione resi: strategie vincenti per soddisfare il cliente</h2>
<p>La <strong>gestione dei resi</strong> è un tema che va oltre la semplice accettazione e restituzione dei prodotti o delle merci. Una strategia vincente è ad esempio garantire un <strong>processo di restituzione agevole</strong> e senza intoppi, offrendo <strong>procedure chiare</strong> e <strong>opzioni flessibili</strong>. Consentire il <strong>reso online</strong> o presso <strong>punti fisici convenzionati</strong> semplifica il flusso, garantendo al cliente una soluzione rapida e comoda.</p>
<p>Anche la <strong>comunicazione trasparente</strong> con il venditore gioca un ruolo fondamentale nella possibilità di instaurare un buon <strong>rapporto di fiducia</strong>. Informare chiaramente i clienti sulle <strong>politiche di restituzione</strong>, i <strong>tempi di elaborazione</strong> e le eventuali spese associate evita <strong>malintesi</strong> e <strong>frustrazioni</strong>, dimostrando un impegno reale verso la <strong>soddisfazione del cliente</strong>.</p>
<p>Un ulteriore aspetto da poter prendere in considerazione è la possibilità di <strong>personalizzare il processo di gestione dei resi</strong>, adattando le varie soluzioni a quelle che sono le <strong>esigenze specifiche del cliente</strong>. Così facendo, probabilmente l&#8217;esperienza di reso sarà maggiormente positiva e sicuramente su misura.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Rientro merci: ottimizzazione dei processi per massimizzazione dei profitti</h2>
<p>L&#8217;<strong>ottimizzazione dei processi </strong>riguardanti il rientro delle merci emerge nel contesto che stiamo analizzando poiché va a integrarsi tra le varie possibilità di <strong>massimizzazione dei profitti aziendali</strong>. Accelerare i tempi di riconsegna è molto più che fondamentale perché ciò consiste in una <strong>rapida riqualificazione degli articoli</strong> e in una <strong>reintegrazione tempestiva</strong> nella catena di approvvigionamento.</p>
<p>La chiave di una <strong>gestione efficiente dei resi</strong> risiede nell&#8217;adozione di pratiche e strumenti avanzati. Implementare <strong>sistemi automatizzati</strong> per la valutazione e la riqualificazione delle merci rese, insieme a processi snelli e trasparenti, permette alle aziende di <strong>ridurre i costi</strong> operativi e massimizzare il valore delle merci recuperate. La <strong>tecnologia</strong>, come la tracciabilità avanzata e i software dedicati, si rivela protagonista per una gestione predittiva ed efficace dei resi, garantendo un ciclo di rientro delle merci che non solo ottimizza i processi ma contribuisce in modo significativo alla <strong>redditività complessiva</strong> dell&#8217;azienda.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Reverse logistics: innovazioni tecnologiche per un rientro merci smart</h2>
<p>Per concludere il nostro approfondimento nella <strong>logistica inversa</strong>, non potevamo certo non parlare di <strong>tecnologia</strong>. Esplorare le <strong>innovazioni tecnologiche</strong> nel campo della <strong>logistica di ritorno</strong> rivela un panorama molto vasto di soluzioni in continua evoluzione. Integrare dei metodi tecnologici e innovativi nel flusso di rientro merci significa scegliere dei <strong>percorsi smart</strong> e altamente efficienti. La <strong>digitalizzazione dei documenti</strong>, ad esempio, semplifica le operazioni amministrative, riducendo gli errori e accelerando i tempi di elaborazione. Oppure la <strong>geolocalizzazione</strong>, elemento che diventa una risorsa strategica per <strong>monitorare in tempo reale</strong> il percorso che stanno intraprendendo le merci restituite.</p>
<p>Sistemi di monitoraggio in tempo reale e sensori integrati forniscono infatti dei dati molto dettagliati sullo stato e sulla qualità delle merci durante il rientro, consentendo una valutazione accurata e tempestiva. L&#8217;implementazione di soluzioni basate sull&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, poi, consente di predire dei modelli di reso, ottimizzando la gestione delle risorse e migliorando la precisione nelle previsioni di rientro merci.</p>
<p>Possiamo quindi affermare che le <strong>innovazioni tecnologiche</strong> nella logistica inversa trasformano il rientro delle merci in un <strong>processo intelligente</strong>, aumentando l&#8217;efficienza, riducendo i costi operativi e contribuendo alla creazione di una catena di approvvigionamento sempre più avanzata e reattiva.</p>
<p>Se hai bisogno di maggiori informazioni e desideri individuare un partner per le tue spedizioni, siamo a tua completa disposizione: <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">contattaci</a>!</p>
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		<title>Ottimizzare il trasporto con tracciabilità merci</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/ottimizzare-il-trasporto-con-tracciabilita-merci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 11:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tracciabilità delle merci è senza ombra di dubbio il punto cardine su cui poggiano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/ottimizzare-il-trasporto-con-tracciabilita-merci/">Ottimizzare il trasporto con tracciabilità merci</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>tracciabilità delle merci</strong> è senza ombra di dubbio il punto cardine su cui poggiano le moderne <strong>operazioni di spedizione</strong>. Dalla gestione accurata delle informazioni alla sicurezza dei dati sensibili, ogni passo conta per garantire al cliente un <strong>servizio affidabile</strong> ed <strong>efficiente</strong>. Investire in <strong>sistemi di tracciabilità avanzati</strong> è più che un&#8217;opzione: è una necessità per chi, come noi, desidera prendere parte al futuro delle spedizioni.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>L&#8217;importanza della tracciabilità delle merci</h2>
<p>La <strong>tracciabilità delle merci</strong>, come già detto, rappresenta un pilastro fondamentale nel nostro ambito di spedizionieri poiché è una prassi che garantisce <strong>trasparenza</strong> e <strong>controllo</strong> in ogni fase del trasporto. Questa pratica non solo migliora l&#8217;efficienza ma rafforza anche la sicurezza complessiva delle operazioni di spedizione. Implementare con successo un <strong>sistema di trasporto tracciabile</strong> è cruciale per le aziende che desiderano restare competitive e offrire un servizio affidabile.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>La scheda di monitoraggio semplifica il processo di ricezione merci</h2>
<p>Al cuore di una gestione efficiente di un trasporto si trova la <strong>scheda di monitoraggio</strong> del ricevimento merci. Questo strumento <strong>semplifica</strong> il <strong>processo di registrazione</strong> e <strong>tracciamento</strong> delle merci in entrata, contribuendo a una gestione più accurata delle informazioni e migliorando l&#8217;efficienza operativa complessiva. La <strong>chiarezza</strong> fornita da questa scheda è cruciale per mantenere un flusso di lavoro ottimale e garantire una tracciabilità senza intoppi.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Punti di controllo e il flusso delle informazioni</h2>
<p>L&#8217;essenzialità del flusso delle informazioni tra i punti di controllo è evidenza della <strong>precisione</strong> nella <strong>tracciabilità delle merci</strong>. Ogni punto di controllo rappresenta un&#8217;opportunità per individuare potenziali problematiche, <strong>anomalie</strong> nel processo di trasporto, o <strong>rischi di smarrimento</strong> o <strong>danneggiamento</strong> delle merci. Questa pratica non solo migliora la trasparenza e la visibilità della catena di fornitura ma sottolinea l&#8217;importanza di <strong>protocolli di sicurezza</strong> adeguati a proteggere i dati sensibili e prevenire manipolazioni o intrusioni.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Vantaggi del trasporto tracciabile</h2>
<p>I <strong>vantaggi</strong> tangibili di un sistema di trasporto tracciabile sono molteplici. La <strong>riduzione dei tempi</strong> di consegna, la gestione ottimizzata degli <strong>stock</strong> e il miglioramento dell&#8217;<strong>esperienza del cliente</strong> sono solo alcune delle ricadute positive. La <strong>precisione nella tracciabilità</strong> non solo migliora l&#8217;efficienza operativa, ma contribuisce anche a creare un contesto in cui la <strong>fiducia</strong> del cliente diventa un elemento <strong>fondamentale</strong> e <strong>solido</strong>.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2>Tecnologie avanzate per una logistica sempre più efficace</h2>
<p>Parlare di tracciabilità delle merci ci porta inevitabilmente a considerare le <strong>tecnologie avanzate</strong> che stanno avendo un ruolo non certo secondario nella ridefinizione del panorama delle spedizioni. Dalla <strong>digitalizzazione</strong> dei documenti alla <strong>geolocalizzazione</strong> e l&#8217;utilizzo di <strong>sensori</strong> e <strong>sistemi di monitoraggio</strong> in tempo reale, l&#8217;innovazione tecnologica è il motore che guida un servizio di spedizione sempre più efficiente e affidabile. Abbracciare queste <strong>tecnologie</strong> è cruciale per rimanere <strong>competitivi</strong> e garantire una tracciabilità che va oltre le aspettative dei clienti.</p>
<p>Anche noi di <strong>CTI</strong> offriamo un sistema efficace per la <strong>localizzazione delle spedizioni</strong>. Grazie al servizio <a href="https://www.cti-fwd.com/container-tracking/">tracking container</a>, puoi tracciare qualsiasi container utilizzando il <strong>codice di tracciabilità</strong> e ottenere tutte le informazioni sul suo <strong>stato attuale</strong> e la sua <strong>localizzazione</strong>.</p>
<p>Se hai domande, dubbi o desideri ricevere maggiori informazioni, <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">contattaci subito</a>, siamo a tua completa disposizione.</p>
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		<item>
		<title>Trasporto merci pericolose: la guida completa</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/trasporto-merci-pericolose-la-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 11:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trasporto di merci pericolose è una pratica essenziale in molte industrie, ma richiede una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>trasporto di merci pericolose</strong> è una pratica <strong>essenziale in molte industrie</strong>, ma richiede una <strong>conoscenza approfondita</strong> e l&#8217;adozione di <strong>rigorose normative di sicurezza</strong>.</p>
<p>In questa guida completa, esploreremo i <strong>fondamenti</strong> del trasporto di merci pericolose, concentrandoci sull&#8217;importanza dei <strong>codici Kemler</strong>, la <strong>tabella ADR</strong> e le <strong>normative chiave</strong> che ne regolamentano la gestione. Inoltre, forniremo preziosi consigli su come gestire in modo <strong>sicuro </strong>e <strong>responsabile</strong> le merci pericolose.</p>
<p> </p>
<h2>Conoscere i codici Kemler</h2>
<p>Nei trasporti di merci pericolose, la sicurezza è una <strong>priorità assoluta</strong>. In questo contesto, i <strong>codici Kemler</strong> &#8211; noti a livello internazionale anche come <strong>codici UN</strong> &#8211; rappresentano l’ elemento fondamentale per garantire che l’obiettivo di massima sicurezza sia raggiunto con successo.</p>
<p>Questi codici sono un <strong>sistema di classificazione</strong> delle merci pericolose, in cui ogni sostanza o materiale nocivo è assegnato a un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trasporto_di_merci_pericolose">codice Kemler</a> specifico che ne identifica le<strong> caratteristiche</strong> e le <strong>precauzioni </strong>necessarie per il <strong>trasporto sicuro</strong>. Il primo numero del codice, ad esempio, indica la classe di pericolo principale della sostanza, mentre il secondo numero rappresenta la sottoclasse di pericolo. Il terzo numero fornisce invece informazioni aggiuntive, come le condizioni di stoccaggio e le misure di sicurezza.</p>
<p>Questa tipologia di codice è essenziale soprattutto per consentire a chiunque sia coinvolto nella catena di approvvigionamento di <strong>comprendere immediatamente il tipo di rischio</strong> rappresentato dalla merce. È infatti fondamentale, per garantire la sicurezza durante il trasporto, che i codici Kemler vengano <strong>applicati correttamente alle merci pericolose</strong>, e ciò implica che l’etichettatura sia corretta e ben visibile, che la documentazione sia accurata, e che vengano rispettate tutte le normative di trasporto, inclusi i requisiti di imballaggio e le procedure di emergenza.</p>
<p> </p>
<h2>La tabella ADR: normative per il trasporto sicuro</h2>
<p>L’<strong>ADR</strong> (<em>lett.</em> <strong>Accordo Europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada</strong>) è un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_europeo_relativo_al_trasporto_internazionale_su_strada_delle_merci_pericolose">accordo multilaterale</a> sviluppato dalle Nazioni Unite che stabilisce gli <strong>standard di sicurezza </strong>che devono essere rispettati da tutti i paesi firmatari, garantendo una base uniforme per il trasporto sicuro di merci pericolose in <strong>tutta Europa</strong>.</p>
<p>Nello specifico, la <strong>tabella ADR</strong>, strumento chiave all’interno di questo accordo, rappresenta il documento ufficiale di riferimento che fornisce una serie di <strong>linee guida, normative e requisiti dettagliati</strong> da rispettare obbligatoriamente per garantire estrema sicurezza nel trasporto delle merci.</p>
<p>La tabella, suddivisa in <strong>diverse sezioni</strong>, affronta aspetti specifici del trasporto, tra cui l’etichettatura, l’imballaggio, la classificazione delle merci, la documentazione, le procedure di emergenza e molto altro.</p>
<p>La <strong>conoscenza </strong>della stessa è essenziale per chiunque sia coinvolto nel trasporto di merci pericolose, al fine di garantire la sicurezza delle operazioni e il rispetto delle normative. Adempiere alle disposizioni dell&#8217;ADR richiede infatti formazione, consapevolezza costante e l&#8217;adozione di pratiche conformi alle diverse disposizioni.</p>
<p> </p>
<h2>Elenco dei codici merci pericolose principali</h2>
<p>Il mondo del trasporto di merci pericolose è caratterizzato da una <strong>vasta gamma di sostanze e materiali</strong>, ognuno con i propri rischi e le proprie specifiche misure di sicurezza.</p>
<p>Conoscere i <strong>codici Kemler più comuni</strong> e le <strong>precauzioni chiave</strong> che dovrebbero essere adottate durante il loro trasporto è di fondamentale importanza per evitare incidenti e situazioni di pericolo.</p>
<ul>
<li><strong>Codice Kemler 3 – Liquidi infiammabili</strong>. Le precauzioni includono l&#8217;uso di contenitori speciali, il trasporto in veicoli adatti alla prevenzione degli incendi e il rispetto delle distanze da fonti di calore.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Codice Kemler 6 – Sostanze tossiche e infettive (per la salute umana)</strong>. Le precauzioni includono l&#8217;etichettatura corretta, l&#8217;uso di dispositivi di protezione individuale e procedure rigorose per prevenire la contaminazione.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Codice Kemler 8 – Materiali corrosivi</strong>. Le precauzioni coinvolgono l&#8217;uso di contenitori resistenti alla corrosione, l&#8217;isolamento da altre merci e misure per prevenire fuoriuscite e contatti con la pelle.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Normative e sicurezza nei trasporti</h2>
<p>Il <strong>rispetto normativo </strong>relativo al trasporto delle merci pericolose è fondamentale per garantire la sicurezza degli operatori, dell&#8217;ambiente circostante e delle comunità coinvolte.</p>
<p>In questo processo, gli <strong>spedizionieri</strong> svolgono un ruolo cruciale: sono infatti responsabili della <strong>pianificazione</strong>, dell&#8217;<strong>organizzazione</strong> e dell&#8217;<strong>esecuzione</strong> delle operazioni di trasporto, e queste responsabilità includono la classificazione delle merci, l’imballaggio e il carico, la documentazione nonché la formazione degli autisti.</p>
<p>Allo stesso modo, gli <strong>autisti</strong> svolgono un ruolo chiave nell&#8217;<strong>applicazione pratica </strong>delle normative e delle precauzioni. Devono infatti essere adeguatamente preparati per affrontare situazioni impreviste – come perdite, incendi o esposizioni &#8211; e per garantire la sicurezza delle operazioni.</p>
<p> </p>
<h2>Come gestire le merci pericolose</h2>
<p>La gestione di merci pericolose è un <strong>compito complesso</strong> che richiede attenzione ai dettagli e rispetto rigoroso delle normative e delle procedure di sicurezza. Le linee guida pratiche per gestirle nel modo corretto comprendono <strong>tutte le fasi critiche dell&#8217;operazione</strong>: dall’imballaggio all’etichettatura, dal carico sicuro al trasporto adeguato, fino alle procedure in caso di emergenza.</p>
<p>Vuoi trasportare <strong>merci pericolose</strong> ma non sai a chi affidarti? <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/"><strong>Contatta CTI</strong></a>, il nostro team di esperti sarà a completa disposizione per garantire la <strong>massima sicurezza</strong> e conformità normativa. <strong>La sicurezza inizia con la conoscenza</strong>, e noi siamo qui per aiutarti a garantirla in tutte le operazioni di trasporto.</p>
<p> </p>
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		<title>Trasporti e spedizioni per eventi e fiere</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/trasporti-e-spedizioni-per-eventi-e-fiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 11:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le fiere e gli eventi fieristici rappresentano un momento cruciale per molte aziende, offrono cioè [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>fiere</strong> e gli <strong>eventi fieristici</strong> rappresentano un momento cruciale per molte aziende, offrono cioè l&#8217;opportunità di promuovere i propri prodotti e servizi a un vasto pubblico. Tuttavia, organizzare la partecipazione a una fiera non è semplice e, anzi, richiede una <strong>pianificazione dettagliata</strong>.</p>
<p>Uno degli aspetti più critici di questa pianificazione è anche e soprattutto la <strong>logistica dei trasporti</strong> e delle <strong>spedizioni</strong>. Un servizio di spedizione <strong>affidabile</strong> e <strong>su misura</strong> diventa fondamentale per garantire la presenza di prodotti, macchinari e materiali a un evento fieristico, contribuendo così al successo per l&#8217;azienda.</p>
<p> </p>
<h2>Il ruolo delle spedizioni per le fiere</h2>
<p>Potrebbe non essere così immediato ma le aziende che partecipano alle fiere devono affrontare sfide logistiche non indifferenti. Molto spesso, i prodotti da esporre sono <strong>fragili</strong> e <strong>di valore</strong>, rendendo essenziale una <strong>manipolazione attenta</strong> e un <strong>trasporto sicuro</strong>. Inoltre, le <strong>tempistiche</strong> sono stringenti poiché la merce deve essere consegnata e pronta per l&#8217;<strong>allestimento del proprio stand</strong>. Un ritardo nella consegna o danni ai prodotti potrebbero avere conseguenze disastrose per l&#8217;immagine e la reputazione dell&#8217;azienda.</p>
<p> </p>
<h2>Trasporti su misura per eventi</h2>
<p>Le <strong>metodologie di trasporto</strong> dedicate agli eventi sono diverse da quelle standard. Ogni dettaglio deve essere personalizzato per soddisfare non solo le <strong>esigenze specifiche</strong> dell&#8217;azienda, ma anche i requisiti talvolta imposti dall’organizzazione. Questi trasporti richiedono quindi un approccio su misura che comprenda:</p>
<h3>Tempistiche precise</h3>
<p>Le tempistiche sono cruciali. La merce deve essere sempre prelevata, trasportata e consegnata in modo tempestivo per garantire che tutto sia pronto prima dell&#8217;inizio dell&#8217;evento. La <strong>pianificazione</strong> è un elemento fondamentale, con un margine di errore minimo.</p>
<h3>Imballaggi speciali</h3>
<p>Gli <strong>imballaggi</strong> devono essere progettati per proteggere i prodotti o i macchinari durante il trasporto. Materiali di imballaggio <strong>resistenti</strong> e <strong>personalizzati</strong> sono spesso l’unica soluzione per garantire l&#8217;integrità dei beni.</p>
<h3>Consegne personalizzate</h3>
<p>Le <strong>consegne</strong> dovrebbero essere <strong>coordinate</strong> in modo da rispettare i tempi e i luoghi specifici dell&#8217;evento. Questo può comportare la consegna in luoghi al di fuori delle normali rotte di consegna o durante orari non convenzionali.</p>
<p> </p>
<h2>Pianificare le spedizioni fieristiche</h2>
<p>Per affrontare con successo le <strong>spedizioni fieristiche</strong>, è essenziale una <strong>pianificazione accurata</strong>. Potrebbe essere utile tenere a mente e seguire una <strong>checklist di azioni</strong> per avere una <strong>guida di riferimento</strong> con l’obiettivo di garantire che tutto sia organizzato nel miglior modo possibile:</p>
<ol>
<li><strong>Identificazione dei prodotti da trasportare</strong></li>
</ol>
<p>Elencare tutti i prodotti da esporre e stabilire le priorità in base alla loro importanza o fragilità.</p>
<ol start="2">
<li><strong>Scelta del servizio di spedizione</strong></li>
</ol>
<p>Scegliere una società con esperienza nelle spedizioni fieristiche e che abbia la capacità di gestire carichi speciali.</p>
<ol start="3">
<li><strong>Imballaggio adeguato</strong></li>
</ol>
<p>Assicurarsi che tutti i prodotti siano adeguatamente imballati per resistere al trasporto. Considerare, come già detto, l&#8217;uso di materiali di imballaggio personalizzati.</p>
<ol start="4">
<li><strong>Pianificazione delle tempistiche</strong></li>
</ol>
<p>Coordinarsi con la società di spedizioni per stabilire le tempistiche precise per il ritiro, il trasporto e la consegna della merce.</p>
<ol start="5">
<li><strong>Monitoraggio in tempo reale</strong></li>
</ol>
<p>Utilizzare <a href="https://www.cti-fwd.com/container-tracking/">strumenti di monitoraggio</a> per seguire il progresso delle spedizioni in tempo reale e reagire prontamente a qualsiasi imprevisto.</p>
<ol start="6">
<li><strong>Riserva di risorse aggiuntive</strong></li>
</ol>
<p>Prepararsi ad affrontare imprevisti, come ritardi del volo, problemi doganali o incidenti stradali, prenotando risorse aggiuntive in anticipo.</p>
<p> </p>
<h2>Logistica per eventi</h2>
<p>La <strong>logistica per eventi</strong> comprende diverse fasi chiave, ciascuna con le proprie sfide e soluzioni. Innanzitutto, il <strong>prelievo della merce</strong> deve essere accuratamente pianificato per garantire che tutti i prodotti siano disponibili in tempo per il trasporto. L&#8217;azienda dovrebbe verificare inoltre che tutti i prodotti siano in perfette condizioni e correttamente imballati.</p>
<p>Si passa poi al <strong>trasporto</strong> che richiede l&#8217;uso di <strong>veicoli adeguati</strong> e <strong>conducenti esperti</strong>. La merce dovrebbe anche essere monitorata costantemente durante il trasporto per garantire la sua sicurezza. Infine, la <strong>consegna alla location dell&#8217;evento</strong> che dovrà essere puntuale e seguire una <strong>procedura di scarico</strong> rapida ed efficiente. Va da sé che la <strong>coordinazione con il personale</strong> dell&#8217;evento è in quest’ultima fase assolutamente fondamentale.</p>
<p>Se per le tue spedizioni alle fiere se in cerca di un <strong>partner fidato</strong>, puoi <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">contattarci subito</a>. Ti garantiamo una <strong>pianificazione</strong> accurata, <strong>attenzione ai dettagli</strong> ed estrema <strong>collaborazione</strong>.</p>
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		<title>Logistica del lusso e spedizioni di valore</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/logistica-del-lusso-e-spedizioni-di-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 05:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’affascinante mondo del lusso, ogni dettaglio è importante e neanche la più nascosta o impensabile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’affascinante <strong>mondo del lusso</strong>, ogni dettaglio è importante e neanche la più nascosta o impensabile dinamica che ruota attorno a questo settore va lasciata al caso. Dalle opere d&#8217;arte ai gioielli di alta classe, dai prodotti di gamma esclusiva ai beni preziosi, la <strong>logistica</strong> e le <strong>spedizioni</strong> giocano un ruolo cruciale per garantire che questi meravigliosi oggetti raggiungano destinazioni in tutto il mondo in <strong>condizioni impeccabili</strong> ma soprattutto sicure.</p>
<p>Esploriamo dunque come un’azienda leader nell&#8217;industria delle spedizioni e della logistica, si debba impegnare a <strong>gestire</strong> e <strong>trasportare merci di valore in modo sicuro</strong>, <strong>affidabile</strong> e offrendo <strong>soluzioni su misura</strong>, in base alle diverse tipologie di carico o alle eventuali richieste del cliente.</p>
<h2></h2>
<h2>Soluzioni di spedizione personalizzate per il lusso</h2>
<p>La <strong>sicurezza</strong> è una preoccupazione primaria quando si tratta di spedire <strong>beni di lusso</strong>. La <strong>protezione</strong> di questi preziosi carichi è essenziale per evitare <strong>perdite finanziarie</strong> e danni irreparabili. Le aziende specializzate nel settore delle spedizioni come CTI, sono consapevoli di questa responsabilità e sviluppano a beneficio dei clienti una serie di misure per garantire la <strong>massima sicurezza</strong> durante tutto il processo di spedizione.</p>
<h2></h2>
<h2>La sicurezza come priorità: trasporto di prodotti di alto valore</h2>
<p>Le formule per garantire un <strong>trasporto efficace</strong> e sicuro di <strong>beni di lusso</strong> sono numerose. I veicoli e le strutture di <a href="https://www.cti-fwd.com/stoccaggio-merci-magazzino-come-funziona/">stoccaggio</a> sono solitamente dotati di <strong>sistemi di sicurezza avanzati</strong>, tra cui sorveglianza video 24 ore su 24, accesso controllato e allarmi antintrusione. Inoltre, gli autisti sono sempre addestrati per gestire con estrema attenzione i carichi di valore, seguendo <strong>procedure rigorose</strong> per garantire che ogni spedizione arrivi a destinazione in <strong>perfette condizioni</strong>.</p>
<p>Ma la sicurezza non si ferma a questo. Sempre più spesso, le aziende che si occupano di importazione ed esportazione cercano di guardare oltre, offrendo anche <strong>servizi di assicurazione</strong> specializzati per proteggere ulteriormente i <strong>beni di valore</strong> durante il trasporto. Questa copertura extra offre <strong>tranquillità</strong> ai clienti, garantendo che i loro preziosi beni siano al sicuro da qualsiasi evento imprevisto.</p>
<h2></h2>
<h2>Broker di spedizioni: facilitatori chiave</h2>
<p>Un elemento cruciale nella gestione delle spedizioni di lusso è il ruolo del <strong>broker di spedizioni</strong>. CTI funge in questo senso da <strong>collaboratore affidabile</strong> e instaura un ponte <strong>tra il cliente e i vettori di trasporto</strong>, garantendo che ogni aspetto della spedizione sia pianificato e gestito con la <strong>massima efficienza</strong>.</p>
<p>Per noi è importante collaborare strettamente con i clienti per comprendere le loro esigenze specifiche. Questa comprensione ci consente di creare <strong>soluzioni di spedizione personalizzate</strong> che ottimizzano i <strong>tempi di consegna</strong> e i <strong>costi</strong>, garantendo che ogni spedizione di lusso sia gestita con la massima attenzione ai dettagli.</p>
<p>Inoltre, un broker realmente affidabile è anche colui che grazie a un <strong>network globale di partner</strong> e <strong>vettori di trasporto</strong>, sia in grado di offrire <strong>tariffe competitive</strong> e opzioni di spedizione flessibili. L’obiettivo è garantire che ogni spedizione di lusso sia gestita in modo efficiente e professionale, tenendo sempre conto delle esigenze specifiche del cliente.</p>
<h2></h2>
<h2>Tecnologia innovativa per la tracciabilità delle merci</h2>
<p>La <strong>tecnologia</strong> è un aspetto da non escludere assolutamente nella gestione delle <strong>spedizioni di lusso</strong>. Grazie alla tecnologia e ai <strong>sistemi</strong> oggi fortunatamente <strong>innovativi</strong>, si è in grado di utilizzare <strong>metodi di tracciabilità avanzati</strong> per monitorare costantemente la <strong>posizione</strong> e lo <strong>stato delle merci preziose</strong> durante tutto il processo di trasporto. Con queste soluzioni, i clienti possono ad esempio accedere <strong>in tempo reale</strong> alle informazioni sulla loro spedizione attraverso delle <strong>piattaforme online sicure</strong>. Questa <strong>trasparenza</strong> consente loro di tenere traccia dei beni preziosi spediti e di avere la certezza che tutto si stia svolgendo secondo i piani.</p>
<p>In aggiunta, esistono dei sistemi che sfruttano le <strong>tecnologie innovative</strong> per garantire una gestione efficiente delle spedizioni, come i <strong>sistemi automatizzati</strong>, per citarne uno: consentono di <strong>coordinare i trasporti</strong> in modo ottimale, <strong>riducendo i tempi di attesa</strong> e assicurando una <strong>consegna puntuale</strong>.</p>
<p>In un mondo in cui il lusso richiede attenzioni straordinarie, <strong>CTI</strong> potrebbe essere il tuo <strong>partner ideale</strong> per la gestione delle <strong>spedizioni di beni preziosi</strong>. La nostra <strong>esperienza nel settore</strong> e la nostra assoluta <strong>dedizione alla sicurezza</strong> sono un invito per i nostri clienti ad affidarsi a noi nella gestione delle spedizioni di beni di valore.</p>
<p>Innanzitutto, mettiamo la <strong>tranquillità</strong> dei nostri clienti al primo posto e successivamente ci assicuriamo che ogni spedizione proceda e si risolva con successo. <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">Contattaci per scoprire come possiamo soddisfare le tue esigenze di logistica del lusso</a> e garantirti soluzioni di spedizione personalizzate.</p>
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		<item>
		<title>Logistica post-Brexit e trasporti nel Regno Unito</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/logistica-post-brexit-e-trasporti-nel-regno-unito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 05:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/logistica-post-brexit-e-trasporti-nel-regno-unito/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La decisione del Regno Unito di uscire dall&#8217;Unione Europea, rinominata e conosciuta in tutto il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione del Regno Unito di <strong>uscire dall&#8217;Unione Europea</strong>, rinominata e conosciuta in tutto il mondo come <strong>Brexit</strong>, ha avuto, dal 2020 in poi, un impatto significativo in molti ambiti e settori del paese, compresi quelli della logistica e dei trasporti. Ma quali sono, nel concreto, le nuove normative e le sfide che le imprese devono tutt&#8217;ora affrontare per poter importare ed esportare dal Regno Unito?</p>
<h2>Brexit e le nuove normative di trasporto: un quadro generale</h2>
<p>Con l&#8217;<strong>uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione Europea</strong>, sono state introdotte molte nuove normative e adottate modifiche sostanziali nel settore dei trasporti, ma uno dei cambiamenti più significativi ha riguardato le <a href="https://www.cti-fwd.com/sdoganamento-cosa-significa-e-come-funziona-il-processo/"><strong>procedure doganali</strong></a>. Prima della Brexit, infatti, il Regno Unito faceva parte del <strong>mercato unico</strong> e dell&#8217;<strong>unione doganale dell&#8217;UE, </strong>il che significava che il trasporto di merci tra il Regno Unito e l&#8217;Unione Europea avveniva senza la necessità di procedure doganali complesse. Tuttavia, dopo la Brexit, sono state introdotte nuove regole doganali, nuove documentazioni e controlli alle frontiere, da e per il paese, che hanno notevolmente influito sui flussi e le tempistiche del mercato logistico.</p>
<p> </p>
<h2>La complessità della logistica post-Brexit: sfide e soluzioni</h2>
<p>Le imprese del settore logistico (e non) si sono trovate, da un giorno all’altro, a dover <strong>adattare le proprie operazioni</strong> alle <a href="https://www.cti-fwd.com/import-export-in-inghilterra-come-spedire-merce-da-e-verso-luk/">nuove normative per import/export dettate dalla Brexit</a>.</p>
<p><strong>Ritardi nei trasporti</strong>, <strong>costi aggiuntivi</strong> e <strong>complessità amministrative</strong> sono stati solo alcuni degli effetti collaterali di questa manovra; i <strong>ritardi alle frontiere</strong>, per esempio, sono stati uno dei problemi più urgenti, che hanno causato lunghe code di camion e diverse interruzioni nella catena di approvvigionamento. Inoltre, le imprese hanno dovuto affrontare <strong>nuove procedure di importazione ed esportazione</strong>, nonché l&#8217;adempimento di norme sanitarie e fitosanitarie.</p>
<p>In questo periodo, la <strong>consulenza di CTI</strong> ha giocato un ruolo fondamentale nell&#8217;aiutare le imprese a navigare attraverso queste diverse complessità, sia da un punto di vista logistico che amministrativo, fornendo un <strong>supporto completo</strong> per garantire la piena conformità dei trasporti.</p>
<p> </p>
<h2>Trasporti in Inghilterra: l&#8217;impatto della Brexit sulle rotte commerciali</h2>
<p>La Brexit ha avuto un <strong>impatto diretto</strong> sulle rotte commerciali nel Regno Unito, e di conseguenza anche sulle sue quattro nazioni costituenti, ovvero Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.</p>
<p>L’<strong>Inghilterra</strong>, per esempio, è stata per secoli un <strong>punto di ingresso da e per l’UE</strong>, ma in questo contesto molte aziende hanno dovuto rivedere e adattare le proprie rotte di trasporto a causa delle nuove normative e delle continue interruzioni date dai cambiamenti delle procedure doganali.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale del settore trasporti è stato comunque quello di <strong>minimizzare i ritardi</strong> e <strong>garantire una consegna </strong>efficiente delle merci, e caratteristiche come la <strong>flessibilità</strong> e l&#8217;<strong>adattabilità</strong> sono diventate fondamentali in questo contesto, tutt’oggi – sebbene siano passati oltre tre anni &#8211; ancora in continua evoluzione.</p>
<p> </p>
<h2>Ruolo chiave dei broker di spedizioni nell&#8217;era post-Brexit</h2>
<p>Nell&#8217;era post-Brexit i <strong>broker di spedizioni</strong>, ovvero professionisti o aziende specializzate nel facilitare e gestire l&#8217;organizzazione e l&#8217;esecuzione delle operazioni di trasporto e spedizione di merci, hanno assunto un <strong>ruolo cruciale</strong> nel supportare le imprese, intente ad affrontare le nuove sfide imposte al settore logistico e dei trasporti.</p>
<p>In questo contesto, <strong>CTI</strong> agisce come un <strong>partner fidato</strong> per tutte le attività di forwarding, logistica e supporto al cliente, sia per operazioni di importazione che di esportazione dal Regno Unito. I nostri esperti, infatti, lavorano a stretto contatto con le aziende per pianificare rotte efficienti, gestire le procedure doganali e garantire la consegna puntuale delle merci, offrendo così un supporto a 360 gradi nella gestione delle operazioni post-Brexit.</p>
<p>Vuoi spedire nel Regno Unito ma non sai da dove iniziare? <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">Non esitare a contattarci</a>, saremo a tua completa disposizione!</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Lo stoccaggio delle merci: cos’è e come funziona</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/lo-stoccaggio-delle-merci-cose-e-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 08:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/lo-stoccaggio-delle-merci-cose-e-come-funziona/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutto ciò che devi sapere sullo stoccaggio delle merci, dall’inizio del processo fino alle modalità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/lo-stoccaggio-delle-merci-cose-e-come-funziona/">Lo stoccaggio delle merci: cos’è e come funziona</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ciò che devi sapere sullo stoccaggio delle merci, dall’inizio del processo fino alle modalità di funzionamento.</p>
<p> </p>
<p>Lo <strong>stoccaggio delle merci</strong> è un&#8217;attività fondamentale per la <strong>gestione dell&#8217;approvvigionamento </strong>e della<strong> distribuzione </strong>all’interno del<strong> magazzino</strong> <strong>aziendale</strong>. Tra i suoi principali obiettivi troviamo quello di garantire la <strong>protezione delle merci</strong> da danni, furti o smarrimenti, facilitare il <strong>prelievo</strong> e la <strong>spedizione</strong> delle merci e infine, <strong>minimizzare i costi di gestione</strong> del magazzino.</p>
<p>Quindi vediamo nel dettaglio che cos’è e come funziona lo stoccaggio delle merci.</p>
<p> </p>
<h2>Cos’è lo stoccaggio delle merci?</h2>
<p>Lo stoccaggio delle merci è il <strong>processo di gestione </strong>e<strong> conservazione delle merci in un magazzino</strong> o in un altro luogo di deposito. Questo processo prevede <strong>l&#8217;organizzazione professionale</strong> e la <strong>conservazione </strong>di merci per un determinato periodo di tempo, con lo scopo di garantire la loro <strong>integrità</strong> e <strong>disponibilità</strong> per la vendita o la distribuzione.</p>
<p>Le merci, a seconda della loro natura, possono essere stoccate in <strong>magazzini</strong>, <strong>container</strong>, <strong>camion</strong>, <strong>depositi refrigerati</strong> e altri luoghi di deposito appropriati.</p>
<p>Lo stoccaggio delle merci è essenziale per l’<strong>efficienza delle attività commerciali </strong>e per il <strong>controllo dei costi di produzione </strong>e<strong> logistica</strong>. Inoltre, consente alle aziende di avere un maggiore controllo sul flusso della merce e di evitare perdite o danni della stessa.</p>
<p> </p>
<h2>Come avviene lo stoccaggio delle merci</h2>
<p>Lo <strong>stoccaggio delle merci</strong> avviene in vari modi a seconda della <strong>tipologia della merce</strong> e delle <strong>esigenze del magazzino </strong>o<strong> dell&#8217;azienda</strong> che le gestisce.</p>
<p>Generalmente, però, lo stoccaggio comune prevede le seguenti fasi:</p>
<ul>
<li><strong>Ricezione</strong>: la merce viene <strong>ricevuta</strong> dal fornitore e <strong>verificata</strong> in base alla quantità e alla qualità previste. In questa fase vengono anche <strong>controllati eventuali danni</strong> avvenuti durante il trasporto.</li>
<li><strong>Identificazione</strong>: ogni unità di merce viene <strong>etichettata</strong> in modo da essere facilmente individuata durante la fase di stoccaggio.</li>
<li><strong>Classificazione</strong>: le merci vengono <strong>suddivise in base alle loro caratteristiche</strong>, come fragilità, dimensione, peso, temperatura richiesta e così via.</li>
<li><strong>Imballaggio</strong>: la merce viene imballata adeguatamente, con lo scopo di <strong>prevenire eventuali danni</strong> durante il periodo di stoccaggio.</li>
<li><strong>Stoccaggio</strong> vero e proprio: la merce viene <strong>posizionata in magazzino</strong> al fine di massimizzare lo spazio e minimizzare i rischi di danni o degrado.</li>
<li><strong>Controllo</strong>: la merce viene <strong>periodicamente controllata</strong> per verificare la presenza di eventuali anomalie e per mantenere l&#8217;<strong>inventario</strong></li>
<li><strong>Preparazione degli ordini:</strong> a seguito di un ordine, la merce viene <strong>prelevata </strong>dal magazzino e<strong> confezionata</strong>, in modo da <a href="https://www.cti-fwd.com/picking-di-magazzino/">prepararla per la spedizione</a>.</li>
<li><strong>Spedizione e monitoraggio</strong>: la merce viene caricata sui mezzi di trasporto, spedita al destinatario finale e <strong>monitorata</strong> per tutta la durata del viaggio, fino al momento della sua consegna.</li>
</ul>
<p> </p>
<h2>I sistemi di stoccaggio delle merci</h2>
<p>Esistono diversi sistemi di stoccaggio e uno dei più comuni e utilizzati è sicuramente quello su <strong>scaffalature</strong>: in questo caso, le merci vengono posizionate su apposite <strong>strutture a ripiani</strong>, realizzate utilizzando vari materiali e dimensioni, a seconda del tipo di merce da stoccare. Le scaffalature possono essere <strong>fisse </strong>o <strong>mobili</strong> e possono essere <strong>disposte a terra </strong>oppure <strong>sospese</strong>, con lo scopo di <strong>ottimizzare </strong>al massimo<strong> lo spazio</strong>.</p>
<p>Altre forme di stoccaggio possono prevedere l&#8217;impiego di <strong>contenitori specifici</strong>, come <strong>casse, bidoni </strong>o<strong> pallet</strong>. In questo caso, le merci vengono sistemate all&#8217;interno dei contenitori, che possono essere poi <strong>impilati </strong>o collocati su<strong> carrelli </strong>o<strong> transpallet</strong>, per facilitare gli spostamenti all&#8217;interno del magazzino.</p>
<p>In altri casi, soprattutto per le merci di grosse dimensioni o di natura particolare, si possono utilizzare <strong>aree di stoccaggio dedicate</strong>, come <strong>capannoni</strong> o <strong>depositi all&#8217;aperto</strong>.</p>
<p>In via generale, ogni sistema di stoccaggio presenta delle sue caratteristiche peculiari, quindi la scelta del sistema più adatto dipende da più fattori come le <strong>specifiche esigenze della merce</strong>, la <strong>dimensione del magazzino</strong> e il <strong>budget a disposizione dell’azienda</strong>.</p>
<p>Se hai dei dubbi o domande in merito, puoi fare riferimento a noi: <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/">contattaci</a> senza impegno!</p>
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		<title>I metodi Fifo e Lifo: significato e differenze</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/i-metodi-fifo-e-lifo-significato-e-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 08:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/i-metodi-fifo-e-lifo-significato-e-differenze/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una guida per capire come funzionano i due metodi di gestione dei flussi della merce [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/i-metodi-fifo-e-lifo-significato-e-differenze/">I metodi Fifo e Lifo: significato e differenze</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una guida per capire come funzionano i due metodi di gestione dei flussi della merce più utilizzati da magazzini e imprese</p>
<p>I <strong>metodi Fifo e Lifo </strong>sono due <strong>sistemi di</strong> <strong>gestione dei flussi delle merci</strong>, molto utilizzati all’interno di <strong>magazzini</strong> e <strong>imprese</strong>. Entrambi i metodi sono utilizzati per <strong>tenere traccia dell&#8217;ordine di arrivo e di uscita</strong> delle merci, ma i sistemi si differenziano per l&#8217;ordine in cui queste vengono prese in considerazione.</p>
<p>In questo articolo vi spiegheremo nel dettaglio cosa sono Fifo e Lifo e quali sono concretamente le loro differenze.</p>
<h2>Il metodo Fifo</h2>
<p>Il metodo Fifo, letteralmente <strong>First In, First Out</strong> (ovvero “primo ad entrare, primo ad uscire”), è un sistema di gestione dei flussi e permette che <strong>le merci che entrano per prime nel magazzino</strong> siano anche <strong>le prime ad essere prese in considerazione per la vendita</strong>. Pertanto, le merci che sono state in magazzino più a lungo vengono vendute per prime, ottenendo così una <strong>buona rotazione delle scorte</strong>. Questo sistema, che tiene conto dell’<strong>ordine cronologico di arrivo della merce</strong>, è particolarmente indicato per prodotti alimentari e per <strong>merci soggette a scadenze</strong>, come ad esempio farmaci o cosmetici.</p>
<h3>Vantaggi e svantaggi del metodo Fifo</h3>
<p>Tra i vantaggi e gli svantaggi del metodo Fifo troviamo:</p>
<p><strong>Vantaggi</strong></p>
<ul>
<li><strong>Valuta le scorte in modo accurato</strong>. Questo metodo permette di valutare accuratamente il costo della merce venduta e delle scorte rimanenti.</li>
<li><strong>Evita la scadenza della merce</strong>. Essendo venduta in ordine cronologico, la merce più vecchia viene venduta per prima, evitando così il rischio di scadenza della stessa.</li>
<li><strong>Riduce le perdite</strong>. Grazie a questo metodo, la merce più vecchia viene utilizzata per prima, evitando così il rischio che rimanga invenduta.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Svantaggi</strong></p>
<ul>
<li><strong>Aumenta il costo della merce</strong>. Il costo dei prodotti venduti viene calcolato sulla base del costo della merce più vecchia, che potrebbe però essere più alto rispetto al costo di quella più recente.</li>
<li><strong>Può causare una distorsione dei risultati</strong>. Il metodo Fifo potrebbe portare a una distorsione dei risultati in caso di fluttuazioni del prezzo delle merci.</li>
<li><strong>Ha una difficoltà di gestione medio-alta</strong>. Per evitare errori di valutazione della merce, tale metodo richiede una gestione molto accurata delle scorte e dei movimenti di magazzino.</li>
</ul>
<p> </p>
<h2>Il metodo Lifo</h2>
<p>Il metodo Lifo, letteralmente <strong>Last In, First Out</strong> (ovvero “ultimo a entrare, primo ad uscire”), al contrario del metodo Fifo, sostiene che <strong>le merci che entrano per ultime nel magazzino</strong> siano poi <strong>le prime ad essere prese in considerazione per la vendita</strong>. Questo metodo può essere vantaggioso quando i <strong>prezzi dei prodotti tendono a diminuire nel tempo</strong>, poiché il costo delle merci rimanenti in magazzino sarà valutato con un prezzo più basso e ciò avrà un impatto positivo sui <strong>profitti dell&#8217;azienda</strong>. Il sistema è infatti particolarmente indicato per vestiti o prodotti elettronici, che hanno un <strong>valore che diminuisce rapidamente nel tempo</strong>.</p>
<h3>Vantaggi e svantaggi del metodo Lifo</h3>
<p>Tra i vantaggi e gli svantaggi del metodo Lifo troviamo:</p>
<p><strong>Vantaggi</strong></p>
<ul>
<li><strong>Permette una riduzione di tassazione</strong>. Questo metodo può ridurre il reddito imponibile dell&#8217;azienda e conseguentemente le tasse da pagare.</li>
<li><strong>Ha una corrispondenza effettiva tra costo e ricavo</strong>. Il sistema Lifo rispecchia in modo più accurato l&#8217;andamento del costo della merce nel tempo, poiché l’ultima arrivata è sempre quella a maggior costo (per inflazione o variazione dei prezzi).</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Svantaggi</strong></p>
<ul>
<li><strong>Il valore delle rimanenze è distorto</strong>. Questo accade perché, con il metodo Lifo, le merci rimangono a lungo in magazzino, con una conseguente perdita di valore.</li>
<li><strong>Ha un’elevata complessità contabile</strong>. Il costante monitoraggio delle scorte e dei costi può creare una complessità contabile per l&#8217;azienda, soprattutto in presenza di una grande quantità di movimenti.</li>
<li><strong>Non è disponibile per tutte le tipologie di attività</strong>. Nel caso di attività che offrono servizi e che non dispongono di un magazzino di merci, il metodo Lifo potrebbe non essere applicabile.</li>
</ul>
<h2>Quali sono le differenze sostanziali tra Fifo e Lifo?</h2>
<p>Sia il criterio Fifo che quello Lifo possono avere un impatto significativo sulla <strong>valutazione del valore delle scorte </strong>e sulla<strong> determinazione del costo della merce venduta</strong>.</p>
<p>In generale, il <strong>metodo Fifo</strong> tende ad <strong>aumentare il valore dell&#8217;inventario e ridurre il costo delle merci vendute</strong>, mentre il <strong>metodo Lifo</strong> tende ad avere l&#8217;<strong>effetto opposto</strong>. Pertanto, è fondamentale scegliere il <strong>metodo più adatto alle esigenze dell&#8217;azienda</strong> e mantenerlo costante nel tempo per garantire una gestione corretta delle merci.</p>
<h2>Esempi di calcolo dei metodi Fifo e Lifo</h2>
<p>Un <strong>esempio pratico di calcolo</strong> è il modo migliore per comprendere il significato e le differenze tra i due metodi.</p>
<p>Ipotizziamo che un’azienda acquisti:</p>
<ul>
<li><strong>Lotto A il 01/01/2023</strong>: 200 pezzi a 2 euro l’uno;</li>
<li><strong>Lotto B il 01/02/2023</strong>: 200 pezzi a 3 euro l’uno;</li>
<li><strong>Lotto C il 01/03/2023:</strong> 200 pezzi a 4 euro l’uno.</li>
</ul>
<p>Su un <strong>totale di 600 pezzi</strong>, si suppone che ne siano stati <strong>venduti</strong> <strong>400. Il magazzino è dunque ridotto a 200 pezzi. </strong></p>
<p><strong>È possibile determinare il valore dei pezzi rimanenti, considerando i costi diversi sostenuti dall’azienda? </strong></p>
<p><strong>Utilizzando il metodo Fifo, la rimanenza è valutata con i prezzi dei lotti arrivati per ultimi, in questo caso 4 euro. </strong></p>
<p><strong>Valore rimanenza = 4 x 200 = 800 euro</strong></p>
<p>Utilizzando il metodo <strong>Lifo</strong>, invece, la rimanenza è valutata con i prezzi più vecchi, quelli che riguardano i primi acquisti dell’esercizio, in questo caso 2 euro.</p>
<p><strong>Valore rimanenza = 2 x 200 = 400 euro</strong></p>
<p>In questo specifico caso, i prezzi hanno subito nel tempo un <strong>trend al rialzo</strong>, dunque il metodo Lifo conduce una sottostima delle rimanenze. Il metodo Fifo, invece, porta a un calcolo del patrimonio più vicino agli ultimi costi.</p>
<p> </p>
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		<title>CTI Partner ufficiale di WelfareCare per la prevenzione del tumore al seno</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/cti-partner-ufficiale-di-welfarecare-per-la-prevenzione-del-tumore-al-seno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 08:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/cti-partner-ufficiale-di-welfarecare-per-la-prevenzione-del-tumore-al-seno/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo scelto di aderire all’iniziativa proposta da @WelfareCare dedicata alla prevenzione del tumore al seno. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo scelto di aderire all’iniziativa proposta da @WelfareCare dedicata alla prevenzione del tumore al seno.</p>
<p>Le donne che abitano nel comune dove si terrà l’evento e che rientrano nei requisiti richiesti, potranno effettuare mammografie ed ecografie gratuite con consegna immediata del referto.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è dedicata alle donne non incluse nei programmi di screening* e consente di effettuare esami diagnostici gratuiti.</p>
<p> </p>
<p>Le prenotazioni saranno disponibili nel sito welfarecare.org in prossimità della data dell’evento.</p>
<p>A breve verrà comunicata la data ufficiale.</p>
<p>Scopri di più sull’iniziativa su <a href="http://welfarecare.org">welfarecare.org</a> e nei loro canali social!</p>
<p>*Le fasce d’età possono variare in base alle linee guida sanitarie regionali.</p>
<p> </p>
<p>#welfarecare #prevenzione #iniziativesociali #saluteebenessere #tumorealseno #womenpower #supportiamoledonne #prevenzionedeltumorealseno</p>
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		<item>
		<title>Cross Docking: significato e metodo</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/cross-docking-significato-e-metodo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2023 13:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/cross-docking-significato-e-metodo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cross docking, ovvero “scambio/incrocio tra le banchine”, è una tecnica di supply chain volta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>cross docking, </strong>ovvero “<strong>scambio/incrocio tra le banchine”, </strong>è una tecnica di <strong>supply chain</strong> volta a migliorare la<strong> gestione logistica del magazzino</strong>. Tale <strong>strategia distributiva</strong> prevede la <strong>lavorazione</strong> e la <strong>distribuzione immediata</strong> delle merci appena arrivate dal fornitore, senza che queste vengano quindi manipolate e depositate in magazzino. In altre parole, le merci vengono scaricate dal mezzo di trasporto e, anziché essere immagazzinate, vengono <strong>immediatamente smistate</strong> verso un altro veicolo predisposto al trasporto presso il punto vendita o direttamente al cliente finale. Il magazzino diventa quindi un mero <strong>punto di transito</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Il <strong>metodo logistico cross docking</strong> esiste quindi per migliorare l&#8217;efficienza della catena di approvvigionamento e per <strong>eliminare lo stoccaggio temporaneo: </strong>le merci vengono trasferite, dal punto di partenza, direttamente al punto di spedizione, senza la necessità di passare attraverso uno stoccaggio intermedio. Ciò <strong>riduce i costi</strong> di gestione degli inventari e <strong>accelera la velocità</strong> dell&#8217;approvvigionamento. Inoltre, la tecnica cross docking permette di ridurre i <strong>rischi di danneggiamento</strong> della merce e di aumentare la qualità del servizio offerto al cliente finale, anche grazie alla <strong>rapidità nella consegna</strong> dei prodotti.</p>
<p> </p>
<p>Questo sistema logistico è utilizzato principalmente nel settore della <strong>grande distribuzione organizzata</strong> di merci, come ad esempio il settore alimentare e quello dell&#8217;e-commerce, dove la <strong>velocità</strong> di consegna e la <strong>riduzione dei costi</strong> sono aspetti fondamentali per il successo dell&#8217;azienda.</p>
<p> </p>
<h2>Cross Docking e logistica</h2>
<p>La <strong>logistica</strong> &#8211; insieme di attività finalizzate alla gestione strategica e operativa dei flussi di materiali, informazioni e servizi – si occupa anche di tutte le <strong>attività</strong> legate alla gestione della supply chain, tra cui il <strong>trasporto</strong>, lo <strong>stoccaggio</strong>, l&#8217;elaborazione degli <strong>ordini</strong>, l’amministrazione delle <strong>scorte</strong>, la <strong>distribuzione</strong> e il <strong>post-vendita</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Essendo il <strong>cross docking</strong> una <strong>tecnica logistica</strong> che permette di ridurre al minimo i tempi di gestione della merce e quindi dei costi associati, si fa rientrare anch’esso nella strategia di <strong>lean logistics</strong> (ovvero “logistica snella”), nonché la filosofia di gestione della supply chain che ha l’obiettivo di <strong>eliminare gli sprechi </strong>e<strong> migliorare l&#8217;efficienza </strong>dell&#8217;intero processo. Tale strategia si concentra sull&#8217;identificazione dei problemi, sull&#8217;eliminazione delle attività non necessarie e sulla creazione di flussi di lavoro più fluidi e integrati.</p>
<p> </p>
<p>Per applicare la lean logistics al cross docking è pertanto necessario <strong>ottimizzare i flussi di lavoro</strong> attraverso una <strong>pianificazione</strong> e una <strong>coordinazione</strong> mirata. Ciò include una gestione efficace delle <strong>rotte dei veicoli</strong>, un&#8217;accurata pianificazione dei <strong>tempi di trasferimento</strong> e la creazione di un <strong>sistema di stoccaggio</strong> e <strong>prelevamento</strong> in grado di ridurre i tempi di attesa dei prodotti.</p>
<p> </p>
<p>Inoltre, la <strong>lean logistics</strong> richiede la <strong>riduzione degli sprechi</strong> in ogni fase del processo di cross docking, come l&#8217;eliminazione degli eccessi di <strong>inventario</strong> o la riduzione dei tempi di attesa per i <strong>camion</strong>. Ciò aiuta a garantire un flusso di lavoro <strong>costante </strong>ed<strong> efficiente</strong> che massimizza l&#8217;utilizzo delle <strong>risorse</strong> e minimizza i <strong>tempi morti</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2>Il sistema Cross Docking</h2>
<p>Il <strong>sistema cross docking</strong> come abbiamo visto può essere uno strumento efficace e ottimale ma esso è in grado di funzionare al meglio solo se le <strong>fasi del processo</strong> <strong>di ottimizzazione</strong> vengono rispettate nel dettaglio.</p>
<p>Generalmente, le fasi del cross docking sono le seguenti:</p>
<ol>
<li><strong>Raccolta della merce</strong>: la merce proveniente da fornitori diversi viene raccolta e trasportata al centro di raccoglimento (magazzino).</li>
<li><strong>Smistamento e controllo</strong>: i prodotti che arrivano devono prima essere smistati in base alla loro destinazione, e successivamente essere controllati per assicurare che non presentino anomalie e che corrispondano alla descrizione dell&#8217;ordine.</li>
<li><strong>Preparazione dell’ordine</strong>: a seconda delle diverse esigenze, l’ordine in uscita viene preparato (<a href="https://www.cti-fwd.com/picking-di-magazzino/">picking</a>) per l&#8217;arrivo dei mezzi di trasporto.</li>
<li><strong>Caricamento dell’ordine</strong>: la merce, a seconda della destinazione, viene caricata sui diversi mezzi di trasporto.</li>
<li><strong>Partenza dei mezzi</strong>: i mezzi di trasporto partono dal magazzino centrale e si dirigono verso la destinazione finale.</li>
</ol>
<p> </p>
<p>Queste fasi possono subire leggere <strong>variazioni</strong> a seconda del tipo di sistema di cross docking utilizzato e del tipo di merci trasportate.</p>
<p> </p>
<h2>Esempio di Cross Docking</h2>
<p>Un <strong>esempio concreto di cross docking</strong> potrebbe essere quello di una grande <strong>azienda di abbigliamento</strong> che riceve ordini dai suoi negozi situati in diverse parti del paese: in questo caso, la merce viene consegnata al <strong>magazzino centra</strong>le dell&#8217;azienda, qui viene <strong>smistata</strong> e <strong>suddivisa</strong> in base alle necessità dei singoli negozi che la richiedono. La merce non viene quindi immagazzinata a lungo termine nel centro di raccoglimento, ma viene invece <strong>spostata immediatamente</strong> su camion o furgoni per essere destinata ai negozi richiedenti.</p>
<p> </p>
<p>Scopri come il <strong>cross docking</strong> potrebbe aiutarti a migliorare la tua <strong>catena di approvvigionamento</strong>. <a href="mailto:mailtoinfo@cti-fwd.com">Clicca qui</a> per contattare un nostro operatore: siamo a tua disposizione.</p>
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		<item>
		<title>Incoterm CPT: cosa significa?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/incoterm-cpt-cosa-significa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 May 2023 12:59:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/incoterm-cpt-cosa-significa/</guid>

					<description><![CDATA[<p>CPT, letteralmente Carriage Paid To (ovvero “Trasporto pagato fino a”), è una delle clausole dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CPT</strong>, letteralmente <strong><em>Carriage Paid To</em></strong> (ovvero “Trasporto pagato fino a”), è una delle clausole dei contratti di vendita nell’ambito delle spedizioni internazionali, ed è volto a specificare che il <strong>venditore</strong> è il solo <strong>responsabile della consegna della merce</strong> e del suo relativo <strong>trasporto.</strong></p>
<p> </p>
<p>Con “trasporto”, il termine CPT intende il <strong>tragitto dal luogo di partenza</strong> <strong>fino al vettore</strong> – un soggetto terzo che, da contratto, si obbliga a trasferire cose o persone da un luogo all’altro – incaricato di trasportare la merce fino al luogo di destinazione stabilito con l’acquirente.</p>
<p> </p>
<p>La <strong>clausola contrattuale CPT</strong>, sviluppata dalla <strong>Camera di commercio internazionale</strong> (ICC) ovvero l’organizzazione che rappresenta le imprese a livello internazionale, fa parte delle <a href="https://www.cti-fwd.com/incoterms-tabella/"><strong>Incoterms ICC</strong></a>, un insieme di <strong>regole internazionali</strong> <strong>di trasporto</strong> che definiscono gli <strong>obblighi </strong>e i <strong>diritti delle parti</strong> coinvolte in un contratto di compravendita internazionale.</p>
<p> </p>
<h2>Resa CPT: chi paga?</h2>
<p>La clausola CPT, come abbiamo visto, indica l’obbligo per il venditore ad assumersi <strong>i costi di trasporto</strong> fino al luogo di destinazione<strong> concordato</strong> con l&#8217;acquirente. Tuttavia, una volta che la merce viene affidata al vettore, i <strong>rischi </strong>e le <strong>responsabilità</strong> per eventuali danni della merce o perdite della stessa, passano automaticamente all&#8217;<strong>acquirente</strong>.</p>
<p> </p>
<p>La clausola, in genere, copre i costi di trasporto principali, ma <strong>non include le spese aggiuntive</strong> come i costi di assicurazione o le tasse di importazione. Ciò nonostante, queste spese accessorie <strong>possono essere incluse</strong> preventivamente nella negoziazione tra compratore e venditore.</p>
<p> </p>
<h2>Obblighi di venditore e acquirente</h2>
<p>Vediamo adesso nel dettaglio quali sono gli obblighi specifici del venditore e dell’acquirente. La Camera di commercio internazionale ha sviluppato, negli anni, <strong>regole e linee guida</strong> per la compravendita internazionale di beni mobili, chiamate appunto Regole ICC per la compravendita internazionale (<strong>ICC Incoterms</strong>), <a href="https://www.cti-fwd.com/news/le-nuove-regole-incoterms-2020/">aggiornate nel 2020 ed entrate in vigore il 1° gennaio dello</a> stesso anno.</p>
<p> </p>
<p>Le <a href="https://www.cti-fwd.com/news/incoterms-cosa-sono/"><strong>Regole Incoterms</strong></a>, che contengono al loro interno le <strong>Incoterms CPT</strong>, vengono utilizzate per standardizzare il commercio internazionale e per minimizzare le possibili dispute tra le parti coinvolte. Ecco perché le <strong>Incoterms CPT</strong> stabiliscono dei perimetri netti e chiari su quali siano gli <a href="https://www.confindustriaemilia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/82368"><strong>obblighi dei venditori e quelli dei compratori</strong></a>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Obblighi del venditore</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Stipula del contratto</strong> di trasporto della merce fino al luogo di destinazione;</li>
<li>consegna della merce al vettore o spedizioniere designato <strong>sostenendo tutte le spese</strong> necessarie per il trasporto della merce fino al luogo di destinazione convenuto;</li>
<li>sopporto dei <strong>rischi di perdita o di danni alla merce</strong> fino al momento in cui la merce viene consegnata al vettore o spedizioniere;</li>
<li>operazioni di <strong>sdoganamento</strong> all&#8217;esportazione (ove occorra) a proprie spese;</li>
<li>aggiornamento del compratore sullo <strong>stato di consegnata della merce</strong> al vettore o spedizioniere;</li>
<li>fornisce al compratore il <strong>documento di trasporto</strong> secondo gli usi commerciali e, se richiesto, anche le informazioni necessarie per l&#8217;assicurazione della merce.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Obblighi del compratore</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Presa in consegna della merce</strong> nel luogo di destinazione convenuto e sopporto dei rischi dal momento in cui la merce è stata consegnata dal venditore al vettore o allo spedizioniere;</li>
<li>pagamento delle <strong>spese di scarico</strong> della merce nel luogo di destinazione, se le stesse non sono comprese nel costo del trasporto pagato dal venditore;</li>
<li>rispetto delle <strong>formalità doganali</strong> per l&#8217;importazione, sostenendo le relative ed eventuali spese.</li>
</ul>
<p> </p>
<h2>Quali sono le differenze tra CPT e DAP?</h2>
<p><strong>DAP</strong>, letteralmente <strong><em>Delivered At Place</em></strong> (ovvero “Consegna sul posto”) è anch’esso, come CPT, un termine utilizzato nel commercio internazionale per definire una modalità di consegna delle merci.</p>
<p>La principale differenza tra CPT e DAP risiede nel grado di <strong>responsabilità del venditore e dell&#8217;acquirente durante il trasporto delle merci</strong>.</p>
<p> </p>
<p>A differenza della clausola CPT, in cui il venditore è responsabile della consegna della merce fino al momento della consegna della stessa al vettore di destinazione convenuto, nella <a href="https://www.cti-fwd.com/news/dap-incoterms-delivered-at-place/">clausola DAP</a> il venditore è responsabile della consegna delle merci fino alla <strong>destinazione finale</strong> concordata ed è tenuto a coprire <strong>tutti i costi di trasporto</strong>, inclusi i costi di importazione e le spese doganali.</p>
<p> </p>
<p>Hai domande, dubbi o desideri ricevere maggiori informazioni? <a href="https://www.cti-fwd.com/contatti/"><strong>Contattaci</strong></a><strong> subito</strong>, siamo a tua completa disposizione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La differenza tra porto franco e porto assegnato</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/la-differenza-tra-porto-franco-e-porto-assegnato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 15:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Porto franco” e “porto assegnato” sono termini che si incontrano facilmente nel mondo del commercio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/la-differenza-tra-porto-franco-e-porto-assegnato/">La differenza tra porto franco e porto assegnato</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Porto franco” e “porto assegnato” sono termini che si incontrano facilmente nel mondo del commercio e delle spedizioni. Ma qual è il loro significato? Quali sono le differenze tra l’uno e l’altro? In questo articolo, indaghiamo tutti gli aspetti fondamentali legati a questi due termini e le implicazioni che hanno per le tue spedizioni.</p>
<h2></h2>
<h2><strong>Cosa vuol dire porto franco?</strong></h2>
<p>Il termine &#8220;<strong>porto franco</strong>&#8221; si riferisce a una spedizione in cui <strong>il venditore è responsabile</strong> del pagamento dei costi di spedizione fino al momento in cui la merce arriva a destinazione. Se parliamo di spedizioni internazionali, possiamo riferirci agli <a href="https://www.cti-fwd.com/incoterms-tabella/">Incoterms 2020</a> e collegare questa dicitura alla clausola <strong>DDP</strong> (Delivered Duty Paid).</p>
<p>In altre parole, il venditore si assume tutti i rischi e i costi associati alla spedizione della merce:</p>
<ul>
<li>organizzando il <strong>trasporto della merce</strong></li>
<li>verificando che l’<strong>imballo della merce </strong>sia adeguato e corretto per il trasporto</li>
<li>pagando tutti i <strong>costi legati al trasporto</strong> stesso (inclusi i costi di assicurazione).</li>
</ul>
<p>Una volta che la merce arriva a destinazione, la responsabilità passa al destinatario, che è responsabile per eventuali danni o smarrimenti che si verificano dopo che la merce è stata consegnata al suo indirizzo.</p>
<h2></h2>
<h2><strong>Cosa vuol dire porto assegnato?</strong></h2>
<p>Per &#8220;<strong>porto assegnato</strong>&#8221; si intende invece un tipo di spedizione in cui è il <strong>destinatario</strong> a doversi assumere la responsabilità della merce. Dovrà quindi assumersi tutti i rischi e pagare tutti i costi di spedizione, dalla partenza fino all’arrivo a destinazione.</p>
<p>In questo caso, il compratore dovrà quindi:</p>
<ul>
<li>organizzare il trasporto della merce</li>
<li>pagare tutti i costi associati al trasporto stesso</li>
<li>assicurarsi che la merce sia imballata correttamente per il trasporto.</li>
</ul>
<p>Se ci si muove nella dimensione del commercio internazionale bisogna fare riferimento all’Incoterm <strong>EXW</strong> (Ex Work).</p>
<h2></h2>
<h2><strong>Chi paga il trasporto?</strong></h2>
<p><strong>Chi paga il trasporto</strong> è proprio la questione differenziante tra <strong>porto franco e porto assegnato</strong>, nel mondo della logistica. Nel caso del porto franco, è il venditore ad assumersi i costi associati alla spedizione della merce, mentre nel caso del porto assegnato, è onere del compratore. In ogni caso, questo tipo di scelta dipende sempre dagli accordi tra le parti.</p>
<h2></h2>
<h2><strong>Spedizione ordinaria e spedizione in contrassegno</strong></h2>
<p>Per chi non è del settore è più frequente incontrare i termini “<strong>spedizione ordinaria</strong>” e “<strong>spedizione in contrassegno</strong>”. Nella spedizione ordinaria, il pagamento avviene prima della spedizione della merce, mentre nella spedizione in contrassegno, il pagamento avviene al momento della consegna. Questi due termini non sono però assimilabili alle diciture in corso di approfondimento in questo articolo.</p>
<p>Per questo motivo, è importante che i venditori e i compratori siano consapevoli delle implicazioni di questi termini prima di concordare una transazione. Assicurarsi di avere una comprensione chiara dei termini di spedizione può aiutare a evitare confusioni o problemi durante il processo di spedizione.</p>
<p>Se hai dei dubbi o delle domande in merito, puoi fare riferimento a noi: contattaci!</p>
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		<title>Bill Of Lading: cos’è e come compilare la polizza di carico</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/bill-of-lading-cose-e-come-compilare-la-polizza-di-carico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 12:59:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Bill of Lading, abbreviata in B/L, è un documento fondamentale del settore dei trasporti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/bill-of-lading-cose-e-come-compilare-la-polizza-di-carico/">Bill Of Lading: cos’è e come compilare la polizza di carico</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Bill of Lading</strong>, abbreviata in <strong>B/L</strong>, è un documento fondamentale del settore dei trasporti, usato nelle <strong>spedizioni marittime</strong>, nazionali e internazionali.</p>
<p>La <strong>polizza di carico</strong>, come viene chiamata la Bill of Lading in italiano, attesta:</p>
<ul>
<li>l’<strong>imbarco</strong> della merce in una specifica<strong> nave</strong> e in uno specifico<strong> porto</strong>;</li>
<li>la <strong>presa in carico</strong> da parte del vettore del trasporto di tale merce fino a un porto di destinazione prestabilito.</li>
</ul>
<p>Il trasportatore si prende la responsabilità di recapitare il carico in buone condizioni.</p>
<p> </p>
<h2>Cos’è la Bill of Lading?</h2>
<p>Secondo il codice della navigazione, la Bill of Lading, che viene firmata da entrambe le parti, è un <strong>contratto vincolante</strong>, con obblighi e condizioni indicate sul retro del documento, che ha diverse funzioni:</p>
<ul>
<li>costituisce una prova dell’accordo tra le parti, vettore e mittente;</li>
<li>è valido come ricevuta del carico;</li>
<li>garantisce l’esistenza e la natura delle merci descritte nel contratto di trasporto;</li>
<li>attribuisce al legittimo possessore del documento originale anche il possesso delle merci e quindi il diritto di ritiro a destinazione e la possibilità di disporne per il trasferimento a terzi tramite girata.</li>
<li>permette l’invio della merce a destinatari multipli, grazie alla creazione di tanti ordini di consegna (delivery orders) quanti i destinatari.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>La Bill of Lading è, quindi un titolo di <strong>credito negoziabile</strong>, <strong>rappresentativo delle merci</strong> e <strong>frazionabile</strong>.</p>
<p> </p>
<h2>Bill of Lading: chi la emette?</h2>
<p>La Bill of Lading viene rilasciata dalla <strong>compagnia marittima</strong>, in tre originali, normalmente così distribuite:</p>
<ul>
<li>una copia rimane al <strong>mittente</strong>, come prova dell&#8217;avvenuto trasporto o in caso di controversie;</li>
<li>una copia al <strong>vettore</strong> per la gestione del carico durante il trasporto;</li>
<li>una copia al <strong>destinatario</strong> per ritirare la merce al porto di arrivo.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>La B/L dunque viene inviata dalla compagnia (o da chi è stata emessa) all’avente diritto (mittente), che la inoltrerà a sua volta al destinatario della merce solo una volta in cui questo abbia proceduto col pagamento.</p>
<p>Ci sono però casi in cui è necessario un full set (3/3 originali) per una negoziazione bancaria o su espressa richiesta del fornitore della merce e, in casi particolari, ne può essere emesso un numero maggiore.</p>
<p>La <strong>polizza</strong> di <strong>carico</strong> può essere:</p>
<ul>
<li><strong>nominativa</strong>: nel documento viene indicato il nome del soggetto che ritirerà le <strong>merci</strong> al porto di destinazione;</li>
<li><strong>al portatore</strong>: nel documento non viene identificato il proprietario delle <strong>merci trasportate</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>In entrambi i casi, quindi, il ritiro della merce può avvenire solo previa consegna della polizza di carico e, in caso di smarrimento dell’originale, il destinatario può vedersi negata la consegna. Una volta utilizzato uno degli originali, i restanti due perdono di validità (a eccezione di particolari vincoli).</p>
<p> </p>
<h2>Come compilare una polizza di carico</h2>
<p>La polizza di carico deve essere compilata in tutte le sue parti, includendo obbligatoriamente:</p>
<ul>
<li>nome e domicilio del <strong>caricatore (shipper o spedizioniere)</strong>, cioè del mittente della merce;</li>
<li>nome e domicilio del <strong>vettore (carrier)</strong>, ossia dell’incaricato del trasporto;</li>
<li>nome del<strong> destinatario </strong>della merce, se la B/L è nominativa;</li>
<li>descrizione della merce:
<ul>
<li>natura, qualità e quantità degli <strong>oggetti inviati</strong>;</li>
<li>numero di colli e peso;</li>
<li>valore e condizioni di resa;</li>
</ul>
</li>
<li>nome della <strong>nave</strong>su cui la merce viene caricata;</li>
<li>indicazione esatta del <strong>porto di partenza</strong>;</li>
<li>indicazione puntuale del <strong>porto di arrivo</strong>;</li>
<li>indicazione di eventuali <strong>porti di trasbordo</strong> (transhipment);</li>
<li>data di partenza della <strong>nave</strong> (giorno, mese e anno).</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Un altro elemento fondamentale che deve essere presente sulla Bill of Lading è l’<strong>annotazione “merce a bordo” datata e firmata dal Capitano</strong> della nave. Qualora non fosse così, il documento non avrebbe valore come polizza di carico, ma diventerebbe una semplice ricevuta.</p>
<p> </p>
<h2>Bill of Lading: alcune tipologie</h2>
<p>In questo ambito di documenti obbligatori ci sono molti dettagli e sfumature che portano con sé terminologie specifiche. Vediamo insieme i principali.</p>
<p> </p>
<h3>Master Bill of Lading</h3>
<p>La <strong>Master Bill of Lading</strong> (MBL) è la polizza di carico principale, un documento utilizzato nel trasporto marittimo rilasciato dal vettore, ossia la compagnia di navigazione, alla figura che le ha affidato i carichi:</p>
<ul>
<li><strong>all’esportatore</strong>: il mittente, che si occupa anche di organizzare la spedizione;</li>
<li><strong>allo spedizioniere</strong>: qualora il mittente abbia affidato la spedizione a un intermediario che se ne occupa per suo conto.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>La Master Bill of Lading ha quindi lo scopo di certificare la presa in carico delle merci afferenti a spedizioni multiple. Questo documento può essere rilasciato per spedizioni:</p>
<ul>
<li><strong>FCL</strong> (Full Container Load): nel caso in cui il container sia riempito da un unico spedizioniere oppure caricato con merce tutta per lo stesso destinatario;</li>
<li><strong>LCL</strong> (Less than Container Load): nel caso in cui un container contenga più carichi di diversi spedizionieri con più destinatari.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Questo documento di trasporto non è significativo né per l’esportatore né per il destinatario, poiché entrambi faranno riferimento alla polizza di carico relativa alla spedizione specifica, emessa per loro dallo spedizioniere.</p>
<p> </p>
<h3>House Bill of Lading</h3>
<p>La <strong>House Bill of Lading</strong> (HBL), quindi, è sempre conseguente alla Master Bill of Lading, o meglio, alla presenza di una figura che intermedia la spedizione, lo <strong>spedizioniere</strong>. Questo documento, infatti, viene emesso dallo spedizioniere a beneficio dell’esportatore come ricevuta di presa in carico della merce e di solito riporta:</p>
<ul>
<li>dettagli dell’esportatore;</li>
<li>dettagli del destinatario;</li>
<li>carico spedito;</li>
<li>termini di pagamento;</li>
<li>dettagli di contatto dello spedizioniere.</li>
</ul>
<h3></h3>
<h3>Clean Bill of Lading</h3>
<p>Questa è una caratteristica di qualsiasi polizza di carico: la Bill of Lading deve essere <strong>clean</strong>, pulita, cioè non deve contenere “riserve”, indicazioni circa lo stato della merce come danni a imballaggi, beni, sigilli, …</p>
<p><strong><u>Telex Release</u></strong></p>
<p>In questo caso, le 3 copie originali della Bill of Lading vengono stampate e conservate nell’ufficio di origine della compagnia marittima. Con il benestare di tutte le parti, <strong>lo shipper autorizza la compagnia marittima a “distruggere” il set di originali</strong> e fare un così detto “<strong>telex release</strong>” con una <strong>copia digitale della polizza</strong>. Questo permette di risparmiare i costi del corriere espresso per inviare fisicamente le polizze originali al destinatario e soprattutto non si corre il rischio di smarrire gli originali.</p>
<p><strong><u>Express Release</u></strong></p>
<p>Una volta che la Bill of Lading viene confermata in tutti i suoi dettagli dallo shipper, non si procede come solitamente accade, alla stampa del set di 3 originali, ma non vengono prodotte solamente <strong>copie con validità anche digitale</strong>. Ovviamente in questo caso ci deve essere <strong>massima fiducia tra le parti</strong>, in quanto non ci sono possibilità di avere il controllo sul rilascio della merce a destino. Il vantaggio è che permette di <strong>risparmiare</strong> sia i <strong>costi di stampa</strong> del set originale sia l’<strong>invio con corriere espresso</strong>.</p>
<h3></h3>
<h3>Through Bill of Lading</h3>
<p><strong><em>Through Bill of Lading</em></strong> significa polizza diretta o cumulativa e ormai non più utilizzata; poteva essere emessa nel caso di un trasporto effettuato con modalità diverse da più vettori oppure quando il luogo di ritiro o di riconsegna della merce era diverso dal porto di destinazione. In questo caso ciascun vettore marittimo si prendeva la responsabilità solo del tratto di sua competenza.</p>
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		<title>Import/export in Cina: come spedire merce da e verso la Cina</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/import-export-in-cina-come-spedire-merce-da-e-verso-la-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 14:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le procedure di import ed export in Cina e le pratiche doganali richieste possono provocare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le procedure di <strong>import ed export in Cina</strong> e le <strong>pratiche doganali</strong> richieste possono provocare delle criticità per le aziende italiane che hanno deciso di scambiare merci con il mercato cinese. Vediamo insieme tutte le informazioni utili per <strong>spedire da e verso la Cina</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Esportazioni in Cina: Certificazioni e sdoganamento</h2>
<p><strong>Esportare merce in Cina</strong> prevede una burocrazia complessa. Innanzitutto, prima di esportare in territorio cinese, occorre verificare che il prodotto rientri nelle categorie che necessitano di una delle due <strong>certificazioni gestite dalla CNCA</strong> (Certification and Accreditation Administration of the People’s Republic of China):</p>
<ul>
<li><strong>Certificazioni volontarie</strong>, non obbligatorie per l’autorizzazione alla vendita;</li>
<li><strong>Certificazione obbligatoria</strong> (CCC – China Compulsory Certification), senza la quale i prodotti non possono essere esportati e commercializzati in Cina.</li>
</ul>
<p>Contemporaneamente, per le <strong>pratiche di sdoganamento</strong>, le aziende che esportano in Cina devono affidarsi a un partner locale in possesso della <strong>Foreign Trade Rights</strong>, ossia la <strong>Licenza di commercio estero</strong> rilasciata dal Ministro del Commercio Estero. Queste pratiche vengono presentate all’ufficio della<strong> General Administration of Customs (GAC)</strong> che classificano le merci in categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Prohibited</strong>, merci il cui import/export è vietato;</li>
<li><strong>Restricted</strong>, merci sottoposte a quote o licenza;</li>
<li><strong>Fully</strong> <strong>traded</strong>, merci che non prevedono particolari restrizioni.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Tutta la documentazione necessaria per l’esportazione in Cina</h2>
<p>Le merci che vengono esportate in Cina devono avere la <strong>dichiarazione in dogana (DAU)</strong> e deve essere presentata la seguente <strong>documentazione</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Fatturazione commerciale</strong>, redatta in inglese</li>
<li><strong>Certificato di Origine</strong>, che attesta la provenienza della merce</li>
<li><strong>Certificato fitosanitario</strong>, richiesto per l’esportazione dei prodotti coltivati</li>
<li>Certificato o <strong>attestazione di libera vendita</strong> dei cosmetici, per attestare che i prodotti siano conformi al <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32009R1223&#038;from=PL">Regolamento (CE) n.1223/2009</a></li>
</ul>
<p>Inoltre, è necessario presentare i relativi <strong>documenti di trasporto</strong>:</p>
<ul>
<li>Lettera di vettura aerea, nota come <strong>Air Waybill</strong>, ossia il documento di trasporto merci a mezzo aereo</li>
<li><strong>Lettera di vettura internazionale</strong>, che attesta l’avvenuta presa in consegna della spedizione</li>
<li><strong>Lista dei colli</strong>, con informazioni su volume e quantità esatta dei colli</li>
<li><strong>Etichette</strong>, i cui requisiti variano a seconda della merce e devono contenere il nome e l’origine del prodotto e le coordinate dell’importatore</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Importare merci dalla Cina: adempimenti e documenti</h2>
<p>Per <strong>importare prodotti e merci dalla Cina</strong> a paesi membri dell’Unione Europea è necessario:</p>
<ul>
<li>Presentare una <strong>dichiarazione doganale</strong> nello Stato in cui si importa</li>
<li>Registrare una <strong>bolla doganale</strong> per dimostrare il pagamento di dazi e IVA.</li>
</ul>
<p>Rispetto ai <strong>documenti</strong>, invece, è obbligatorio essere in possesso di:</p>
<ul>
<li><strong>Commercial Invoice</strong>, ossia la fattura commerciale, fondamentale per le operazioni di importazione dalla Cina. Essa deve contenere i dati del produttore, dell’acquirente, dei prodotti e del valore economico delle merci</li>
<li><strong>Packing List</strong>, ossia la bolla di accompagnamento che contiene i dati del carico</li>
<li><strong>Polizza di Carico</strong>, che consiste in un titolo di credito che attesta la stipula del contratto di trasporto e concede il diritto di ottenere la merce</li>
<li><strong>Certificato di Origine</strong>, che attesta il paese di origine in cui la merce è stata prodotta o assemblata.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Spedire da e verso la Cina: quanto costa?</h2>
<p>Quando si importa o esporta merce da e verso la Cina, bisogna considerare il <strong>pagamento di tre tasse</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Dazi doganali</strong>, calcolati sulla base di aliquote che variano a seconda della tipologia di merce e all’origine del bene esportato</li>
<li><strong>IVA</strong>, le cui aliquote sono <strong>del 9% o del 13%</strong> a seconda della categoria del prodotto. Per le <strong>importazioni in Italia</strong>, invece, l’IVA è pari al 22%</li>
<li><strong>Imposta di consumo</strong>, che varia <strong>dall’1% al 40%</strong> a seconda della tipologia di merce. Questa imposta si applica ai prodotti dannosi per la saluti, come alcolici e tabacchi, beni di lusso, cosmetici e prodotti di alta gamma, come autovetture e motociclette.</li>
</ul>
<p>A queste tasse vanno aggiunti i <strong>costi di spedizione</strong>, variabili a seconda della tipologia e della quantità di merce spedita e del mezzo di trasporto adoperato.</p>
<h2></h2>
<h2>C.T.I.: esperti nelle spedizioni extra europee</h2>
<p>L’import/export da e verso la Cina richiede una conoscenza approfondita della burocrazia, per questo è bene affidarsi a spedizionieri esperti, come noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> che da anni siamo specializzati nel <strong>trasporto di beni verso paesi extra europei</strong> e la <strong>Cina</strong>. Con attenzione, passione e soprattutto grazie alla nostra esperienza e professionalità possiamo aiutarti mettendo a disposizione un servizio completo e sicuro per spedire container in Cina.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/richiedi-un-preventivo/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI UN PREVENTIVO</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Incoterms: cosa sono e qual è il loro significato</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/incoterms-cosa-sono-e-qual-e-il-loro-significato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 14:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/incoterms-cosa-sono-e-qual-e-il-loro-significato/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai mai sentito parlare di Incoterms? Nel commercio internazionale è fondamentale stabilire degli accordi tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/incoterms-cosa-sono-e-qual-e-il-loro-significato/">Incoterms: cosa sono e qual è il loro significato</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai sentito parlare di <strong>Incoterms</strong>? Nel commercio internazionale è fondamentale stabilire degli accordi tra le parti, identificare con chiarezza il momento e il luogo della consegna e concordare i costi legati al trasporto della merce. Per questo motivo, la Camera di Commercio Internazionale ha riconosciuto ufficialmente gli <strong>Incoterms</strong>: <strong>clausole contrattuali</strong> che identificano in modo preciso la <strong>ripartizione delle responsabilità</strong> e dei <strong>costi relativi al trasporto</strong>, tra venditore e compratore. Vediamo nel dettaglio cosa sono e a cosa servono gli Incoterms.</p>
<p> </p>
<h2>Incoterms: regole univoche per il commercio internazionale</h2>
<p>Gli Incoterms, abbreviazione di <strong>International Commercial Terms</strong>, sono stati definiti nel 1936 dalla Camera di Commercio Internazionale con lo scopo di <strong>facilitare il commercio internazionale</strong> dopo la Prima Guerra Mondiale. La moltitudine di termini contrattuali, infatti, richiedeva un’armonizzazione e una identificazione di <strong>regole condivise</strong>, per rendere più agevoli gli scambi tra i Paesi.</p>
<p>Negli anni, la diversificazione delle modalità di trasporto e l’aumento dei Paesi coinvolti nel commercio hanno reso necessario un continuo <strong>aggiornamento</strong> degli Incoterms. Anche se le precedenti edizioni sono sempre valide e applicabili &#8211; purché esplicitate nel contratto -, oggi si fa riferimento all’ultima revisione entrata in vigore il <strong>1° gennaio 2020</strong>.</p>
<p> </p>
<h2>Cosa sono le regole Incoterms?</h2>
<p>Gli Incoterms sono una serie di <strong>regole contrattuali</strong> utilizzate nel campo dell’import/export, che definiscono in maniera univoca ogni <strong>diritto e dovere dei soggetti coinvolti</strong> nell’operazione. Nello specifico queste regole disciplinano chi, tra le parti, deve:</p>
<ul>
<li><strong>Stipulare il contratto di trasporto</strong> della merce e l’eventuale <strong>assicurazione</strong> fino al luogo di arrivo;</li>
<li><strong>Incaricarsi</strong> delle incombenze relative allo <strong>sdoganamento</strong>.</li>
</ul>
<p>Inoltre, gli Incoterms individuano:</p>
<ul>
<li>Il <strong>momento</strong> e il <strong>luogo</strong> in cui avviene la <strong>consegna</strong>;</li>
<li>Il momento in cui il <strong>rischio di perdita o danneggiamento</strong> viene trasferito dal venditore al compratore;</li>
<li>Le <strong>spese</strong> relative alla consegna della merce.</li>
</ul>
<p> </p>
<h2>Quanti sono gli Incoterms e come vengono classificati</h2>
<p>Gli <strong>Incoterms 2020</strong> sono 11 e si classificano all’interno di <strong>4 macrogruppi</strong>, sulla base degli <strong>obblighi</strong> in carico al venditore e al compratore:</p>
<ul>
<li><strong>Gruppo E</strong>: gli obblighi ricadono maggiormente sul compratore (resa <strong>EXW</strong>);</li>
<li><strong>Gruppo F</strong>: il trasporto principale è a carico del compratore (rese <strong>FCA</strong>, <strong>FAS</strong> e <strong>FOB)</strong>;</li>
<li><strong>Gruppo C</strong>: il trasporto è a carico del venditore e i rischi sono a carico del compratore (rese <strong>CPT</strong>, <strong>CIP</strong>, <strong>CFR</strong> e <strong>CIF</strong>);</li>
<li><strong>Gruppo D</strong>: il trasporto e i rischi sono interamente a carico del venditore (<strong>DAP</strong>, <strong>DPU</strong> e <strong>DDP</strong>).</li>
</ul>
<p>Un’altra classificazione dei termini contrattuali viene fatta anche sulla base delle modalità di trasporto:</p>
<ul>
<li>Incoterms utilizzabili per <strong>ogni tipologia di trasporto</strong>, ossia EXW, FCA, CPT, CIP, DAP, DPU e DDP;</li>
<li>Incoterms applicabili esclusivamente al <strong>trasporto marittimo</strong>, ossia FAS, FOB, CFR e CIF (ma, nell’uso comune, vengono accettati anche per gli altri trasporti).</li>
</ul>
<p> </p>
<h2>L’importanza degli Incoterms all’interno di un contratto di vendita</h2>
<p>Il ricorso agli Incoterms è <strong>facoltativo</strong>, ma sono un elemento ormai essenziale nel commercio, in quanto forniscono <strong>linee guida fondamentali</strong> per importatori, esportatori, trasportatori, avvocati e assicuratori che operano nel campo del commercio internazionale.</p>
<p>Se le parti scelgono di adottare queste regole, è bene ricordare che devono essere richiamate all’interno del contratto, riportando il termine scelto, il luogo convenuto e l’edizione di riferimento.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/contatti/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI INFORMAZIONI</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ex Works o Franco Fabbrica: significato e rischi del termine EXW</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/ex-works-o-franco-fabbrica-significato-e-rischi-del-termine-exw/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 13:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/ex-works-o-franco-fabbrica-significato-e-rischi-del-termine-exw/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Franco fabbrica o “Ex Works” è uno dei termini codificati nell’Incoterms, ossia nei termini [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/ex-works-o-franco-fabbrica-significato-e-rischi-del-termine-exw/">Ex Works o Franco Fabbrica: significato e rischi del termine EXW</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il<strong> Franco fabbrica</strong> o “<strong>Ex Works</strong>” è uno dei termini codificati nell’<strong>Incoterms</strong>, ossia nei termini di consegna internazionale. <a href="https://www.cti-fwd.com/incoterms-cosa-sono/">Come abbiamo visto in precedenza</a>, questi termini servono a identificare i <strong>diritti</strong> e i <strong>doveri</strong> delle parti coinvolte nell’import/export, la <strong>suddivisione dei costi</strong> di trasporto tra acquirente e venditore, e anche eventuali rischi di danno o perdita della merce. Secondo quanto definito dalla Camera di Commercio Internazionale, cosa si intende per Ex Works e <strong>quali sono le caratteristiche di questa clausola contrattuale</strong>? Vediamo nel dettaglio tutte le informazioni utili.</p>
<h2></h2>
<h2>Termine di resa Ex Works: cosa significa?</h2>
<p>L’<strong>Ex Works </strong>(<strong>EXW</strong>), in italiano Franco Fabbrica, è il termine di resa che <strong>riduce al minimo le obbligazioni</strong>, i rischi e i costi in carico al <strong>venditore</strong>. Pertanto, la totalità degli adempimenti è a carico del compratore, che si assume tutti gli eventuali rischi e sostiene tutte le spese di trasporto. Ecco perché è uno degli Incoterms più apprezzati e utilizzati nelle compravendite internazionali.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-2395 size-large" src="https://www.cti-fwd.com/wp-content/uploads/2022/09/Infografica-1024x576.png" alt="Ex Works o Franco Fabbrica: significato e rischi del termine EXW" width="1024" height="576" /></p>
<h2>Ex Works: le obbligazioni del venditore</h2>
<p>Il<strong> Franco Fabbrica</strong> risulta quindi essere il <strong>termine di resa più vantaggioso per il venditore</strong>, in quanto deve rispondere solo ai seguenti <strong>obblighi</strong>:</p>
<ul>
<li>Fornire la merce e la fattura commerciale al compratore</li>
<li>Consegnare la merce nel luogo indicato, senza occuparsi di caricarla sul mezzo di trasporto</li>
<li>Fornire i documenti necessari e tutte le informazioni utili per il movimento della merce</li>
</ul>
<p>Inoltre, solo se esplicitamente richiesto, il venditore ha il compito di assistere l’acquirente nell’ottenimento della licenza di esportazione o altre autorizzazioni. Invece, non è lui a stipulare il contratto di trasporto, né a sottoscrivere l’assicurazione né a fornire il documento di consegna all’acquirente.</p>
<h2></h2>
<h2>Ex Works: le obbligazioni dell’acquirente</h2>
<p>Se la resa <strong>EXW</strong> è vantaggiosa per il venditore, lo è meno per l’acquirente sul quale ricadono la maggior parte delle obbligazioni. Il compratore, infatti, deve:</p>
<ul>
<li>Pagare i costi relativi al trasporto</li>
<li>Ottenere le licenze di import/export o altre eventuali autorizzazioni</li>
<li>Prendere in consegna la merce</li>
<li>Comunicare la data e il punto preciso di consegna della merce</li>
<li>Fornire al venditore la prova della presa in consegna.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Quali sono i rischi e i costi del termine di resa EXW?</h2>
<p>Fino ad ora abbiamo visto come vengono suddivisi gli obblighi del termine EXW, ma in termini di <strong>costi</strong> e <strong>rischi</strong> cosa afferma questa clausola? Il termine di resa Franco Fabbrica prevede che il <strong>venditore</strong> si faccia carico di eventuali <strong>rischi</strong> legati al danno o alla perdita della merce, <strong>fino al momento della consegna</strong>. Successivamente, è il compratore ad assumersi tutti i rischi.</p>
<p>Invece, per quanto riguarda i <strong>costi</strong>, il <strong>venditore</strong> ha l’obbligo di sostenere le spese relative alla merce <strong>fino alla consegna</strong>, comprese quelle sui controlli di qualità, misurazione e conteggio. Sull’<strong>acquirente</strong>, invece, gravano <strong>tutti i costi</strong> previsti dal momento della consegna convenuta in poi, tra cui anche le <strong>spese di ispezione</strong> previste per l’import/export.</p>
<h2></h2>
<h2>Criticità connesse al Franco Fabbrica</h2>
<p>Il <strong>termine di resa Franco Fabbrica</strong> esercita una buona suggestione sugli operatori, tuttavia, specialmente i venditori, non devono sottovalutare <strong>alcuni aspetti problematici</strong> che potrebbero sopraggiungere. Essa, infatti, comporta una <strong>perdita di controllo sulle formalità legate alle operazioni doganali</strong>, aumentando il rischio di <strong>mancata dichiarazione della merce</strong> o difficoltà nel reperire i <strong>documenti doganali</strong> all’esportazione. Inoltre, l’assenza di rapporti diretti tra venditore e vettore, comporta l’impossibilità di monitorare la spedizione.</p>
<p>Per questo, prima di scegliere tra le diverse rese Incoterms, è bene informarsi correttamente. Noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> siamo sempre a disposizione per consigliarti la <strong>migliore soluzione di trasporto</strong> e assisterti in ogni fase dell’import/export.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/contatti/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI INFORMAZIONI</a></p>
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		<title>Electronic Data Interchange: cos’è un sistema EDI?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/electronic-data-interchange-cose-un-sistema-edi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 13:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Basta carta, la tecnologia avanza anche nel settore commerciale: grazie al sistema EDI (electronic data [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Basta carta, la tecnologia avanza anche nel settore commerciale: grazie al <strong>sistema EDI</strong> (electronic data interchange) anche la comunicazione tra tutti gli attori della supply chain diventa più fluida e innovativa. Se hai bisogno di <strong>digitalizzare lo scambio di fatture</strong>,<strong> bolle</strong>,<strong> ordini </strong>e<strong> documenti di trasporto</strong>, il sistema EDI è un valido alleato per le aziende che lavorano nell’ambito delle spedizioni. Ma di cosa si tratta, come funziona e quali sono i vantaggi che potrebbe apportare alla tua attività? Continua a leggere e ti forniremo tutte le informazioni utili.</p>
<p> </p>
<h2>Cosa significa electronic data interchange?</h2>
<p><strong>EDI</strong> -acronimo di <strong>Electronic Data Interchange</strong>&#8211; è un <strong>sistema elettronico che consente lo scambio di dati standardizzati</strong>, automatizzando i processi di comunicazione interaziendale. In un mondo sempre più digital, infatti, il commercio oltre a digitalizzare le attività di compravendita deve anche rendere più efficienti tutte le attività a esso connesse, come lo scambio di informazioni e documenti. È proprio in questo contesto che il sistema EDI si sta sempre più consolidando.</p>
<p>Grazie a questa tecnologia piccole e grandi aziende possono condividere con clienti e/o fornitori, in modo <strong>immediato e dematerializzato</strong>, una vasta gamma di informazioni tra cui:</p>
<ul>
<li>Ordini di acquisto</li>
<li>Fatture</li>
<li>Bolle</li>
<li>Documenti di trasporto</li>
<li>Conferme di pagamento</li>
<li>Inventari</li>
<li>Richieste di preventivi.</li>
</ul>
<p>Ecco che l’EDI assume un ruolo chiave all’interno della supply chain, rendendo la <strong>comunicazione più veloce</strong>, <strong>sicura</strong> e <strong>al passo con la digitalizzazione</strong> del settore.</p>
<p> </p>
<h2>Come funziona il sistema EDI?</h2>
<p>Oggi, un gran numero di aziende utilizza il sistema EDI per lo scambio di documenti commerciali. Ma <strong>come funziona</strong> questo processo? Innanzitutto, esistono <strong>due tipi di trasmissione EDI</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Point-to-point</strong>, ossia tramite connessione internet tra due computer o sistemi;</li>
<li><strong>Value-added network (VAN)</strong>, che consiste nell’utilizzo di una rete di terze parti che gestisce la trasmissione dei dati.</li>
</ul>
<p>Alla base di entrambe queste modalità di interscambio ci sono gli <strong>standard EDI</strong>, ossia <strong>linguaggi comuni</strong> per la creazione di documenti elettronici che possono essere interpretati dai sistemi informatici di qualsiasi partner commerciale. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.</p>
<h3>Cosa sono gli standard EDI?</h3>
<p>Gli standard EDI definiscono le <strong>regole per l’invio e l’interpretazione</strong> delle varie transazioni commerciali, come l’ordine di presentazione delle informazioni e i dati obbligatori da inserire. Si tratta quindi del <strong>linguaggio standardizzato</strong> che deve essere usato per generare i documenti da scambiare tra i soggetti coinvolti.</p>
<p>Esistono <strong>diversi tipi di standard EDI</strong>, dai più generici e diffusi a quelli più specifici, utilizzati per particolari aziende. Tra quelli più comuni ci sono:</p>
<ul>
<li>ANSI ASC X12, diffuso in Canada e negli USA;</li>
<li>ODETTE, utilizzato principalmente in Europa per il settore automobilistico;</li>
<li>TRADACOMS, predominante della distribuzione inglese;</li>
<li>UBL, lo standard utilizzato dalle PA europee.</li>
</ul>
<p> </p>
<h2>I vantaggi dell’electronic data interchange</h2>
<p>Il <strong>sistema EDI</strong> è un valido alleato nella gestione delle attività commerciali, in quanto l’automatizzazione dello scambio di documenti apporta una <strong>vasta gamma di vantaggi</strong> alle aziende:</p>
<ul>
<li>Elevato risparmio dei tempi;</li>
<li>Riduzione dei costi di gestione fino al 90%;</li>
<li>Riallocazione delle risorse umane in attività che non siano time-spending;</li>
<li>Ottimizzazione dei reparti commerciali e amministrativi;</li>
<li>Riduzione degli errori e maggiore sicurezza;</li>
<li>Allineamento in tempo reale della situazione commerciale tra partner.</li>
</ul>
<p>L’utilizzo del sistema EDI è sempre più diffuso, soprattutto da parte delle aziende che sviluppano un elevato numero di transazioni periodiche con diversi partner commerciali. Per questo anche noi di <strong>C.T.I. International Forwarder </strong>abbiamo adottato questa tecnologia, in modo da essere <strong>sempre aggiornati sulle innovazioni tecnologiche</strong> legate al nostro settore.</p>
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		<title>Sistema REX: cos’è e come registrarsi</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/sistema-rex-cose-e-come-registrarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 14:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/sistema-rex-cose-e-come-registrarsi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le procedure doganali, come abbiamo visto anche in alcuni articoli relativi all’import/export in Cina e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le procedure doganali, come abbiamo visto anche in alcuni articoli relativi all’import/export in <a href="https://www.cti-fwd.com/import-export-cina/">Cina</a> e in <a href="https://www.cti-fwd.com/import-export-in-inghilterra-come-spedire-merce-da-e-verso-luk/">UK</a>, non sono così semplici. Per favorire alcune di queste operazioni, dal 1° gennaio 2017 l’Unione Europea ha introdotta una nuova modalità di certificazione dell’origine preferenziale: il <strong>sistema degli esportatori registrati (REX, Registered Exporters)</strong>. Vediamo insieme di cosa si tratta e come funziona la procedura di registrazione.</p>
<p> </p>
<h2>Cos’è il sistema REX</h2>
<p>Il sistema REX è il <strong>nuovo sistema di certificazione utilizzato per gestire l’origine delle merci</strong> e consiste in un documento obbligatorio da allegare al documento commerciale. In particolare, questo nuovo sistema è un caso specifico di dichiarazione su fattura, che si basa sul <strong>principio dell’autocertificazione </strong>da parte degli operatori economici.</p>
<p>Introdotto dall’Unione Europea il 1° gennaio 2017, nell’ambito del Sistema delle Preferenze Generalizzate (<strong>SPG</strong>) e in linea con gli accordi commerciali preferenziali tre i diversi paesi, questo sistema apporta un rilevante vantaggio all’interno degli scambi commerciali. Infatti, grazie a questo processo, gli operatori possono fornire le proprie generalità una sola volta e ottenere il <strong>codice REX</strong>: un valore identificativo che consente di beneficiare dei trattamenti preferenziali.</p>
<p>È bene sottolineare che il sistema REX non influisce sulle norme per la determinazione dell’origine delle merci, ma riguarda il metodo utilizzato per ottenere tale dichiarazione.</p>
<p> </p>
<h2>Come registrarsi al sistema REX come esportatore autorizzato?</h2>
<p>Per poter rilasciare una certificazione di origine preferenziale utilizzando il sistema REX, è prima necessario diventare <strong>esportatori autorizzati</strong>. Farlo è semplice: è sufficiente <strong>presentare una domanda all’ufficio territoriale</strong> competente e compilare il modulo, che può essere scaricato direttamente online dal <a href="https://customs.ec.europa.eu/gtp/">Portale REX</a> e di cui parleremo in seguito.</p>
<p>All’interno del modulo di domanda ciascun operatore dovrà indicare i seguenti dati:</p>
<ul>
<li>Nome</li>
<li>Indirizzo</li>
<li>Numero di identificazione dell&#8217;esportatore</li>
<li>Eventuali ulteriori recapiti.</li>
</ul>
<p>Inoltre, se l&#8217;esportatore è un commerciante, o un produttore, bisognerà elencare le merci che devono essere esportate.</p>
<p>Una volta effettuata questa operazione, gli uffici delle dogane procedono con la <strong>registrazione nella banca dati</strong>, per poi fornire agli operatori un <strong>numero identificativo</strong> da applicare sulla dichiarazione di origine, da allegare al documento commerciale.</p>
<p> </p>
<h3>La registrazione tramite il portale REX</h3>
<p>Dal <strong>25 gennaio 2021</strong> i servizi tecnici della Commissione Europea hanno messo a disposizione il <strong>Portale dell’Operatore per il sistema REX</strong>, che permette di presentare digitalmente la richiesta di registrazione alla banca dati.</p>
<p>Per accedere a tale servizio, gli operatori economici devono essere in possesso di:</p>
<ul>
<li>Un <strong>codice EORI</strong> (Economic Operator Registration and Identification), ossia il codice univoco di registrazione e identificazione dell’operatore.</li>
<li>Un’autorizzazione consultative o executive, richiesta tramite MAU, il Modello Autorizzativo Unico.</li>
</ul>
<p> </p>
<h2>Quali sono i paesi che applicano il sistema REX?</h2>
<p>Nel 2017, quando è entrato in vigore il nuovo modello REX, l’utilizzo di questo sistema era circoscritto ai Paesi beneficiari del Sistema delle Preferenze Generalizzate (SPG), ma ben presto è stata attuata una progressiva estensione nei confronti di tutti gli accordi commerciali preferenziali tra Unione Europea e altri Paesi.</p>
<p>Se hai bisogno di spedire la tua merce in Paesi che applicano il sistema REX e ti serve un aiuto, non esitare a contattarci. Noi di C.T.I. siamo al tuo fianco per garantirti un servizio di trasporto merci efficiente e in linea con tutte le tue esigenze.</p>
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		<title>Etichettatura ambientale degli imballaggi: linee guida e obblighi</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi-linee-guida-e-obblighi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 13:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi-linee-guida-e-obblighi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più attento alla questione ambientale, la gestione dei rifiuti da imballaggio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi-linee-guida-e-obblighi/">Etichettatura ambientale degli imballaggi: linee guida e obblighi</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo sempre più attento alla questione ambientale, la gestione dei rifiuti da imballaggio è una tematica rilevante. Ecco che è stata introdotta l’<strong>etichettatura ambientale degli imballaggi: </strong>uno strumento importante per fornire ai clienti informazioni sempre più complete su un determinato prodotto. In particolare, tale etichettatura serve a identificare i <strong>materiali</strong> di cui è costituito l’imballaggio e di conseguenza le indicazioni relative allo <strong>smaltimento</strong>. Vediamo insieme quali sono le <strong>linee guida</strong>, gli <strong>obblighi</strong> e quali sono le <strong>novità</strong> previste dalla legge.</p>
<h2></h2>
<h2>Etichettatura ambientale degli imballaggi: cos’è e quali informazioni contiene</h2>
<p>Quante volte capita di non sapere dove buttare l’imballaggio di un prodotto? Il consumatore riceve ben poche informazioni riguardo il corretto smaltimento del materiale da imballaggio, ecco che, per sopperire questa mancanza, interviene l’etichettatura ambientali degli imballaggi. Si tratta di un’etichetta che viene <strong>applicata sugli imballaggi immessi nel mercato italiano</strong> per agevolare la raccolta differenziata e favorire il recupero e il riciclaggio. L’etichetta ambientale, infatti, fornisce informazioni sull’esatta <strong>composizione del packaging</strong> e sulla <strong>destinazione finale</strong>, così da gestire in modo corretto lo smaltimento.</p>
<p>L’etichettatura ambientale degli imballaggi, infatti, fornisce informazioni sul packaging, così da gestire in modo corretto lo smaltimento. In particolare vengono fornite al consumatore le seguenti indicazioni:</p>
<ul>
<li><strong>Tipologia di imballaggio</strong>, indicata con un grafico o una descrizione</li>
<li>Identificazione del <strong>materiale usato</strong>, indicata con un codice stabilito dalla <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/e69ac5e8-9337-481f-b9ab-3fa7497ebb6c/language-it">Decisione 97/129/CE</a></li>
<li><strong>Famiglia di appartenenza</strong> del materiale di riferimento e indicazioni sul tipo di <strong>raccolta</strong>.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Dove si deve mettere l’etichettatura ambientale?</h2>
<p>L’etichettatura ambientale deve essere apportata <strong>su tutti gli imballaggi</strong> che possono essere separati manualmente. Di conseguenza dovrà essere presente su:</p>
<ul>
<li>Singole componenti separabili manualmente, come per esempio i tappi</li>
<li>Sul corpo principale dell’imballaggio</li>
<li>Sulla componente che riporta già l’etichetta.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Cosa succede quando le dimensioni dell’imballaggio non permettono l’inserimento di queste indicazioni? Fortunatamente oggigiorno la tecnologia ci viene in soccorso grazie a <strong>QR Code</strong> o <strong>applicazioni</strong> mirate a fornire tutte le informazioni necessarie.</p>
<h2></h2>
<h2>L’etichettatura ambientale è obbligatoria? Cosa prevede la nuova normativa</h2>
<p>Se sei un produttore devi sapere che il decreto legislativo 152/2006, contenente le informazioni dell’attività di gestione dei rifiuti di imballaggio, è stato modificato con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/09/11/20G00135/sg">D.Lgs. del 3 settembre 2020, n.116</a>, introducendo una serie di novità. Le due principali riguardano:</p>
<ul>
<li>L’<strong>obbligo dell’etichettatura ambientale </strong>degli imballaggi, secondo le <strong>modalità previste dalle norme tecniche UNI</strong> e conformi alle determinazioni adottata dall’UE</li>
<li>L’obbligo, da parte dei <strong>produttori</strong>, di indicare la natura dei materiali utilizzati per l’imballaggio secondo quanto previsto dalla Decisione 97/129/CE (normativa europea di riferimento)</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Tuttavia, è prevista la possibilità di commercializzare, fino a esaurimento scorte, i prodotti sprovvisti dei requisiti di etichettatura, a patto che essi siano già in commercio o già provvisti di etichetta.</p>
<h2></h2>
<h2>Etichettatura ambientale degli imballaggi: le linee guida CONAI</h2>
<p>Le nuove disposizioni hanno però sollevato alcuni dubbi e incertezze. Per questo motivo <strong>CONAI</strong> (Consorzio Nazionale Imballaggi) ha fornito <strong>linee guida</strong> sull’etichettatura e un tool (<strong>e-tichetta</strong>) per fornire alle imprese <strong>risposte sui dubbi interpretativi</strong> relativi alla nuova normativa e per orientare gli operatori verso la <strong>corretta messa in atto</strong>.</p>
<p>Il documento rappresenta quindi un chiarimento per quanto riguarda:</p>
<ul>
<li>Le <strong>componenti</strong> su cui è prevista l’etichettatura ambientale</li>
<li>Le <strong>norme tecniche UNI</strong> applicabili</li>
<li>I <strong>contenuti obbligatori</strong> e quelli facoltativi</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Se hai dubbi, non rischiare di mettere in commercio un prodotto non in linea con le normative, ma <a href="https://www.assolombarda.it/servizi/ambiente/etichettatura-ambientale-guida-conai-1">consulta le Linee Guida CONAI ufficiali</a>.</p>
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		<item>
		<title>Logistica milk run: cos’è e come funziona</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/logistica-milk-run-cose-e-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 11:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/logistica-milk-run-cose-e-come-funziona/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In ambito logistico, il sistema milk run è un metodo di spedizione della merce usato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In ambito logistico, il sistema <strong>milk run</strong> è un metodo di spedizione della merce usato per <strong>trasportare scorte e materie prime</strong> da diversi fornitori verso un’unica destinazione. Si tratta di un processo logistico efficiente, un vero e proprio strumento strategico per la gestione delle consegne, nonché un ottimo alleato dei magazzini che non saranno mai in eccesso o in difetto di merce.</p>
<p>Vediamo insieme cosa significa il termine “milk run” e come funziona l’applicazione di tale metodo nella logistica.</p>
<h2></h2>
<h2>Cosa significa milk run? Il “giro del latte” nella logistica contemporanea</h2>
<p>Oggigiorno, in un mondo sempre più volto alla produzione e al consumo, il costo del trasporto non può essere trascurato. Per questo motivo è fondamentale <strong>ottimizzare le spedizioni</strong> organizzando viaggi in modo tale da caricare completamente il mezzo. Di conseguenza sempre più aziende lavorano seguendo la filosofia delle <strong>spedizioni full-truck</strong>, senza tuttavia comprenderne i limiti: da una parte il cliente potrebbe sovradimensionare i suoi bisogni di approvvigionamento, dall’altra il fornitore potrebbe essere solo interessato a riempire il mezzo.</p>
<p>È proprio in questo contesto che si sviluppa il <strong>milk run</strong>, un’alternativa strategica per la <strong>logistica di riapprovvigionamento</strong>. Per capire di cosa si tratta, però, bisogna fare un viaggio nel tempo, più precisamente agli <strong>anni ’60 negli Stati Uniti</strong>. Le famiglie erano solite lasciare fuori dalla porta le bottiglie vuote del latte, che prontamente venivano ricaricate con latte fresco, così da non essere mai senza o con una quantità eccessiva. È questa la logica del milk run (letteralmente “<strong>il giro del latte</strong>”): gestire le materie prime secondo un metodo utile che permette di <strong>soddisfare il reale fabbisogno del magazzino</strong> e di organizzare la consegna secondo l’ottica del <strong>Just in Time</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Come funziona il processo milk run nella logistica</h2>
<p>Il metodo milk run nella logistica consente alle aziende specializzate nei trasporti di effettuare molteplici ritiri e consegne presso fornitori differenti. Ma <strong>come funziona tale processo</strong>?</p>
<p>Innanzitutto, per <strong>efficientare il trasporto ed evitare mezzi carichi</strong>, la logistica milk run richiede una <strong>pianificazione</strong> che tenga in considerazione il <strong>tragitto</strong> da effettuare, le <strong>soste intermedie</strong> differenti e i <strong>tempi</strong> di consegna. In questo modo si potrà <strong>valutare il percorso più efficiente</strong>, riducendo notevolmente i costi di trasporto.</p>
<p>Una volta definita la pianificazione, entra in moto il processo milk run: il veicolo si reca presso i magazzini dei fornitori per prelevare il carico che sarà poi trasportato nelle varie aree di destinazione, secondo il percorso definito e nei tempi di consegna stabiliti.</p>
<h2></h2>
<h2>Quali sono i vantaggi del sistema milk run?</h2>
<p>L’<strong>obiettivo</strong> principale della logistica milk run è portare avanti un <strong>processo produttivo snello</strong>, che mantenga basso il numero di scorte, limitando gli sprechi. Non solo, con questo sistema i <strong>vantaggi</strong> sono molteplici:</p>
<ul>
<li><strong>Migliora la logistica di magazzino</strong>, in quanto avere a disposizione solo la giusta quantità di merce consente di risparmiare spazio e ottimizzare lo stoccaggio;</li>
<li><strong>Comporta una riduzione dei costi di trasporto</strong> perché viene pianificato in modo tale che un veicolo possa prelevare differenti carichi e depositarli nello stesso punto finale, senza che ogni fornitore spedisca la merce per conto proprio;</li>
<li><strong>Rispetta l’ambiente</strong>, in quanto ottimizzare i trasporti ha un impatto notevole sulla riduzione delle emissioni di CO2.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Per un’azienda, quindi, attuare una gestione milk run potrebbe apportare diversi vantaggi a livello economico e di coordinamento delle risorse produttive, migliorandone nettamente le performance. Se pensi che la tua attività potrebbe richiedere un approccio di questo tipo, contattaci, noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> siamo a disposizione per fornirti le soluzioni di trasporto più efficaci e in linea con il tuo business.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sdoganamento: cosa significa e come funziona il processo</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/sdoganamento-cosa-significa-e-come-funziona-il-processo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 11:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’interno del commercio internazionale può capitare che le merci, prima di giungere a destinazione, debbano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/sdoganamento-cosa-significa-e-come-funziona-il-processo/">Sdoganamento: cosa significa e come funziona il processo</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All’interno del commercio internazionale può capitare che le merci, prima di giungere a destinazione, debbano imbattersi nello <strong>sdoganamento</strong> e superare una serie di controlli. Affinché questo processo avvenga in sicurezza e senza disguidi, è importante conoscere la procedura, i documenti necessari e i costi a esso relativi. In questo articolo noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> ti daremo tutte le informazioni utili per il tuo business.</p>
<h2></h2>
<h2>Cosa significa “sdoganamento”?</h2>
<p>Se da un lato il libero scambio tra gli Stati membri dell’Unione Europea ha permesso alle merci di circolare liberamente, <strong>nei paesi extra-europei </strong>i prodotti devono <strong>passare al vaglio della dogana</strong>. Ma cosa significa?</p>
<p>Nell’ambito dell’import/export, lo sdoganamento è un processo che prevede una serie di <strong>controlli atti a svincolare la merce dal blocco in dogana</strong>. In questo modo si garantisce che i prodotti siano <strong>conformi alla normativa del paese di destinazione</strong> e che abbiano rispettato tutti gli <strong>obblighi fiscali</strong>. Passati questi controlli, la merce è pronta per oltrepassare i confini.</p>
<h2></h2>
<h2>Processo di sdoganamento: come funziona</h2>
<p>Il <strong>processo di sdoganamento</strong> in importazione prevede:</p>
<ul>
<li>L’arrivo della merce alla dogana</li>
<li>Il pagamento dei dazi doganali e tasse</li>
<li>Le ispezioni di controllo della merce e della documentazione a essa correlata.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Al termine di questo precesso, se tutto è in regola, i prodotti vengono <strong>rilasciati e inseriti nel paese di destinazione</strong>. Per quanto riguarda l’esportazione invece non sono previsti il dazio doganale e le tasse.</p>
<h2></h2>
<h2>La dichiarazione doganale: il documento necessario per lo sdoganamento</h2>
<p>Tutte le operazioni di sdoganamento prevedono l’obbligo da parte del proprietario della merce – o un suo rappresentante &#8211; di presentare la <strong>dichiarazione doganale</strong>. Si tratta di un atto unilaterale che manifesta la volontà a <strong>vincolare le merci importate o esportate a un determinato regime doganale</strong>. Tale dichiarazione deve essere redatta su un apposito formulario, il cosiddetto <strong>DAU</strong> (Documento Amministrativo Unico) e deve contenere le seguenti <strong>indicazioni</strong>:</p>
<ul>
<li>Le generalità e il domicilio del proprietario della merce</li>
<li>Il luogo di origine, di provenienza e di destinazione</li>
<li>Il numero dei colli</li>
<li>La descrizione completa che indichi la qualità, quantità, denominazione commerciale e la classificazione doganale (HS code)</li>
<li>Il valore della merce e l’ammontare del dazio.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Non appena la merce arriva all’ufficio doganale di destinazione, il documento viene presentato alle <strong>autorità doganali</strong>, che hanno il compito di identificare il <strong>circuito doganale di controllo</strong> della merce, che potrà essere:</p>
<ul>
<li><strong>Canale verde</strong>, a indicare che la merce è conforme;</li>
<li><strong>Canale giallo</strong>, ossia la dichiarazione non ha passato il controllo documentale e deve essere fatto un controllo documenti;</li>
<li><strong>Canale rosso</strong>, che indica che la merce deve essere ispezionata fisicamente.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Una volta terminato l’accertamento, se la merce risulta conforme, la dichiarazione viene firmata e diventa ufficialmente “<strong>bolletta doganale</strong>”.</p>
<h2></h2>
<h2>Sdoganamento: quanto costa?</h2>
<p>Come abbiamo dichiarato precedentemente, la dichiarazione in dogana è anche l’elemento che dà origine all’obbligazione tributaria. Sulla base dell’<a href="https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/6537198/D.Lgs+08.11.1990+n.+374.pdf/cce5102b-dbc0-449f-b9fb-d4bcc492905a">art. 8 comma 3 D.Lgs. 374/90</a>, la determinazione dei costi di sdoganamento è collegata ai parametri relativi a:</p>
<ul>
<li>La quantità delle merci dichiarate;</li>
<li>La loro natura;</li>
<li>La loro origine doganale;</li>
<li>Gli accordi bilaterali fra nazioni;</li>
<li>Al loro valore.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>In ogni caso non è così sporadico imbattersi in qualche disguido: capita che la merce resti bloccata alla dogana e che venga richiesto il <strong>pagamento di una penale per la messa in regola </strong>o, nel peggiore dei casi, che venga<strong> sequestrata e/o distrutta</strong>.</p>
<p>Ecco che è necessario informarsi correttamente e chiedere consiglio a un esperto. Affidati a noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong>: possiamo supportare il tuo business, offrendoti una <strong>consulenza completa in ambito doganale</strong> per gestire al meglio lo sdoganamento delle tue spedizioni, anche nei paesi coi regimi e processi doganali più complessi.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/richiedi-un-preventivo/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI UN PREVENTIVO</a></p>
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		<title>La gestione della logistica: la chiave del successo per le fiere</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/la-gestione-della-logistica-la-chiave-del-successo-per-le-fiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 14:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/la-gestione-della-logistica-la-chiave-del-successo-per-le-fiere/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per gestire la logistica di una fiera è fondamentale tenere in considerazione molteplici fattori e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>gestire la logistica di una fiera</strong> è fondamentale tenere in considerazione molteplici fattori e avere un’idea precisa di quelli che sono gli step da affrontare. Organizzare nel dettaglio questi eventi, infatti, significa <strong>pianificare le operazioni</strong> di trasporto e stoccaggio ideando una <strong>strategia</strong>, che comprende anche stabilire le tempistiche, i mezzi di trasporto più adatti e comprendere il tipo di merce da movimentare.</p>
<p>Negli ultimi anni noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> ci siamo sempre più specializzati nel servizio di trasporto merce nell’ambito dell’occhialeria, anche per le fiere di settore. Per farlo, mettiamo a disposizione automezzi e personale specializzato per garantire ai nostri clienti un servizio completo, accurato e personalizzato di ritiro e consegna dei prodotti. In poche parole, ci <strong>prendiamo cura della gestione della logistica a tutto tondo</strong>: è questa la chiave per un evento fieristico di successo.</p>
<p>Vediamo insieme cosa si intende per “gestione della logistica” per eventi come le fiere e quali sono le fasi più importanti da seguire.</p>
<p> </p>
<h2>La gestione della logistica di una fiera: di cosa si tratta?</h2>
<p>Prima di capire quali sono le fasi più rilevanti nella gestione della logistica di un evento fieristico, è bene dare un’idea precisa di che cosa si tratta. La <strong>gestione della logistica</strong> è un processo legato alla supply chain, che consiste nella <strong>pianificazione e nell’implementazione del trasporto</strong> e dello stoccaggio della merce dal punto di partenza al punto di arrivo, che, in questo caso specifico sarà la sede della fiera.</p>
<p>Gestire al meglio questa attività garantisce la <strong>corretta movimentazione della merce</strong> nei <strong>tempi previsti</strong> e riduce i costi di trasporto, per una completa soddisfazione del cliente. Tuttavia, considerando la durata del processo, è necessario occuparsene nel dettaglio: dalla <strong>pianificazione strategica</strong> alla <strong>supervisione</strong> di ogni singola operazione.</p>
<p> </p>
<h2>La logistica di un evento fieristico: ecco come gestirla</h2>
<p>Anche nell’<strong>organizzazione di un evento fieristico </strong>la gestione della logistica è di fondamentale importanza. Per questo motivo è bene analizzare le <strong>principali fasi</strong> su cui focalizzare la propria attenzione per garantire successo all’evento.</p>
<p> </p>
<h3>Valutazione dei requisiti tecnici e progettuali</h3>
<p>Il primo step da seguire riguarda la <strong>valutazione dei requisiti tecnici e progettuali</strong>. Si parte da un confronto con il cliente per comprendere insieme quali sono le sue esigenze e gli obiettivi da raggiungere, così da offrire un servizio personalizzato, veloce ed efficiente. In questo modo <strong>è possibile valutare con precisione</strong>:</p>
<ul>
<li>La tipologia di merce da movimentare</li>
<li>Il mezzo di trasporto più adeguato</li>
<li>I tempi necessari per la consegna</li>
</ul>
<p> </p>
<h3>Adozione di una strategia di logistica</h3>
<p>Dopo aver valutato i requisiti tecnici e progettuali, si passa all’<strong>ideazione di una strategia</strong>. In questa fase bisogna adottare delle tattiche orientate all’<strong>organizzazione </strong>e all’<strong>ottimizzazione dei processi distributivi</strong>, con l’obiettivo finale di diminuire le perdite, massimizzare i profitti e soddisfare il cliente.</p>
<p> </p>
<h3>Tracking e tracing di tutte le operazioni</h3>
<p>L’intero processo di gestione della logistica è lungo e complesso, per questo è necessario <strong>monitorare tutte le operazioni</strong>. In tal modo è possibile gestire le tempistiche e, in caso di imprevisti, intervenire tempestivamente, senza creare difficoltà al cliente.</p>
<p> </p>
<h3>Supervisione e controllo</h3>
<p>In alcuni casi il cliente potrebbe richiedere un supporto nel montaggio degli stand. Per garantire un servizio a 360° ci affianchiamo a partner di fiducia che completino le <strong>operazioni di allestimento</strong> con alti standard di qualità, garantendo la massima soddisfazione del cliente.</p>
<p>Noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> ci occupiamo di fiere sia pubbliche che private, in tutto il mondo, anche nei Paesi più difficili, grazie a una fitta rete di relazione e all’esperienza e alla passione che contraddistingue il nostro staff. Se hai bisogno di supporto, non esitare a contattarci, siamo a disposizione per offrirti <strong>il servizio migliore per il tuo business</strong>.</p>
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		<title>Import/export in Inghilterra: come spedire merce da e verso l&#8217;UK</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/import-export-in-inghilterra-come-spedire-merce-da-e-verso-luk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea anche la libera circolazione di merci da e verso l’UK [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/import-export-in-inghilterra-come-spedire-merce-da-e-verso-luk/">Import/export in Inghilterra: come spedire merce da e verso l&#8217;UK</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea anche la <strong>libera circolazione di merci da e verso l’UK</strong> è cambiata. Oggi, importare ed esportare nel Regno Unito può rivelarsi più complicato rispetto al passato. Infatti, dal 1° gennaio 2022 vige un regime di <strong>pieno controllo frontaliero</strong>. Vediamo insieme quali sono le <strong>novità introdotte dalla Brexit</strong> e tutte le informazioni utili sull’import/export da e verso il Regno Unito.</p>
<h2></h2>
<h2>Spedizioni da e verso l’Inghilterra: quali sono le novità</h2>
<p>L’economia di scambio tra Italia e Inghilterra è una delle più floride, ma con la Brexit <strong>spedire merci da e verso l’UK</strong> richiede qualche accorgimento in più. Se in passato, infatti, l’adesione dell’Inghilterra all’Unione Europea permetteva di usufruire di tutti i benefici del mercato unico, oggi la situazione è cambiata.</p>
<p>Per spedire beni materiali da e verso il Regno Unito bisognerà seguire la procedura prevista per la <strong>spedizione extra UE</strong>, che prevede:</p>
<ul>
<li>Compilazioni di <strong>documenti per le procedure doganali</strong>.</li>
<li>L’assegnazione di un <strong>codice identificativo</strong> alla merce, al mittente e al destinatario.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Esportazioni in Inghilterra: cosa è cambiato con la Brexit</h2>
<p><strong>Esportare merce in Inghilterra</strong> richiede la presentazione di <strong>dichiarazioni doganali complete</strong>, che prevedono:</p>
<ul>
<li><strong>Fattura per export</strong>: è il documento più importante per lo sdoganamento dei beni. Dovrà riportare numero della fattura di vendita, intestazione del mittente e destinatario, <strong>descrizione dettagliata della merce</strong> e il relativo Tariff Number, ossia il codice doganale.</li>
<li><strong>Dichiarazione di libera esportazione</strong>: un documento obbligatorio per le spedizioni extra europee, il quale certifica che i beni in oggetto non rientrano tra quelli <a href="https://www.gov.uk/bringing-goods-into-uk-personal-use/banned-and-restricted-goods">proibiti nel Regno Unito</a>.</li>
<li><strong>Codice EORI</strong>: la partita IVA comunitaria, che identifica il soggetto economico che deve spedire merci in Inghilterra.</li>
<li><strong>Lettera di vettura in lingua inglese</strong>: un documento che certifica l’invio della merce e che riporta i termini contrattuali con lo spedizioniere e il tracking code per monitorare la spedizione.</li>
<li><strong>Documento d’identità</strong> del mittente e i <strong>recapiti del destinatario</strong>.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Importare merci dall’Inghilterra: come funziona dopo la Brexit</h2>
<p>Per <strong>importare merci dalla Gran Bretagna</strong> a paesi membri dell’Unione Europea è necessario:</p>
<ul>
<li>Ottenere un codice <strong>EORI</strong>.</li>
<li>Presentare una <strong>dichiarazione elettronica alla dogana</strong> nello Stato in cui si importa. In alternativa, si può presentare un agente doganale che se ne occupa.</li>
<li>Presentare una <strong>dichiarazione sommaria di entrata (ENS)</strong> presso l’ufficio doganale in cui arriva la merce. Il documento deve contenere tutte le informazioni sulla sicurezza di cose e persone.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Spedire da e verso l’Inghilterra: quanto costa?</h2>
<p>Per quanto riguarda i costi, invece, UE e UK hanno stipulato un accordo sul libero scambio che <strong>non prevede il pagamento di dazi doganali</strong> per l’importazione di beni in Inghilterra nei seguenti casi:</p>
<ul>
<li>La merce ha origini europee o inglesi.</li>
<li>I materiali o la lavorazione proviene da un paese europeo o del Regno Unito.</li>
</ul>
<p>In caso contrario, i costi doganali dovranno essere pagati se il valore totale della merce è maggiore di 135£.</p>
<p>Invece, per quanto riguarda l’IVA, per le importazioni di merci e le successive cessioni di merci dall’Inghilterra a uno Stato membro dell’UE, viene applicata l’aliquota prevista in tale Paese.</p>
<h2></h2>
<h2>C.T.I.: esperti nelle spedizioni extra europee</h2>
<p>L’import/export da e verso la Gran Bretagna risulta sicuramente più complicato rispetto al passato, per questo è bene affidarsi a spedizionieri esperti, come noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> che da anni siamo specializzati nel <strong>traporto di beni verso paesi extra europei</strong>. Con attenzione, passione e soprattutto grazie alla nostra esperienza e professionalità possiamo offrirti un servizio completo e sicuro per spedire la tua merce in Inghilterra.</p>
<div class="clear"></div>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/richiedi-un-preventivo/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI UN PREVENTIVO</a></p>
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		<item>
		<title>Il trasporto intermodale: cos’è e quali sono i vantaggi</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/il-trasporto-intermodale-cose-e-quali-sono-i-vantaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/il-trasporto-intermodale-cose-e-quali-sono-i-vantaggi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il trasporto intermodale è uno dei principali ambiti logistici di cui noi di C.T.I. International [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/il-trasporto-intermodale-cose-e-quali-sono-i-vantaggi/">Il trasporto intermodale: cos’è e quali sono i vantaggi</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>trasporto intermodale</strong> è uno dei <strong>principali ambiti logistici</strong> di cui noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> ci occupiamo. Si tratta di una metodologia di <strong>trasferimento delle merci</strong> che combina più mezzi: un sistema interessante per le aziende che vogliono migliorare l’efficienza della propria supply chain. Vediamo nel dettaglio cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi.</p>
<h2></h2>
<h2>Cosa si intende per trasporto intermodale delle merci?</h2>
<p>L’aumento del traffico internazionale di merci, già nei primi anni Cinquanta, ha creato la necessità di adoperare delle <strong>soluzioni di trasporto sempre più efficienti</strong>, standardizzando gli spostamenti e minimizzando l’utilizzo di risorse. Ecco che il <strong>trasporto intermodale</strong> viene messo in atto al fine di raggiungere tale obiettivo.</p>
<p>Secondo la <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2001-03-19&#038;atto.codiceRedazionale=001A2934">Direttiva Comunitaria n.92/106/CEE</a>, per trasporto intermodale si intende l’utilizzo di servizi marittimi o ferroviari per un <strong>percorso superiore ai 100 km in linea d’aria</strong>, e abbinati a una tratta stradale a inizio e fine trasporto. Attraverso questa modalità, quindi, è possibile trasportare merci che, essendo sistemate in <strong>unità di carico</strong>, come container, casse mobili e semi-rimorchi, possono essere <strong>facilmente trasferite su diversi mezzi di trasporto</strong>.</p>
<p>La <strong>caratteristica principale</strong> relativa a questo sistema di trasporto è che la merce deve essere sistemata in una specifica <strong>Unità di Trasporto Intermodale (UTI)</strong>, dalla quale non viene mai spostata fino al raggiungimento della destinazione ultima. In questo modo, i prodotti non devono essere trattati nelle fasi di trasbordo. Inoltre, il trasporto intermodale induce a considerare il trasporto non come una somma di attività singole e autonome, ma come un <strong>processo di trasferimento delle merci globale</strong>, nell’ottica di una <a href="https://www.cti-fwd.com/logistica-integrata/">catena di logistica integrata</a>.</p>
<h2></h2>
<h2>Perché scegliere il trasporto intermodale? Ecco tutti i vantaggi</h2>
<p>La possibilità di combinare più mezzi di trasporto, quali navi, treni, camion e aerei, rende il <strong>trasporto intermodale vantaggioso</strong> sotto molteplici aspetti. Vediamo insieme quali sono:</p>
<ul>
<li><strong>Efficienza</strong>: il sistema intermodale massimizza i benefici dei diversi mezzi di trasporto utilizzati, come la capienza del treno, la convenienza della nave, la rapidità dell’aereo o la flessibilità del trasporto su strada.</li>
<li><strong>Convenienza</strong>: l’uso combinato di più mezzi di trasporto permette di <strong>ottimizzare i tempi</strong> e <strong>ridurre i costi </strong>di trasferimento della merce.</li>
<li><strong>Sicurezza</strong>: i prodotti, sistemati in unità di carico dedicate, non devono subire manipolazioni durante la spedizione, in quanto è sufficiente trasferire la specifica <strong>UTI</strong> su un altro mezzo. In questo modo si <strong>riduce il rischio di eventuali danni</strong>.</li>
<li><strong>Controllo</strong>: il trasporto intermodale prevede una <strong>pianificazione precisa degli spostamenti</strong> tra i diversi mezzi, che consente di avere un <strong>tracciamento continuo</strong>.</li>
<li><strong>Sostenibilità</strong>: il trasporto intermodale rappresenta una delle modalità più efficaci verso una <strong>logistica sostenibile</strong>. Infatti, l’intermodalità prevede l’utilizzo dell’autotrasporto solo nel primo e nell’ultimo miglio dell’intero trasporto, riducendo notevolmente le emissioni di CO2.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Le differenze tra trasporto intermodale, multimodale e combinato</h2>
<p>Oltre al termine “intermodale”, si sente spesso parlare di <strong>trasporto multimodale</strong> e <strong>combinato</strong>, ma non si tratta di sinonimi. Per trasporto multimodale si intende un servizio di trasporto che adopera <strong>mezzi differenti</strong> per portare le merci a destinazione. Il trasporto intermodale, invece indica un tipo specifico di trasporto multimodale che viene effettuato utilizzando <strong>una sola unità di carico</strong>. Infine, si parla di trasporto combinato quando la modalità di trasferimento avviene principalmente <strong>su rotaie o via mare</strong>, limitando il più possibile trasporto su gomma.</p>
<h2></h2>
<h2>Il trasporto intermodale in C.T.I.</h2>
<p>Noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong>, grazie a una fitta rete di relazioni internazionali e all’esperienza pluriennale nel settore logistico, siamo in grado di pianificare il <strong>trasporto intermodale nei minimi dettagli</strong>, scegliendo le modalità più sicure, veloci e convenienti. Con competenza, dedizione e passione ci impegniamo ogni giorno nel garantire un <strong>servizio completo</strong> e capace di soddisfare tutti i <strong>bisogni dei nostri clienti</strong>.</p>
<div class="clear"></div>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/contatti/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI INFORMAZIONI</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Picking di magazzino: cos’è e come funziona</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/picking-di-magazzino-cose-e-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/picking-di-magazzino-cose-e-come-funziona/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il picking di magazzino è una delle fasi più importanti nel processo di evasione degli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/picking-di-magazzino-cose-e-come-funziona/">Picking di magazzino: cos’è e come funziona</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>picking di magazzino</strong> è una delle fasi più importanti nel <strong>processo di evasione degli ordini</strong>, ma anche una delle più onerose: il suo costo infatti ammonta a più della metà dei costi di gestione del magazzino. Proprio per questo motivo è importante <strong>conoscerne il funzionamento</strong> e capire come <strong>efficientare l’attività</strong>. Vediamo insieme di cosa si tratta, come si potrebbero contenere i costi e i consigli utili per migliorare l’attività, come da tempo stiamo facendo noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Il significato di picking in logistica</h2>
<p>Il termine “<strong>Picking</strong>” letteralmente significa “selezionare”. Il <strong>picking di magazzino</strong> consiste quindi nell’attività di <strong>prelievo</strong>, <strong>selezione</strong>, <strong>smistamento</strong> e <strong>ripartizione</strong> di materiali da una unità di carico ad altre. Ogni giorno i clienti ordinano merci che devono essere spedite e l’<strong>obiettivo</strong> del picking di magazzino è proprio quello di raggruppare tutti gli articoli di un ordine, elaborarli e inviarli ai destinatari.</p>
<p>Il <strong>corretto funzionamento</strong> dell’attività di picking può costituire una vera e propria <strong>strategia di gestione e monitoraggio del flusso di magazzino</strong>, soprattutto se integrata efficacemente ad <strong>altre operazioni di magazzino</strong>, quali:</p>
<ul>
<li>Approvvigionamento dei materiali</li>
<li>Processo di preparazione degli ordini e delle spedizioni</li>
<li>Imballaggio e confezionamento della merce</li>
<li>Conservazione e stoccaggio</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2>Come funziona il picking di magazzino</h2>
<p>L’attività di picking consiste nel prelevare una tipologia di prodotto secondo quanto indicato dalla <strong>picking list</strong>. Questa lista<strong> organizza e ordina l’attività</strong> di prelievo, dando <strong>informazioni</strong> utili sulla <strong>posizione</strong> della merce, sul <strong>layout</strong> di magazzino e la <strong>quantità</strong> necessaria. La picking list permette quindi di definire una sorta di <strong>priorità di spedizione</strong>. Raccolti gli articoli presenti nella lista, possono quindi essere <strong>imballati</strong> e <strong>confezionati</strong> per essere spediti.</p>
<p>Soprattutto quando si devono gestire magazzini di grandi dimensioni e ben forniti, è importante che ogni prodotto sia posizionato in modo efficace così da <strong>ottimizzare la produttività</strong> e <strong>diminuire i costi onerosi</strong> del picking di magazzino.</p>
<h2></h2>
<h2>Le tipologie di picking: manuale e automatizzato</h2>
<p>L’<strong>attività di picking di magazzino </strong>può essere svolta in modi diversi: da quello più tradizionale e manuale che prevede il coinvolgimento fisico di un operatore, a quello più innovativo basato su un sistema totalmente automatizzato. Entrambe le tipologie possono essere efficaci, ma a seconda della necessità e della dimensione del magazzino, una apporterà dei vantaggi in più rispetto all’altra.</p>
<h3>Picking Manuale</h3>
<p>Il <strong>picking manuale</strong> è una <strong>tipologia di picking di magazzino</strong> che prevede il coinvolgimento di un <strong>operatore incaricato</strong> di raccogliere le unità di merce previste dalla picking list. Questa modalità è soggetta ai limiti fisici del corpo umano, per questo è adatta nel caso in cui si debba prelevare poca merce, che non deve superare un certo peso.</p>
<p>Principalmente la mansione di un <strong>addetto al picking</strong> è quella di <strong>prelevare</strong> i prodotti indicati nella lista, <strong>controllare</strong> che non ci siano <strong>danni</strong>, <strong>confezionare</strong> ed <strong>etichettare l’ordine</strong>. Infine, è compito degli operatori compilare una serie di <strong>documenti</strong> necessari per l’archiviazione dell’ordine.</p>
<h3>Picking Automatizzato</h3>
<p>Il <strong>picking automatizzato</strong>, invece, prevede l’uso di <strong>tecnologie avanzate</strong> per il prelievo delle merci. Grazie alla <strong>digitalizzazione</strong>, questa modalità di picking permette di far fronte alle criticità tipiche di un magazzino e di <strong>migliorare la produttività</strong>, <strong>ottimizzare i tempi</strong> e diminuire il rischio di errori.</p>
<p>Questa soluzione richiede un <strong>investimento più oneroso</strong> rispetto al picking manuale, ma i magazzini automatizzati saranno sempre più indispensabili, soprattutto considerando le caratteristiche della <strong>logistica odierna</strong>: <strong>esigente</strong>, <strong>flessibile</strong> e <strong>digitalizzata</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Come migliorare l’attività di picking di magazzino</h2>
<p>Il <strong>picking</strong> può superare il <strong>60% dei costi di gestione di un magazzino</strong>, per questo è necessario riuscire a implementare il più possibile l’attività, adottando sistemi sempre più <strong>tecnologici</strong>, ma anche attraverso <strong>piccoli accorgimenti</strong> che possono fare la differenza:</p>
<ul>
<li>Una <strong>formazione</strong> appropriata per gli addetti al picking</li>
<li>Un’ottimizzazione del <strong>layout di magazzino</strong> secondo parametri logici</li>
<li>Investire nelle ultime <strong>tecnologie</strong>, dai software logistici di magazzino a strumenti innovativi come il <strong>voice picking</strong> che consiste in un dispositivo di sintesi vocale in grado di inviare comandi all’addetto, indicando il percorso da seguire e le attività da svolgere</li>
</ul>
<div class="clear"></div>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/contatti/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI INFORMAZIONI</a></p>
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		<title>Dichiarazione di origine preferenziale: significato e norme</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/dichiarazione-di-origine-preferenziale-significato-e-norme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/dichiarazione-di-origine-preferenziale-significato-e-norme/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’origine preferenziale delle merci è uno snodo fondamentale per le imprese esportatrici, per poter usufruire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>origine preferenziale delle merci </strong>è uno snodo fondamentale per le imprese esportatrici, per poter usufruire di vantaggi che si possono ottenere da tale condizione. In generale, l’<strong>origine delle merci</strong>, ossia la loro “nazionalità economica”, è un concetto fondamentale in ambito doganale perché permette di individuare la <strong>corretta liquidazione dei tributi dovuti</strong> e di evitare eventuali sanzioni. Vediamo nel dettaglio cosa significa “<strong>origine preferenziale</strong>”.</p>
<h2></h2>
<h2>Cos’è l’origine preferenziale delle merci?</h2>
<p>L’<strong>origine</strong> <strong>preferenziale </strong>è uno status concesso a <strong>prodotti importati o esportati</strong> da alcuni Paesi ai quali viene assegnato il diritto a un <strong>trattamento tariffario preferenziale</strong>. Tale condizione permette di ottenere:</p>
<ul>
<li>Una <strong>riduzione</strong> <strong>o</strong> <strong>l’esenzione</strong> degli importi dovuto per i dazi doganali</li>
<li>L’abolizione di divieti quantitativi o di contingentamenti</li>
</ul>
<p>Dichiarare l’origine preferenziale è sicuramente un <strong>vantaggio da sfruttare nell’export/import</strong>, ma è un processo complesso e delicato. Le regole per l’acquisizione dell’origine preferenziale negli accordi dell’Unione europea sono stabilite nell’<a href="https://www.adm.gov.it/portale/origine-preferenziale#:~:text=L'art.,e%20i%20casi%20di%20deroga%20temporanea.">articolo 64 CDU</a> e nel <strong>Sistema delle Preferenze Generalizzate (SPG)</strong>: un sistema non reciproco e non discriminatorio con il quale i paesi in via di sviluppo ottengono un accesso preferenziale ai mercati dell’Unione europea.</p>
<p>Per poter usufruire dei benefici derivanti da questi accordi preferenziali, le merci devono però rispondere a dei <strong>requisiti specifici</strong> che variano a seconda del prodotto e in funzione dei singoli accordi tra UE e gli altri Paesi esteri.</p>
<h2></h2>
<h2>I criteri di determinazione dell’origine preferenziale</h2>
<p>A determinare l’origine preferenziale di un bene è il fatto di essere <strong>prodotto interamente nel luogo di origine</strong>, a differenza dell’origine non preferenziale. A titolo esemplificativo le merci, per godere dei benefici dell’origine preferenziale, devono subire una <strong>lavorazione sufficiente</strong> che comporta una <strong>classificazione doganale differente</strong> dal prodotto originario.</p>
<p>In alternativa, si può ottenere l’origine preferenziale nel caso in cui il prodotto soddisfa il criterio del “<strong>valore aggiunto</strong>” che si verifica in due casi:</p>
<ul>
<li>se il valore dei componenti non originari utilizzati per realizzare il prodotto è inferiore a una certa percentuale, calcolata sul <strong>prezzo</strong> di vendita del prodotto, indicato in fattura.</li>
<li>se il valore dei componenti non originari utilizzati per realizzare il prodotto ha una percentuale più alta della precedente ed è contemporaneamente inferiore al valore dei componenti originari.</li>
</ul>
<p>Per ciascun protocollo di origine sono comunque elencate le regole di lista, ovvero tutte le lavorazioni considerate sufficienti o meno a conferire l’origine preferenziale al prodotto. Inoltre, sono anche elencate tutte le lavorazioni che non possono mai soddisfare i criteri di certificazione preferenziale.</p>
<h2></h2>
<h2>Dichiarazione di origine preferenziale: i certificati e le norme</h2>
<p>Dopo aver verificato le condizioni necessarie per ottenere la condizione di origine preferenziale, si può procedere con la <strong>richiesta dello status</strong>. Fino a marzo 2022, specificatamente nei rapporti tra UE e le nazioni con cui sono stati firmati accordi specifici di interscambio, l’origine preferenziale era garantita dal modello <strong>EUR1 previdimato</strong>. Da aprile, invece, l’Agenzia delle Dogane ha stabilito che la procedura di previdimazione non è più applicabile, a favore di una <strong>procedura digitalizzata tramite il portale AIDA</strong> per la richiesta di certificati. Una soluzione che mira a snellire l’iter e migliorare i controlli.</p>
<p>Un’altra semplificazione è data dall’<strong>autocertificazione da parte dell’esportatore</strong>, ma questa opportunità è limitata alle merci che hanno un <strong>valore massimo di 6.000 euro</strong>. Inoltre, tale dichiarazione deve essere compilata secondo una specifica dicitura prevista dalle autorità doganali e presentata con timbro e firma originale.</p>
<h2></h2>
<h2>La convenzione regionale sulle norme di origine preferenziale PEM</h2>
<p>La <a href="https://trade.ec.europa.eu/access-to-markets/it/content/convenzione-paneuromediterranea-pem">convenzione regionale sulle norme di origine preferenziale paneuromediterranee</a> prevede <strong>regole di origine comune</strong> tra oltre <strong>20 paesi partner dell’UE</strong>, per agevolare gli scambi commerciali nell’area di libero scambio paneuromediterranea. Dal 2012 è in corso un processo di modernizzazione del processo e alcuni paesi hanno deciso di applicare transitoriamente su base bilaterale le regole riviste. Dal 1° settembre 2021 queste novità sono applicabili negli scambi tra UE e Albania, Isole Faroe, Georgia, Islanda, Giordania, Norvegia, Svizzera, Palestina e Macedonia del Nord.</p>
<div class="clear"></div>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/contatti/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI INFORMAZIONI</a></p>
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		<title>Logistica integrata: l’innovativa evoluzione della logistica</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/logistica-integrata-linnovativa-evoluzione-della-logistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/logistica-integrata-linnovativa-evoluzione-della-logistica/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli anni, noi di C.T.I. International Forwarder ci siamo sempre più specializzati nell’ambito della logistica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni, noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> ci siamo sempre più specializzati nell’ambito della <strong>logistica integrata</strong>, adottando un approccio volto a soddisfare tutte le <strong>esigenze dei nostri clienti</strong>. Ma cosa si intende con questo concetto che, sempre di più, si sta diffondendo nel <strong>settore del trasporto merci</strong>? Vediamo nel dettaglio la definizione di logistica integrata, come funziona e i vantaggi che può portare alle aziende.</p>
<h2></h2>
<h2>Cos’è la logistica integrata?</h2>
<p>Per “logistica integrata” si intende un <strong>processo innovativo</strong> volto a <strong>pianificare</strong>, <strong>attuare</strong> e <strong>controllare</strong> tutte le attività che costituiscono il trasporto e il flusso di materiali, semilavorati e prodotti finiti dal luogo di origine al cliente finale:</p>
<ul>
<li>Gestione degli ordini</li>
<li>Stoccaggio</li>
<li>Gestione del magazzino</li>
<li>Spedizioni</li>
<li>Tracciamento della merce</li>
<li>Gestione dei resi</li>
</ul>
<p>Per fornire una panoramica chiara e completa della logistica integrata, è bene fare un passo indietro. Fino agli anni ’60, la <strong>logistica tradizionale</strong>, ossia tutte le attività che portano il prodotto dal fornitore al consumatore erano svolte in modo <strong>frammentato</strong>, divise per comparti che venivano gestiti in modo indipendente. Negli anni successivi questa visione è stata sostituita dal <strong>sistema integrato</strong>, basato su un <strong>coordinamento strategico di tutte le attività gestionali</strong> per renderlo efficiente, ridurre tempi e costi e soddisfare le esigenze dei clienti.</p>
<h2></h2>
<h2>Logistica integrata: ecco come funziona</h2>
<p><strong>Come funziona</strong>, quindi, la logistica integrata? Innanzitutto, la logistica integrata e flessibile necessita di una <strong>maturazione digitale di tutte le operazioni</strong>, sia quelle legate allo stoccaggio e alla spedizione, sia quelle di tracciamento in tempo reale della merce.</p>
<p>Per rendere più semplice la comprensione di questo sistema macchinoso si può suddividere il <strong>funzionamento</strong> in due flussi:</p>
<ul>
<li><strong>Flusso fisico</strong>, è l’aspetto operativo della logistica che comprende l’approvvigionamento, il supporto alla produzione, la distribuzione e l’eventuale recupero;</li>
<li><strong>Flusso informativo</strong>, legato alle informazioni relative alla domanda, la pianificazione delle fasi che interessano la logistica, i programmi di produzione e i piani di approvvigionamento.</li>
</ul>
<p>È essenziale <strong>ottimizzare tali flussi</strong> per raggiungere obiettivi di <strong>efficienza</strong>, di <strong>profitto</strong> e di <strong>qualità</strong> del servizio offerto, allo scopo di <strong>rispondere alle nuove esigenze dei clienti</strong> ed essere <strong>competitivi rispetto al mercato odierno</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Tutti i vantaggi della logistica integrata</h2>
<p>Il sistema logistico integrato, grazie alla <strong>sinergia</strong> che caratterizza tutte le fasi dell’intero processo, permette alle aziende di beneficiare di una serie di <strong>vantaggi</strong>:</p>
<ul>
<li>Massimizzazione delle tempistiche e risparmio economico</li>
<li>Migliore impiego delle risorse umane</li>
<li>Ottimizzazione della gestione, data dalla presenza di un unico interlocutore a cui è affidato l’intero processo</li>
<li>Maggiore personalizzazione</li>
<li>Maggiore competitività sul mercato globale</li>
</ul>
<p>Al giorno d’oggi, in un mondo in costante evoluzione, anche il concetto di <strong>logistica integrata</strong> sta mutando verso l’idea del <strong>Supply chain management</strong>, caratterizzata dal miglioramento della <strong>gestione dei flussi interni alla catena di approvvigionamento</strong> e dal <strong>coinvolgimento degli attori esterni</strong>. In questo scenario la logistica integrata assume un <strong>nuovo approccio</strong> in cui l’azienda diventa parte di una <strong>rete di soggetti</strong> che collaborano tra loro per fornire prodotti e servizi con il fine di creare un <strong>valore aggiunto</strong> per il cliente finale. Ed è in quest’ottica che noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> operiamo, garantendo a chi decide di affidarsi a noi un servizio specializzato, attento e sartoriale.</p>
<div class="clear"></div>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/contatti/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI INFORMAZIONI</a></p>
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		<title>Perché la mia merce tarda così tanto ad arrivare?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/perche-la-mia-merce-tarda-cosi-tanto-ad-arrivare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 00:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/perche-la-mia-merce-tarda-cosi-tanto-ad-arrivare/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’International Transport Forum, per anni ha lanciato avvertimenti riguardo le dimensioni troppo grandi delle navi porta container. A seguito del blocco del Canale di Suez il dibattito è diventato di demanio pubblico, lasciando seri dubbi sul bilancio tra pro e contro riguardo la grandezza di tali imbarcazioni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i vari problemi scatenati dal Coronavirus ci sono anche quelli legati alla logistica, come la carenza di container a livello mondiale; questa comporta conseguenze sia sui produttori che sui distributori, causando sia ritardi che aumenti di costi legati al trasporto, tanto che il <em>Financial Times</em> l’ha definita la più grande crisi dall’inizio delle spedizioni via container.</p>



<p>Questa crisi è stata soprattutto causata dalla pandemia e peggiorata da eventi avversi come l’incagliamento della Ever Given, la chiusura di due porti cinesi, il porto di Yantian per un focolaio di Covid a maggio e quello di Ningbo-Zhoushan ad agosto per la stessa causa.</p>



<p>Questi eventi, però, hanno solo messo in luce i problemi pre esistenti in quanto molti porti sono poco efficienti e non riescono a gestire il traffico delle navi moderne, troppo grandi per le infrastrutture esistenti. Il flusso, inoltre, si basa su un delicato equilibrio di tempistiche per avere il flusso intermodale senza ritardi. Lo slittare dell’arrivo delle navi comporta rallentamenti lungo tutta la catena.</p>



<p>Tra i porti più congestionati ci sono quelli di Karachi, con ritardo medio di 27 giorni (e picchi di quasi 90 giorni), Fos Sur Mer (Francia) con 16 giorni, Charleston, Long Beach e Atlanta (USA) con una media di 25 giorni di ritardo, Santos (Brasile) e Tomakomai (Giappone) con 15 giorni di ritardo medio. Per recuperare questi ritardi, le navi possono decidere di saltare alcuni porti lungo la rotta (così detto “<em>blank sailing</em>”), con conseguente ritardo di consegna della merce che doveva essere scaricata e caricata in quel porto, in quanto le rotte sono “circolari” e quindi la nave torna al porto al “giro” successivo.</p>



<p>Inoltre, le misure messe in atto ovunque per contrastare la pandemia hanno creato ulteriori ritardi, a causa di chiusure, tamponi da presentare e così via.</p>



<p>In secondo luogo c’è l’aumento dei consumi, con conseguente aumento di approvvigionamento di materie prime/merce.</p>



<p>Oltre a questo, visto il crollo del commercio globale durante il lockdown, molti armatori hanno cancellato centinaia di viaggi nave, sia per risparmiare i viaggi a vuoto, sia perché ne hanno approfittato per ristrutturare le navi, lasciando quindi i container vuoti nei porti di destino, senza poterli riportare nei luoghi in cui sarebbero serviti (in particolare la rotta Cina -> USA che dopo la riapertura ha visto uno spostamento di oltre 4 milioni di TEUs da settembre a dicembre, senza che gli stessi tornassero in Cina). Di conseguenza questa carenza di vuoti ha creato uno scompenso tra domanda e offerta, facendo lievitare i costi del nolo, che hanno raggiunto livelli record con aumenti medi del 800% su tutte le rotte.</p>



<p>Su questo orizzonte temporale, la minaccia più grande restano le chiusure dovute ai focolai di Covid, soprattutto in Cina dove si attuano regole e manovre stringenti, creando una maggiore incertezza sulle tempistiche di riassorbimento dei ritardi e conseguente ritorno alla normalità sia di puntualità sia di costi.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Nozioni di origine</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/nozioni-di-origine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 23:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/nozioni-di-origine/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La materia è molto complessa ma cerchiamo di dare qualche nozione di base, per un approfondimento lo staff della C.T.I. sarà a completa disposizione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La materia è molto complessa ma cerchiamo di dare qualche nozione di base, per un approfondimento lo staff della C.T.I. sarà a completa disposizione.<span id="more-641"></span></h3>
<p><strong>Origine non preferenziale e origine preferenziale </strong></p>
<p>Il concetto di “origine” è divenuto importante soprattutto per la tutela dei consumatori. In ambito doganale, l’origine delle merci è un concetto complesso che riveste una importanza fondamentale: l’esatta individuazione dell’origine delle merci è essenziale per una corretta liquidazione dei tributi dovuti e per non incorrere in sanzioni derivanti dalla mancata osservazione di restrizioni all’importazione o all’esportazione.</p>
<p><strong>Origine non preferenziale </strong></p>
<p>Per “origine non preferenziale” si intende, secondo quanto disposto dai regolamenti comunitari il luogo di produzione del bene o il luogo dove lo stesso ha subito l’ultima sostanziale trasformazione. Si può affermare che ai fini dell’origine non preferenziale è sufficiente (deroghe a parte) che una merce subisca una trasformazione sostanziale sul territorio indipendentemente dalle eventuali percentuali di merce nazionale o estera impiegata nella produzione. Da un punto di vista doganale si individua solitamente nel cambio di voce doganale (le prime 4 cifre) un’attività sufficiente al cambio dell’origine della merce. La determinazione dell’origine può invece presentarsi più complessa per un prodotto realizzato in un Paese utilizzando materie prime o componenti importati. In linea di massima si può affermare che tutte le attività di mera conservazione di un prodotto, o che si limitino a modificare nell’aspetto esteriore la merce (ad es. cambio di packaging, di imballaggio, di confezione), non possono mai essere considerate sufficienti a conferire l’origine alla merce in quanto non modificano nella sostanza la merce stessa (il bene tale era e tale rimane sia pur con aspetto esteriore differente). Il certificato di origine che viene rilasciato dalla competente Camera di Commercio è il documento che attesta, a livello internazionale, che la merce è stata effettivamente prodotta (o ha subito ”l’ultima sostanziale trasformazione”) in uno specifico Paese. Nel caso pertanto in cui venga dimostrato che le merci non potevano godere del rilascio di tale attestazione, le conseguenze, che possono essere anche di carattere penale, ricadono esclusivamente sul soggetto che ha reso la dichiarazione e richiesto l’emissione del certificato, incorrendo nella fattispecie della “falsa dichiarazione di origine”. </p>
<p> </p>
<p>Le lavorazioni che per loro natura devono considerarsi sempre insufficienti a conferire l’origine:</p>
<p>1. Le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione dei prodotti</p>
<p>2. Le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, classificazione, assortimento, lavatura, riduzione in pezzi</p>
<p>3. I cambiamenti di imballaggio, le divisioni o riunione di partite</p>
<p>4. L’apposizione sui prodotti e sul loro imballaggio di marchi, etichette o altri segni distintivi di condizionamento</p>
<p>5. La semplice riunione di parti di prodotti per costituire un prodotto finito</p>
<p>6. Il cumulo di due o più delle operazioni sopra elencate</p>
<p> </p>
<p><strong>Origine Preferenziale</strong></p>
<p>Per i prodotti importati da alcuni Paesi, e che soddisfano precisi requisiti, può essere prevista la concessione dell’ ”origine preferenziale”, ovvero la concessione di benefici daziari all’importazione (riduzione di dazi o la loro esenzione, l’abolizione di divieti quantitativi o di contingentamenti). Alla base vi è generalmente un accordo tra due Paesi.</p>
<p>Da un punto di vista generale, una merce, che non presenti i requisiti per essere considerata “interamente ottenuta” in un determinato Paese, per poter essere considerata “originaria”, deve aver subito un processo di lavorazione “sufficiente”. L’individuazione delle lavorazioni che sono ritenute sufficienti a conferire l’origine è invece demandata ai protocolli di origine dei singoli accordi siglati dalla UE con i taluni Paesi extracomunitari, in quanto talvolta le regole possono differire tra loro, in modo anche sensibile.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per maggiori informazioni rivolgiti a noi.</strong></p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/nozioni-di-origine/">Nozioni di origine</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>C.T.I for MIDO: siamo gli spedizionieri ufficiali della fiera dell’eyewear</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/c-t-i-for-mido-siamo-gli-spedizionieri-ufficiali-della-fiera-delleyewear/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 06:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/c-t-i-for-mido-siamo-gli-spedizionieri-ufficiali-della-fiera-delleyewear/</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Manca poco all’inizio del MIDO, la manifestazione internazionale di Ottica, Optometria e Oftalmologia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/c-t-i-for-mido-siamo-gli-spedizionieri-ufficiali-della-fiera-delleyewear/">C.T.I for MIDO: siamo gli spedizionieri ufficiali della fiera dell’eyewear</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> </p>



<p>Manca poco all’inizio del <strong>MIDO</strong>, la manifestazione internazionale di <strong>Ottica</strong>, <strong>Optometria</strong> e <strong>Oftalmologia</strong> che si terrà negli spazi di Rho Fiera Milanodal 30 aprile al 2 maggio 2022. La fiera dell’eyewear è organizzata da <strong>ANFAO</strong>, l’Associazione Italiana Fabbricanti Articoli Ottici, e noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> siamo i <strong>primi e unici spedizionieri ufficiali</strong> a partecipare all’evento più importante del settore.</p>



<p><strong>MIDO</strong> è la fiera più completa, affascinante e all’avanguardia del mondo dell’eyewear: un’importante occasione per i <strong>grandi nomi dell’industria dell’ottica</strong> per presentare in esclusiva i loro prodotti, ma anche uno spazio pensato per presentare le tendenze del futuro e creare una rete di conoscenze. In questo MIDO è un vero e proprio <strong>laboratorio creativo</strong> in cui scoprire e sperimentare <strong>progetti innovativi</strong>. Per i professionisti del settore e per chi è sempre alla ricerca di novità e ispirazione, il MIDO è un evento imperdibile!</p>



<p>Negli ultimi anni noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> ci siamo sempre più specializzati nel servizio di trasporto merce nell’ambito dell’occhialeria. Mettiamo a disposizione automezzi e incaricati specializzati per garantire ai nostri clienti un pacchetto completo, accurato e personalizzato del ritiro e consegna dei prodotti.</p>



<p>Vieni a trovarci al MIDO: saremo allo <strong>stand D16</strong> del <strong>padiglione 24</strong> per tutta la durata della fiera. E, se hai bisogno di inviare la tua merce in fiera, non esitare a <a href="mailto:aelmi@cti-fwd.com">contattarci</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/c-t-i-for-mido-siamo-gli-spedizionieri-ufficiali-della-fiera-delleyewear/">C.T.I for MIDO: siamo gli spedizionieri ufficiali della fiera dell’eyewear</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trasporto a collettame e groupage: un servizio di C.T.I.</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/trasporto-a-collettame-e-groupage-un-servizio-di-c-t-i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 07:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/trasporto-a-collettame-e-groupage-un-servizio-di-c-t-i/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il trasporto a collettame o groupage è un particolare tipo di spedizione che consiste nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>trasporto a collettame</strong> o <strong>groupage</strong> è un particolare <strong>tipo di spedizione</strong> che consiste nel <strong>raggruppare stock di merci</strong> commissionate da <strong>clienti differenti</strong> in un’<strong>unica</strong> <strong>operazione</strong> di trasporto. Per realizzare il groupage è necessario seguire il processo in ogni momento, ossia: <strong>ricevimento</strong>, <strong>stoccaggio</strong>, <strong>preparazione degli ordini</strong> e <strong>spedizione</strong> delle merci. Si evince che questa <strong>attività</strong> può risultare piuttosto <strong>complessa</strong>: per questo motivo, al fine di garantire un <strong>servizio groupage efficiente e sicuro</strong>, noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> mettiamo a disposizione un <strong>personale operativo competente</strong> che gestisce <strong>ogni fase operativa</strong> con cura, attenzione e velocità.</p>



<p> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è il trasporto a collettame nella logistica</h2>



<p> </p>



<p>Il <strong>trasporto a collettame</strong> sta prendendo sempre più piede nel <strong>commercio nazionale e internazionale</strong>. Ma di cosa si tratta? Il <strong>groupage</strong> è una <strong>tipologia di trasporto</strong> che consiste nel <strong>raggruppare e consolidare</strong> <strong>merci</strong>, che hanno origine e destinazioni uguali o vicine in modo tale da usufruire di un <strong>unico mezzo</strong>.</p>



<p>Quando un cliente deve spedire <strong>piccole partite di merce </strong>che non occupano l’intero spazio del mezzo può optare per un <strong>trasporto a collettame</strong>, acquistando <strong>singoli lotti di camion</strong> o <strong>container</strong>: i prodotti vengono così aggruppati insieme a quelli di altri mittenti e spediti in una sola unità di carico. In questo modo <strong>si ottimizza la</strong> <strong>gestione del trasporto</strong> e, di conseguenza, si ottiene un <strong>risparmio sui costi di invio</strong>.</p>



<p>Il <strong>groupage</strong> è quindi la <strong>soluzione ideale</strong> per le imprese che non hanno un elevato volume di spedizione: è il caso del <strong>settore occhialeria</strong>, verso il quale ci siamo specializzati diventando un <strong>punto di riferimento</strong> anche per i trasporti in Paesi difficili, ove possiamo contare anche di un <strong>servizio di assistenza doganale completo</strong>.</p>



<p> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le fasi del processo di groupage</h2>



<p> </p>



<p>Il processo di<strong> groupage</strong> si svolge in diverse <strong>fasi</strong> che devono essere <strong>organizzate</strong> nei minimi dettagli da figure professionali, affinché la spedizione vada a buon fine:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ritiro della merce</strong> che viene raccolta per zone predefinite</li>
<li><strong>Accorpamento degli articoli</strong> in base alle destinazioni</li>
<li><strong>Trasferimento della merce</strong>, attraverso <strong>mezzi</strong> di trasporto <strong>adeguati</strong></li>
<li><strong>Smistamento alla consegna</strong> dei colli che, successivamente, vengono accorpati in base alle destinazioni</li>
<li><strong>Consegna</strong> nelle varie zone di destinazione</li>
</ul>



<p> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Obblighi del mittente nel trasporto a collettame</h2>



<p> </p>



<p>Il <strong>mittente</strong> che si affida a un <strong>servizio di trasporto a collettame</strong> deve fornire al corriere tutti i <a href="https://www.adm.gov.it/portale/web/saisa/-/documento-di-trasporto">documenti necessari per la spedizione</a>, in particolar modo in caso di <strong>merce pericolosa</strong>, <strong>deperibile</strong> o di <strong>valore</strong>. Inoltre, deve compilare una <strong>documentazione informativa per il vettore</strong>, che comprende:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Indirizzo</strong> <strong>di recapito</strong> del destinatario</li>
<li>Numero di colli, peso, volume e misure massime d’ingombro</li>
<li><strong>Nominativo</strong> del destinatario</li>
<li><strong>Orari di reperibilità</strong> e gli <strong>orari di chiusura</strong> dell’Ente o stabilimento di destinazione</li>
</ul>



<p> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Obblighi del vettore nel trasporto a collettame</h2>



<p> </p>



<p>Assunto l’<strong>incarico di groupage,</strong> l’azienda predisposta per il trasporto si impegna a spedire la merce nei <strong>termini stabiliti dal cliente</strong>. Tuttavia, per quanto riguarda l’<strong>erogazione </strong>del servizio ha la libertà di <strong>scegliere le vie </strong>e i<strong> mezzi da utilizzare</strong>, nonché gli <strong>itinerari</strong> da seguire. Noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong>, operanti nel settore dal 1997, assicuriamo <strong>precisione </strong>e<strong> velocità</strong> del servizio grazie a <strong>mezzi all’avanguardia</strong> e, soprattutto, <strong>un team esperto</strong> che studia le <strong>soluzioni migliori</strong>, prevenendo possibili criticità così da espletare la spedizione, qualunque sia la destinazione.</p>



<p> </p>



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		<title>Cos’è la catena del freddo per alimenti, surgelati e farmaci</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/cose-la-catena-del-freddo-per-alimenti-surgelati-e-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 07:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/cose-la-catena-del-freddo-per-alimenti-surgelati-e-farmaci/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La catena del freddo, detta anche cold chain, è il processo di mantenimento della temperatura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>catena del freddo</strong>, detta anche <strong>cold chain</strong>, è il processo di <strong>mantenimento della temperatura</strong> dei <strong>prodotti alimentari</strong> o <strong>farmaceutici</strong> per l’intera durata del percorso che dalla produzione arriva alla vendita. All’interno di questo ciclo, la <strong>logistica del freddo </strong>gioca un ruolo fondamentale per consentire alla merce di arrivare integra al consumatore finale: si tratta di uno dei comparti di maggiore dinamismo e in cui noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong> operiamo, mettendo a disposizione dei nostri clienti un <strong>servizio efficiente </strong>e all’<strong>avanguardia</strong>.</p>
<h2></h2>
<h2>Che cosa si intende per catena del freddo e quali sono le sue fasi</h2>
<p>Per le aziende che operano con <strong>alimenti freschi</strong>, <strong>prodotti</strong> <strong>surgelati</strong> o <strong>farmaci</strong>, la <strong>catena del freddo</strong> è uno degli aspetti cruciali in <strong>tema di sicurezza</strong>, in quanto la corretta gestione permette di <strong>evitare shock termici</strong> che alterano le proprietà dei prodotti. Infatti <strong>cold chain</strong> è il processo che permette di preservare <strong>la temperatura costante</strong> della merce termosensibile per tutto il ciclo di vita: dalla <strong>produzione</strong> alla <strong>vendita</strong>, comprese le fasi di <strong>trasporto</strong>, <strong>stoccaggio</strong> e <strong>carico e scarico</strong>.</p>
<p>Affinché questi prodotti arrivino integri al cliente finale, è quindi necessario garantire l’efficienza di ogni <strong>fase della catena del freddo</strong>, ossia:</p>
<ul>
<li>Dopo la produzione avviene la <strong>prima conservazione</strong> dell’articolo, con eventuale abbattimento rapido</li>
<li><strong>Stoccaggio</strong> in <strong>magazzini frigoriferi</strong> a temperatura controllata</li>
<li><strong>Trasporto</strong> dai <strong>centri di produzione</strong> ai <strong>magazzini di deposito</strong>, tramite l’utilizzo di <strong>mezzi idonei</strong></li>
<li><strong>Stoccaggio</strong> presso i magazzini di deposito</li>
<li><strong>Trasporto</strong> ai <strong>centri di distribuzione</strong>, sempre attraverso l’uso di mezzi equipaggiati per tenere sotto controllo la temperatura</li>
<li><strong>Conservazione</strong> in ambienti refrigerati dei <strong>punti vendita</strong></li>
</ul>
<p>Ogni singolo step è di fondamentale importanza per evitare il <strong>deterioramento del prodotto</strong>: per questo motivo l’intera <strong>catena del freddo</strong> deve essere controllata attraverso un <strong>sistema della gestione della qualità</strong>, i cui dati devono essere documentati e condivisi con tutti gli operatori coinvolti.</p>
<p>Considerata l’accortezza richiesta in questo processo, la <strong>nostra etica aziendale</strong> votata al rispetto delle normative mette a disposizione un <strong>personale selezionato e preparato</strong> per affrontare ogni aspetto della <strong>logistica del freddo </strong>e garantire una corretta conservazione dei prodotti.</p>
<h2></h2>
<h2>La sicurezza della catena del freddo e le normative di riferimento</h2>
<p>La <strong>catena del freddo</strong> richiede qualifiche, precisione e un’ossequiosa <strong>osservanza delle leggi</strong> legate all’<strong>igiene alimentare</strong>, istruite all’interno dell’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points). Si tratta dell’insieme delle normative che mirano a garantire la <strong>salubrità dei prodotti</strong>: un vero e proprio <strong>sistema di controllo</strong> che vede il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera: produttori, trasportatori e distributori.</p>
<p>Pertanto, onde evitare qualsiasi contaminazione, gli operatori coinvolti nelle fasi della <strong>cold chain</strong> sono tenuti a <strong>rispettare</strong> meticolosamente:</p>
<ul>
<li>La <strong>pulizia</strong> e l’igiene dei <strong>locali</strong>, <strong>attrezzature</strong> e <strong>mezzi di trasporto</strong></li>
<li>Il <strong>rispetto</strong> dei <strong>limiti critici prestabiliti</strong> nelle varie fasi della catena del freddo</li>
<li>Il <strong>rispetto</strong> delle <strong>temperature</strong> dei diversi mezzi</li>
</ul>
<p>Quali sono le temperature da mantenere nella catena del freddo?</p>
<p>I <strong>prodotti termosensibili</strong> devono quindi seguire precise <strong>misure igieniche</strong> e rispettare le <strong>temperature</strong> previste dalla legge. Gli <strong>alimenti</strong> <strong>surgelati</strong>, come suggerisce il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1992-02-17&#038;atto.codiceRedazionale=092G0147">Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n.110</a>, devono mantenere una temperatura costante di <strong>-18° Celsius</strong> ma, durante il trasporto, sono concesse brevi oscillazioni verso l’alto non superiori a 3°C. Per quanto riguarda gli <strong>alimenti freschi</strong>, invece, ciascuno ha una propria temperatura di riferimenti, per esempio:</p>
<ul>
<li>Carni +7° C</li>
<li>Pesce +2° C</li>
<li>Prodotti freschi +5° C</li>
<li>Gelati: -22° C</li>
<li>Cioccolato +18°/+20° C</li>
</ul>
<p>Infine, lo stesso discorso vale anche per quanto riguarda i <strong>prodotti farmaceutici</strong> che, a seconda della tipologia, sono soggetti a <strong>temperature </strong>e<strong> tolleranze specifiche</strong>. Non solo, in alcuni casi sono richiesti anche <strong>parametri aggiuntivi</strong> come il livello di <strong>qualità dell’aria</strong> che possono rendere più difficoltoso il corretto processo della <strong>catena del freddo</strong>.</p>
<p>È molto importante che questi <strong>limiti di temperatura</strong> vengano rispettati in quanto l’<strong>interruzione della catena del freddo </strong>provoca il formarsi di alcuni microrganismi che possono deteriorare il prodotto e renderlo nocivo per la salute del consumatore.</p>
<h2></h2>
<h2>Il trasporto e la logistica del freddo</h2>
<p>Per quanto riguarda la logistica del freddo, il <strong>trasferimento dei prodotti termosensibili</strong> richiede l’impego di <strong>mezzi di trasporto idonei</strong>, realizzati secondo le <a href="https://www.confetra.com/normative/nota-ministero-dellinterno-n-300a52609108137-del-14-7-2006/">norme europee ATP</a> <strong>(Accord Transport Perissable)</strong>. Inoltre, il <strong>trasportatore</strong> ha il compito di:</p>
<ul>
<li><strong>Sistemare</strong> la<strong> merce</strong> per una corretta circolazione dell’aria fredda</li>
<li><strong>Misurare la temperatura</strong> dei prodotti durante l’intero viaggio</li>
<li><strong>Documentare</strong> i dati per essere a disposizioni degli Enti di controllo</li>
</ul>
<p>Si tratta quindi di un settore complesso che necessita di <strong>esperienza</strong>, <strong>competenza</strong> e <strong>attenzione</strong>. Per questo, è consigliabile affidarsi ad <strong>aziende esperte</strong> come noi di <strong>C.T.I. International Forwarder</strong>. Grazie a una rete capillare di <strong>operatori</strong> e <strong>mezzi all’avanguardia</strong> garantiamo una <strong>gestione efficiente della catena del freddo</strong> nelle fasi di <strong>stoccaggio</strong> e <strong>trasporto</strong> dei <strong>prodotti a temperatura controllata</strong> e assicuriamo la massima tutela ai nostri clienti nonché ai <strong>consumatori finali</strong>.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="qbutton large" style="color: #ffffff; border-color: #ffffff; margin: 0 auto 0 auto; border-radius: 0px; -moz-border-radius: 0px; -webkit-border-radius: 0px;" href="https://www.cti-fwd.com/contatti/" rel="noopener">CONTATTACI E RICHIEDI INFORMAZIONI</a></p>
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		<title>Navi troppo grandi?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/navi-troppo-grandi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 07:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/navi-troppo-grandi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’International Transport Forum, per anni ha lanciato avvertimenti riguardo le dimensioni troppo grandi delle navi porta container. A seguito del blocco del Canale di Suez il dibattito è diventato di demanio pubblico, lasciando seri dubbi sul bilancio tra pro e contro riguardo la grandezza di tali imbarcazioni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’International Transport Forum (un’organizzazione che opera nell’ambito dell’Ocse), per anni ha lanciato avvertimenti riguardo le dimensioni troppo grandi delle navi porta container. A seguito del blocco del Canale di Suez il dibattito è diventato di demanio pubblico, lasciando seri dubbi sul bilancio tra pro e contro riguardo la grandezza di tali imbarcazioni.</p>



<p>Secondo un’analisi di Allianz, il numero di container da 20 piedi che le navi possono trasportare è aumentato del 1500% negli ultimi 50 anni, con il salto definitivo nel 2006 con l’introduzione da parte di Maersk della prima mega nave dalla portata di circa 15 mila container, raddoppiando il record precedente. A oggi ci sono circa 133 navi con una capacità di carico compresa tra 18 e 24 mila container.</p>



<p>Questo sviluppo è dovuto soprattutto all’economia di scala: l’uso di una sola nave invece di due per trasportare lo stesso carico consente di risparmiare carburante, riduce significativamente il costo di trasporto per container e riduce l’impatto ambientale della nave.</p>



<p>Ci sono però anche degli aspetti negativi, ossia il rischio che ci siano incidenti dovuti alla maggiore predisposizione a perdere parte del carico per intemperie, avendo una più vasta superficie e di conseguenza più altezza, e più grandi difficoltà di manovra, specie nei canali più stretti come quelli di Suez e Panama. Inoltre sono poche le compagnie a possedere tutti questi giganti del mare, e possono mettersi facilmente attorno a un tavolo per definire insieme tariffe e protocolli di servizio. Analogamente, non sono numerosissimi i porti in grado di diventare più larghi e più profondi per ospitare tali navi e offrire servizi a terra e collegamenti efficienti.</p>



<p>In aggiunta a queste complicazioni si deve pensare alla delocalizzazione delle produzioni rispetto a dove avverrà il consumo, ciò riguarda non solo prodotti a bassa tecnologia, ma in modo crescente i semilavorati. A esempio per mettere insieme un iPhone, Apple deve contare su forniture puntuali da 49 Paesi. Il vaccino Pfizer ha ben 5 mila fornitori dislocati in tutto il mondo.</p>



<p>Si può quindi dire che l’integrazione economica internazionale richiede catene d’approvvigionamento efficienti e l’unica risposta apparente al momento è l’utilizzo delle mega navi.</p>



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		<item>
		<title>L&#8217;impatto del COVID-19 sui trasporti</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/limpatto-del-covid-19-sui-trasporti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 08:52:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/limpatto-del-covid-19-sui-trasporti/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Similare agli effetti che l’11 settembre hanno avuto sul trasporto aereo, la pandemia attuale causata dal nuovo Coronavirus ha creato una crisi senza precedenti a livello mondiale e porterà a cambiamenti notevoli a livello di spedizioni cargo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Similare agli effetti che l’11 settembre hanno avuto sul trasporto aereo, la pandemia attuale causata dal nuovo Coronavirus ha creato una crisi senza precedenti a livello mondiale e porterà a cambiamenti notevoli a livello di spedizioni cargo.</p>



<p>Il trasporto delle merci è il pilastro fondamentale dell’Unione Europea, considerando che il settore logistica e trasporti ha un valore di 675 miliardi di euro e il volume di traffico merci movimentato all’interno dell’Unione ammonta a 3731 miliardi di tkm (tonnellate trasportate per chilometro) e impiega 11,7 milioni di persone, basti pensare che durante il lockdown i rifornimenti di viveri e beni di prima necessità non hanno interrotto i loro flussi, vedendo tir e autocarri solcare autostrade vuote, container e treni merci nei porti deserti, ma nonostante tutto ciò il trasporto ha avuto delle ripercussioni gravissime, vedendo un tracollo degli scambi internazionali con crolli di domande e offerte.</p>



<p>Il settore cargo aereo è quello più colpito con una stima al -16,8% per il 2020 in termini di tkm (nei primi 5 mesi dell’anno era calato del -26,7%) a causa della riduzione notevole dei voli, vedendo quelli passeggeri diminuiti del 95% e portando quindi a innumerevoli disagi, ritardi e aumenti di prezzi per la merce che viaggia. La capacità belly, ovvero quella di stiva, è calata del 70% e al momento vede moltissima competitività, perciò viene compensata da un aumento del 32% dell’uso di aeromobili all cargo, ma non vi è stato comunque un aumento di domanda.</p>



<p>Inoltre la diminuzione dei voli passeggeri su determinati luoghi come piccole città, rende ancor più complicata la spedizione della merce in quelle mete e richiede quindi un servizio multimodale di spedizione, ovvero la combinazione di più servizi, per esempio il trasporto tramite aereo e terra, spedendo prima via aerea la merce presso le città vicine più grandi e poi proseguendo tramite camion.</p>



<p>Secondo gli studi di McKinsey (storica società di consulenza) i volumi di traffico merci internazionale impiegheranno dai 15 ai 48 mesi per tornare ai livelli dell’ultimo trimestre del 2019, con alcune località maggiormente colpite rispetto ad altre.  Purtroppo la fretta di immettere sul mercato i dispositivi di protezione individuale (DPI) si è ridotta man mano che le supply chain si sono regolarizzate. Come spedizionieri internazionali, noi di C.T.I. ti aiutiamo a organizzare nuove strategie per il trasporto della tua merce con le migliori soluzioni a livello di tempistiche e budget in qualsiasi momento rendendoti l’intera operazione semplice.</p>



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		<item>
		<title>Cos&#8217;è Harmonized System &#8211; HS Code</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/cose-harmonized-system-hs-code/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 07:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/cose-harmonized-system-hs-code/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sistema armonizzato (in inglese Harmonized Commodity Description and Coding System o, in semplice, Harmonized System – abbreviato in HS code) è un Sistema standardizzato di nomenclatura delle tariffe doganali che classifica ogni singolo prodotto attraverso l’uso di una serie di numeri.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span id="more-653"></span></h3>
<p style="text-align: left;"><strong>Il sistema armonizzato (in inglese Harmonized Commodity Description and Coding System o, in semplice, Harmonized System – abbreviato in HS code) è un Sistema standardizzato di nomenclatura delle tariffe doganali che classifica ogni singolo prodotto attraverso l’uso di una serie di numeri.</strong></p>
<p>Tale numerazione viene usata negli scambi commerciali tra nazioni, sia nelle esportazioni che nelle importazioni, per consentire una chiara e rapida identificazione delle merci.</p>
<p>Inizialmente il sistema armonizzato è stato introdotto dal “Custom Cooperation Council” nel 1983, che si è poi evoluto nel <strong>WCO (World Custom Organization – WCO)</strong> un’organizzazione sovranazionale con sede a Bruxelles (Belgio) e con oltre 170 stati membri.</p>
<p><strong>COME É DIVISO IL SISITEMA ARMONIZZATO HS ? </strong></p>
<p><strong>Il sistema armonizzato (HS) è diviso in 21 sezioni, suddivise a loro volta in 99 capitoli ordinati per tipologia di merce, per arrivare a 5000 raggruppamenti di merci.</strong></p>
<p>Le classificazioni di base, armonizzate a livello globale, sono contenute nelle <strong>prime 6 cifre del codice</strong> (le prime 2 cifre corrispondono alla sezione, le seconde 2 cifre corrispondono al capitolo e le terze 2 cifre corrispondono al raggruppamento di merce) e ogni stato può suddividere ulteriormente le merci comprese in queste voci, perciò dalla settima cifra in poi le varie tariffe doganali possono differire tra loro. Questa struttura viene aggiornata ogni 5 anni, per tenere conto dell&#8217;evoluzione dei prodotti oggetto di scambi internazionali, l&#8217;ultimo aggiornamento è avvenuto nel 2017. </p>
<p><strong>COSA SONO I CODICI TARIC ?</strong></p>
<p><strong>Il codice TARIC è un metodo di classificazione ed identificazione delle merci oggetto di scambio internazionale tra gli Stati membri della Comunità Europea, ai fini della determinazione delle tariffe doganali.  </strong>I codici <strong>TARIC </strong>cioè la<strong> &#8220;tariffa doganale comunitaria&#8221; </strong>sono applicata nell&#8217;Unione europea dal 1987. <strong>I codici TARIC sono composti da 10 cifre e si basano sulla nomenclatura del Sistema Armonizzato (HS)</strong> stabilito dall’omonima convenzione internazionale. Essi comprendono, oltre alle aliquote dei dazi applicabili alle importazioni dai paesi terzi, i dazi preferenziali applicabili alle merci originarie dei paesi ai quali l&#8217;Unione europea ha concesso un trattamento particolare e tutta una serie di altre misure specifiche. </p>
<p><strong>La corretta codifica delle merci è estremamente importante in quanto influenza l’applicazione dei dazi all’importazione.</strong></p>
<p><strong>Vuoi saperne di più su questo argomento? </strong></p>
<p><strong>Rivolgiti a noi </strong></p>
<p> </p>

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			</item>
		<item>
		<title>Con quale priorità viaggiano le merci in aereo?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/con-quale-priorita-viaggiano-le-merci-in-aereo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 10:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/con-quale-priorita-viaggiano-le-merci-in-aereo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Circa 80% di tutta la merce trasportata via aereo viaggia nei voli passeggeri ma solamente il restante 20% viene trasportato usando voli interamente dedicati a caricare merce. Di solito si tratta di composti chimici ritenuti dannosi nel caso in cui viaggiassero con passeggeri (pezzi grandi che non entrerebbero dentro un aereo di linea o grandi volumi in generale).</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span id="more-649"></span></h3>
<p><strong>Circa 80% di tutta la merce trasportata via aereo viaggia nei voli passeggeri ma solamente il restante 20% viene trasportato usando voli interamente dedicati a caricare merce. </strong>Di solito si tratta di composti chimici ritenuti dannosi nel caso in cui viaggiassero con passeggeri (pezzi grandi che non entrerebbero dentro un aereo di linea o grandi volumi in generale).</p>
<p>Ovviamente, <strong>i bagagli a seguito passeggero hanno la priorità sulla merce spedita</strong> e quindi, in caso di affluenza maggiore del previsto di passeggeri, il “load factor” del volo cambia e la merce rimane a terra in attesa del volo successivo. Dopo la “merce” a seguito passeggero (valigie) ci sono varie categorie di priorità della merce, vediamole insieme.</p>
<p><strong>LE VARIE CATEGORIE DI DI PRIORITÁ DELLA MERCE: </strong></p>
<ol>
<li><strong>Farmaceutici/congelati e deperibili</strong> (che sia cibo o piante) <strong>e animali vivi</strong> <strong>hanno la priorità sia nell’ordine di imbarco</strong> nel momento in cui la merce arriva a destinazione e viene sottoposta alle operazioni doganali per prima.</li>
<li><strong>Le merci con Servizi “premium” hanno una priorità maggiore</strong> perchè per questo servizio viene pagata una tariffa più alta, di conseguenza diminuisce la possibilità che la merce venga sbarcata.</li>
<li><strong>Le merci spedite con Servizio aereo normale </strong>sono le prime merci che nel caso in cui la capacità di carico dell&#8217;aereo venga superata, non viene caricata. Le decisioni vengono prese arbitrariamente e senza particolari criteri, l’unica differenza viene dettata eventualmente da quanti voli di ritardo ha già subito la merce (ovviamente passando avanti in graduatoria, ma mai superando le due categorie sopra citate). </li>
</ol>
<p><strong>Vuoi evitare che la tua merce venga bloccata in aeroporto? </strong></p>
<p><strong>Per maggiori informazioni rivolgiti a noi.</strong></p>
<p> </p>

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		<title>Le nuove regole Incoterms 2020</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/le-nuove-regole-incoterms-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 12:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/le-nuove-regole-incoterms-2020/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le regole Incoterms®, contrazione di International Commercial TERMS, sono le regole della ICC  (International Chamber of Commerce, leader mondiale nello sviluppo di standard, regole e guide di riferimento per il commercio internazionale) per l’utilizzo dei termini commerciali che individuano le responsabilità, le spese e i rischi connessi alla consegna della merce nelle compravendite internazionali. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span id="more-645"></span></h3>
<p>Le regole<strong> Incoterms®</strong>, contrazione di <strong>International Commercial TERMS</strong>, sono le regole della <strong>ICC  (</strong><strong>International Chamber of Commerce</strong>, leader mondiale nello sviluppo di standard, regole e guide di riferimento per il commercio internazionale) per l’utilizzo dei termini commerciali che individuano le responsabilità, le spese e i rischi connessi alla consegna della merce nelle compravendite internazionali. </p>
<p> </p>
<p>Le regole Incoterms®, adottate per la prima volta nel 1936 e affermatesi nelle transazioni di tutto il mondo, sono state regolarmente <strong>aggiornate nel tempo</strong> (1953, 1967, 1976, 1980, 1990, 2000, 2010) per tenere il passo con gli sviluppi del commercio internazionale, come la creazione di aree di libero scambio e unioni doganali, gli importanti cambiamenti intervenuti nelle tecniche di trasporto e conseguente incremento dei traffici containerizzati, l’accresciuta diffusione delle comunicazioni elettroniche e le nuove esigenze di sicurezza nei trasporti.<br />L’ottava revisione, iniziata nel 2016, ha condotto a una <strong>nuova edizione</strong> delle <strong>regole</strong> <strong>Incoterms®</strong> che sono entrate in vigore il <strong>1° gennaio 2020.</strong> Questo lavoro di revisione delle regole è servito a <strong>migliorare l’edizione precedente </strong>e a fornire <strong>alcune precisazioni di dettaglio</strong> che ne consentono un uso più preciso, con particolare riferimento ai collegamenti esistenti tra <strong>contratto di compravendita</strong> e <strong>contratti di trasporto</strong> e di <strong>assicurazione</strong>, facilitando in tal modo lo svolgimento degli scambi internazionali di merci, assicurando agli utilizzatori <strong>certezza di regole</strong> e d’<strong>interpretazione</strong> ai termini commerciali più diffusi al mondo.</p>
<p><strong>VEDIAMO INSIEME NEL CONCRETO TUTTI I CAMBIAMENTI:</strong></p>
<p><strong>&#8211;    </strong>Dopo numerose richieste da parte dei mercati, gli Incoterms® 2020 permetteranno di avere una bolla di carico a bordo anche nella resa FCA (Free Carrier):</p>
<p>La resa Incoterms® FOB, spesso utilizzata per le spedizioni con container, implica alti rischi per il venditore. Difatti, con questa regola il venditore non ha più il controllo sul container quando arriva al porto, ma è comunque responsabile per qualsiasi inconveniente finché questo non viene caricato sulla nave. Per questa ragione i venditori scelgono di utilizzare la resa Incoterms® FCA sebbene molto spesso preferiscono assicurarsi il pagamento con una lettera di credito. Quest&#8217;ultima, per essere emessa, necessita di una bolla di carico prodotta a bordo: ciò è difficile da ottenere con la regola FCA. Perciò, l’FCA degli Incoterms® 2020 autorizza le parti del contratto, qualora in accordo, a chiedere al carrier di produrre la bolla di carico a bordo.</p>
<p>&#8211;    Gli Incoterms® 2020 struttureranno le rese CIF (Cost Insurance and Freight) e CIP (Carriage and Insurance Paid To) con diversi livelli assicurativi:</p>
<p>Gli Incoterms® 2010 prevedevano che il venditore provvedesse ad una copertura assicurativa di livello Clause C per entrambe le regole. La Clause C è il livello assicurativo più basso: sebbene questo possa andare bene per i prodotti in bulk, non è lo stesso per quanto riguarda i beni finiti. Per tale ragione, negli Incoterms® 2020 la resa CIF manterrà lo stesso livello di copertura assicurativa, mentre la CIP dovrà essere protetta da un’assicurazione di livello più alto (ovvero Clause A).</p>
<p>&#8211;    Gli Incoterms® 2020 includeranno la possibilità di gestire le spedizioni con mezzi propri – e non con un carrier terzo – nelle rese FCA, DAP, DPU e DDP:</p>
<p>Negli Incoterms® 2010, nelle spedizioni era sempre previsto l’impiego di un carrier terzo, non era infatti inclusa la possibilità che il seller o il buyer potessero gestire il trasporto con mezzi propri. Con gli Incoterms® 2020 invece, ciò sarà permesso.</p>
<p>&#8211;    C’è un cambiamento nella resa Delivered At Terminal (DAT): adesso sarà nota con il nome di Delivered At Place Unloaded (DPU). Negli Incoterms® 2010, la regola DAT stava a significare che le merci erano indicate come consegnate una volta arrivate al terminal. In molti hanno espresso la necessità di una resa Incoterms® che permettesse la consegna non solo a un terminal. Perciò, la DAT ora sarà nota come DPU – senza quindi il riferimento specifico ai terminal.</p>
<p>&#8211;    Gli Incoterms® 2020 includeranno regolamentazioni sulla sicurezza più precise, con descrizione di obblighi e costi.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per maggiori informazioni rivolgiti a noi.</strong></p>
<p> </p>


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		<title>La SULPHUR CAP – Una nuova regolamentazione per i carburanti delle navi</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/la-sulphur-cap-una-nuova-regolamentazione-per-i-carburanti-delle-navi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 09:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/la-sulphur-cap-una-nuova-regolamentazione-per-i-carburanti-delle-navi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal primo gennaio, per decisione dalla IMO (International Maritime Organization) entrerà in vigore la “Sulphur Cap”.  Il limite di zolfo dei carburanti passera così dal 3,5% attuale allo 0,5%.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dal primo gennaio, per decisione dalla IMO (International Maritime Organization) entrerà in vigore la “Sulphur Cap”.  Il limite di zolfo dei carburanti passera così dal 3,5% attuale allo 0,5%.</h3>
<p><span id="more-637"></span></p>
<p>Secondo lo studio &#8220;<u>Global Sulphur Cap 2020</u>&#8220;, recentemente pubblicato dal DNV GL sull’argomento, saranno coinvolte più di 70.000 navi su scala globale. Se la nave non risulterà a norma dal 1/1/2020 non potrà salpare. </p>
<p>Per soddisfare quanto prescritto dalla normativa entro il termine del 2020 <strong>le compagnie dovranno adeguarsi scegliendo una delle seguenti opzioni:</strong></p>
<ol>
<li>Usare del nuovo carburante: prima della fine dell’anno, tutte le navi della flotta devono aver fatto la pulizia delle cisterne dai residui di combustibile vecchio per usare quello nuovo. Il costo carburante “Sulphur compliant” però è molto maggiore rispetto al carburante classico e inoltre bisogna fermare la nave per effettuarne la pulizia.</li>
<li>Installare “Scrubber&#8221;: un sistema di filtraggio per ossidi di zolfo, un tipo di operazione molto costosa (dai 2 ai 10 milioni di dollari a seconda delle dimensioni nave) senza considerare che per installarlo bisogna comunque tener ferma la nave.</li>
</ol>
<p>Entrambe le soluzioni comportano quindi il fermo nave e ingenti spese aggiuntive per le compagnie.</p>
<p><strong>Ma cosa cambia a me cliente?</strong></p>
<p>Spazi navi ridotti, in quanto vengono fermate a rotazione per poter rispettare la norma dal 1° gennaio e i costi maggiori che affronteranno le compagnie saranno ovviamente riversati sul cliente finale. </p>
<p><strong>Vuoi saperne di più su questo argomento e vuoi sapere cosa può fare CTI per te? </strong></p>
<p><strong>Per maggiori informazioni rivolgiti a noi.</strong></p>


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		<title>Quanto ingombrante è il mio pacco?</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/quanto-ingombrante-e-il-mio-pacco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 06:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/quanto-ingombrante-e-il-mio-pacco/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quante volte nella vostra vita avete affrontato con gli spedizionieri l’argomento del peso tassabile delle vostre spedizioni? Non sempre tutto vi sarà stato chiaro pur rivestendo la cosa un peso non indifferente nelle tassazioni e nei costi che voi o i vostri clienti affrontate quotidianamente.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Quante volte nella vostra vita avete affrontato con gli spedizionieri l’argomento del peso tassabile delle vostre spedizioni? Non sempre tutto vi sarà stato chiaro pur rivestendo la cosa un peso non indifferente nelle tassazioni e nei costi che voi o i vostri clienti affrontate quotidianamente.</h3>
<p><span id="more-633"></span>Contiamo risolvere i vostri eventuali dubbi aiutandovi a capire ed insegnandovi a calcolare il peso tassabile, a seconda della tipologia di invio che opererete, in modo che questa materia non sia ancora a voi sconosciuta. La premessa, seppur banale, è che l’ingombro volumetrico si calcola moltiplicando tra di loro le tre misure lunghezza, larghezza e altezza di ciascun cartone o collo spedito. Il risultato andrà diviso per il rapporto applicato per la singola tipologia di spedizione che varia a seconda sia aerea, marittima, gomma o corriere espresso.</p>
<p>Questo risultato andrà poi confrontato con il peso lordo della merce. Il peso più alto tra quello lordo (reale) e quello ottenuto dal calcolo sarà preso come peso da considerare per la spedizione.</p>
<p>Ecco i rapporti peso/volume</p>
<ul>
<li>Nelle spedizioni aeree: Il rapporto peso volume è molto semplice, per ogni metro cubo d’ingombro si stima un peso di 167 kg (formula: 1 CBM = 167 kg) ma se il peso eccede la stima la tassazione verrà applicata sul peso reale. Esempio: n. 5 colli con peso totale di kg. 250 dimensione singolo collo cm 60x70x80. Il volume della spedizione sarà così determinato 5 x 60 x 70 x 80 = 1,68 m3. Il peso tassabile sarà quindi 1,68 m3 x 167 = 280,56 Il costo della spedizione quindi sarà calcolato su kg 280,56 di peso tassabile.</li>
<li>Nelle spedizioni marittime: (Nel caso di LCL) la tassazione è applicata per metro cubo o per tonnellata in base al rapporto: 1 metro cubo = 1 tonnellata, (espresso nella formula W/M). Ovvero si moltiplicherà la tariffa per il volume se in termini assoluti il valore in metri cubi è maggiore del valore in tonnellate e viceversa per il peso se il valore espresso in tonnellate è maggiore a quello espresso in metri cubi. Esempio: n. 8 colli con peso totale di kg 2200 dimensione singolo collo cm 120 x 80 x 150 Il volume della spedizione sarà così determinato = 8 x 120 x 80 x 150 = 11,52 m3. Il peso tassabile sarà quindi 11,52 m3 x 1000 kg = 11520 kg che è maggiore di 2200 kg. Il costo della spedizione quindi sarà calcolato su kg 11520 di peso tassabile</li>
<li>Nelle spedizioni terrestri: In linea generale nel caso di spedizioni via camion la tassazione è applicata per metro cubo o quintale in base al rapporto :1 metro cubo = 300 kg. Ovvero si moltiplicherà la tariffa per il volume se in termini assoluti il valore in metri cubi è maggiore del valore in quintali e viceversa per il peso se il valore espresso in quintali è maggiore a quello espresso in metri cubi. Esempio: n. 5 colli con peso totale kg. 700 dimensione di ogni collo cm 120 x 80 x 100 Il volume della spedizione è pari a 5 x 120 x80 x 100 = 4,80 m3 Il peso tassabile sarà quindi 4,80 m3 x 300 = 1440 kg Il costo della spedizione sarà quindi calcolato su kg 1440 di peso tassabil. Meritano un approfondimento a parte le spedizioni a mezzo corriere espresso in quanto gli stessi sono spesso diversi a seconda del corriere interessato. Forse siamo riusciti a rendere tutto un po’ meno oscuro ma se doveste necessitare di ulteriori chiarimenti, contattateci, il nostro staff sarà sempre a vostra disposizione.</li>
</ul>
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		<title>CTI. L&#8217;export negli USA: cosa prevede la &#8220;FDA&#8221;</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/cti-lexport-negli-usa-cosa-prevede-la-fda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 12:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/cti-lexport-negli-usa-cosa-prevede-la-fda/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Food and Drug Administration (FDA) è l’agenzia del governo Americano che si occupa di regolamentare i prodotti che vengono immessi in commercio sul territorio Statunitense, dagli alimenti fino ai farmaci etici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/cti-lexport-negli-usa-cosa-prevede-la-fda/">CTI. L&#8217;export negli USA: cosa prevede la &#8220;FDA&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">La Food and Drug Administration (FDA) è l’agenzia del governo Americano che si occupa di regolamentare i prodotti che vengono immessi in commercio sul territorio Statunitense, dagli alimenti fino ai farmaci etici.</h3>



<p>L’FDA dipende dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti. L’obiettivo primario della Food and Drug Administration (FDA) è quello di proteggere e garantire la sicurezza e la salute dei cittadini attraverso l’emanazione di regole e principi di controllo che siano di riferimento per l’immissione in commercio di prodotti studiati secondo processi rigorosi tra cui: farmaci, alimenti, integratori e additivi alimentari, mangimi e farmaci veterinari, dispositivi e attrezzature mediche (ivi compresi gli occhiali), sangue ed emoderivati per trasfusioni e cosmetici. Tra gli strumenti di controllo sono previsti sia valutazioni prima dell’immissione in commercio sia il monitoraggio dopo la commercializzazione.</p>



<p>Per questa ragione, il primo passo per l’azienda che intende esportare negli Stati Uniti è la registrazione FDA, che ha validità per l’anno solare (quindi indipendentemente dal giorno di registrazione, la scadenza è fissata al 31 dicembre). Fino al 2012, la registrazione per i produttori di occhiali non aveva nessun costo, ma dal 2013 l’amministrazione Obama ha equiparato gli occhiali ai dispositivi medici. La spesa per il 2022 è stata stabilita in $5.546,00, per il 2023 è aumentata a $6.493,00 e per il 2024 è stata fissata a $7.653,00.</p>



<p>Per poter procedere alla registrazione, è necessario che la ditta nomini un “rappresentante” con sede negli States, che diventerà il riferimento per la FDA in caso di problemi.<br>Al termine della registrazione (che può essere effettuata online) si avrà il cosiddetto Numero FDA che andrà indicato nella documentazione che il broker statunitense presenterà alla dogana americana e servirà per lo sdoganamento dei prodotti presso la dogana stessa.</p>



<p>Oltre alla registrazione dell’azienda produttrice, anche il destinatario deve essere registrato presso la FDA, dichiarando chi è il produttore.<br>Ad oggi, però, ci sono alcune eccezioni per praticanti autorizzati che creano o modificano un dispositivo medico, che viene applicata anche a negozi e simili che effettuano vendite dirette al consumatore finale (Direct Sales Under 21 CFR 807.65).</p>



<p>La materia è comunque molto complessa ed intricata, in quanto ci sono eccezioni, contraddizioni a seconda dell’operatore doganale e della dogana di ingresso negli Stati Uniti. Per chi volesse ulteriormente approfondire, tutto lo staff della CTI è a completa disposizione, con il supporto del nostro agente che può anche fungere da rappresentate FDA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cti-fwd.com/news/cti-lexport-negli-usa-cosa-prevede-la-fda/">CTI. L&#8217;export negli USA: cosa prevede la &#8220;FDA&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.cti-fwd.com">CTI SRL</a>.</p>
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		<item>
		<title>Imballaggi in legno da Cina e Bielorussia: ecco la novitá</title>
		<link>https://www.cti-fwd.com/news/imballaggi-in-legno-da-cina-e-bielorussia-ecco-la-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MindsDeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 13:47:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cti-fwd.com/imballaggi-in-legno-da-cina-e-bielorussia-ecco-la-novita/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 1° ottobre 2018 sono entrate in vigore nuove normative per l’importazione di imballaggi e prodotti in legno da questi Paesi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Dal 1° ottobre 2018 sono entrate in vigore nuove normative per l’importazione di imballaggi e prodotti in legno da questi Paesi.</h3>
<p><span id="more-625"></span><br />
Cosa spinge la Comunità Europea ad adottare un provvedimento riguardante il materiale da imballaggio in legno provenienti da Cina e Bielorussia? Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di assistere alla diffusione di diversi microrganismi, insetti o muffe “aliene” nel nostro eco-sistema in grado di devastare coltivazioni, giardini e danneggiare il verde urbano.</p>
<p>Si tratta dei parassiti killer che da anni minacciano piante e colture in Italia. Dalla Popilla Japonica, che sta distruggendo la vegetazione tra Lombardia e Piemonte, alla Xylella fastidiosa, che ha fatto strage di ulivi nel Salento, fino al Rhynchophorus ferrugineus, punteruolo rosso, che ha flagellato le palme in sud Italia. Sono solo alcuni dei numerosi insetti alieni provenienti da altri continenti che a causa dell’intensificarsi degli scambi commerciali sono arrivati in Italia, dove hanno trovato un habitat favorevole in seguito ai cambiamenti climatici.</p>
<p>La Comunità Europea, vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell’8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità, ha adottato i seguenti provvedimenti, a partire dal 1° Ottobre 2018:</p>
<h4>Materiali da Imballaggio in legno, definizioni:</h4>
<p>a) “materiale da imballaggio in legno”: legname o prodotti in legno utilizzati per sostenere, proteggere o trasportare una merce, ad eccezione del legno trasformato mediante colla, calore o pressione o una combinazione di questi fattori e del materiale da imballaggio interamente costituito di legno di spessore non superiore a 6 mm;<br />
b) “prodotti specificati”: prodotti originari della Bielorussia e della Cina importati nell’Unione, sostenuti, protetti o trasportati tramite materiale da imballaggio in legno;<br />
c) “spedizione”: quantitativo di merci compreso in un unico documento necessario per le formalità doganali o per altre formalità;<br />
d) “operatore professionale”: qualsiasi persona di diritto pubblico o privato coinvolta professionalmente nell’introduzione di materiale in legno nel territorio dell’Unione e giuridicamente responsabile di tale introduzione.</p>
<h4>Materiali da Imballaggio in legno: controlli e rischi</h4>
<p>Il materiale da imballaggio in legno di ciascuna spedizione è sottoposto a vigilanza doganale e può subire controlli totali od a campione per verificare che non siano contaminati da organismi nocivi e che siano accompagnati dai certificati richiesti per attestarne la qualità. Questi possono essere soggetti a uno dei regimi doganali di immissione in libera pratica o in regimi speciali, ad eccezione delle procedure speciali che prevedono il transito esterno od interno, oppure il deposito, che comprende il deposito doganale e nelle zone franche, purché siano stati completati i controlli fitosanitari di cui all’articolo 4. Se dai controlli fitosanitari emerge che le disposizioni non siano state rispettate o che il materiale da imballaggio/prodotto in legno è infestato da organismi<br />
nocivi di tale direttiva, lo Stato membro interessato procede immediatamente con una ispezione totale o a campione, per accertare fisicamente la non conformità. Quando tale mancata conformità o tale infestazione è constatata, lo Stato membro interessato assicura la distruzione immediata di tale materiale in legno. Prima della distruzione il materiale è trattato in modo da garantire che non vi sia alcun rischio fitosanitario durante e dopo la distruzione.<br />
Come sempre siamo a diposizione per eventuali ulteriori chiarimenti od informazioni che possano aiutarvi a svolgere serenamente la vostra attività.</p>
<p>Per informazioni: <a href="mailto:aelmi@cti-spa.com">aelmi@cti-spa.com</a></p>
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